{"id":85557,"date":"2025-05-06T19:16:24","date_gmt":"2025-05-06T17:16:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=85557"},"modified":"2025-05-06T19:16:24","modified_gmt":"2025-05-06T17:16:24","slug":"conclave-la-barba-di-san-pietro-perche-i-papi-lhanno-quasi-sempre-rasata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=85557","title":{"rendered":"Conclave, la barba di San Pietro: perch\u00e9 i papi l&#8217;hanno (quasi) sempre rasata"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La barba, simbolo antico di saggezza e autorevolezza, \u00e8 da sempre presente nella vita religiosa: la portano monaci, frati, patriarchi ortodossi e, sempre pi\u00f9 spesso, anche giovani sacerdoti. Eppure, tra i papi, \u00e8 quasi scomparsa. In secoli di storia pontificia, i papi barbuti si contano sulle dita di una mano. Il motivo non \u00e8 legato a mode o preferenze personali, ma a scelte culturali e teologiche precise. Nella Chiesa latina, la rasatura \u00e8 stata a lungo considerata un segno di disciplina, decoro e separazione dal mondo orientale, dove invece la barba \u00e8 norma. \u00a0I papi con la barba sono cos\u00ec rari che si possono contare sulle dita di una mano. Il caso pi\u00f9 noto \u00e8 quello di Giulio II, eletto nel 1503, che decise di lasciarla crescere in segno di penitenza durante una campagna militare e poi continu\u00f2 a portarla. Nei ritratti di Raffaello appare con una barba bianca ben curata: un dettaglio che lo rese riconoscibile e, per l&#039;epoca, anche un po&#039; eccentrico.\u00a0Un altro esempio \u00e8 Clemente VII, che nel 1527 adott\u00f2 la barba dopo il traumatico Sacco di Roma da parte delle truppe imperiali. Anche in questo caso non fu una scelta estetica, ma un gesto simbolico di lutto e di espiazione, come accadeva talvolta nelle culture religiose del tempo. Non la port\u00f2 per tutto il pontificato, ma fu un&#039;eccezione visibile e documentata. Dopo di loro, la barba sparisce quasi del tutto dalla scena papale. \u00a0Da allora in poi c&#039;\u00e8 stato solo un altro papa ma non con la barba bens\u00ec con un elegante pizzetto alla moda tardo barocca: fu Antonio Pignatelli (1615-1700) che, dal difficile conclave del 1691, usc\u00ec eletto pontefice con il nome di Innocenzo XII. Alcuni pontefici dell&#039;Ottocento, come Pio IX e Leone XIII, sono stati raffigurati con leggeri baffi o pizzetti nella giovinezza o in ritratti informali, ma da papi si attennero all&#039;immagine rasata ormai consolidata.\u00a0Se andiamo pi\u00f9 indietro, nei primi secoli della Chiesa, \u00e8 probabile che molti papi &#8211; incluso San Pietro, pescatore ebreo di Galilea, Principe degli Apostoli &#8211; portassero naturalmente la barba, come era comune all\u2019epoca. Ma si tratta di deduzioni storiche o di raffigurazioni posteriori, non di prove certe. L&#039;iconografia medievale e rinascimentale, invece, ha fissato nel tempo l&#039;immagine del Papa come figura austera e rasata, e da allora non si \u00e8 quasi pi\u00f9 cambiata. In sostanza, i soli due papi barbuti in senso pieno e documentato restano Giulio II e Clemente VII. Il resto \u00e8 tradizione, simbolismo&#8230; e lametta.\u00a0L&#039;assenza della barba tra i pontefici ha una radice anche politica. A differenza dei patriarchi orientali, i papi romani hanno scelto di rappresentare l&#039;ordine e la sobriet\u00e0 della Chiesa occidentale. La rasatura, in questo senso, ha funzionato come codice visivo: sobrio, controllato, uniforme. Oggi la situazione \u00e8 cambiata. La barba \u00e8 tornata, almeno tra i ranghi pi\u00f9 bassi del clero. Nei seminari, tra i religiosi di strada e nei movimenti missionari, \u00e8 diventata segno di identit\u00e0 e autenticit\u00e0, oltre che di radicamento in una spiritualit\u00e0 meno formale.\u00a0E se anche i cardinali iniziano a portarla? Nel conclave chiamato a eleggere il successore di Papa Francesco, saranno presenti diversi cardinali con la barba: Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme; Joseph Coutts, arcivescovo metropolita emerito di Karachi (Pakistan); Jos\u00e9 Cobo Cano, arcivescovo metropolita di Madrid; Il cardinale Mykola Bychok, vescovo eparchiale di Saints Peter and Paul of Melbourne degli Ucraini (Australia); Berhaneyesus Demerew Souraphiel, arcivescovo metropolita di Addis Abeba (Etiopia); Arlindo Gomes Furtado, vescovo di Santiago de Cabo Verde (Arcipelago di Capo Verde); Crist\u00f3bal L\u00f3pez Romero, arcivescovo di Rabat (Marocco); Vicente Bokalic Iglic, arcivescovo di Santiago del Estero (Primate di Argentina);  Cleemis Baselios, arcivescovo maggiore di Trivandrum dei Siro-Malankaresi (India); Dominique Joseph Mathieu, arcivescovo di Teheran-Ispahan dei Latini (Iran);  Fabio Baggio, sotto-segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. La loro presenza racconta un cambiamento nei codici visivi della Chiesa. Il volto barbuto non \u00e8 pi\u00f9 un tab\u00f9. La barba non basta a fare un Papa, ma potrebbe &#8211; un giorno &#8211; contribuire a restituire alla figura del pontefice un\u2019immagine diversa, forse pi\u00f9 antica, forse pi\u00f9 universale. In fondo, il primo Papa, San Pietro, era un pescatore galileo. E nessuno ha mai pensato che fosse rasato. (di Paolo Martini)\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La barba, simbolo antico di saggezza e autorevolezza, \u00e8 da sempre presente nella vita religiosa: la portano monaci, frati, patriarchi ortodossi e, sempre pi\u00f9 spesso, anche giovani sacerdoti. 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