{"id":97928,"date":"2025-06-23T17:18:00","date_gmt":"2025-06-23T15:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=97928"},"modified":"2025-06-23T17:18:00","modified_gmt":"2025-06-23T15:18:00","slug":"groupama-per-un-lavoratore-su-2-a-garantire-pensioni-e-cure-sara-il-datore-di-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=97928","title":{"rendered":"Groupama: &#8220;Per un lavoratore su 2 a garantire pensioni e cure sar\u00e0 il datore di lavoro&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il traguardo della pensione, ancora oggi, nel nostro Paese, sembra sempre pi\u00f9 un miraggio. Almeno stando all\u2019Osservatorio \u2018Change Lab, Italia 2030\u2019 , realizzato per il quinto anno consecutivo da Groupama Assicurazioni &#8211; prima filiale del Gruppo francese Groupama e tra i pi\u00f9 importanti player del settore assicurativo in Italia &#8211; in collaborazione con l\u2019istituto di ricerca Bva Doxa per indagare i principali trend che entro il 2030 cambieranno le abitudini di vita delle persone. Quest\u2019anno l\u2019Osservatorio ha analizzato lo stato dell\u2019arte del welfare attraverso il percepito degli italiani, con un focus specifico sulle piccole e medie imprese (pmi), i cui dipendenti sono stati coinvolti nella survey.\u00a0Ne emerge che per oltre 6 italiani su 10, la futura pensione sar\u00e0 insufficiente, al punto di dover fare affidamento su altre fonti di reddito (per il 63%), o da non poter smettere di lavorare (17%); mentre i pi\u00f9 giovani (il 15% degli under 35) pensano che per loro il loro momento di andare in pensione non arriver\u00e0 mai. Una sfiducia che trova eco in uno Stato sempre meno di prossimit\u00e0, in cui se da una parte la sanit\u00e0 pubblica \u00e8 al primo posto tra i servizi che gli italiani si aspettano, dall\u2019altra questa \u00e8 la pi\u00f9 disattesa (solo 1 italiano su 4 la sente garantita).\u00a0Guardando al quadro generale, quasi la met\u00e0 (44%) degli italiani boccia i servizi statali: a fronte di un\u2019aspettativa di un sistema sanitario accessibile, efficiente e rapido (69%), pensioni adeguate (47%) e servizi di welfare di prossimit\u00e0 (36%), emergono forti attriti tra desideri e realt\u00e0. Pagelle nere, dunque, per il settore pubblico, a cui fanno da contraltare ottime prospettive per il welfare privato: circa 4 italiani su 10 godono di una copertura sanitaria (41%) e di pensioni integrative (38%), come parte dell\u2019offerta fornita dal proprio datore di lavoro. Il risultato? Grande soddisfazione nei lavoratori dipendenti che hanno un pacchetto welfare aziendale (46%) tanto che 8 su 10 (82%) lo ritengono un fattore importante nella scelta di un nuovo lavoro. \u00a0Anche guardando ai prossimi 10 anni, lo scenario non si discosta dalla fotografia attuale: solo il 9% degli italiani si dice fiducioso che lo Stato riuscir\u00e0 a garantire tutti i servizi essenziali. La maggior parte dei nostri connazionali, invece, ritiene che solo una parte dei servizi sar\u00e0 garantita (55%) e che sar\u00e0 necessaria una collaborazione con il settore privato (27%), o che lo Stato non avr\u00e0 le risorse necessarie e pertanto saranno le aziende a colmare le lacune tramite welfare aziendale (30%), o ancora che si dovr\u00e0 fare affidamento su risorse individuali (25%).\u00a0&quot;L&#039;indagine realizzata conferma come, in un contesto socioeconomico come quello attuale, in cui si abbassa il valore delle pensioni, aumenta l&#039;invecchiamento della popolazione e cala la copertura del sistema sanitario nazionale, le imprese sono chiamate a svolgere un ruolo sociale, a \u2018sostituirsi\u2019 allo Stato, colmando alcune lacune del sistema di welfare pubblico e offrendo ai propri dipendenti un supporto concreto in ambiti cruciali come la salute e la previdenza. In questo scenario, il welfare aziendale si configura, per i dipendenti, come la risposta ai bisogni a cui lo Stato non riesce a far fronte e, per le aziende, come una leva strategica per attrarre e fidelizzare i talenti, attraverso uno strumento in grado di rispondere alle necessit\u00e0 emergenti dei lavoratori. In qualit\u00e0 di assicuratori, il nostro impegno \u00e8 quello di accompagnare questa evoluzione sociale, facilitando la transizione verso un sistema integrato che sappia rispondere con efficacia alle nuove esigenze di tutela e benessere dei cittadini italiani&quot;, commenta Pierre Cordier, amministratore delegato e direttore generale di Groupama Assicurazioni.\u00a0\u201cIl \u2018welfare del futuro\u2019 delineato da questa ricerca invita, in un\u2019ottica di lungo periodo, alla fiducia e all\u2019ottimismo. Le preoccupazioni emerse sono reali, ma rappresentano anche la mappa di ci\u00f2 che possiamo migliorare. Immaginiamo Stato, imprese e cittadini non come corridori isolati su tapis roulant separati, ma come compagni di squadra che si passano il testimone lungo un percorso comune. Ognuno ha un ruolo: il settore pubblico crea il quadro di base, le aziende innovano e supportano, le persone partecipano attivamente alle scelte di benessere. Insieme possiamo trasformare la paura di \u2018non farcela\u2019 in energia per costruire nuove soluzioni. \u00c8 un\u2019economia dell\u2019ottimismo in azione, in cui investire nel capitale sociale, nelle relazioni di fiducia, nella solidariet\u00e0, nella salute condivisa, produce dividendi preziosi: lavoratori pi\u00f9 sereni, comunit\u00e0 pi\u00f9 felici, crescita pi\u00f9 sostenibile\u201d, dichiara Luciano Canova, economista e divulgatore scientifico. \u00a0I dati dell&#039;Osservatorio Groupama-Doxa mostrano un quadro preoccupante circa la fiducia degli italiani nei confronti del welfare statale. Secondo i nostri connazionali, lo Stato dovrebbe garantire: una sanit\u00e0 accessibile, efficiente e rapida (69%), pensioni adeguate a uno stile di vita dignitoso (47%), servizi di welfare di prossimit\u00e0 (36%), istruzione di qualit\u00e0 (34%), burocrazia snella (28%). Servizi essenziali che per\u00f2 nel percepito degli italiani sono assenti: 2\/3 (67%) considerano l\u2019attuale sistema sanitario pubblico inadeguato, mentre meno di 1 lavoratore su 10 (8%) ritiene l&#039;importo della pensione sufficiente a mantenere l\u2019attuale tenore di vita. Ancora pi\u00f9 allarmante \u00e8 che il 44% degli italiani ritiene che nessuno dei servizi essenziali sia oggi garantito dallo Stato. Tra le principali ragioni di sfiducia nel sistema pensionistico statale ci sono: l&#039;incapacit\u00e0 del sistema di garantire una copertura sufficiente (55%), la crisi demografica con il progressivo invecchiamento della popolazione e la bassa natalit\u00e0 (45%), e l&#039;erosione del potere d&#039;acquisto causata dall&#039;inflazione e dalle tensioni internazionali in atto (34%).\u00a0Numeri che portano il 18% dei lavoratori a pensare, una volta in pensione, di trasferirsi all\u2019estero per avere agevolazioni che garantiscano un miglior tenore di vita. Tra i desideri da soddisfare durante il \u2018buen retiro\u2019: occuparsi dei bisogni della propria famiglia e dei propri cari (28%), viaggiare e vedere il mondo (23%), vivere in campagna (15%) e dedicarsi ai propri hobby (14%). \u00a0In questo scenario, a ridisegnare i confini del welfare del futuro sono proprio i lavoratori, che restituiscono un\u2019immagine chiara di cosa si aspettano. Secondo i lavoratori dipendenti delle piccole e medie imprese intervistati, nei prossimi anni assisteremo a una progressiva integrazione tra welfare statale e aziendale (38%), con quest&#039;ultimo destinato ad acquisire maggiore rilevanza (30%). Per il 20% degli intervistati si profila addirittura un futuro \u2018azienda-centrico\u2019, dove lo Stato avr\u00e0 un ruolo marginale e le imprese diventeranno i principali fornitori di servizi e benefit per i propri dipendenti.\u00a0Oltre 8 lavoratori dipendenti su 10 (82%) considerano importante l\u2019offerta di un valido pacchetto welfare ai fini della scelta di un cambio di lavoro e sono proprio loro a delineare cosa debba offrire il \u2018pacchetto welfare\u2019 ideale: assicurazione sanitaria integrativa per s\u00e9 e per la famiglia (57%) e piano pensionistico complementare (56%) guidano la classifica dei benefit pi\u00f9 desiderati, seguiti dai servizi di supporto familiare (33%) e dalle convenzioni per assicurare il benessere psicofisico (25%). Per oltre 3 su 10 (31%), inoltre, il pacchetto welfare aziendale del futuro sar\u00e0 \u2018\u00e0 la carte\u2019, con le aziende che offriranno un paniere di benefit tra cui scegliere, personalizzando l&#039;offerta in base ai loro specifici bisogni. \u00a0L\u2019indagine, infine, offre un focus sul mondo assicurativo, sempre sotto la lente dei lavoratori di piccole e medie imprese: una polizza integrativa per salute e\/o previdenza incluso tra i benefit dall&#039;azienda \u00e8 \u2018molto apprezzata\u2019 da 1 italiano su 2 (48%), a cui si aggiunge un ulteriore 41% che la ritiene \u2018abbastanza utile\u2019 per avere una maggiore serenit\u00e0. Il 21% degli intervistati l\u2019ha attivata tramite l&#039;azienda, il 10% ne ha una privata, mentre un altro 10% le ha entrambe. Per quanto riguarda la previdenza complementare, il 18% ha una forma di integrazione privata, il 10% tramite l&#039;azienda e un altro 10% le ha entrambe. Numeri che mettono a fuoco anche un\u2019Italia a due velocit\u00e0: il 46% dei lavoratori che hanno un pacchetto welfare ne \u00e8 soddisfatto, di contro, il 24% non possiede ancora forme di welfare. \u00a0\u201cI dati del nostro Osservatorio mostrano con chiarezza quanto sia determinante l\u2019impegno delle aziende italiane per il supporto ai bisogni delle persone. Oggi l\u2019Istat ci dice che in Italia le pmi sono circa 4,9 milioni e costituiscono oltre il 96% delle imprese italiane. \u00c8 soprattutto a questo bacino che ci rivolgiamo: circa 21 milioni di lavoratori impiegati in micro, piccole e medie imprese che, ad oggi, non beneficiano ancora di misure di welfare adeguate. Crediamo fermamente che sia qui che si gioca una partita cruciale per il futuro del benessere dei lavoratori e delle loro famiglie. Per questo l\u2019approccio di Groupama Assicurazioni \u00e8 di lavorare insieme al cliente azienda per identificare le soluzioni assicurative e di welfare pi\u00f9 idonee per i propri dipendenti. Lo facciamo, tra l\u2019altro, attraverso il prodotto Groupama Benessere Impresa per la gestione dei piani sanitari e con la soluzione Programma Open per la previdenza complementare. Si tratta di una situazione win-win: il nostro Osservatorio sulle pmi rivela che le aziende con un welfare competitivo non solo fidelizzano e tutelano dipendenti e famiglie, ma attraggono anche nuovi talenti. Non a caso, l&#039;82% dei lavoratori indica un welfare pi\u00f9 vantaggioso come fattore decisivo per un cambio di lavoro, talvolta anche rispetto a un guadagno maggiore\u201d, conclude l\u2019ad di Groupama Assicurazioni, Pierre Cordier.\u00a0&#8212;lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il traguardo della pensione, ancora oggi, nel nostro Paese, sembra sempre pi\u00f9 un miraggio. 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