{"id":9141,"date":"2024-04-03T21:51:04","date_gmt":"2024-04-03T19:51:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=9141"},"modified":"2024-04-03T21:51:04","modified_gmt":"2024-04-03T19:51:04","slug":"aviaria-rischio-nuova-pandemia-virus-preoccupa-e-va-monitorato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=9141","title":{"rendered":"Aviaria, rischio nuova pandemia? &#8220;Virus preoccupa e va monitorato&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Certamente il virus&quot; dell&#039;influenza aviaria &quot;H5N1 \u00e8 preoccupante e va monitorato. Quello che preoccupa&quot; per esempio nel caso segnalato negli Usa, in Texas, &quot;\u00e8 che si siano infettati bovini, quindi c&#039;\u00e8 stato un salto di specie rispetto al virus originario. Il caso umano \u00e8 quello di un addetto all&#039;allevamento. Come \u00e8 successo in altri casi, dunque, non c&#039;\u00e8 traccia ancora di una trasmissione interumana. Certo serve monitorare, serve attenzione a questo virus perch\u00e9 pu\u00f2 in qualche modo darci delle sorprese&quot;. A evidenziarlo all&#039;Adnkronos Salute \u00e8 il virologo Massimo Clementi.\u00a0&quot;C&#039;\u00e8 un controllo molto stretto da diverso tempo, memori forse di precedenti esperienze &#8211; osserva l&#039;esperto, commentando anche il report delle autorit\u00e0 europee Ecdc ed Efsa -. Soprattutto la sanit\u00e0 veterinaria sta portando avanti veramente un&#039;attivit\u00e0 di controllo meritevole di elogio, perch\u00e9 tutto quello che c&#039;\u00e8 viene fuori. E&#039; ovviamente un&#039;attivit\u00e0 un po&#039; favorita dal fatto che gli allevamenti si controllano meglio rispetto alla fauna selvatica, ma comunque certamente c&#039;\u00e8 un controllo molto buono. Ora occorre mantenere certamente la vigilanza e cercare di sviluppare con attenzione presidi da mettere in campo qualora servisse limitare i danni di una trasmissione interumana. Perch\u00e9 all&#039;inizio anche una trasmissione da uomo a uomo avviene in piccole comunit\u00e0, in piccoli ambiti e l\u00ec andrebbe bloccata. Si pu\u00f2 se ci sono i presidi per farlo. E&#039; chiaro che questo \u00e8 molto importante&quot;.\u00a0<br \/>\nQuali sono i fattori che potrebbero esporci un maggior rischio di pandemia? &quot;Ce ne sono diversi &#8211; analizza il virologo che per anni ha diretto il Laboratorio di microbiologia e virologia dell&#039;ospedale San Raffaele di Milano -. Per esempio questo elemento del passaggio da specie a specie&quot;, che si sta osservando sempre pi\u00f9 frequentemente. &quot;Come \u00e8 noto la specie di origine di questo virus \u00e8 quella aviaria, o meglio sono diverse specie aviarie. Per\u00f2 adesso si stanno osservando piccoli focolai epidemici in animali diversi, sempre da allevamento. Questo presuppone un salto di specie, un adattamento del virus a queste nuove condizioni di crescita e presuppone anche una capacit\u00e0 di evolvere geneticamente nelle proteine esterne del virus, nei geni delle proteine esterne del virus che mostrano un&#039;adattabilit\u00e0 notevole&quot;. \u00a0Quindi, conclude Clementi, &quot;serve attenzione a questo virus che era gi\u00e0 uno dei sospettati, direi forse pi\u00f9 sospetto di altri come possibile agente di una futura pandemia da virus influenzale. Non sarebbe la prima&quot; pandemia di influenza &quot;ed eventualmente non sar\u00e0 l&#039;ultima. Ce ne sono state altre e a volte si \u00e8 trattato di allarmi andati un po&#039; a vuoto. Tutti ricorderanno l&#039;A\/H1N1, il virus della cosiddetta &#039;influenza suina&#039;. Quel virus era dovuto a un mescolamento di vari virus influenzali, \u00e8 diventato umano ma comunque non ha dato grande preoccupazione perch\u00e9 era un virus molto attenuato dal punto di vista della patogenicit\u00e0. In ogni caso \u00e8 possibile&quot; un rischio pandemia.\u00a0&quot;Pericolo e terrore no, ma attenzione s\u00ec&quot;. Questa la parola d&#039;ordine di fronte al rischio aviaria per l&#039;epidemiologo Massimo Ciccozzi. &quot;Prevenzione e sorveglianza&quot;, raccomanda l&#039;esperto interpellato dall&#039;Adnkronos Salute. &quot;Il virus \u00e8 passato dai volatili ai mammiferi. Adesso quello che dobbiamo evitare \u00e8 che circoli tra i mammiferi. Perch\u00e9 se poi muta o fa un riassortimento genico &#8211; avverte &#8211; nessuno ci dice che poi, una volta passato all&#039;uomo, non ci possa essere una trasmissione interumana&quot;. \u00a0Dopo il caso di influenza aviaria identificato in Texas in un lavoratore del settore lattiero-caseario che ha avuto contatti con bovini infetti, &quot;innanzitutto dobbiamo star tranquilli &#8211; premette Ciccozzi &#8211; perch\u00e9 dal 2002 la trasmissione interumana&quot; di questa infezione &quot;non \u00e8 ancora stata dimostrata. Ma non dobbiamo abbassare la guardia, dobbiamo tenerla alta a livello di prevenzione &#8211; ammonisce l&#039;epidemiologo &#8211; per evitare la circolazione tra mammiferi. E chiaramente serve sorveglianza, cio\u00e8 bisogna cominciare a capire quello che sta succedendo tra gli animali&quot;. \u00a0&quot;Sappiamo che dall&#039;animale il virus&quot; aviario &quot;pu\u00f2 passare all&#039;uomo &#8211; ricorda lo specialista &#8211; L&#039;uomo gi\u00e0 si pu\u00f2 infettare dall&#039;animale, ma dobbiamo fare in modo che non contragga un&#039;infezione con un virus aviario mutato. Il clade&quot; di H5N1 che preoccupa gli esperti negli Usa, dove il patogeno sta contagiando le mucche da latte in diversi stati, \u00e8 &quot;particolarmente sotto osservazione: se questo fa riassortimento o muta, passando continuamente tra mammiferi &#8211; ribadisce Ciccozzi &#8211; nulla ci dice che poi quella mutazione, una volta che arriva all&#039;uomo, non possa fargli compiere il passaggio da uomo a uomo&quot;. E&#039; questo il pericolo da scongiurare.\u00a0&quot;Ci sono centinaia di casi in letteratura di infezioni da H5N1 passata da volatili a uomo. E&#039; certo che questo passaggio in Usa da un mammifero ad uomo \u00e8 un segnale di adattamento del virus che crea preoccupazione&quot;. Cos\u00ec all&#039;Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit, Societ\u00e0 italiana malattie infettive e tropicali, commentando il secondo caso di aviaria negli Stati Uniti.\u00a0Il virus H5N1 di influenza aviaria potrebbe essere la prossima malattia X che porter\u00e0 una pandemia? &quot;La mortalit\u00e0 per questo virus \u00e8 intorno al 50% quindi potrebbe essere la malattia X, i virus influenzali aviari sono gli indiziati numero uno e i pi\u00f9 temuti &#8211; risponde Andreoni -. I virus H5N1 e H7N9 sono quelli pi\u00f9 pericolosi, il secondo ha una mortalit\u00e0 intorno al 30%, \u00e8 chiaro che se diventasse possibile una loro trasmissione da uomo a uomo, al momento mai confermata, potrebbero essere molto dannosi&quot;. \u00a0\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Certamente il virus&quot; dell&#039;influenza aviaria &quot;H5N1 \u00e8 preoccupante e va monitorato. 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