{"id":81724,"date":"2025-04-16T17:45:00","date_gmt":"2025-04-16T15:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=81724"},"modified":"2025-04-16T17:45:00","modified_gmt":"2025-04-16T15:45:00","slug":"cavo-dragone-la-guerra-e-entrata-nelle-nostre-case-il-discorso-del-capo-militare-della-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=81724","title":{"rendered":"Cavo Dragone: &#8220;La guerra \u00e8 entrata nelle nostre case&#8221;. Il discorso del capo militare della Nato"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il presidente del Comitato Militare della Nato, l\u2019ammiraglio italiano Giuseppe Cavo Dragone, interviene a una conferenza in Senato dopo tre mesi dal suo insediamento, sottolineando l&#039;importanza cruciale dell&#039;Alleanza Atlantica come garanzia della sicurezza europea. Nel suo discorso, che l\u2019Adnkronos pubblica nella sua versione integrale, evidenzia come la guerra in Ucraina abbia profondamente cambiato la percezione della sicurezza in Europa, mostrando l&#039;urgenza di rafforzare le capacit\u00e0 difensive per affrontare minacce concrete e immediate, tra cui quella dell\u2019asse formato da Russia, Cina, Corea del Nord e Iran. Rivela un dato notevole: del disimpegno degli Stati Uniti di cui si parla molto, al momento non c\u2019\u00e8 traccia nell\u2019attivit\u00e0 della Nato. Conclude sottolineando che, sebbene il futuro resti incerto, il multilateralismo e la coesione atlantica rimangono strumenti indispensabili per affrontare le sfide globali.\u00a0\u00a0\u201cDesidero ringraziare il Presidente Gasparri e gli organizzatori per l&#039;invito all&#039;evento di oggi (FOTOGALLERY) che mi offre la possibilit\u00e0 di partecipare a questo stimolante momento di riflessione, dopo tre mesi dall&#039;assunzione del mio incarico quale Presidente del Comitato Militare della Nato.\u00a0La mia intenzione \u00e8 di contribuire con qualche spunto ispirato dalla mia storia professionale e dalla mia attuale esperienza alla Nato. Quella che si vive a Bruxelles \u00e8 una fase di straordinario interesse, al crocevia di accadimenti internazionali di grande portata, che sfrecciano davanti ai nostri occhi con accelerazioni incredibili, cambi di direzione improvvisi, frenate brusche.\u00a0Sorge spontanea una domanda: stiamo assistendo ad un mondo in rapida evoluzione oppure ad una realt\u00e0 che sta solo tentando di stabilizzarsi? In altre parole, a mio parere, lo scenario internazionale oscilla fra due prospettive: il Gattopardo di Tomasi: &quot;se vogliamo che tutto rimanga com&#039;\u00e8, bisogna che tutto cambi&quot;; oppure, il pensiero di Alcide De Gasperi di un mondo proteso verso traguardi ambiziosi e l&#039;Europa immaginata come &quot;un appuntamento con la storia, un nuovo paradigma per l&#039;avvenire del mondo, la sicurezza, la pace&quot;.\u00a0Non sappiamo ancora dove il pendolo della Storia interromper\u00e0 le sue oscillazioni. Ma \u00e8 sempre importante ribadire alcuni elementi fattuali anche per evitare che il proliferare di narrative e strategie di disinformazione &#8211; diffuse dai nostri avversari in tutti i Paesi del perimetro occidentale &#8211; ne possano alterare la sostanza e la fondatezza obiettiva. La democrazia e la libert\u00e0 sono valori per nulla acquisiti e per i quali dobbiamo combattere senza riserve. \u00a0Non possiamo pi\u00f9 pensare che qualcuno possa farlo al nostro posto. L&#039;Alleanza atlantica \u00e8 il nostro vero Scudo. In 75 anni di Storia non un centimetro di territorio Nato \u00e8 andato perso. Il perimetro della convivenza civile e dei valori democratici si \u00e8 progressivamente ampliato e &#8211; oggi &#8211; circa 1 miliardo di persone vivono e prosperano nell&#039;ecosistema atlantico, dove la libert\u00e0 \u00e8 l&#039;ossigeno irrinunciabile. Una storia indiscussa di successi: nessuno pensa di uscire dal perimetro dell&#039;Alleanza, mentre tanti aspirano a farne parte. Da parte sua, l&#039;Europa rimane un pilastro della sicurezza atlantica.\u00a0Gli Stati europei membri della Nato (30 su 32) partecipano, tutti, attivamente e senza riserve, a presidiare l&#039;Atlantico e l&#039;Artico, il Fianco Est e quello Sud dell&#039;Alleanza. La coesione della Nato \u00e8 un bene prezioso che va salvaguardato ad ogni costo. La Russia ha invaso l&#039;Ucraina tre anni fa. Ad oggi le due parti sono impegnate in una guerra di logoramento che ha imposto costi inaccettabili in termini di feriti e perdite di vite umane e, in particolare in Ucraina, determinato vaste distruzioni di centri abitati, infrastrutture civili e militari. Il diritto umanitario internazionale, che costituiva una delle poche garanzie e un valore autentico per un militare della mia formazione, \u00e8 in piena crisi. Mentre oggi, come sapete, diversi Paesi si vedono costretti ad azioni impensabili, come &#8211; ad esempio &#8211; rivalutare la propria adesione alla Convenzione di Ottawa sul bando delle mine antiuomo. L&#039;esigenza di investire nella Difesa \u00e8 oggi una scelta doverosa e obbligata.\u00a0La ragione principale non va cercata nelle tante discussioni sulla possibilit\u00e0 di un disimpegno degli Stati Uniti, di cui &#8211; vi posso assicurare &#8211; non vi \u00e8 alcuna traccia nella pianificazione della Nato. La necessit\u00e0 deriva invece da valutazioni di natura squisitamente militare: la guerra in Ucraina ci ha insegnato che in Europa dobbiamo rapidamente attrezzarci ad uno scenario di guerra simmetrica convenzionale, se non vogliamo trovarci impreparati di fronte a scenari non pi\u00f9 cos\u00ec impensabili, violenti, e diretti, come accade in Ucraina, verso i centri abitati, infrastrutture e popolazioni civili. \u00a0La guerra \u00e8 per sua natura cinica e violenta, lo sappiamo. Da militare vi posso dire che qualunque pianificazione strategica \u00e8 tanto pi\u00f9 efficace quanto pi\u00f9 concentra la massima forza d&#039;urto su uno specifico punto di fragilit\u00e0 dell&#039;avversario. Se &#8211; come sta accadendo nello scenario ucraino &#8211; la guerra travolge ogni etica e consuetudine, abbiamo di fronte un&#039;aggressione barbarica. La realt\u00e0 \u00e8 per noi molto semplice: dobbiamo colmare al meglio le lacune accumulate in anni di contenimento delle spese militari. Rimanere cos\u00ec esposti sarebbe un errore imperdonabile. I primi a pagarne il prezzo sarebbero i nostri figli, i nostri concittadini. In Ucraina, i nostri avversari hanno tolto ogni illusione su cosa siano capaci di fare.\u00a0Vorrei provare, assieme a voi, a riflettere su alcuni aspetti di sostanza che hanno colto la mia attenzione dalla prospettiva di Bruxelles. Il primo \u00e8 quello che io definisco l&#039;insicurezza percepita o, pi\u00f9 semplicemente, la paura di essere aggrediti e di non potersi difendere, che ha raggiunto livelli elevatissimi, soprattutto nei Paesi alleati lungo il confine orientale della Nato. \u00c8 un dato che ho percepito in tante circostanze e visite negli ultimi tre mesi. La guerra in Ucraina ne \u00e8 stata la principale cinghia di propagazione a livello globale. Sull&#039;altro versante, anche la Russia ha ben compreso che nulla \u00e8 scontato quando si comincia una guerra di aggressione e che occorre prepararsi a sostenere sacrifici ritenuti insostenibili nel lungo periodo, anche per la propria stabilit\u00e0.\u00a0L&#039;impatto della guerra in Ucraina sulla psicologia collettiva \u00e8 stato profondo. Stiamo sensibilizzando i cittadini al tema della cultura della sicurezza anche nella quotidianit\u00e0; una iniziativa che appena alcuni anni fa sarebbe stata considerata inopportuna, se non addirittura eversiva. La guerra, da realt\u00e0 lontana e astratta, si \u00e8 via via imposta come una minaccia ai nostri confini e, oggi, si va proponendo come una presenza inquietante nelle nostre case. L&#039;insicurezza percepita \u00e8 all&#039;origine di un apparente paradosso: mentre si aprono i negoziati per la pace in Ucraina, si prospetta una sovrapposizione degli interessi di potenza di Stati Uniti e Russia in Europa, nell&#039;Artico e in Medio Oriente. \u00a0Oggi, possiamo sperare in una fase di distensione sul piano internazionale, ma nella realt\u00e0 \u00e8 in atto una corsa al riarmo senza precedenti, che non riguarda solo l&#039;Europa, ma anche i principali attori internazionali, dalla Cina all&#039;India al Medio Oriente. Se sar\u00e0 vera pace in Ucraina lo capiremo dunque dal ridursi dell&#039;insicurezza percepita, che \u00e8 una pessima consigliera, e dal diffondersi di un clima di distensione, che appare al momento non a portata di mano.\u00a0In visita in Giappone nei giorni scorsi, il Segretario Generale della Nato ha confermato che l&#039;asse fra Russia, Cina, Corea del Nord e Iran \u00e8 vivo, vegeto e paurosamente incombente. I presupposti della nostra insicurezza sono sempre presenti e non potrebbe essere diversamente. Ma, la percezione della minaccia non si limita al settore militare, ma si estende anche a quello economico. \u00a0Questi Paesi, nell&#039;ambito del legame Brics, assieme ad altri Paesi, sono impegnati per creare un sistema economico e finanziario antagonista a quello occidentale e, in particolare, degli Stati Uniti. L&#039;asse portante di questa iniziativa \u00e8 la Cina. Da Bruxelles si percepisce come la richiesta agli europei di investire di pi\u00f9 per la sicurezza del Vecchio Continente e di riequilibrare lo sforzo finanziario per la sicurezza Atlantica siano parte di una questione che esula dalle sole argomentazioni militari, e che la posizione americana non sempre venga pienamente compresa.\u00a0Gli Stati Uniti spendono circa il 15% del bilancio militare per la sicurezza dell&#039;Europa e chiedono una maggiore contribuzione degli Stati europei alla loro sicurezza. Assolutamente condivisibile. Nella mia veste di militare, lasciatemi tuttavia evidenziare come, in tutta la storia della Nato, gli Stati Uniti sono stati l&#039;unico paese ad avere invocato l&#039;articolo 5, coinvolgendo tutti gli alleati &#8211; e molti Partners &#8211; nella lotta globale contro Al Qaeda e il terrorismo. Purtroppo \u00e8 ben noto come nei numerosi anni di impegno in Afghanistan e in Iraq i paesi europei abbiano pianto oltre 900 soldati un tributo amaro e chiarissima evidenza di una risposta pronta e solidale di tutti gli alleati europei. La Nato non \u00e8 assolutamente in discussione, e mai lo sar\u00e0; mentre lo sono gli equilibri strategici che essa contribuisce a presidiare in maniera cruciale.\u00a0Un altro aspetto \u00e8 la vera &#8211; o presunta &#8211; crisi del multilateralismo, che la guerra in Ucraina ha messo in luce, costringendo alle corde le Nazioni Unite e ogni altro esercizio di cooperazione multilaterale. All&#039;incontro di Riad del 18 febbraio scorso, gli Stati Uniti e la Russia hanno affrontato il tema della distensione e del ripristino delle relazioni bilaterali in una prospettiva di composizione ad ampio spettro dei reciproci interessi, dall&#039;Europa, all&#039;Artico, al Medio Oriente e al Mediterraneo allargato. I colloqui proseguono e questo \u00e8 un fatto molto significativo. \u00a0\u00c8 interessante notare che, mentre si parla con sempre maggiore insistenza di un multilateralismo al capolinea, si discute parallelamente di un coinvolgimento delle Nazioni Unite per la creazione di una forza di interposizione in Ucraina, dell&#039;impegno dei &quot;Paesi volenterosi&quot; per la pace in Ucraina, della costruzione di una Difesa europea. Di fatto, oggi come nei decenni trascorsi, il multilateralismo trova la sua vitalit\u00e0 nella volont\u00e0 delle grandi potenze di comporre i propri interessi in una prospettiva di equilibri globali. \u00a0Ci sono volute due guerre mondiali per dare vita alle Nazioni Unite e sarebbe imperdonabile sottostimare l&#039;importanza di tali strumenti in una fase storica cos\u00ec povera di prospettive e soluzioni innovative. Se sar\u00e0 vera pace in Ucraina non si potr\u00e0 prescindere da sistemi di monitoraggio e garanzia internazionali tracciati da una cornice multilaterale. Come dicevo prima, non sappiamo ancora dove il pendolo della Storia fermer\u00e0 le sue oscillazioni e ci auguriamo quanto pi\u00f9 vicino a un riequilibrio sostanziale dei rapporti strategici che, a questo punto, avr\u00e0 certamente una dimensione globale.\u00a0Vorrei ricordare l&#039;ammonimento del Presidente Eisenhower nel suo discorso del 16 aprile 1953 &quot;Chance for Peace&quot; che disse: &quot;questo \u00e8 un mondo in armi &#8230; Questo non \u00e8 affatto un modo di vivere, in alcun senso legittimo. Dietro le nubi di guerra c&#039;\u00e8 l&#039;umanit\u00e0 appesa ad una croce di ferro.&quot;, ovvero alle armi. La mia speranza \u00e8 che la fase che stiamo vivendo possa rappresentare un&#039;opportunit\u00e0 per costruire una cornice di distensione delle relazioni internazionali, gi\u00e0 sperimentata con successo in alcune epoche del dopoguerra e, quindi, non impossibile da raggiungere anche questa volta\u201d.\u00a0&#8212;internazionale\/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il presidente del Comitato Militare della Nato, l\u2019ammiraglio italiano Giuseppe Cavo Dragone, interviene a una conferenza in Senato dopo tre mesi dal suo insediamento, sottolineando l&#039;importanza cruciale dell&#039;Alleanza Atlantica come garanzia della&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":81725,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-81724","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81724","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=81724"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81724\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/81725"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=81724"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=81724"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=81724"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}