{"id":8720,"date":"2024-03-31T12:17:12","date_gmt":"2024-03-31T10:17:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=8720"},"modified":"2024-03-31T12:17:12","modified_gmt":"2024-03-31T10:17:12","slug":"il-ritorno-del-lupo-oltre-20mila-nellue-italia-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=8720","title":{"rendered":"Il ritorno del lupo, oltre 20mila nell&#8217;Ue: Italia prima"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il lupo, uno dei grandi carnivori europei, \u00e8 tornato padrone dei boschi del Vecchio Continente. Nell\u2019Ue nel 2023 se ne aggiravano circa 20.300, presenti in tutti i 24 Stati non insulari: in 23 Paesi vivono branchi che si riproducono. Mancano solo da Irlanda, Cipro e Malta, e tendono ad aumentare. Nel 2012, undici anni prima, la popolazione di lupi dell\u2019Ue era stimata a 11.193 esemplari. La presenza del lupo in Europa, dunque, \u00e8 quasi raddoppiata nel corso un decennio, ma la specie non pu\u00f2 ancora essere considerata del tutto fuori pericolo. E\u2019 il quadro che emerge da un dettagliato rapporto redatto dai servizi della Commissione Europea (\u201cThe Situation of the Wolf in the European Union\u201d) su input del Parlamento Europeo, consultato dall\u2019Adnkronos. \u00a0Il rapporto, firmato da Juan Carlos Blanco e Kerstin Sundseth, \u00e8 stato preso come base per la decisione della Commissione di proporre al Consiglio di abbassare lo status di protezione del lupo da \u201crigidamente protetto\u201d a \u201cprotetto\u201d. Quella decisione politica \u00e8 stata una delle prime avvisaglie dell\u2019inversione a U che l\u2019Amministrazione di Ursula von der Leyen si preparava a fare su alcuni capitoli del Green Deal, sotto la spinta del malcontento degli agricoltori, cui il Ppe, il partito che ha ricandidato la presidente, \u00e8 particolarmente sensibile. I Popolari su questi temi subiscono la concorrenza delle destre nel \u2018recinto elettorale\u2019 del mondo agricolo-pastorale, concorrenza che ha riguardato anche il lupo, tanto che a Bruxelles c\u2019era chi definiva \u2018maggioranza Wolf\u2019 la futuribile alleanza Ppe-Id-Ecr (improbabile, allo stato), vista la consonanza sulla necessit\u00e0 di abbassarne lo stato di protezione. \u00a0In quella decisione qualche malalingua volle vedere, senza addurre alcun elemento a supporto, la \u2018vendetta\u2019 di Ursula von der Leyen per il suo amato pony Dolly, che sarebbe stato sbranato da un lupo della Bassa Sassonia. \u00a0Il rapporto dei tecnici della Commissione, molto dettagliato, attesta s\u00ec che il numero dei lupi \u00e8 aumentato in Europa nell\u2019ultimo decennio, ma sottolinea anche che, nelle sette regioni biogeografiche dell\u2019Ue (Pannonica, Continentale, Alpina, Atlantica, Mediterranea, del Mar Nero e Boreale), secondo l\u2019ultima valutazione disponibile (2013-2018), il suo stato di conservazione era \u201cfavorevole\u201d solo in una regione, quella Alpina (che comprende Alpi, Appennini, Pirenei, Alpi Scandinave, Carpazi) mentre nelle altre sei era \u201csfavorevole\u201d. Nel precedente periodo (2007-2012), lo stato di conservazione del grande carnivoro era favorevole in due aree, quella Alpina e quella Atlantica, quindi le cose andavano meglio di come vanno adesso.\u00a0Nel 2023 comunque, secondo il rapporto, sono stati rilevati branchi di lupi con capacit\u00e0 riproduttiva in 23 Paesi Ue, tutti quelli dell\u2019Europa continentale a parte il Lussemburgo, dove sono solo di passaggio. L\u2019Italia, Paese dal quale il grande canide non se ne \u00e8 mai andato, \u00e8 prima in Europa per numero di lupi, con 3.307 esemplari (le stime sono soggette ad un certo grado di incertezza, dovuto tra l\u2019altro alle difficolt\u00e0 intrinseche del conteggio e ai diversi metodi nazionali). \u00a0<br \/>\nLa seconda \u2018casa\u2019 europea del lupo \u00e8 un altro Paese latino, la Romania, con una popolazione stimata tra 2.500 e 3.000 esemplari. Seguono la Spagna (oltre 2.100), la Polonia (1.886), la Germania (1.400) e la Grecia (1.020). La Bulgaria stima di averne 2.712, ma secondo esperti come lo zoologo italiano Luigi Boitani, un\u2019autorit\u00e0 in materia, si tratta di stime molto imprecise; per la Commissione \u00e8 pi\u00f9 vicina al vero la stima di 800-1.200 lupi fornita nel 2018. Il lupo negli ultimi anni \u00e8 tornato in pianta stabile anche in Paesi da cui mancava da decenni e che sono altamente antropizzati, come l\u2019Olanda e il Belgio.\u00a0Il lupo, ricordano gli autori, fa parte dell\u2019ecosistema naturale europeo e svolge un ruolo importante. In un territorio altamente antropizzato come il nostro non possono avere l\u2019effetto altamente benefico che hanno avuto nei grandi parchi naturali del Nordamerica: un caso di scuola \u00e8 Yellowstone, dove la loro reintroduzione ha mitigato l\u2019esplosione numerica degli wapiti, moltiplicando, con un effetto-cascata, la salute dell\u2019ecosistema e, in ultima analisi, anche la condizione dei fiumi e la popolazione di castori. Possono per\u00f2 \u201climitare i tassi di aumento e le densit\u00e0 degli ungulati selvatici\u201d, riducendo cos\u00ec i danni alla vegetazione selvatica e alle colture, come pure gli incidenti stradali provocati da collisioni con grandi ungulati, come cervi e cinghiali, che possono essere estremamente pericolosi. Soprattutto, riducono l\u2019incidenza di malattie pericolose per il bestiame di allevamento, come la tubercolosi e la peste suina africana, un vero flagello per gli allevamenti di suini. \u00a0Gli autori del rapporto ricordano che risultati di ricerche condotte sul campo e in laboratorio \u201channo dimostrato che, quando i lupi consumano carne di cinghiali selvatici positivi alla peste suina africana, il virus non sopravvive al passaggio nel tratto intestinale\u201d. Inoltre, oltre a uccidere gli animali malati, i lupi \u201cpossono limitare la trasmissione della peste suina africana rimuovendo carogne infette\u201d. I lupi, \u201cselezionando le prede pi\u00f9 vulnerabili, come gli individui malati, possono limitare l\u2019incidenza delle malattie che gli ungulati selvatici possono trasmettere al bestiame\u201d, nota il rapporto. Per esempio, nella Spagna Meridionale, dove il lupo \u00e8 estinto, vari studi indicano la difficolt\u00e0 di contenere la tubercolosi nel bestiame, \u201ca causa dell\u2019alto tasso di contagio tra gli ungulati selvatici\u201d. I cinghiali della Spagna Meridionale hanno tassi di contagio da Tbc molto alti (52% nel parco nazionale di Donana, 58% nella Sierra Morena, fino al 98% in alcune riserve di caccia). Per contro, in Galizia e nelle Asturie, nella Spagna Nordoccidentale, dove ci sono \u201cdense popolazioni di lupi e densit\u00e0 molto inferiori di ungulati selvatici, la prevalenza della Tbc nei cinghiali selvatici era molto pi\u00f9 bassa, al 2,6%\u201d. \u00a0E\u2019 vero per\u00f2 che i lupi uccidono anche il bestiame da allevamento, specialmente nelle zone in cui la popolazione di ungulati selvatici \u00e8 poco abbondante. I branchi hanno una spiccata predilezione per gli ovini. Nell\u2019Ue, secondo il rapporto, uccidono ogni anno \u201calmeno 65.500 capi di bestiame\u201d, per il 73% pecore e capre, per il 19% bovini (principalmente vitelli) e per il 6% cavalli e asini. I danni pi\u00f9 elevati si verificano in Spagna, Francia e Italia (10-14mila capi uccisi ogni anno in ciascun Paese). In Francia prevalgono le uccisioni di pecore, in Spagna quelle di bovini, sulle montagne dell\u2019Europa sudoccidentale gli equini, in Svezia e Finlandia le renne allevate allo stato brado. \u00a0<br \/>\nTuttavia, nota il rapporto, considerando che nell\u2019Ue vivono circa 60 milioni di pecore, i lupi ne uccidono ogni anno solo lo 0,065%. \u201cSu larga scala &#8211; scrivono gli esperti &#8211; l\u2019impatto complessivo dei lupi sul bestiame nell\u2019Ue \u00e8 molto ridotto\u201d, ma, attenzione, \u201ca livello locale, la pressione sulle comunit\u00e0 rurali pu\u00f2 essere elevata in alcune aree\u201d. I livelli di predazione sul bestiame sono \u201ctipicamente pi\u00f9 elevati sul bestiame allevato allo stato brado\u201d e sono \u201cpi\u00f9 bassi nelle aree in cui il lupo non \u00e8 mai scomparso\u201d, perch\u00e9 gli allevatori locali si sono adattati, prendendo delle contromisure. \u00a0Tuttavia, notano gli autori, i danni al bestiame dovuti alla crescente presenza del lupo \u201cstanno crescendo nell\u2019Ue\u201d e non vanno sottovalutati, anche perch\u00e9 \u201cvanno oltre la dimensione meramente economica\u201d. In alcune zone, il bestiame svolge un \u201cruolo chiave\u201d nel preservare \u201cpraterie ad elevata biodiversit\u00e0\u201d e nell\u2019area mediterranea \u201ccontribuisce alla prevenzione degli incendi\u201d. C\u2019\u00e8 anche il problema della predazione ai danni degli animali domestici, come cavalli e cani da caccia: anche se \u201cmeno comuni\u201d dell\u2019uccisione del bestiame da allevamento, questi episodi hanno un forte impatto, anche emotivo, senza contare il fatto che un cane da caccia addestrato ha un valore molto elevato per il cacciatore e non \u00e8 immediatamente n\u00e9 facilmente sostituibile. I lupi sono molto aggressivi nei confronti dei cani da caccia, che percepiscono come concorrenti nella predazione sul proprio territorio. In pi\u00f9, attaccano a volte anche cani da guardia legati alla catena, per cibarsene. \u00a0Un problema da non sottovalutare, sottolinea il rapporto \u00e8 quello, ben noto agli esperti, dei \u2018lupi confidenti\u2019, cio\u00e8 animali che perdono la naturale diffidenza nei confronti dell\u2019uomo, spesso perch\u00e9 vengono nutriti dagli esseri umani, come se fossero dei cagnolini. Sono invece animali selvatici, che possono diventare pericolosi: uno degli unici due casi di attacchi mortali ai danni di umani verificatisi nel Nordamerica negli ultimi decenni ha visto protagonista proprio un lupo \u2018confidente\u2019, nel Saskatchewan (Canada), che veniva nutrito dagli uomini e che non li temeva pi\u00f9. Casi di attacchi non letali da parte di lupi confidenti si sono verificati anche in Europa. in particolare in Germania, Polonia e anche in Abruzzo, dove l\u2019estate scorsa una lupa ha morso alcune persone sulla spiaggia di Vasto. In questi casi, le azioni di mitigazione possono essere efficaci (come l\u2019allontanamento usando proiettili di gomma, per spaventare l\u2019animale). \u00a0<br \/>\nAnche se il rischio di attacchi all\u2019uomo in Europa \u00e8 \u201cmolto basso\u201d, non \u00e8 \u201cpari a zero\u201d, avverte il rapporto, sottolineando che queste paure ancestrali vengono spesse sfruttate dai nemici del lupo, a volte con la complicit\u00e0 involontaria dei media. E\u2019 esemplare il caso di Celia Hollingworth, un\u2019insegnante britannica in pensione i cui resti vennero trovati in un bosco della Tracia, nella Grecia nordorientale, nell\u2019estate del 2017: sul Web si trovano solo articoli che attribuiscono la sua morte al lupo, ma il rapporto ricorda che, in realt\u00e0, venne sbranata da un branco di cani rinselvatichiti, che sono molto pi\u00f9 pericolosi dei lupi perch\u00e9 non temono l\u2019uomo. \u201cSebbene i lupi possano attaccare gli esseri umani &#8211; spiegano gli autori &#8211; negli ultimi 40 anni in Europa non sono stati registrati attacchi mortali contro le persone. Per ridurre ancora di pi\u00f9 il gi\u00e0 piccolo rischio che i lupi rappresentano per la sicurezza umana, sono stati sviluppati protocolli specifici per affrontare il problema dei lupi coraggiosi e\/o condizionati dal cibo\u201d.\u00a0La presenza del lupo pu\u00f2 anche essere trasformata in una risorsa, come \u00e8 gi\u00e0 successo per l\u2019orso bruno in alcune zone dell\u2019Ue. \u201cIl turismo legato al lupo &#8211; notano gli esperti &#8211; pu\u00f2 creare reddito nelle zone rurali e portare anche a una maggiore tolleranza nei confronti dei lupi a livello locale. Il turismo pu\u00f2 anche educare i visitatori sull\u2019ecologia dei lupi e su come coesistere con loro, sensibilizzando e promuovendo gli sforzi di conservazione. Il turismo legato al lupo dovrebbe tuttavia essere adeguatamente pianificato e regolamentato, per prevenire eventuali impatti negativi sui lupi\u201d. \u00a0<br \/>\nLa decisione della Commissione di proporre di abbassare lo status di protezione del lupo, malgrado gli Stati possano, in base alla direttiva Habitat, gi\u00e0 intervenire con un buon margine di discrezionalit\u00e0 in caso di problemi, contrasta anche con l\u2019impopolarit\u00e0 di questa misura tra il pubblico indistinto: secondo i dati raccolti dalla Commissione nel 2023, ricordano gli esperti, \u201coltre il 70% degli intervistati si \u00e8 espresso a favore del mantenimento dello status di protezione del lupo, rispetto al 29% favorevole alla riduzione dello status di protezione\u201d. Forse \u00e8 per questo che la Commissione von der Leyen ha deciso di annunciare la richiesta di degradare lo status di protezione del lupo proprio il 20 dicembre scorso, quando i media a Bruxelles erano impegnati a \u2018coprire\u2019 la riforma del patto di stabilit\u00e0. \u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il lupo, uno dei grandi carnivori europei, \u00e8 tornato padrone dei boschi del Vecchio Continente. 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