{"id":94796,"date":"2025-06-11T12:24:00","date_gmt":"2025-06-11T10:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=94796"},"modified":"2025-06-11T12:24:00","modified_gmt":"2025-06-11T10:24:00","slug":"alimentazione-la-pasta-da-quasi-50-anni-nel-menu-degli-atleti-e-la-scienza-ne-conferma-lutilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=94796","title":{"rendered":"Alimentazione, la pasta da quasi 50 anni nel men\u00f9 degli atleti e la scienza ne conferma l&#8217;utilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La pasta ha fatto il suo ingresso ufficiale nel mondo dell&#039;alimentazione sportiva quasi 50 anni fa, a Montr\u00e9al 1976, rivoluzionando le abitudini degli atleti. Oggi persino il Comitato olimpico Usa evidenzia che un basso consumo di carboidrati peggiora la performance sportive. A celebrare anche questo successo \u00e8 stato l\u2019ultimo appuntamento del ciclo di incontri \u2018Let\u2019s Talk About Food &amp; Science\u2019 promosso dal Gruppo Barilla, che ha visto a Milano esperti di nutrizione e campioni sportivi in un dibattito su pasta&amp;sport, tra nuove evidenze scientifiche e falsi miti che continuano a trovare terreno fertile anche in Italia, dove la pasta e i carboidrati restano ancora vittime di luoghi comuni e mode estreme. \u00a0Un recente studio dell&#039;Universit\u00e0 di Milano pubblicato sull&#039;International Journal of Food Sciences and Nutrition &#8211; informa una nota &#8211; ha osservato oltre 60 atleti non professionisti scoprendo un forte pregiudizio verso i carboidrati, ritenuti erroneamente responsabili di peggioramenti nella composizione corporea. La ricerca ha poi sottoposto alcuni partecipanti a un&#039;alimentazione mediterranea con almeno 5 porzioni di pasta alla settimana, dimostrando che questo modello risultava migliore per effetto su forza muscolare e massa grassa. &quot;Quando abbiamo suddiviso i soggetti in due gruppi per 8 settimane &#8211; una dieta ricca di carboidrati (55-60% dell&#039;energia, \u22655 porzioni di pasta a settimana) e una pi\u00f9 bassa (40-45%, \u22642 porzioni di pasta a settimana) &#8211; il gruppo &#039;high-carb&#039; aveva effetti pi\u00f9 favorevoli su forza e composizione corporea, senza effetti collaterali &#8211; spiega Patrizia Riso, autrice dello studio e professore di Nutrizione umana dell&#039;Universit\u00e0 di Milano &#8211; Il consumo regolare di alimenti fonte di carboidrati complessi come la pasta, se ben bilanciato e parte di un modello mediterraneo, naturalmente ricco di prodotti di origine vegetale, non ostacola il raggiungimento degli obiettivi sportivi. Al contrario, pu\u00f2 contribuire a migliorare lo stato di nutrizione, la performance e il benessere&quot;. \u00a0L&#039;ultima revisione dei Larn (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti) propone, per la prima volta, una sezione dedicata alla popolazione sportiva, confermando che anche l&#039;alimentazione atletica deve ispirarsi alla dieta mediterranea con il 45-60% dell&#039;energia dai carboidrati. &quot;Le indicazioni generali &#8211; afferma Michelangelo Giampietro, specialista in Medicina dello sport &#8211; valgono anche per la quasi totalit\u00e0 degli sportivi amatoriali: apporto di carboidrati ben superiore a 2 grammi per chilo di peso corporeo desiderabile al giorno, preferibilmente complessi come quelli della pasta&quot;. Per gli atleti d&#039;\u00e9lite i valori crescono fino a 6-10 grammi per chilo per chi si allena 1-3 ore, fino a 12g\/kg per maratona, triathlon e nuoto di fondo. \u00a0&quot;Stupisce che, nonostante le evidenze scientifiche e nutrizionali \u2013 evidenzia Giampietro \u2013 molti attacchi alla dieta mediterranea arrivino proprio dal mondo dello sport, da chi propone modelli iperproteici come la dieta a zona o iperlipidici come la chetogenica, che invece non sono adatti a sostenere prestazioni atletiche di qualit\u00e0&quot;. Il nostro organismo, infatti, \u00e8 in grado di immagazzinare solo limitate quantit\u00e0 di carboidrati sotto forma di glicogeno nei muscoli e nel fegato. Ma se l\u2019apporto \u00e8 insufficiente \u2013 per esempio a causa di regimi low-carb \u2013 le scorte non si realizzano pienamente e, quindi, si esauriscono rapidamente. &quot;I risultati? Maggior senso di fatica, calo della prestazione e minore concentrazione e capacit\u00e0 di aumentare la velocit\u00e0 nelle fasi finali delle corse &#8211; aggiunge l\u2019esperto &#8211; Una dieta ricca di carboidrati, invece, migliora la qualit\u00e0 dell\u2019esercizio e la capacit\u00e0 di prolungare nel tempo il lavoro muscolare, a tutti i livelli: dall\u2019amatore all\u2019atleta di alto livello&quot;.\u00a0La pasta ha un profilo nutrizionale ideale per chi pratica sport: apporta carboidrati complessi a lento rilascio, proteine vegetali (in media 12-13%, ma alcune tipologie superano il 20%), vitamine del gruppo B e minerali come il potassio, il tutto con una quota minima di grassi. &quot;Nell\u2019immaginario collettivo, un piatto di pasta viene ancora visto come un &#039;carico di zuccheri&#039; che finisce dritto in grasso \u2013 illustra Elisabetta Bernardi, nutrizionista dell\u2019Universit\u00e0 di Bari e divulgatrice scientifica \u2013 ma si dimentica che 100 g di pasta cotta apportano solo 175 kcal, meno di tanti contorni light conditi generosamente&quot;. Oltre a fornire energia prima dell\u2019attivit\u00e0 fisica, la pasta \u00e8 fondamentale nel recupero post-allenamento riducendo anche l\u2019incidenza di infortuni e danni muscolari da sovraccarico. &quot;Recuperare senza carboidrati \u2013 osserva Bernardi \u2013 \u00e8 come avere un muratore con una pila di mattoni perfetti (le proteine) ma senza cemento per unirli. Le diete low-carb invece non aiutano chi fa sport: rallentano la sintesi proteica e amplificano la cosiddetta &#039;finestra catabolica&#039;&quot;.\u00a0Come riporta il modello delle &#039;4R&#039; (Rehydrate-Refuel-Repair-Rest) del Comitato olimpico, dopo 60-90 minuti di esercizio intenso, le scorte di glicogeno si riducono fino al 60%. Tra i piatti suggeriti da Bernardi ci sono: fusilli con ricotta e limone, pasta e lenticchie e pasta al rag\u00f9 per unire carboidrati, aminoacidi essenziali e ferro. C\u2019\u00e8 poi l\u2019aspetto psicologico, spesso trascurato. &quot;Il cibo \u00e8 anche piacere e condivisione \u2013 rimarca \u2013 e per chi vive sotto pressione, come molti sportivi, mantenere la dimensione gratificante del pasto \u00e8 fondamentale. Studi mostrano che i pasti condivisi migliorano aderenza alla dieta mediterranea e performance, riducendo anche ansia e depressione del 30-40%. E un piatto come la pasta, che piace a tutti, pu\u00f2 davvero fare la differenza&quot;.\u00a0Non servono solo tabelle nutrizionali e studi clinici per dimostrare i benefici della pasta nello sport: a confermarlo \u00e8 anche l\u2019esperienza diretta di grandi atleti, da Pietro Mennea a Marcel Jacobs, da Serena Williams a Roger Federer e Usain Bolt. Fino a Micheal Phelps, che ne mangiava fino a 1kg al giorno\u2026 Tra loro, anche un pasta lover dichiarato come Filippo Magnini, 2 volte campione del mondo nei 100 metri stile libero. &quot;La pasta ha sempre fatto parte della mia alimentazione e nei periodi di gara ne mangiavo anche oltre mezzo chilo al giorno &#8211; racconta Magnini &#8211; Solo nei momenti di pausa la riducevo a 80-100 grammi, ma non l&#039;ho mai eliminata. Senza la giusta &#039;benzina&#039; la ripartenza era pi\u00f9 faticosa. Ricordo che i giapponesi portavano il fornellino in piscina per cuocersi la pasta in bianco tra una gara e l&#039;altra!&quot;.\u00a0Oggi, da pap\u00e0 e coach, Magnini d\u00e0 valore alla dimensione psicologica e conviviale del cibo. &quot;Il pasto \u00e8 un momento per ricaricare anche la mente, un gesto che deve dare piacere. A casa cucino spesso con mia figlia, che adora la pasta al pesto. \u00c8 un modo per stare insieme, parlare, ridere, creare un momento di famiglia&quot;. E ai suoi atleti consiglia: &quot;Via i telefoni e la tv durante i pasti. La pasta \u00e8 versatile, completa e adatta a tutti: basta abbinarla a verdure, legumi o anche a un semplice filo d\u2019olio e parmigiano per avere un pasto sano, equilibrato e che fa bene\u2026 allo sport e alla vita&quot;.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La pasta ha fatto il suo ingresso ufficiale nel mondo dell&#039;alimentazione sportiva quasi 50 anni fa, a Montr\u00e9al 1976, rivoluzionando le abitudini degli atleti. 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