{"id":96787,"date":"2025-06-18T11:37:32","date_gmt":"2025-06-18T09:37:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=96787"},"modified":"2025-06-18T11:37:32","modified_gmt":"2025-06-18T09:37:32","slug":"ingegneri-clinici-limpegno-perche-ia-possa-realizzare-diritto-alla-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=96787","title":{"rendered":"Ingegneri clinici, l\u2019impegno perch\u00e9 Ia possa realizzare diritto alla salute"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L\u2019innovazione tecnologica \u00e8 un driver di equit\u00e0, universalit\u00e0 ed appropriatezza delle cure? L\u2019intelligenza artificiale garantisce le risposte ai bisogni o aumenta i gap territoriali? Gli interrogativi sono stati al centro di una delle sessioni plenarie del 25\u00b0 Convegno nazionale Aiic che si sta svolgendo a Napoli. Come precisato da Lorenzo Leogrande, presidente del Convegno dell\u2019Associazione italiana ingegneri clinici, &quot;abbiamo voluto affrontare questo tema nella nostra agenda perch\u00e9 non possiamo sconnettere la rivoluzione tecnologica in corso in sanit\u00e0 dagli obiettivi che questa stessa trasformazione cerca di perseguire, che sono quelli di curare tutti, curare meglio e curare sempre&quot;.\u00a0Proprio in questa direzione il presidente Gimbe, Nino Cartabellotta, ha sottolineato che &quot;oggi ci troviamo all&#039;interno di un paradosso perch\u00e9, da un lato la tecnologia ha reso disponibili strumenti straordinari come dispositivi medici avanzati, apparecchiature sofisticate, farmaci innovativi, soluzioni di intelligenza artificiale e, d\u2019altro lato, per\u00f2, non riusciamo a garantire prestazioni essenziali a tutti i cittadini che ne hanno bisogno, su tutto il territorio nazionale. \u00c8 proprio questa mancanza di equit\u00e0 che rappresenta oggi la criticit\u00e0 principale&quot;. Di certo &quot;se utilizzata in modo etico, responsabile e consapevole &#8211; ha osservato Cartabellotta &#8211; l\u2019intelligenza artificiale pu\u00f2 trasformare non solo la ricerca, ma anche l\u2019assistenza sanitaria quotidiana. \u00c8 importante per\u00f2 sottolineare che, nella fase attuale, abbiamo molti dati &#8211; ad esempio sull\u2019accuratezza diagnostica degli algoritmi &#8211; ma non ancora prove solide sul fatto che questi strumenti migliorino concretamente gli esiti di salute dei pazienti. Per il futuro servono evidenze scientifiche consistenti e competenze multidisciplinari per assicurare uno sviluppo della sanit\u00e0 accessibile ovunque e non limitato ai centri di eccellenza&quot;. \u00a0La voce degli italiani \u00e8 stata rappresentata da Lorenzo Latella di Cittadinanzattiva che ha posto lo sguardo sullo &quot;scollamento tra percezione sociale e narrazione istituzionale dell\u2019intelligenza artificiale in sanit\u00e0. Da una recentissima ricerca che abbiamo fatto su circa 600 pazienti della regione Campania &#8211; ha illustrato &#8211; esce un dato molto interessante: i pazienti, all&#039;80%, hanno quasi paura dell&#039;ingresso dell&#039;intelligenza artificiale nel proprio percorso di cura, perch\u00e9 temono si possa creare una frattura nel rapporto con i clinici, che sono sempre percepiti come principale punto di riferimento. C&#039;\u00e8 quindi bisogno di coinvolgere il paziente, affinch\u00e9 comprenda che l&#039;intelligenza artificiale e le nuove tecnologie possono essere strumenti positivi anche per la riorganizzazione di percorsi di cura, per l&#039;ampliamento dell&#039;aderenza terapeutica per avere diagnosi precoci e pi\u00f9 attendibili&quot;. \u00a0Il mondo della produzione industriale &#8211; rappresentato nella sessione anche da Vittorio Martinelli di Olympus Italia &#8211; \u00e8 gi\u00e0 impegnato a rendere &quot;l\u2019innovazione concretamente fruibile e quindi equa e universale &#8211; ha detto Alessandro Preziosa, presidente dell\u2019Associazione elettromedicali di Confindustria Dispositivi medici &#8211; Tutto ci\u00f2 che gi\u00e0 esiste non \u00e8 in questo momento completamente coordinato all\u2019interno del sistema complessivo della salute. Oggi le obsolescenze tecnologiche &#8211; autentica criticit\u00e0 del settore &#8211; e l&#039;opportunit\u00e0 dell&#039;intelligenza artificiale sono un po&#039; le facce contrapposte di una stessa medaglia. Noi dobbiamo ovviamente lavorare su entrambi gli aspetti perch\u00e9 si sviluppi efficacemente il tema dell\u2019equit\u00e0, altrimenti rischieremo di avere ancora una volta una distribuzione non omogenea dell&#039;innovazione tecnologica&quot;. \u00a0Sul ruolo dell\u2019ingegnere clinico in tutto questo scenario &#8211; in cui Cesare Hassan, presidente della Societ\u00e0 europea di gastroenterologia ha portato il contributo del mondo medico che gi\u00e0 utilizzano al massimo grado le possibilit\u00e0 offerte dall&#039;Ai, Umberto Nocco, presidente Aiic, chiarisce che &quot;non possiamo negare che siamo a un punto di svolta: l\u2019intelligenza artificiale &#8211; con il resto dell&#039;innovazione che sta oggettivamente galoppando &#8211; non \u00e8 pi\u00f9 fantascienza, ma \u00e8 un fattore reale di cambiamento del sistema delle cure. Ebbene: le competenze sono gi\u00e0 presenti e sono nel bagaglio di molti professionisti, tra cui proprio gli ingegneri clinici. Oggi occorre chiarire &#8211; e in primis deve farlo la Governance nazionale della sanit\u00e0 &#8211; cosa il Paese vuole fare con l\u2019intelligenza artificiale per garantire ricerca, diagnostica e cura efficace su tutto il territorio nazionale. Come sempre le sfide si vincono tutti insieme, ognuno offrendo il massimo della propria competenza e disponibilit\u00e0. Noi, come ingegneri clinici, ci siamo &#8211; ha concluso &#8211; crediamo sia opportuno che tutta la comunit\u00e0 professionale si faccia avanti per partecipare da protagonista&quot;.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L\u2019innovazione tecnologica \u00e8 un driver di equit\u00e0, universalit\u00e0 ed appropriatezza delle cure? L\u2019intelligenza artificiale garantisce le risposte ai bisogni o aumenta i gap territoriali? 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