{"id":80914,"date":"2025-04-13T10:53:23","date_gmt":"2025-04-13T08:53:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=80914"},"modified":"2025-04-13T10:53:23","modified_gmt":"2025-04-13T08:53:23","slug":"de-gasperi-follini-anticipatore-parte-cruciale-nostro-destino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=80914","title":{"rendered":"De Gasperi, Follini: &#8220;Anticipatore parte cruciale nostro destino&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;C\u2019\u00e8 troppo poco De Gasperi nella nostra attuale immaginazione politica. Si, certo, i 70 anni della scomparsa, celebrati appena pochi mesi fa, hanno dato origine, oltre alle parole del capo dello Stato, a qualche buon libro (soprattutto quello di Beppe Tognon e quello di Antonio Polito), a qualche riflessione densa e pensosa, a qualche sobria celebrazione. Meno di quel che avrebbe meritato, per\u00f2. E meno di quanto sia stato riservato nel corso del tempo ad altri uomini di Stato. Come se quegli altri -da Moro a Berlinguer, da Craxi a Mattei- per un verso o per l\u2019altro avessero lasciato una traccia pi\u00f9 profonda, o quantomeno pi\u00f9 attuale, nella nostra collettiva intelligenza emotiva. \u00a0Eppure, \u00e8 proprio De Gasperi, invece, il pi\u00f9 attuale. E\u2019 il suo percorso infatti, passo dopo passo, che interseca pi\u00f9 visibilmente i dilemmi del presente, e perfino alcune delle circostanze nelle quali oggi ci dibattiamo. La drammaticit\u00e0 con cui si affronta il tema della difesa europea ricalca ad esempio la questione della Ced, la comunit\u00e0 europea di difesa a cui lo statista trentino dedic\u00f2 i suoi ultimi giorni e le sue ultime ansie. C\u2019era in lui all\u2019epoca una sorta di disperata lucidit\u00e0, quasi che vedesse con largo anticipo quel dilemma che ora ci attanaglia in modi diversi ma non troppo. Non c\u2019\u00e8 bisogno di ricordare che la sua era la causa della pace -tanto pi\u00f9 dopo le devastazioni di una guerra che s\u2019era conclusa da poco. Ma quella causa richiedeva per l\u2019appunto una pi\u00f9 stretta unit\u00e0 strategica difensiva tra i paesi di quella prima Europa a sei. \u00a0E se quella unit\u00e0 non fosse stata trovata, ammoniva i suoi contemporanei, l\u2019intera costruzione comunitaria avrebbe potuto venire gi\u00f9. Allora l\u2019egoismo nazionale era quello francese. E l\u2019opinione pubblica mostrava di capire pi\u00f9 di quanto non avvenga oggi. Ma in quella estrema ansia degasperiana, a pochissimi giorni dalla sua scomparsa, possiamo vedere in controluce il dilemma che ci attraversa addirittura in questi giorni. Sperando che le cose possano avere un esito diverso. \u00a0Qualche anno prima, appena finita la guerra, c\u2019era stato un altro passaggio epocale degasperiano: il viaggio in America. Tutt\u2019altra cosa rispetto al viaggio che si appresta a fare tra qualche ora Giorgia Meloni (anche perch\u00e9 tutt\u2019altri sono ovviamente i due protagonisti). Eppure anche allora il destino economico del nostro paese sembrava legato a filo doppio ai colloqui che sarebbero avvenuti a Washington. Si trattava allora di portare a casa un prestito che immettesse un po\u2019 di denaro nella debolissima economia italiana dell\u2019epoca; e che soprattutto suonasse come un\u2019iniezione di fiducia nelle sorti del nostro paese. \u00a0Si sarebbe potuto pensare che quel prestito fosse quasi scontato, dati gli assetti stabiliti a Yalta, che collocavano l\u2019Italia dalla parte giusta del mondo di allora. Ma scontato non era, nella penuria di quei tempi. E De Gasperi intraprese quel viaggio con pi\u00f9 di qualche timore, forte di quella sua straordinaria dignit\u00e0 che gli faceva affrontare la circostanza indossando un cappotto informe e trasandato, preso in prestito e rivoltato per l\u2019occasione, senza che mai quel senso di fragilit\u00e0 e di apprensione che lo accompagnava come un\u2019ombra lo facesse apparire debole e impaurito. Dunque, ancora una volta, viene da chiedersi: perch\u00e9 mai quel De Gasperi cos\u00ec attuale, cos\u00ec presente nei dilemmi e nelle circostanze che ci troviamo ad attraversare sembra quasi sempre rimanere sullo sfondo della nostra collettiva immaginazione politica ? \u00a0Certo, la sua figura \u00e8 pi\u00f9 lontana nel tempo. E la sua scomparsa non ha quel tratto di estrema drammaticit\u00e0 che ha segnato la fine di altre figure, ingigantite anche dalle modalit\u00e0 dei loro ultimi giorni di vita. E tuttavia credo che, nel caso di De Gasperi, ci sia qualcosa in pi\u00f9. Quasi la consapevolezza che tutte le dispute che sono avvenute a suo tempo intorno alla sua figura sono state risolte a suo favore. E che le controversie, che pure lo accompagnarono all\u2019epoca, rilette oggi con gli occhiali del presente tendono sempre a dargli ragione. Quasi che la canonizzazione che la Chiesa gli riserva trovi una sorta di laico riscontro nei giudizi politici di tutti i suoi discendenti: quelli della sua parte e quelli di quasi tutte le altre parti di allora. \u00a0Cos\u00ec, avvolto nel deferente (e tardivo) rispetto di tutti, De Gasperi appare come un esempio irraggiungibile di virt\u00f9 politica e patriottica. Cos\u00ec lontano dalle nostre modeste dispute da non indurre se non a qualche omaggio di circostanza. Mentre a pensarci bene egli fu l\u2019anticipatore di una parte cruciale del nostro destino. L\u2019altra parte, a questo punto, senza pi\u00f9 successori n\u00e9 discendenti, dovrebbe toccare ai contemporanei. Sapendo di sfigurare, ma sperando di non farlo troppo&quot;. \u00a0(di Marco Follini)\u00a0&#8212;politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;C\u2019\u00e8 troppo poco De Gasperi nella nostra attuale immaginazione politica. 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