{"id":9469,"date":"2024-04-05T15:35:50","date_gmt":"2024-04-05T13:35:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=9469"},"modified":"2024-04-05T15:35:50","modified_gmt":"2024-04-05T13:35:50","slug":"pil-italia-bankitalia-nel-2004-crescera-dello-06","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=9469","title":{"rendered":"Pil Italia, Bankitalia: &#8220;Nel 2004 crescer\u00e0 dello 0,6%&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;<br \/>\nIl Pil dell&#039;Italia dovrebbe aumentare dello 0,6 per cento nel 2024, dell&#039;1,0 per cento nel 2025 e dell&#039;1,2 nel 2026. E&#039; quanto prevede la Banca d&#039;Italia nelle sue proiezioni macroeconomiche nel triennio 2024-26. L&#039;attivit\u00e0 economica beneficerebbe della ripresa della domanda estera e del potere d&#039;acquisto delle famiglie, ma condizioni di finanziamento ancora restrittive e il ridimensionamento degli incentivi all&#039;edilizia residenziale peserebbero sugli investimenti. \u00a0Lo scenario, indica l&#039;istituto di via Nazionale, presuppone che il contesto internazionale, seppure incerto, non comporti particolari tensioni sui mercati delle materie prime energetiche e su quelli finanziari. Si ipotizza che la domanda potenziale nei principali mercati di destinazione delle esportazioni italiane torni a espandersi nel triennio, di circa il 2,5% in media all\u2019anno. Sulla base dei contratti futures, i prezzi delle materie prime energetiche si ridurrebbero gradualmente nell\u2019orizzonte previsivo. I costi di finanziamento per imprese e famiglie rimarrebbero elevati nell\u2019anno in corso per ridursi gradualmente nel prossimo biennio. Si stima che la crescita del prodotto, rimarca Bankitalia, rimanga contenuta nel corso di quest\u2019anno e si rafforzi in seguito, grazie alla ripresa del reddito disponibile e della domanda estera. Rispetto alle proiezioni pubblicate in dicembre, la crescita del Pil \u00e8 pressoch\u00e9 invariata: gli effetti positivi di ipotesi pi\u00f9 favorevoli su prezzi delle materie prime e tassi d&#039;interesse sarebbero in larga parte compensati dal pi\u00f9 accentuato rallentamento dell\u2019attivit\u00e0 nel comparto edilizio conseguente alla progressiva rimodulazione degli incentivi alla riqualificazione energetica degli immobili.\u00a0I consumi delle famiglie, indica poi l&#039;istituto, dopo la forte diminuzione registrata alla fine del 2023, sarebbero tornati a crescere nel primo trimestre e continuerebbero ad aumentare in seguito a tassi lievemente superiori a quelli del Pil, beneficiando del recupero del potere d\u2019acquisto. Gli investimenti rallenterebbero marcatamente, frenati dal rialzo dei costi di finanziamento, da condizioni pi\u00f9 rigide di accesso al credito e dal ridimensionamento degli incentivi alla riqualificazione delle abitazioni. L\u2019effetto di questi fattori verrebbe in parte compensato dall\u2019impulso delle misure del Pnrr. Le esportazioni si espanderebbero in linea con l\u2019andamento della domanda estera, mentre le importazioni crescerebbero in misura pi\u00f9 contenuta, risentendo della debolezza della spesa per investimenti. Il saldo di conto corrente della bilancia dei pagamenti, tornato positivo gi\u00e0 nello scorso anno, continuerebbe a migliorare, avvicinandosi al 2 per cento in rapporto al Pil nel 2026.\u00a0L\u2019inflazione in Italia diminuirebbe nettamente nel 2024, all\u20191,3 per cento, principalmente per via degli effetti della discesa dei prezzi dell\u2019energia e dei prodotti intermedi. Il venir meno di tale fattore e l\u2019aumento delle retribuzioni ne comporterebbero una leggera risalita nel successivo biennio, all\u20191,7 per cento. E&#039; quanto prevede la Banca d&#039;Italia nelle sue proiezioni macroeconomiche per l\u2019Italia nel triennio 2024-26.\u00a0Rispetto alle previsioni pubblicate in dicembre, l\u2019inflazione al consumo \u00e8 stata rivista al ribasso, soprattutto nel 2024, riflettendo principalmente una discesa dei prezzi dei beni energetici, in particolare del gas, pi\u00f9 rapida del previsto. Il forte ridimensionamento dell\u2019inflazione nell\u2019anno in corso, specifica Bankitalia, rifletterebbe principalmente il contributo negativo dei prezzi dei beni intermedi e dell\u2019energia, solo in parte compensato dall\u2019accelerazione delle retribuzioni (previste in aumento di circa il 3,5 per cento all\u2019anno in media nel triennio 2024-26). L\u2019inflazione di fondo scenderebbe al 2 per cento nella media di quest\u2019anno e si ridurrebbe ulteriormente nel prossimo biennio.\u00a0<br \/>\nI rischi per l\u2019inflazione sono bilanciati. Secondo quanto stima la Banca d&#039;Italia nelle sue proiezioni macroeconomiche per l\u2019Italia nel triennio 2024-26, pressioni al rialzo potrebbero manifestarsi qualora un aggravarsi delle tensioni internazionali inducesse nuovi rincari delle materie prime e dei beni intermedi. Per contro, indicano da via Nazionale, la possibilit\u00e0 di un deterioramento dello scenario internazionale e di un impatto pi\u00f9 marcato della restrizione monetaria potrebbero tradursi in un andamento meno favorevole della domanda con ripercussioni al ribasso su salari, margini di profitto e inflazione al consumo.\u00a0L\u2019occupazione in Italia, in forte aumento nel 2023, continuerebbe negli anni successivi a crescere, ma a ritmi inferiori a quelli del Pil. Il tasso di disoccupazione scenderebbe lentamente portandosi al 7,4 per cento nel 2026, oltre 5 punti in meno rispetto ai picchi toccati successivamente alla crisi del debito un decennio fa.\u00a0&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il Pil dell&#039;Italia dovrebbe aumentare dello 0,6 per cento nel 2024, dell&#039;1,0 per cento nel 2025 e dell&#039;1,2 nel 2026. 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