{"id":8716,"date":"2024-03-31T12:39:55","date_gmt":"2024-03-31T10:39:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=8716"},"modified":"2024-03-31T12:39:55","modified_gmt":"2024-03-31T10:39:55","slug":"jobs-gates-e-musk-i-segreti-della-silicon-valley-nel-libro-di-kara-swisher","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=8716","title":{"rendered":"Jobs, Gates e Musk: i segreti della Silicon Valley nel libro di Kara Swisher"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Mi sono ritrovata a fissare una scultura di ghiaccio di una donna i cui seni gocciolavano White Russian, un cocktail a base di crema e Kahlua. [Era] il baby shower organizzato dal fondatore di Google Sergey Brin e sua moglie Anne Wojicki (ad di Youtube, ndr), che aspettavano il loro primo figlio&quot;. Comincia cos\u00ec uno dei racconti di Kara Swisher, la pi\u00f9 importante giornalista tech americana, che in &#039;Burn Book&#039; condensa i 30 anni che hanno messo la Silicon Valley al centro del mondo. A quella festa di San Francisco, tutti gli ospiti (tranne lei e il futuro governatore della California, Gavin Newsom) erano stati costretti a indossare pannoloni per adulti o tutine da neonati. Inclusa Wendi Deng, all\u2019epoca moglie di Rupert Murdoch.\u00a0Il libro \u00e8 pieno di storie gustose, spesso condivise con Walt Mossberg, decano del mondo tecnologico americano e suo mentore e socio. \u201cAvrebbe dovuto scrivere lui la sua autobiografia. Quando ha deciso di non farlo, ho capito che toccava a me\u201d, ha raccontato Swisher nel suo podcast. Al momento ne presenta due \u2013 Pivot e On \u2013 dopo aver lavorato per Washington Post, Wall Street Journal, New York Times, e aver organizzato conferenze di successo e fondato varie societ\u00e0 editoriali, tra cui All things D e Recode.\u00a0Quattro figli, \u00e8 stata a lungo sposata con una dirigente di Google, mentre ora vive a Washington con la sua seconda moglie, che scrive per il \u201cPost\u201d: \u201cDovevo allontanarmi dalla Silicon Valley, ero diventata una creatura di quel posto\u201d, ammette nel libro. Che parte da un concetto: \u201cIt was capitalism, after all\u201d, in fin dei conti, era capitalismo. Ai fondatori dei giganti digitali piace raccontarsi come pionieri e visionari, in missione per rendere il mondo un posto migliore. E invece sono i soldi, sempre i soldi, il motore di tutto. Per l\u2019autrice, a sua volta un\u2019imprenditrice digitale (copyright Ferragni), arricchirsi non \u00e8 un male, solo non sopporta pi\u00f9 di sentirsi raccontare la favola dell\u2019imprenditore illuminato. \u00a0Anche perch\u00e9 lei li conosce e li ha raccontati tutti, alcuni dall\u2019inizio della loro avventura: Swisher visit\u00f2 il mitico garage di Google, fu tra le prime a intervistare Mark Zuckerberg (facendolo sudare in modo imbarazzante sul palco), ha raccontato l\u2019ascesa di Elon Musk dalla \u201cPaypal Mafia\u201d all\u2019acquisto di Twitter. I due, che erano amici, non si parlano pi\u00f9. Il messaggio che le ha inviato, \u201cSei una stronza\u201d, \u00e8 sulla quarta di copertina insieme agli elogi del magnate dei media Barry Diller e di Marc Andreessen, re dei venture capitalist. Mentre al centro del libro si pu\u00f2 sfogliare una galleria di foto che sembra l\u2019annuario del potere tech americano. \u00a0\u201cBurn book\u201d, nel film Mean Girls, \u00e8 il quaderno su cui le studentesse del liceo scrivono cattiverie anonime sulle loro compagne. E in effetti molti fondatori sono descritti come degli eterni adolescenti incapaci di gestire il successo strepitoso delle loro creature. Non mancano per\u00f2 i \u201cbuoni\u201d : Marc Cuban, che nel 1999, prima bolla di internet, vendette il suo Broadcast.com a Yahoo per 5,7 miliardi e da allora si \u00e8 messo a fare l\u2019investitore; Mark Benioff, fondatore di Salesforce ed editore di Time; Evan Spiegel di Snap; Brian Chesky di Airbnb; Kevin Systrom di Instagram, Reid Hoffman di Paypal e LinkedIn. E poi ci sono i manager della seconda ondata, Sundar Pichai di Alphabet-Google, Tim Cook di Apple e Satya Nadella di Microsoft.\u00a0Un posto speciale \u00e8 riservato a Steve Jobs, personaggio dal carattere difficile che negli ultimi anni di vita aveva perso la crudelt\u00e0 ma tenuto il sarcasmo. Nel 2007 lei e Mossberg lo portarono sul palco della loro conferenza prima da solo e poi in una storica intervista doppia con Bill Gates. Solo che Jobs, nell\u2019uno-a-uno con Mossberg, aveva risposto cos\u00ec alla domanda sul successo di iTunes, un software Apple, anche tra chi usava Windows: \u201cS\u00ec, riceviamo lettere e biglietti da gente che ci dice che \u00e8 la loro applicazione preferita. \u00c8 come dare un bicchiere di acqua fresca a qualcuno che sta all\u2019inferno\u201d. Swisher imprec\u00f2 tra i denti: se Windows \u00e8 \u201cl\u2019inferno\u201d, Gates \u00e8 Satana. La notizia della frecciata arriva subito al fondatore di Microsoft, che inizia ad agitarsi nel backstage. \u00a0Poco prima di andare tutti e quattro in scena, si ritrovano per una breve riunione con agli organizzatori. Che fanno a Gates una domanda su una sua societ\u00e0, e lui sbotta: \u201cPerch\u00e9 dovrei saperlo? Io gestisco l\u2019inferno\u201d. Il gruppetto resta paralizzato, ma non Jobs, che teneva in mano una bottiglietta d\u2019acqua molto fredda e coperta di condensa. \u201cLascia che ti aiuti\u201d, disse scherzoso. Cos\u00ec rompendo il ghiaccio che lui stesso aveva creato. \u00a0Quattro anni dopo, Jobs mor\u00ec per un tumore al pancreas. La sorella Mona Simpson descrisse cos\u00ec i suoi ultimi momenti: \u201cPrima di partire definitivamente ha guardato sua sorella Patty, poi a lungo i suoi figli, poi la compagna Laurene e poi dietro di loro, sopra le loro spalle. Infine disse: \u2018OH WOW. OH WOW. OH WOW\u2019\u201d. Scrive Swisher: \u201cIl consumato performer e il pi\u00f9 grande showman della tecnologia era morto con lo stile che gli si addiceva. In termini di addii, \u2018just-one-more-perfect-thing\u2019. Come i prodotti Apple, le ultime parole di Jobs sono state al tempo stesso minimali e meravigliose\u201d.\u00a0&#8212;internazionale\/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Mi sono ritrovata a fissare una scultura di ghiaccio di una donna i cui seni gocciolavano White Russian, un cocktail a base di crema e Kahlua. 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