{"id":87299,"date":"2025-05-13T14:37:42","date_gmt":"2025-05-13T12:37:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=87299"},"modified":"2025-05-13T14:37:42","modified_gmt":"2025-05-13T12:37:42","slug":"ti-presento-ted-amgen-e-francesco-pannofino-contro-malattia-oculare-tiroidea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=87299","title":{"rendered":"&#8216;Ti presento Ted&#8217;, Amgen e Francesco Pannofino contro malattia oculare tiroidea"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Colpisce dalle 14.000 alle 50.000 persone circa, con una prevalenza significativa tra le donne (82%), in particolare nella fascia d&#039;et\u00e0 compresa fra i 30 e i 60 anni. Pur non essendo classificata come rara, \u00e8 una patologia ancora poco riconosciuta e sotto-diagnosticata. E&#039; la malattia oculare tiroidea, patologia autoimmune, complessa e debilitante che nei casi pi\u00f9 gravi pu\u00f2 causare perdita della vista, disfigurazione facciale e compromette gravemente la qualit\u00e0 della vita dei pazienti. Per dare voce e identit\u00e0 a questa malattia prende il via &#039;Ti presento Ted &#8211; malattia oculare tiroidea: guardiamola a vista&#039;, campagna di sensibilizzazione promossa da Amgen, global leader nelle biotecnologie farmaceutiche, in partnership con Aibat &#8211; Associazione italiana basedowiani e tiroidei, Aimo &#8211; Associazione italiana medici oculisti, Ait &#8211; Associazione italiana tiroide, Ame &#8211; Associazione medici endocrinologi, Apmo &#8211; Associazione pazienti malattie oculari, tiroidee benessere psicologico e informazione Aps, Sie &#8211; Societ\u00e0 italiana di endocrinologia, Siso &#8211; Societ\u00e0 italiana di scienze oftalmologiche.\u00a0L&#039;obiettivo dell&#039;iniziativa \u00e8 duplice: fornire strumenti utili e accessibili per supportare i pazienti nel percorso verso diagnosi pi\u00f9 tempestive. La campagna propone un cambio di prospettiva, attraverso un racconto in prima persona: \u00e8 la malattia stessa a parlare, accompagnando il pubblico alla scoperta delle sue caratteristiche e del suo impatto reale. A darle voce, con il suo timbro inconfondibile, \u00e8 l&#039;attore e doppiatore Francesco Pannofino. \u00a0Spesso oggetto di confusione terminologica &#8211; spiega una nota &#8211; la patologia \u00e8 infatti conosciuta con nomi diversi, come oftalmopatia basedowiana o orbitopatia tiroidea e talvolta viene erroneamente sovrapposta alla malattia di Basedow-Graves, condizione autoimmune della tiroide. Sebbene la malattia oculare tiroidea si manifesti in circa il 30% delle persone affette da Basedow-Graves, si presenta come una patologia clinicamente distinta. &quot;La malattia oculare tiroidea \u00e8 una patologia ancora poco riconosciuta, cos\u00ec come poco chiari sono i meccanismi che la causano &#8211; descrive Mario Salvi, responsabile Centro di orbitopatia basedowiana, Fondazione Irccs C\u00e0 Grande Ospedale Maggiore, Milano &#8211; Sappiamo che una risposta immunitaria anomala produce autoanticorpi che innescano processi infiammatori a carico dei tessuti dell&#039;orbita oculare. La malattia coinvolge in particolare i muscoli extraoculari e il tessuto retro-orbitario, causando gonfiore, dolore, alterazioni della motilit\u00e0 oculare e, nei casi pi\u00f9 gravi, compromissione visiva. Sebbene la malattia oculare tiroidea si presenti frequentemente in concomitanza con la malattia di Basedow-Graves, le due patologie sono clinicamente distinte. Inoltre, la malattia oculare tiroidea pu\u00f2 manifestarsi anche in assenza di disfunzioni tiroidee evidenti e non tutti i pazienti con malattia di Basedow-Graves sviluppano segni oculari&quot;. \u00a0I segni pi\u00f9 comuni della Ted sono occhi sporgenti e retrazione della palpebra, ma la patologia pu\u00f2 presentarsi con una molteplicit\u00e0 di segni e sintomi, come lo strabismo con visione doppia (diplopia), che possono colpire un solo occhio o entrambi in modo diverso. &quot;I segni e i sintomi della malattia oculare tiroidea, soprattutto nella fase iniziale, possono essere facilmente scambiati per comuni forme di congiuntivite o per un&#039;allergia &#8211; sottolinea Francesco Quaranta Leoni, referente Aimo per la Chirurgia oftalmoplastica e responsabile del Servizio di Chirurgia oftalmoplastica del Tiberia Hospital a Roma &#8211; Questo \u00e8 uno dei motivi per cui la diagnosi pu\u00f2 essere tardiva, con il rischio di compromettere la salute visiva del paziente La malattia presenta caratteristiche che richiedono l&#039;intervento di pi\u00f9 figure specialistiche: il medico di medicina generale, l&#039;oculista e l&#039;endocrinologo. Una valutazione corretta del paziente consente di arrivare a una diagnosi accurata e tempestiva e avviare il trattamento pi\u00f9 adatto, riducendo il rischio di complicanze gravi e garantendo un attento monitoraggio nel tempo&quot;.\u00a0Il 61% dei pazienti &#8211; riporta la nota &#8211; riscontra una limitazione in almeno un&#039;attivit\u00e0 della vita quotidiana come guidare, camminare, leggere o lavorare. A questo si aggiunge il carico psicologico: secondo uno studio condotto in Germania, il 40% dei pazienti soffre di ansia (contro il  5% della popolazione generale), il 22% di depressione (contro l\u20198% della popolazione generale). &quot;E&#039; una malattia crudele: ha cambiato tutto, ogni gesto quotidiano era diventato complicato: camminare, scendere le scale, muovermi in autonomia. La vista era compromessa e con essa la mia indipendenza &#8211; riferisce Emma Balducci Gazzotti, past president Aibat &#8211; La Ted non colpisce solo lo sguardo: invade la mente, le relazioni, la vita sociale, lavorativa, emotiva. Ti toglie molto pi\u00f9 della vista: ti isola e ti cambia dentro&quot;. \u00a0Per aiutare i pazienti a riconoscere la malattia e ad affrontarne le molteplici sfide, la campagna mette a disposizione strumenti informativi e pratici per conoscerla e affrontarla. Tra questi due contenuti originali: la digital photostory, in 8 episodi, d\u00e0 voce direttamente alla malattia che si racconta in prima persona svelando progressivamente la propria identit\u00e0. A guidare il racconto \u00e8 Francesco Pannofino. \u00a0La malattia oculare tiroidea &quot;\u00e8 caratterizzata da numerosi bisogni clinici insoddisfatti: diagnosi spesso tardiva, accesso frammentato agli specialisti, assenza di percorsi di diagnosi e cura specifici. A questi elementi si aggiunge una criticit\u00e0 ancora pi\u00f9 profonda: la mancanza di un&#039;identit\u00e0 clinica definita, che ostacola il riconoscimento tempestivo della malattia &#8211; dichiara Alessandra Brescianini, Medical Director di Amgen Italia &#8211; La campagna nasce per cercare di rispondere a queste urgenze. E&#039; il risultato di un lavoro condiviso con societ\u00e0 scientifiche e associazioni pazienti, pensato per rafforzare l&#039;identit\u00e0 della patologia, accendere i riflettori su un bisogno reale e offrire strumenti concreti a pazienti e caregiver&quot;. \u00a0&quot;Affrontare questa patologia complessa &#8211; rimarca Brescianini &#8211; richiede un approccio integrato, che coinvolga tutte le competenze necessarie. Il nostro impegno \u00e8 supportare la creazione di percorsi di diagnosi e cura pi\u00f9 strutturati, dove specialisti diversi lavorino in team multidisciplinari, superando la frammentazione che oggi ancora ostacola una presa in carico pi\u00f9 efficace per i pazienti. Crediamo che costruire un dialogo costante e costruttivo con tutti gli attori coinvolti sia essenziale per garantire una presa in carico efficace per i pazienti&quot;. Tutti i contenuti e le risorse sono disponibili sul sito di campagna www.tipresentoted.it. \u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Colpisce dalle 14.000 alle 50.000 persone circa, con una prevalenza significativa tra le donne (82%), in particolare nella fascia d&#039;et\u00e0 compresa fra i 30 e i 60 anni. 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