{"id":80614,"date":"2025-04-11T12:49:00","date_gmt":"2025-04-11T10:49:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2025-04-11T12:49:00","modified_gmt":"2025-04-11T10:49:00","slug":"dfp-con-scenario-peggiore-impatto-dazi-rischio-pil-italia-05","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=80614","title":{"rendered":"Dfp, con scenario peggiore impatto dazi rischio Pil Italia +0,5%"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;<br \/>\nVia libera dell&#039;Ufficio parlamentare di bilancio alle stime del Documento di economia e finanza. La presidente dell&#039;Upb, Lilia Cavallari, ha comunicato oggi ai presidenti del Senato e della Camera dei deputati la validazione del quadro macroeconomico tendenziale (qmt) del Dpf presentato dal ministero dell\u2019Economia al posto del Def. Per l&#039;Upd il documento recepisce i rilevi trasmessi il 26 marzo scorso su una precedente versione.\u00a0&quot;Le previsioni sono validate assumendo la piena e tempestiva realizzazione dei progetti del Pnrr e le ipotesi del Mef sul contesto internazionale. Quest\u2019ultimo \u00e8 tuttavia scosso da recentissimi eventi, che potrebbero avere un impatto significativo anche sull&#039;economia italiana, al momento non ragionevolmente quantificabile. L\u2019incertezza che caratterizza le previsioni \u00e8 quindi straordinariamente elevata, i rischi sono nettamente orientati al ribasso&quot;, si sottolinea.\u00a0In assenza di un&#039;intesa sui dazi Usa l&#039;impatto peggiorativo sul pil italiano sarebbe di un ulteriore decimale in meno nel 2025 e di -0,2 punti percentuali nel 2026, fermandosi quindi a +0,5% e a +0,6% dalle stime tendenziali del Dfp, rispettivamente +0,6% e +0,8%. Per gli anni a venire per\u00f2 il rischio maggiore verrebbe dalle tensioni sui mercati finanziari con un impatto eventuale di -0,3 punti percentuali il prossimo anno e -0,5 punti nel 2027, secondo quanto emerge dal Documento di economia e finanza, che elabora quattro simulazioni di impatto sul pil dello scenario tendenziale in quattro diversi scenari.\u00a0In base al documento nello scenario caratterizzato da un rallentamento della domanda mondiale, il tasso di crescita del pil risulterebbe inferiore, rispetto al quadro macroeconomico di riferimento, di 0,1 punti percentuali nel 2025 e di 0,2 punti nel 2026. La successiva ripresa della domanda mondiale, che a fine 2027 la ricondurrebbe quasi ai volumi dello scenario di base, porterebbe l\u2019incremento del pil a sopravanzare quello dello scenario di riferimento, con un\u2019ulteriore accelerazione nel 2028. Un secondo scenario caratterizzato da un andamento dei tassi di cambio, con un euro pi\u00f9 apprezzato nei confronti delle altre valute rispetto a quanto prefigurato nello scenario di riferimento, comporterebbe un tasso di crescita del prodotto inferiore di 0,1 punti percentuali dal 2026 in avanti. \u00a0Nello scenario in cui si ipotizza un andamento meno favorevole per i prezzi dei beni energetici si assisterebbe a un tasso di crescita del pil inferiore, rispetto allo scenario di riferimento, di -0,2 punti percentuali nel 2026 e -0,1 punti nel 2027. Il successivo e ipotizzabile rientro dei prezzi energetici verso i livelli dello scenario di riferimento tenderebbe a innalzare nuovamente il tasso di crescita del pil. Infine, nel quarto scenario, con un\u2019ipotesi di condizioni finanziarie dell\u2019economia meno favorevoli, il ritmo di crescita del pil italiano risulterebbe attenuato, rispetto allo scenario macroeconomico tendenziale, in misura pari a 0,3 punti percentuali nel 2026, per poi portarsi a 0,5 punti e oltre a partire dal 2027.\u00a0Un eventuale shock finanziario rialzerebbe il debito pubblico fino a sfiorare il 140% del pil nel 2027, stando a quanto emerge dalle tabelle con le simulazioni dell&#039;impatto dei diversi scenari di rischio su crescita e conti contenuti nel Documento di finanza pubblica.\u00a0&quot;La crescita economica subisce il maggiore impatto nello scenario di rischio relativo alle condizioni finanziarie, e di conseguenza anche la crescita potenziale. Quest\u2019ultima rappresenta, come detto, la base per la costruzione delle entrate e delle uscite strutturali, dell\u2019output gap e, quindi, dell\u2019indebitamento netto e del saldo primario strutturali e nominali. Pertanto, nello scenario \u2018rischio finanziario\u2019 le previsioni del rapporto debito\/pil subiscono l\u2019impatto maggiore&quot;, si legge.\u00a0In base alle simulazioni quindi in uno scenario di rischi per il commercio globale il debito pubblico si attesterebbe a 136,7% nel 2025, al 138,1% nel 2026 e 138% nel 2027. Ma gli effetti maggiori sarebbero in presenza di rischi finanziari con un livello del 136,6 nel 2025; 138,3% nel 2026 e 139,8 nel 2027, rispetto ad uno scenario tendenziale rispettivamente al 136,6%; 137,6% e 137,4%. Quanto al deficit, con il primo scenario si attesterebbe al 3,3% nel 2025; 2,9% nel 2026 e 2,8% nel 2027; con il secondo scenario 3,3% 2,9% e 3,1% rispettivamente a fronte di uno scenario di base del 3,3% quest&#039;anno e poi 2,8% e 2,6%.\u00a0&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Via libera dell&#039;Ufficio parlamentare di bilancio alle stime del Documento di economia e finanza. 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