{"id":93787,"date":"2025-06-07T08:46:57","date_gmt":"2025-06-07T06:46:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=93787"},"modified":"2025-06-07T08:46:57","modified_gmt":"2025-06-07T06:46:57","slug":"da-bartezzaghi-a-parenzo-le-novita-in-libreria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=93787","title":{"rendered":"Da Bartezzaghi a Parenzo, le novit\u00e0 in libreria"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; E&#039; in libreria con Mondadori &#039;Bozze non corrette&#039;  di Stefano Bartezzaghi e Pier Mauro Tamburini. \u201cQuesto libro &#8211; racconta Bartezzaghi &#8211; \u00e8 pieno di errori, mille per la precisione: refusi (ma non di punteggiatura o sintassi, non sono cos\u00ec cattivo), errori lessicali e grammaticali, vocaboli sbagliati, errori fattuali, omissioni. E non \u00e8 colpa del povero correttore di bozze che ci ha lavorato. Gli errori li ho messi io, per giocare con voi come Niccol\u00f2 Errante faceva con me. Errante era un grande scrittore misterioso, enigmatico, che non amava apparire: nessuno sa esattamente neanche quando o dove \u00e8 nato. Avevo il privilegio di essere il correttore di bozze dei suoi romanzi e posso dire di essere stato anche un suo amico. E a un certo punto io e Niccol\u00f2 abbiamo iniziato a fare un gioco. \u00a0Mi inviava brevi racconti pieni di errori da scovare, e quegli errori componevano un messaggio segreto. Ci abbiamo giocato fino alla sua morte o, per meglio dire, fino al suo suicidio: il 3 giugno 2025, dopo una riunione con la casa editrice, il mio scrittore preferito e mio amico, infatti, completamente ubriaco si \u00e8 buttato dal balcone di casa sua. Per\u00f2 io so che Errante non si \u00e8 suicidato e ho nascosto la verit\u00e0 nei mille errori disseminati in questo libro. E solo i pi\u00f9 scaltri tra voi che riusciranno a trovarli potranno ricomporre un messaggio segreto e risolvere il giallo della sua morte. Quanti di voi accetteranno la sfida?\u201d. \u00a0Rizzoli manda in libreria il nuovo saggio del giornalista David Parenzo, &#039;Lo Scandalo Israele&#039; \u201cUna casa brucia. Una casa \u00e8 immersa nella pace.\u201d David Parenzo, ebreo e laico, fondamentalista democratico, sceglie questa immagine e sette storie per raccontare lo scandalo Israele. Nella Bibbia il numero sette \u00e8 sempre indicato come il numero della perfezione e della natura divina. Sono sette i giorni della creazione e i bracci della Menorah, uno dei simboli principali del mondo ebraico. \u00a0Eppure il sette ricorre anche nella data del giorno pi\u00f9 tragico, il 7 ottobre 2023, quando un commando di terroristi di Hamas ha dato l\u2019assalto ai kibbutzim al confine con la Striscia di Gaza, uccidendo circa 1.200 persone, tra civili e militari, e prendendone in ostaggio 251, tra cui donne e neonati. Sette come gli ingredienti della challah, il pane intrecciato della festa, che in queste pagine ci aiuta a cogliere fino in fondo il carattere scandaloso della fondazione di Israele attraverso la vita di David Ben Gurion e il sogno di una convivenza che ancora oggi sono in molti a rivendicare in piazza a Tel Aviv. La resilienza qui magnificamente espressa dalla storia di Yuval Biton, il dentista che ha curato in carcere Yahya Sinwar, capo di Hamas, diventato poi la mente della tragedia del 7 ottobre che \u00e8 co- stata la vita anche al nipote dello stesso Biton. E poi Ella, prima donna araba diventata tenente dell\u2019Idf. \u00a0Mansour Abbas, politico palestinese leader di un partito arabo-israeliano. Noa Lea Cohn, la gallerista di Gerusalemme che porta avanti la sua ricerca per valorizzare l\u2019arte ultraortodossa. E Rachel, che il 7 ottobre ha tenuto a bada i terroristi entrati nella sua casa offrendo loro t\u00e8 e biscotti, e che ci racconta bene quanto questo Scandalo \u00e8 utile a tutto l\u2019Occidente democratico perch\u00e9, come diceva Ben Gurion, \u201cIn Israele, chi non crede nei miracoli non \u00e8 realista\u201d.\u00a0\u00a0&quot;Non si capisce una parola&quot;. Spesso \u00e8 questa, ammettiamolo, la sentenza di molti profani quando cala il sipario di un\u2019opera. Eppure, fin da un\u2019et\u00e0 scandalosamente giovane Alberto Mattioli, autore di &#039;Il loggionista impenitente&#039; (Garzanti), del teatro musicale s\u2019innamora, tanto da scegliere di consacrargli la propria vita di giornalista, di critico, di devoto, persino. E oggi che il melodramma appare pi\u00f9 che mai uno spettacolo irrimediabilmente r\u00e9tro, se non addirittura un reperto di epoche lontane, Il loggionista impenitente invece lo celebra. Perch\u00e9 \u00e8 vero: l\u2019opera \u00e8 un\u2019arte difficile, costosa, complicata, che racconta vicende inverosimili in una lingua che nessuno ha mai davvero parlato e molti nemmeno capiscono, e che per di pi\u00f9 impone l\u2019insensata convenzione che le persone comunichino cantando. Ma ancora pi\u00f9 vero \u00e8 che l\u2019opera offre un invito alla riflessione, al dibattito, all\u2019autocoscienza, e soprattutto uno strumento per raccontare e raccontarsi, dimostrando in ci\u00f2 di essere innegabilmente contemporanea.\u00a0Quella che il lettore incontrer\u00e0 in queste pagine \u00e8 dunque molto pi\u00f9 che una semplice raccolta di recensioni, una galleria di personaggi o una rassegna di polemiche, titoli, tendenze: \u00e8 la confessione senza veli di una passione incurabile, quasi spudorata. Di un\u2019ossessione, forse. Fatto sta che l\u2019entusiasmo di Mattioli \u00e8 contagioso, e le sue parole non si limitano a predicare ai convertiti: indurranno invece anche i pi\u00f9 scettici a indossare il loro abito migliore e, pronti a lasciarsi stupire, ad avventurarsi, magari per la prima volta, oltre la soglia del foyer.\u00a0\u00a0La musica vissuta come un&#039;esperienza collettiva, reale e non virtuale prima dell&#039;avvento dei social. Un&#039;esperienza vissuta nei locali di tutta Italia, dalla riviera romagnola fino alla Puglia, regione in cui si impone il &#039;Divinae Follie&#039;. Punti di incontro in cui si avverte il battito frenetico di un\u2019epoca. Ma anche l\u2019epica di una famiglia e di una generazione che, tra successi e cadute, fanno della notte il loro regno. Sullo sfondo i concerti di emergenti come Ligabue, Fiorello, Jovanotti, gli ultimi giovani senza telefonini, senza internet e senza social network. Esce oggi &#039;Divinae Follie \u2013 Storia della generazione che ballava negli anni Novanta&#039;, il nuovo libro di Lucio Palazzo pubblicato da Castelvecchi Editore, (pp. 216 &#8211; 18,50 euro), disponibile in libreria e negli store online.\u00a0I giovani degli anni \u201990 sono stati gli ultimi a vivere e crescere ancora con l\u2019abitudine di costruire relazioni nella vita reale e non virtuale. I luoghi fisici avevano un ruolo fondamentale. Fra la fine degli anni \u201980 e l\u2019inizio dei \u201990, il rito dello stare insieme per ascoltare musica e ballare fa un salto di qualit\u00e0: in Italia arrivano le prime grandi discoteche, sulla scorta dell\u2019esperienza americana e inglese. L\u2019uomo che seleziona la musica viene messo fisicamente al centro della scena, nascono locali come il Cocoric\u00f2, il Pasci\u00e0 ed altri sulla riviera romagnola che ospitano esibizioni complesse, con l\u2019uso di costumi e con una impostazione spesso teatrale. Il deejay diventa una rockstar, la notte cambia liturgie diventando una sorta di messa laica, che purifica chi vi partecipa dalle scorie della vita reale. Al Sud c\u2019\u00e8 il &#039;Divinae Follie&#039;, della famiglia Mastrogiacomo, che non nasce in Romagna ma a Bisceglie, in una Puglia non abituata a quello spettacolo, in un territorio che non \u00e8 quello di oggi. &#039;Divinae Follie \u2013 Storia della generazione che ballava negli anni Novanta&#039; \u00e8 il primo romanzo ambientato in una di quelle discoteche e che parla di quella generazione, dei ragazzi che videro arrivare la prima house music di Frankie Knuckles da Chicago, e che assistettero all\u2019 esplosione di nomi come Fiorello e Jovanotti.\u00a0Nel 1987, Vito Mastrogiacomo, imprenditore pugliese che organizza matrimoni, vola a Londra da sua figlia, scopre l\u2019Hippodrome, storica discoteca vicino Leicester Square e decide di tornare in Italia per aprire proprio insieme a Titti e all\u2019altro figlio Leo un club gemello di quello inglese a Bisceglie. Pochi mesi dopo l\u2019apertura, una bomba costringe i proprietari a ricostruire il locale. Chi vincer\u00e0? Il successo resister\u00e0 ai conflitti familiari, alle ambizioni, ai tradimenti? Perch\u00e9 creare un tempio della notte, nel Sud che cambia pelle, significa sfidare tutto: la morale, le istituzioni, le pericolose ombre della malavita che si muovono sottotraccia. Ma il Divinae Follie non nasce, esplode.\u00a0\u00a0&quot;Se una giornalista torna in una bara da un paese in guerra, sicuramente sar\u00e0 stata uccisa perch\u00e9 aveva fatto uno scoop, se invece dopo essere stata rapita torna a casa viva, beh, allora se l\u2019era andata a cercare&quot;. Giuliana Sgrena, ora in libreria con &#039;Me la sono andata a cercare. Diari di una reporter di guerra&#039; (Laterza) se l\u2019\u00e8 andata a cercare raccontando la violenza e la sopraffazione nei pi\u00f9 importanti conflitti degli ultimi trent\u2019anni, dando al giornalismo di guerra anche un punto di vista femminile.\u00a0Giuliana Sgrena \u00e8 stata per quasi trent\u2019anni inviata speciale in tutti i maggiori conflitti: dall\u2019Algeria all\u2019Iraq, dalla Somalia all\u2019Afghanistan, dalla Siria all\u2019Eritrea. I suoi articoli hanno raccontato un mondo dove la guerra stava tornando a essere non pi\u00f9 un\u2019eccezione ma la normalit\u00e0. Dove regimi autoritari reprimevano e violentavano i propri popoli, dove gli stati fallivano, dove gli interventi di peacekeeping dei paesi occidentali si risolvevano in fallimenti e fughe precipitose. Si \u00e8 esposta in prima linea per svelare le grandi falsificazioni dei governi e dei giornalisti embedded: dalle violenze commesse da chi avrebbe dovuto esportare la democrazia ai traffici osceni che ogni guerra porta con s\u00e9. A emergere in questo libro sono soprattutto gli incontri con donne e uomini straordinari, o il ricordo di colleghi, come Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli, che hanno pagato con la vita la loro volont\u00e0 di testimonianza. E, naturalmente, c\u2019\u00e8 il peso che tutto questo lascia nella propria esistenza: per Giuliana soprattutto il rimorso per la morte di Nicola Calipari, colui che l\u2019aveva liberata dal sequestro di un gruppo islamista in Iraq e che venne ucciso da un soldato americano sull\u2019auto che li stava portando all\u2019aeroporto di Baghdad.\u00a0Per anni, alla sindrome del sopravvissuto si \u00e8 accompagnata l\u2019accusa, da parte del mondo tutto maschile del giornalismo di guerra, di \u2018essersela andata a cercare\u2019, perch\u00e9 una donna non avrebbe dovuto essere l\u00ec. E questo libro \u00e8 proprio la rivendicazione, con orgoglio, di una vita spesa \u2013 da donna \u2013 in prima linea.\u00a0\u00a0E&#039; in libreria con Feltrinelli &#039;Bella e perduta&#039; di Paolo Rumiz. Cos\u2019\u00e8 oggi Garibaldi? \u00c8 un linguaggio forte e liberatorio che rompe col politicamente corretto, stronca ogni rigurgito di fascismo e non teme di chiamare le cose col proprio nome. \u00c8 una topografia corsara che riaccende memorie ovunque e compone il ritratto di un eroe sconfitto, che non pu\u00f2 riconoscersi in un\u2019Italia che ha tradito le premesse del Risorgimento. Un uomo appassionato e irruente, capace di prendere in mano la penna per scrivere una lettera infuocata agli italiani di oggi.\u00a0In un Paese che in apparenza non si indigna e nemmeno canta pi\u00f9, Paolo Rumiz attraversa borghi, citt\u00e0 e campagne incontrando un popolo inatteso, fatto di uomini e donne retti, coraggiosi e \u2013 anche nel dissenso \u2013 carichi di passione civile, che spesso guardano a Garibaldi come emblema di libert\u00e0, giustizia e ribellione: riferimento ideale per proporre una narrazione diversa sull\u2019Italia di oggi, le sue divisioni, le sue contraddizioni e una memoria che tende a svaporare. Con indosso una camicia rossa commissionata per la traversata dello Stivale, Rumiz si fa protagonista di questa rievocazione avventurosa anche con azioni spavalde, come quando con un commando di \u201cribelli\u201d si diverte a scalare di notte una ciminiera di Montecchio Maggiore in Veneto, per appendere a quaranta metri d\u2019altezza un enorme tricolore sotto il naso degli antitaliani.\u00a0E ci accompagna in un viaggio patriottico fisico, spirituale e pieno di sorprese, che ha suscitato una valanga inattesa di lettere arrivate dall\u2019Italia e anche dall\u2019estero. Fra riferimenti letterari, storici, simbolici legati a una tradizione risorgimentale di ardore e visione, Bella e perduta \u00e8 un\u2019opera appassionata e, qualit\u00e0 ormai rarissima, capace di unire.\u00a0\u00a0E&#039; in libreria con Piemme &#039;Leone XIV. Il Papa venuto per la pace&#039;, il saggio scritto dal vaticanista Domenico Agasso. Nel tardo pomeriggio dell&#039;8 maggio, dopo solo quattro scrutini, la fumata bianca ha annunciato l&#039;elezione del nuovo papa della Chiesa cattolica, Robert Francis Prevost, Leone XIV. Nelle previsioni che si rincorrevano frenetiche nei giorni precedenti, il suo non era certo tra i nomi pi\u00f9 gettonati: per molti \u00e8 stata una sorpresa vederlo affacciarsi dal balcone di San Pietro. Un pontefice gi\u00e0 destinato a fare storia, primo statunitense e primo appartenente all&#039;ordine di sant&#039;Agostino a salire al soglio di Pietro. Anche la scelta del nome ha fatto discutere, per la continuit\u00e0 con quel Leone XIII che con l&#039;enciclica Rerum Novarum aveva portato per la prima volta la Chiesa a occuparsi di questioni sociali.\u00a0Ma in un momento tanto difficile per il pianeta, tra guerre in atto e annunciate, un&#039;economia in crisi, le difficolt\u00e0 di dialogo internazionale e i conflitti sociali, sar\u00e0 in grado questo papa di aprire nuove vie di concordia e fratellanza? Sapr\u00e0 agire per quella pace tanto invocata nel primo discorso da pontefice? Sapr\u00e0, come molti auspicano, mettere d&#039;accordo l&#039;ala pi\u00f9 progressista e quella pi\u00f9 tradizionalista della Chiesa, evitando uno scontro che minaccia di sfociare in scisma? Soprattutto, trover\u00e0 il modo di raccogliere l&#039;eredit\u00e0 di Francesco e, come lui, farsi spazio nel cuore di milioni di persone? Domenico Agasso, da anni tra i vaticanisti pi\u00f9 letti e autorevoli, ha scritto una biografia completa e appassionante, senza tralasciare nulla: la vita, le idee, tutto quello che c&#039;\u00e8 da sapere sull&#039;outsider divenuto papa.\u00a0\u00a0Esce con Gallucci &#039;La storia del basket in 50 ritratti&#039; di Dan Peterson. Li chiamano \u201ci giganti del basket\u201d ma non \u00e8 necessario essere alti due metri per emergere prima sull\u2019asfalto dei campetti, poi sul parquet. Servono talento, velocit\u00e0, precisione, doti atletiche e intelligenza, e soprattutto il desiderio di giocare per la squadra, portandola al successo.\u00a0Da Kareem Abdul-Jabbar a LeBron James, passando per Kobe Bryant, Magic Johnson e Michael Jordan, fino ad arrivare a giovani prodigi come Anthony Edwards e Victor Wembanyama. C\u2019\u00e8 tanta Nba e non potrebbe essere altrimenti, ma ci sono anche gli europei che l\u2019hanno conquistata, gli allenatori che con le loro idee hanno scritto schemi e storie straordinarie, i talenti under 30 che hanno raggiunto risultati sorprendenti negli ultimi anni e due grandi giocatori italiani. La storia del basket vista attraverso 50 brillanti ritratti, scritti da Dan Peterson con Umberto Zapelloni e illustrati da Fer Taboada.\u00a0\u00a0&#039;Digressione&#039;, il libro scritto da Gian Marco Griffi e sugli scaffali con Einaudi, \u00e8 un romanzo che vuole raccontare, nientemeno, &quot;tutto ci\u00f2 che esiste, pi\u00f9 una parte cospicua di ci\u00f2 che \u00e8 esistito e non esiste pi\u00f9, di ci\u00f2 che esiste pur non essendo mai esistito, e di ci\u00f2 che non esiste, non \u00e8 mai esistito e mai esister\u00e0&quot;; e naturalmente, per fare questo, tenta di usare tutte le parole che esistono, pi\u00f9 una parte cospicua di quelle che sono esistite e non esistono pi\u00f9, di quelle che esistono pur non essendo mai esistite, e di quelle che non esistono, non sono mai esistite e mai esisteranno.\u00a0Come nella famosa intro dei Simpson in cui l\u2019intero universo e l\u2019intera storia dell\u2019universo precipitano in un\u2019unica molecola della pelle della zucca gialla di Homer; come in quell\u2019accenno di Borges ai collegi dei cartografi che, insoddisfatti di aver disegnato mappe di singole province estese quanto un\u2019intera citt\u00e0 e mappe dell\u2019impero estese quanto un\u2019intera provincia, crearono una mappa dell\u2019impero che dell\u2019impero aveva la stessa estensione e con l\u2019impero coincideva esattamente; come nel racconto di Arthur C. Clarke in cui la compilazione della lista dei nove miliardi di nomi di Dio, affidata da certi monaci tibetani a un supercomputer, provoca la fine del mondo, con i nove miliardi di stelle del cielo che si spengono a una a una: cos\u00ed in questo romanzo l\u2019universo &#039;po\u00e9tico y pintoresco&#039; immaginato da Gian Marco Griffi fin dai suoi primi libri, ed esploso come un big bang narrativo in &#039;Ferrovie del Messico&#039;, continua inarrestabilmente a espandersi e a moltiplicarsi, viaggiando a forsennata velocit\u00e0 verso i limiti della letteratura. Tutto \u00e8 Digressione, e Digressione \u00e8 tutto; poich\u00e9, come dice Calixto Escalera Del Pilar, &#039;laberintero inmortal&#039;, la vita stessa altro non \u00e8 che &quot;un\u2019immane digressione nel tragitto che dal grembo materno conduce spietatamente alla tomba&quot;.\u00a0\u00a0Cosa fare quando il peso della vita diventa insostenibile, tanto da spingere a pensare che sarebbe meglio porre fine alla propria esistenza piuttosto che continuare a soffocare nel malessere e nell&#039;incertezza? \u00c8 questa la domanda che si pone Luca, il protagonista di &#039;Lascia che la vita accada&#039;, il libro di Sara Colombo pubblicato da Ponte alle Grazie, quando si risveglia su una barella in una sala di rianimazione, dopo aver tentato il suicidio.\u00a0Da questo momento inizia per lui un percorso doloroso, ma anche di profonda trasformazione. Grazie al costante dialogo con il suo saggio alter-ego, all\u2019incontro con una serie di persone che cambieranno la traiettoria della sua vita, al confronto-scontro con i genitori e alle sedute di psicoterapia, Luca intraprende un viaggio interiore che lo condurr\u00e0 alla riscoperta di s\u00e9 stesso e del suo equilibrio. Con uno stile che ricorda il realismo isterico dei grandi narratori postmoderni, Sara Colombo utilizza la scrittura come una lama capace di squarciare il buio della depressione e di guidarci nelle tenebre. L\u2019autrice mescola il proprio vissuto alla finzione letteraria con acume, intelligenza e un profondo amore per le parole e per la musica, dando vita a una storia che esplora senza paura la sofferenza mentale e rivelando un talento narrativo di grande forza e sincerit\u00e0.\u00a0\u00a0&#8212;culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; E&#039; in libreria con Mondadori &#039;Bozze non corrette&#039; di Stefano Bartezzaghi e Pier Mauro Tamburini. \u201cQuesto libro &#8211; racconta Bartezzaghi &#8211; \u00e8 pieno di errori, mille per la precisione: refusi (ma non&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":93788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-93787","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93787","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=93787"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93787\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/93788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=93787"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=93787"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=93787"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}