{"id":91011,"date":"2025-05-28T07:01:18","date_gmt":"2025-05-28T05:01:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=91011"},"modified":"2025-05-28T07:01:18","modified_gmt":"2025-05-28T05:01:18","slug":"il-coach-di-musetti-dalla-scuola-tennis-al-roland-garros-lorenzo-e-lobiettivo-finals","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=91011","title":{"rendered":"Il coach di Musetti: &#8220;Dalla scuola tennis al Roland Garros, Lorenzo e l&#8217;obiettivo Finals&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L&#039;eccezione che conferma la regola ha portato Lorenzo Musetti alla top ten e a puntare sempre verso l&#039;alto. Se il &quot;meglio deve ancora venire&quot; &#8211; come spiegato dall&#039;azzurro dopo il successo al primo turno del Roland Garros &#8211; parte del merito \u00e8 anche di Simone Tartarini, il suo storico coach. L&#039;uomo che l&#039;ha tirato su, prendendolo per mano a 8 anni e accompagnandolo un passo per volta nel gotha del tennis mondiale. &quot;Lavoriamo insieme da un bel pezzo, si present\u00f2 da piccolo nella mia scuola a La Spezia e il viaggio inizi\u00f2 quasi per gioco&quot;. Tra un torneo e l&#039;altro, in giro per l&#039;Italia e per il mondo.\u00a0A braccetto, dai primi giorni di scuola tennis fino alle posizioni di vertice del ranking Atp: &quot;Il nostro \u00e8 un caso strano \u2013 spiega Tartini all&#039;Adnkronos &#8211; perch\u00e9  non succede mai. Di solito, dopo un po&#039; i ragazzi salutano il primo allenatore e prendono altre strade&quot;. Musetti ha sempre avuto ben chiara la sua: &quot;Lorenzo \u00e8 nato a Carrara, ma si avvicin\u00f2 al mio circolo molto presto. Avevo una buona scuola e lui era relativamente piccolo, ma ricordo una manualit\u00e0 pazzesca e quel rovescio a una mano che lo fece subito notare. I genitori mi chiesero di collaborare&quot;. Cos\u00ec inizi\u00f2 un lungo viaggio, che Tartarini ripercorre con un pizzico di nostalgia: &quot;Il primo incontro ci fu proprio a Carrara, organizzai un evento con i ragazzi del mio gruppo e un circolo con cui lui giochicchiava. Lo feci giocare con delle bambine molto brave, che avevano appena vinto il titolo italiano. Lui faceva fatica ed era un po&#039; lento, ma lasciava intravedere qualit\u00e0 su cui poter lavorare. Ma da l\u00ec a diventare giocatori, passava una vita&quot;.\u00a0 Dopo una chiacchierata e una stretta di mano con mamma e pap\u00e0, il rapporto tra Simone e Lorenzo divenne quotidiano: &quot;I genitori iniziarono ad accompagnarlo a La Spezia tutti i giorni, per gli allenamenti. Un sacrificio notevole, considerando i loro impegni e quelli di Lorenzo, che  andava alle elementari&quot;. Tutto part\u00ec cos\u00ec, con i tornei Under 10 in regione: &quot;Poi passammo ai nazionali Under 12, mentre a 14 anni and\u00f2 a giocare anche match in Europa. Il primo vero risultato? La finale dei Campionati Europei di categoria&quot;. \u00a0Simone spiega di aver avuto poche difficolt\u00e0 nella gestione di Lorenzo: &quot;\u00c8 sempre stato un ragazzo educato e sensibile e qui un grande applauso va fatto alla famiglia, ai loro sforzi&quot;. Poi, se la ride e tira fuori un aneddoto: &quot;Per anni \u2013 ricorda \u2013 abbiamo condiviso le stanze in albergo, in giro per tornei. Un po&#039; per risparmiare, un po&#039; perch\u00e9 aveva paura a dormire da solo. Iniziammo a dividere le camere al termine del percorso da Under 18, quando fece 19 anni&quot;.\u00a0Tartarini si sofferma su un aspetto spesso dato per scontato, soprattutto vista la mediaticit\u00e0 raggiunta oggi dal tennis: &quot;Parliamo di uno sport selettivo, spesso non \u00e8 chiaro. Per investire in una carriera ci vuole un supporto economico importante, anche perch\u00e9 il tennis \u00e8 uno sport molto precoce a differenza del calcio. A 12-13 anni devi gi\u00e0 girare l&#039;Italia e l&#039;Europa e ci sono spese importanti, visto che i tornei durano giorni o settimane e c&#039;\u00e8 un allenatore da portare dietro&quot;. Anche se tutto inizia come un gioco: &quot;E nel nostro caso lo \u00e8 rimasto per un po&#039;. Di certo nessuno pensava che avrebbe raggiunto questi risultati. Pi\u00f9 che un progetto, era un sogno&quot;. E forse proprio l\u00ec \u00e8 da cercare la svolta: &quot;Non abbiamo mai lavorato pensando a quello, perch\u00e9 se cominci a farlo  \u00e8 l&#039;inizio della fine. Il bambino non si diverte pi\u00f9. Ricordiamoci che nel tennis guadagnano i primi 100 al mondo, ma questi giocatori hanno anche tante spese. A parte le entrate milionarie dei migliori del ranking, oltre il numero 100 \u00e8 difficile vivere di questo sport. Noi abbiamo sempre lavorato cercando di migliorarci, mai per guadagnare. Tutto \u00e8 venuto pian piano, perch\u00e9 Lorenzo ha dato tutto. Anche gli sponsor si sono avvicinati nel tempo, grazie ai risultati&quot;.\u00a0Tartarini ripercorre i vari step della carriera di Musetti, riuscito gi\u00e0 a togliersi grandi soddisfazioni a 23 anni: &quot;Un risultato notevole, a livello juniores, \u00e8 stato il successo all&#039;Australian Open nel 2019, quando divent\u00f2 il numero uno al mondo di categoria. L\u00ec capimmo per\u00f2 che la vita da professionista era un&#039;altra cosa&quot;. Altri momenti da ricordare? &quot;La prima wild card a Roma, nel 2020. A 18 anni elimin\u00f2 gente come Wawrinka e Nishikori, non male. Quei match ci fecero dire che s\u00ec, si poteva fare&quot;. Il discorso del coach si avvicina un passo per volta all&#039;attualit\u00e0, visto che oggi Musetti \u00e8 impegnato al Roland Garros. Da numero 7 del ranking, sui campi che pochi mesi fa gli hanno consegnato la gioia pi\u00f9 bella: &quot;Per me, le Olimpiadi saranno sempre il massimo. L&#039;evento sportivo per eccellenza. Aver vinto un bronzo a Parigi, chiudendo un podio con Djokovic e Alcaraz, \u00e8 stato pazzesco&quot;. \u00a0Sulla terra rossa, l&#039;azzurro si \u00e8 sempre sentito a casa. Dopo la crescita sull&#039;erba, ora l&#039;obiettivo \u00e8 migliorare sul cemento: &quot;Fino al 2024 non era andato bene nemmeno l\u00ec. Poi abbiamo perfezionato alcuni aspetti e ha fatto la sua miglior annata sull&#039;erba, insieme ad Alcaraz \u00e8 stato il giocatore con pi\u00f9 punti in stagione sulla superficie. A detta di tutti \u00e8 uno dei pi\u00f9 tecnici al mondo e potenzialmente pu\u00f2 far bene su ogni campo. Fatica forse sul veloce, ma \u00e8 una questione tattica e non tecnica. A volte \u00e8 un po&#039; conservativo e cerca di giocare qualche palla in pi\u00f9, ma ricordiamoci che ha 23 anni e si sta costruendo&quot;.\u00a0Dopo la finale di Montecarlo e la semifinale di Roma, far bene al Roland Garros \u00e8 uno degli obiettivi di Musetti. Anche in prospettiva Atp Finals. &quot;Ci pensiamo, Lorenzo lo faceva gi\u00e0 l&#039;anno scorso quando era quindicesimo nel ranking e sarebbe sbagliato non farlo ora, \u00e8 un obiettivo importante. Ora \u00e8 sesto nella race, \u00e8 giusto farci un pensiero&quot;. Nel torneo di Torino, potrebbe riproporsi la sfida con Sinner: &quot;Motivazione in pi\u00f9? Jannik \u00e8 il numero uno, al momento \u00e8 il migliore e fa la sua strada. Lorenzo ne fa un&#039;altra e in Italia ci sono tanti ragazzi che stanno facendo bene. Penso che sia un discorso che riguardi proprio il movimento, come testimoniato dalla Coppa Davis. Tutti aiutano tutti&quot;. \u00a0Le considerazioni di Tartarini guardano anche alla semifinale persa a Roma contro Alcaraz, con un po&#039; di nervosismo: &quot;Era in riserva ed \u00e8 ricaduto in vecchi errori. Le condizioni non erano le migliori, c&#039;era un vento irregolare e si giocava malissimo. Ma valeva per entrambi. Lui non l&#039;ha accettato e si \u00e8 focalizzato su quello, anzich\u00e9 cercare di risolvere i problemi. Io spesso l&#039;ho ripreso, ormai conosco benissimo anche le sue dinamiche mentali. Ci sono momenti, anche in partite importanti, in cui qualche parola pi\u00f9 forte riesco a dirgliela. Ha capito, sbagliare fa parte del percorso&quot;. \u00a0Un percorso velocizzato, secondo il coach, dalla famiglia: &quot;Diventare pap\u00e0 a 21 anni per la prima volta e ora una seconda volta, pu\u00f2 dare tanti pensieri e un senso di inadeguatezza. Io l&#039;ho vissuto, sono stato padre in giovane et\u00e0 e mi ricordo pensieri, paure e preoccupazioni di quel periodo. La famiglia l&#039;ha messo di fronte a responsabilit\u00e0 maggiori, aiutando una maturazione che va avanti e deve esaurirsi&quot;. Non \u00e8 un caso che Lorenzo abbia citato Ligabue. S\u00ec, il meglio deve ancora venire. (di Michele Antonelli)\u00a0&#8212;sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L&#039;eccezione che conferma la regola ha portato Lorenzo Musetti alla top ten e a puntare sempre verso l&#039;alto. 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