{"id":99333,"date":"2025-06-28T09:47:30","date_gmt":"2025-06-28T07:47:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=99333"},"modified":"2025-06-28T09:47:30","modified_gmt":"2025-06-28T07:47:30","slug":"perquisizioni-nel-carcere-di-prato-indagati-agenti-e-detenuti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=99333","title":{"rendered":"Perquisizioni nel carcere di Prato, indagati agenti e detenuti"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Vasta operazione in corso nel carcere &#039;La Dogaia&#039; di Prato contro l&#039;ingresso di telefoni cellulari e droga ai detenuti dei reparti Alta sicurezza e Media sicurezza, ristretti anche per reati mafiosi. L&#039;inchiesta, coordinata dalla Procura diretta da Luca Tescaroli, ha portato a indagare quattro agenti penitenziari per corruzione e anomali contatti tra altri quattro agenti e addetti alle pulizie del carcere. \u00a0Oltre 260 agenti sono stati mobilitati per le perquisizioni ai detenuti e sono stati schierati 60 poliziotti in assetto antisommossa intorno al carcere. Le forze dell\u2019ordine hanno sottoposto a perquisizione 127 detenuti. Di questi, 27 sono indagati formalmente per reati legati alla detenzione e all\u2019utilizzo illecito di apparecchi di comunicazione e, in alcuni casi, per legami con il traffico di droga. I restanti 100 sono stati oggetto di sequestro e ispezione in quanto presunti beneficiari di favori o strumenti illeciti, seppur non ancora formalmente imputati.\u00a0In particolare, 111 detenuti dell\u2019area Alta aicurezza sono stati oggetto di attenzione: 14 risultano indagati, tutti cittadini italiani, molti con condanne o in attesa di giudizio per associazione di stampo mafioso o traffico internazionale di stupefacenti. Gli altri 97, pur non indagati, avrebbero comunque usufruito di libert\u00e0 e mezzi vietati. Anche la sezione Media Sicurezza \u00e8 stata coinvolta: 16 detenuti sono stati perquisiti, 13 dei quali indagati (8 italiani e 5 stranieri), mentre 3 risultano terzi non indagati (2 italiani e 1 straniero).\u00a0L\u2019inchiesta tocca direttamente anche la polizia penitenziaria. Tre agenti, di et\u00e0 compresa tra i 29 e i 32 anni, sono formalmente indiziati di corruzione: secondo le indagini, avrebbero facilitato l\u2019ingresso di telefoni e droga in cambio di compensi economici. Spazi in uso a questi agenti sono stati perquisiti all\u2019interno dell\u2019istituto. Oltre a loro, altri quattro agenti risultano coinvolti in rapporti anomali con detenuti e con personale addetto alle pulizie, elemento che \u2013 secondo la Procura \u2013 rafforza l\u2019ipotesi di un sistema collusivo diffuso.\u00a0L\u2019operazione ha superato i confini regionali. Sono state disposte 10 ulteriori perquisizioni domiciliari nei confronti di 9 indagati e di un soggetto terzo nelle province di Prato, Napoli, Arezzo, Roma, Firenze e Pistoia, con l\u2019impiego di oltre 30 agenti. In particolare, le procure di Napoli e Roma risultano coinvolte per l\u2019attivazione di schede telefoniche fittizie in negozi di telefonia, intestate a soggetti non collegati ai detenuti, ma utilizzate per aggirare i controlli.\u00a0Dal luglio 2024, quando l&#039;indagine \u00e8 iniziata, a oggi, le forze dell\u2019ordine hanno sequestrato: 34 apparecchi telefonici, inclusi smartphone di ultima generazione; 2 sim card, utilizzate illegalmente; ingenti quantit\u00e0 di hashish e cocaina, rinvenuti in pacchi postali, all\u2019interno di indumenti, e nelle cavit\u00e0 intime di familiari in visita. Solo nella giornata dell\u201911 gennaio 2025 sono stati trovati 10 smartphone in possesso di detenuti.\u00a0\u00a0I canali d\u2019ingresso per i materiali illeciti sono molteplici e ingegnosi: colloqui con familiari che consegnavano pacchi con telefoni o droga; utilizzo di fionde o palloni lanciati dall\u2019esterno da soggetti provenienti da Napoli; coinvolgimento di agenti penitenziari corrotti, pagati con somme anche di migliaia di euro; impiego di lavoranti interni con maggiore libert\u00e0 di movimento, incaricati di recuperare i pacchi lanciati dall\u2019esterno. I telefoni erano abilmente nascosti: dentro pentole modificate, nei sanitari, sotto i wc, in cartelline portadocumenti con doppifondo, perfino nella cavit\u00e0 anale.\u00a0Il comunicato della Procura ha puntato il dito anche contro la mancata protezione del detenuto romeno Vasile Frumuzache, aggredito brutalmente con olio bollente da un altro recluso poche ore dopo il suo ingresso in carcere, il 6 giugno 2025, accusato del duplice delitto di due escort connazionali. L\u2019attacco \u2013 secondo la ricostruzione \u2013 \u00e8 avvenuto nonostante le direttive specifiche impartite dalla Procura stessa per garantirne l\u2019incolumit\u00e0. Per questo episodio, tre agenti (originari di Caserta, Cosenza e Napoli, rispettivamente di 24, 40 e 45 anni) sono indagati per rifiuto d\u2019atti d\u2019ufficio e lesioni colpose.\u00a0Con 596 detenuti attualmente presenti, &#039;La Dogaia&#039; \u00e8 una struttura sotto stress. Ospita 285 italiani, ma anche numerosi stranieri: 102 marocchini, 40 albanesi, 32 cinesi, 28 tunisini, 20 nigeriani, 17 rumeni e altri. La mancanza di stabilit\u00e0 nella dirigenza e una carenza organica tra ispettori e sovrintendenti (rispettivamente -47% e -56,5%) aggravano la gestione quotidiana. Alla cronica mancanza di controlli, accusa il procuratore Tescaroli, si aggiungono problemi strutturali: scanner non funzionanti, assenza di locali per le intercettazioni, libert\u00e0 di movimento dei detenuti e numerosi casi di malattia psichiatrica, suicidi (due solo nel secondo semestre del 2024) e scarse opportunit\u00e0 lavorative.\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Vasta operazione in corso nel carcere &#039;La Dogaia&#039; di Prato contro l&#039;ingresso di telefoni cellulari e droga ai detenuti dei reparti Alta sicurezza e Media sicurezza, ristretti anche per reati mafiosi. 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