Il cardiochirurgo Chiariello: “Operai Papa Ratzinger in gran segreto, fu un’emozione fortissima”

(Adnkronos) – "Nel 2012, sei mesi prima delle sue dimissioni, operai in gran segreto Papa Benedetto XVI, Joseph Ratzinger. Il Pontefice non volle essere ricoverato al Policlinico Gemelli e scelse una clinica privata, la Pio XI, dove si sottopose a un intervento al cuore. Avevo già operato ministri, politici e personaggi illustri, ma quella era la mia prima volta con un Papa". A raccontarlo all’Adnkronos Salute è Luigi Chiariello, all'epoca direttore del Dipartimento di Cardiochirurgia dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, che ricorda ancora l'emozione di quel momento. "Provai una grande emozione e sentii tutta la responsabilità di quel gesto nel momento in cui impugnai il bisturi. Poi, superato l'impatto iniziale, mi concentrai sul campo operatorio e proseguii fino alla fine, come avrei fatto con qualsiasi altro paziente. Ma ricordo bene quei primi istanti: incidere con il bisturi il corpo di un Capo di Stato, il capo della Chiesa cattolica, una persona così carismatica e con un ruolo tanto importante, è stata un'emozione fortissima, che resta indimenticabile anche a distanza di tanti anni", ricorda il cardiochirurgo. Chiariello spiega di essere una persona abituata a mantenere il controllo delle emozioni durante il lavoro. "La notte prima dell'intervento ho dormito regolarmente, senza problemi. Eppure, nel momento in cui incidevo con il bisturi i tessuti di un Papa, l'emozione si è fatta sentire" aggiunge. Il medico conserva anche un ricordo personale del 'paziente Ratzinger', che descrive come "una persona semplice e mite, che ascoltava con attenzione i consigli dei medici e che non ho mai sentito contestare le nostre indicazioni". Benedetto XVI, sottolinea Chiariello, "non amava il clamore mediatico e preferiva mantenere la massima riservatezza sulle proprie condizioni di salute. Per questo, dopo l'intervento per il pacemaker, la notizia emerse soltanto diversi mesi più tardi". "Ricordo che, per evitare di creare allarmismi, Ratzinger decise di celebrare l'Angelus pochi giorni dopo l'intervento. Si affacciò alla finestra che dà su piazza San Pietro, come previsto dalla consuetudine, e dietro di lui c'eravamo io e la mia équipe, perché erano trascorsi soltanto pochi giorni dall'operazione", conclude. 
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