{"id":89724,"date":"2025-05-22T17:14:00","date_gmt":"2025-05-22T15:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=89724"},"modified":"2025-05-22T17:14:00","modified_gmt":"2025-05-22T15:14:00","slug":"alimentazione-ricerca-mette-a-confronto-cibi-industriali-e-fatti-in-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=89724","title":{"rendered":"Alimentazione: ricerca mette a confronto cibi industriali e fatti in casa"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; I cosiddetti alimenti ultra-processati (Upf), secondo la classificazione &#039;Nova&#039; che li ha introdotti, sono i prodotti industriali formulati con diversi ingredienti, con l\u2019aggiunta di additivi &#039;cosmetici&#039; per migliorarne gusto, aspetto, conservazione o texture. Un\u2019ampia galassia di alimenti accomunati da una definizione che, oggi, \u00e8 usata con un\u2019accezione sempre pi\u00f9 negativa. Secondo &#039;NOVA&#039; &#8211; riporta una nota &#8211; a partire dal processo produttivo si definisce una categoria di prodotti il cui consumo eccessivo pu\u00f2 essere collegato a rischi per la salute, contrapponendo \u2013 di fatto \u2013 cibi &#039;buoni&#039; prodotti in casa a quelli industriali. Ma \u00e8 davvero cos\u00ec? L\u2019Universit\u00e0 di Wageningen ha realizzato, con il sostegno di Unione Italiana Food (realt\u00e0 associativa che riunisce 530 eccellenze dell&#039;industria italiana, che producono oltre 900 marchi), il primo studio che ha confrontato i valori nutrizionali e i composti potenzialmente nocivi degli alimenti trasformati, sia industrialmente sia in casa.\u00a0Lo studio, dal titolo &quot;Fatto in casa vs prodotto industriale: composizione nutrizionale e contenuto di composti potenzialmente dannosi in diversi prodotti alimentari&quot;, \u00e8 stato pubblicato su Current Research in Food Science. La ricerca &#8211; si legge &#8211; ha analizzato le caratteristiche nutrizionali e chimico-fisiche di quattro prodotti industriali classificati come ultra-processati (Upf) da Nova e dei loro equivalenti domestici, preparati con ingredienti e procedure tipicamente disponibili in cucina: plumcake, bastoncini di pesce, barrette ai cereali, sugo di pomodoro e basilico.\u00a0I risultati &#8211; riferisce la nota &#8211; hanno smentito la visione che vuole contrapposti alimenti fatti in casa (buoni) a quelli industriali (cattivi), come spiega il prof. Vincenzo Fogliano, direttore del Dipartimento Food Quality &amp; Design Universit\u00e0 di Wageningen, che ha guidato il gruppo di ricercatori: &quot;Lo studio ha dimostrato che gli alimenti fatti in casa non offrono necessariamente una qualit\u00e0 nutrizionale superiore o livelli inferiori di composti potenzialmente nocivi rispetto ai corrispettivi prodotti industriali. La classificazione della qualit\u00e0 dei prodotti alimentari basata esclusivamente sulla lavorazione o sugli ingredienti industriali non \u00e8 un indicatore affidabile della loro salubrit\u00e0. Di fronte a queste evidenze, diventa sempre pi\u00f9 chiaro come il termine &#039;ultra-processati&#039; sia fuorviante e che tutti i sistemi di classificazione basati sul livello di processazione degli alimenti siano sbagliati, perch\u00e9 non tengono in considerazione gli aspetti realmente fondamentali per seguire una dieta corretta e bilanciata&quot;.\u00a0Lo studio dell\u2019Universit\u00e0 di Wageningen &#8211; dettaglia la nota &#8211; oltre alla composizione nutrizionale, ha quantificato anche alcuni prodotti potenzialmente dannosi per la salute umana che si formano durante i processi di cottura: prodotti tipici della Reazione di Maillard (che avviene quando si forma ad esempio la crosta del pane, della pizza, che colora i biscotti), quali ad esempio l\u2019acrilammide. &quot;L&#039;analisi \u2013 prosegue Fogliano &#8211; ha rivelato composizioni nutrizionali identiche tra alimenti trasformati industrialmente e prodotti fatti in casa. I prodotti contenenti acrilammide e prodotti della reazione di Maillard, considerati potenzialmente nocivi, hanno mostrato livelli comparabili in tutte le coppie di alimenti, sebbene le versioni casalinghe abbiano mostrato livelli leggermente pi\u00f9 elevati in alcuni casi. L&#039;acrilammide non era rilevabile nel plumcake industriale e nelle barrette di cereali casalinghe, mentre i bastoncini di pesce casalinghi presentavano un contenuto di acrilammide pi\u00f9 elevato rispetto alla versione industriale&quot;.\u00a0Cottura, macinazione, essiccamento, fermentazione sono da sempre alcune delle tecniche usate per migliorare gli apporti nutritivi, la conservazione e il gusto di cibi e bevande &#8211; riferisce la nota &#8211; E la cucina, cos\u00ec come tutti la conosciamo (anche quella della tradizione culinaria italiana), implica dei processi di trasformazione di ingredienti in prodotti finiti. Guardiamo al buon processo produttivo. \u201cL\u2019industria \u2013 spiega Fogliano &#8211; realizza un portafoglio di prodotti con diversa qualit\u00e0 nutrizionale, cercando di andare incontro alle varie necessit\u00e0 che il consumatore pu\u00f2 avere. Ai singoli il compito di leggere e interpretare bene l\u2019etichetta per scegliere prodotti con le caratteristiche pi\u00f9 vicine alle proprie esigenze&quot;. &quot;Non ci sono studi sperimentali che dimostrano la relazione causa-effetto tra consumo di cibi ultra-processati e rischi per la salute &#8211; conclude Fogliano &#8211; Di fronte agli scarsi confronti empirici fatti tra alimenti industriali e fatti in casa, lo studio di Wageningen dimostra per la prima volta che dal punto di vista nutrizionale gli alimenti fatti in casa non sono n\u00e9 migliori n\u00e9 pi\u00f9 sicuri di quelli industriali&quot;.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; I cosiddetti alimenti ultra-processati (Upf), secondo la classificazione &#039;Nova&#039; che li ha introdotti, sono i prodotti industriali formulati con diversi ingredienti, con l\u2019aggiunta di additivi &#039;cosmetici&#039; per migliorarne gusto, aspetto, conservazione o&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-89724","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89724","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=89724"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89724\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=89724"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=89724"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=89724"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}