{"id":97856,"date":"2025-06-23T12:26:53","date_gmt":"2025-06-23T10:26:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=97856"},"modified":"2025-06-23T12:26:53","modified_gmt":"2025-06-23T10:26:53","slug":"iran-bertolotti-ispi-blocco-stretto-hormuz-guerra-ibrida-e-cyberattacchi-tra-opzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=97856","title":{"rendered":"Iran, Bertolotti (Ispi): &#8220;Blocco Stretto Hormuz? Guerra ibrida e cyberattacchi tra opzioni&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Mine navali, barchini, droni d&#039;attacco, droni navali, ma anche sabotaggi, una risposta asimmetrica, una guerra ibrida, cyberattacchi e l&#039;aiuto dei proxy. Sono infinite le opzioni per l&#039;Iran che minaccia la chiusura dello Stretto di Hormuz, rotta strategica per tutti, compresa la Repubblica Islamica che dal 13 giugno \u00e8 coinvolta nel conflitto con Israele e che \u00e8 stata teatro di raid Usa contro tre siti del suo controverso programma nucleare. &quot;L&#039;Iran potrebbe fare due cose: agire direttamente o indirettamente&quot;, dice all&#039;Adnkronos Claudio Bertolotti, direttore di Start Insight e analista dell&#039;Ispi. E&#039; stato capo sezione contro-intelligence e sicurezza della Nato in Afghanistan e spiega come nel primo caso l&#039;Iran potrebbe posizionare mine navali. &quot;Ne ha di convenzionali o intelligenti o limitatamente intelligenti e sono facilmente dispiegabili con piccole imbarcazioni o sottomarini costieri&quot;. Ed \u00e8 &quot;l&#039;approccio soft&quot;, ma &quot;pi\u00f9 impegnativo rispetto ad attacchi con missili antinave o missili balistici o da crociera che possono colpire obiettivi in transito&quot;.\u00a0Senza contare che ci sarebbe poi la questione dello sminamento. E, osserva, &quot;le mine sono una minaccia per le navi in transito, ma anche per gli asset che si occupano di sminamento e che possono essere sottoposti a fuoco avversario&quot; durante le attivit\u00e0. &quot;Una nave ferma \u00e8 una nave che rischia di essere ancor pi\u00f9 obiettivo di quanto non lo sia una nave in formazione e avere una flotta bloccata \u00e8 un rischio per gli Stati Uniti&quot;, sottolinea, convinto che gli Usa &quot;interverrebbero nella fase di posa delle mine, senza attendere che la minaccia si concretizzi&quot;. Un&#039;operazione che anderebbe comunque &quot;a incidere solo su una percentuale delle mine collocate&quot;, ma complicherebbe le cose per l&#039;Iran, che &quot;non avrebbe gioco facile&quot;. L&#039;obiettivo resta sempre &quot;rallentare, non distruggere&quot;.\u00a0C&#039;\u00e8 anche, continua Bertolotti, la possibilit\u00e0 di un &quot;blocco con mezzi convenzionali, con la Marina, la componente navale dei Guardiani della Rivoluzione&quot;. Consisterebbe in &quot;fermo e sequestro di petroliere come avvenuto in passato&quot;. Poi c&#039;\u00e8 la &#039;lezione Ucraina&#039;, quella della guerra dei droni in cui l&#039;Iran \u00e8 accusato di coinvolgimento. E si passa a un piano pi\u00f9 &quot;evoluto&quot;. Ovvero quello di &quot;droni d&#039;attacco o droni navali per disturbare o danneggiare la navigazione commerciale in modo mirato&quot;. Ma, evidenzia l&#039;esperto, sarebbe sempre una scelta &quot;sostenibile solo nel breve periodo&quot;. \u00a0L&#039;eventuale chiusura da parte dell&#039;Iran dello Stretto di Hormuz comporterebbe ripercussioni per gli Stati Uniti, ma avrebbe &quot;molto pi\u00f9 impatto sul resto del mondo&quot;, Cina in particolare, ha detto il segretario di Stato Usa, Marco Rubio. &quot;Se minassero lo Stretto di Hormuz i cinesi pagherebbero un prezzo enorme e ogni Paese del mondo pagherebbe un prezzo enorme. Anche noi&quot;, ha affermato. Pechino, ricorda Bertolotti, &quot;ha un rapporto privilegiato con l&#039;Iran ed \u00e8 preoccupata perch\u00e9 il naviglio sarebbe esposto a rischi e a un costo maggiore di gestione, aumenterebbero gli oneri assicurativi&quot;. E anche per questo l&#039;esperto parla di scelta &quot;sostenibile solo nel breve periodo&quot;.\u00a0La seconda opzione, ovvero &quot;agire indirettamente&quot;, comporterebbe una &quot;delegittimazione della sicurezza navale, sabotaggi, che vanno a ridurre la fiducia, e attacchi per procura attraverso le milizie alleate&quot;. In particolare, gli Houthi dello Yemen che &#8211; evidenzia &#8211; &quot;mantengono una capacit\u00e0 militare consistente e possono colpire nel Golfo di Aden e nel Mar Arabico&quot;. Inoltre, &quot;impiegare i barchini \u00e8 un&#039;opzione e farlo in maniera indiretta li esporrebbe, anche se non formalmente perch\u00e9 andrebbe tutto ricondotto all&#039;Iran in modo pi\u00f9 complicato&quot; e &quot;in 50 anni&quot; la Repubblica Islamica ha &quot;imparato a muoversi bene sia sul piano diplomatico che &#039;sottosoglia&#039;&quot;, ha &quot;imparato a fare senza spesso vedersi attribuite responsabilit\u00e0&quot;. Infine, ma non per importanza, &quot;guerra ibrida e attacchi cibernetici che sono in grado di colpire i sistemi di navigazione&quot; sono un&#039;altra possibilit\u00e0.\u00a0Scenari possibili, resta la domanda: a cosa servirebbe? &quot;La minaccia della chiusura o la potenziale chiusura temporanea dello Stretto di Hormuz &#8211; risponde Bertolotti &#8211; servirebbe come strumento di deterrenza o pressione negoziale&quot;. Sarebbe pi\u00f9 questo che un&#039;opzione &quot;realmente applicabile&quot;, commenta, sottolineando come &quot;non sia sostenibile nel medio e nel lungo periodo&quot;. Solo nel breve, &quot;come strumento negoziale a fronte per\u00f2 delle ripercussioni che ne deriverebbero&quot;.\u00a0Non mancano le incognite. Innanzitutto, prosegue nella sua analisi, &quot;perch\u00e9 la risposta degli Stati Uniti potrebbe essere molto decisa nel caso in cui l&#039;Iran dovesse azzardare&quot;. Ed \u00e8 convinto l&#039;Iran &quot;stia giocando la carta della chiusura di Hormuz come strumento negoziale&quot; sebbene in un &quot;contesto completamente nuovo&quot;, come quello di &quot;un conflitto aperto, come non c&#039;\u00e8 mai stato, tra Iran e Israele e Iran e Usa&quot;. &quot;E&#039; cambiato il paradigma &#8211; osserva &#8211; non \u00e8 pi\u00f9 la politica di deterrenza e minaccia, siamo alla guerra combattuta tra Israele e Iran&quot;.\u00a0L&#039;obiettivo, rimarca, &quot;\u00e8 spingere verso una soluzione negoziale che sia favorevole all&#039;Iran perch\u00e9 il rischio grande e senza precedenti per il regime degli ayatollah \u00e8 che potrebbe essere il momento in cui si potrebbe vedere l&#039;ipotesi di un regime change&quot;. E l&#039;ipotesi pi\u00f9 rosea \u00e8 quella di un &quot;sistema democratico sostenuto dalla popolazione&quot;. Ma, conclude mentre Trump sembra volere nuovo Iran, il &#039;suo&#039; Miga, &quot;c&#039;\u00e8 da temere che spinte centrifughe interne all&#039;Iran e autonomiste possano spingere verso una guerra civile, i cui esiti sono terribilmente prevedibili e immaginabili&quot;.\u00a0&#8212;internazionale\/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Mine navali, barchini, droni d&#039;attacco, droni navali, ma anche sabotaggi, una risposta asimmetrica, una guerra ibrida, cyberattacchi e l&#039;aiuto dei proxy. 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