Milano, al via sgombero centro sociale Leoncavallo. Salvini: “Dopo decenni di illegalità si cambia”

(Adnkronos) –
Sgomberato oggi a Milano il centro sociale Leoncavallo. Lo sfratto dell'immobile al 7 di via Watteau era stato inizialmente notificato per il 9 settembre prossimo, tuttavia si è deciso di anticipare i tempi e l'intervento è scattato dalle 9 di questa mattina. Sul posto sono giunti gli agenti della polizia di Milano, a supporto dell'ufficiale giudiziario per lo svolgimento delle operazioni di sgombero.  "Decenni di illegalità tollerata, e più volte sostenuta, dalla sinistra: ora finalmente si cambia. La legge è uguale per tutti: afuera!", scrive su X Matteo Salvini. Occupato abusivamente dall'Associazione mamme antifasciste del Leoncavallo, al termine delle operazioni l'immobile è stato riconsegnato per la sua messa in sicurezza alla proprietà, la società 'L’Orologio s.r.l.'. Per l'occupazione, avvenuta nel settembre 1994, l’autorità giudiziaria aveva da tempo condannato gli occupanti. Dal 2005 vi sono stati numerosi tentativi di accesso da parte dell’Ufficiale Giudiziario, risultati infruttuosi. "Al riguardo – si legge in una nota della Prefettura di Milano – la società proprietaria aveva promosso anche un’azione risarcitoria per il danno subito dal ritardo nell’esecuzione dell’ordine giudiziario di rilascio dell’immobile occupato e da ultimo la Corte di Appello di Milano – Seconda Sezione Civile, con sentenza resa il 29 ottobre 2024, aveva condannato il Ministero dell’Interno al risarcimento del danno a favore della società proprietaria, nella misura di 3.309.150,00 euro (303.915,00 euro all’anno per gli ultimi dieci anni), nonché alle spese e agli interessi legali. L’esecuzione dello sgombero consentirà anche di evitare ulteriori azioni risarcitorie nei confronti dello Stato". “La sfratto era stato programmato per il 9 settembre, ma sapevamo che l’anticipo sarebbe potuto succedere per pressioni politiche ricevute dal ministero dell’Interno”. Così Marina Boer, presidente dell’associazione Mamme del Leoncavallo. Alla fine di tutto, dice, “c’è molta delusione e amarezza; ora certamente ci rivolgeremo alla città per avere un riscontro e speriamo che non sia la fine. Certo -conclude- cercare un’alternativa logistica sarà molto difficile”. “Questo è stato un modo molto brutto e doloroso di concludere questa fase”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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