{"id":79152,"date":"2025-04-05T10:28:34","date_gmt":"2025-04-05T08:28:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=79152"},"modified":"2025-04-05T10:28:34","modified_gmt":"2025-04-05T08:28:34","slug":"da-albanese-a-lucarelli-le-novita-in-libreria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=79152","title":{"rendered":"Da Albanese a Lucarelli, le novit\u00e0 in libreria"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ecco una selezione delle novit\u00e0 in libreria presentata questa settimana dall&#039;AdnKronos.\u00a0E&#039; in libreria da qualche giorno il nuovo libro di Fabio Genovesi, &#039;Mie magnifiche maestre&#039; pubblicato da Mondadori. Isolina ha salvato il suo matrimonio la notte in cui ha piantato una falce nel fianco di suo marito. Benedetta era la pi\u00f9 bella della spiaggia, ma piuttosto che diventare Miss Cuore di Panna ha preferito darsi alle droghe pesanti. Con Gilda i funerali diventavano feste di compleanno. Azzurra a scuola aveva il Sostegno, ma era lei a non sostenere la banalit\u00e0 degli altri. Poi Irene, la migliore amica dei bambini piccoli e dei mostri giganti. E Violetta, troppo impetuosa per il suo fisico massiccio, che trasformava ogni abbraccio in una frattura. Anime intense e fiammeggianti, riunite in una sola, clamorosa famiglia. Non di quelle rigide, basate sul sangue, ma pi\u00f9 libera e ariosa, tenuta insieme dalla colla calda dell\u2019amore. Sono le zie e le nonne di Fabio, che questa settimana compie cinquant\u2019anni, anche se nessuno ci crede e lui meno di tutti. Allora queste donne magnifiche vengono a trovarlo. Vengono nei suoi sogni, perch\u00e9 sono morte. Ma se c\u2019\u00e8 una cosa che gli hanno insegnato \u00e8 che i sogni non sono la fine della realt\u00e0, come la morte non \u00e8 la fine della vita. In realt\u00e0 gli hanno insegnato molto altro, solo che Fabio era troppo piccolo per apprezzarlo. Tutto preso a seguire i suoi zii marinai e avventurieri, grandi maestri di vita \u201cmaschia\u201d quando lui un maschio cercava di diventare. Adesso per\u00f2 \u00e8 un tempo diverso, e tornano da lui le diverse lezioni delle zie. Silenziose e insieme cos\u00ec forti, sagge e folli, divampano nelle sue notti. Ognuna un sogno, un ricordo e una scoperta, una stella trascurata che torna a luccicare. Ma perch\u00e9 tornano tutte adesso, a una settimana da un compleanno che lo stranisce? Vogliono solo salutarlo, o c\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 importante che deve sapere, qualcosa che deve fare per conto dell\u2019Aldil\u00e0? Con la sua voce unica e inconfondibile, Fabio Genovesi torna in Versilia per raccontare delle sue maestre. Sua madre, sua nonna, le sue zie e le loro amiche, donne che non hanno scalato l\u2019Everest o scoperto la penicillina, ma hanno saputo disegnare portenti che la Storia non ha registrato perch\u00e9 le manca la sensibilit\u00e0. Donne che nelle loro vite ingarbugliate non hanno fatto grandi cose, ma hanno fatto cose grandi. E non smettono adesso che sono morte: eccole tornare nei sogni quando c\u2019\u00e8 bisogno di loro. Perch\u00e9 niente finisce morendo, niente sognando: tutto \u00e8 sempre vero, e sempre vivo. Brucia e scintilla in queste magnifiche maestre, nelle lezioni che ci donano, e dentro di noi.\u00a0Nino, giovane panettiere siciliano, viene catturato dopo l\u20198 settembre. Dell\u2019armistizio non ha capito granch\u00e9, credeva che i tedeschi lo rispedissero a casa dalla sua famiglia, nelle Madonie, invece quel treno lo ha portato in un campo di prigionia oltre le Alpi, a patire fame, freddo e paura. E&#039; &#039;La strada giovane&#039; (Feltrinelli), il primo romanzo di Antonio Albanese ispirato a una storia familiare. Nino \u00e8 un IMI, un internato militare, senza nemmeno i diritti di un prigioniero. Qualche conforto gli viene dall\u2019amicizia con Lorenzo, un giovane toscano spigliato, che con lui lavora nelle cucine governate dal Piemontese, un gigantesco macellaio. Insieme, i tre colgono l\u2019occasione dello scompiglio per i festeggiamenti di capodanno del \u201944 per fuggire. Ma fuori il freddo, la fame e la paura non mordono meno: orientarsi non \u00e8 semplice, trovare cibo e riparo \u00e8 un\u2019impresa, e la gente \u00e8 terrorizzata e feroce. La Sicilia sembra irraggiungibile e Nino lascia sul terreno, chilometro dopo chilometro, innocenza e giovinezza.\u00a0Eppure, a sorreggerlo nel suo interminabile viaggio attraverso i territori occupati dai nazisti, dove combattono le bande partigiane e continuano i bombardamenti, e poi nella devastazione di un Sud martoriato dall\u2019avanzata degli Alleati, c\u2019\u00e8 il ricordo della bellezza, il calore degli affetti. Mentre si nutre con le lumache rosse che emergono dal terreno dopo la pioggia, emergono anche le sue memorie: la festa del Santo a Ferragosto, il profumo di burro e vaniglia dei biscotti preparati dal padre, il sapore dei babbaluci in umido, l\u2019emozione della Targa Florio, la celebre corsa automobilistica. E il calore dei baci di Maria Assunta che, forse, lo sta ancora aspettando e che lui desidera riabbracciare a ogni costo. &quot;Addentandolo &#8211; si legge nel libro &#8211; Nino non riusc\u00ec pi\u00f9 a trattenere il pianto, perch\u00e9 quello, per quanto secco, era pane vero, il primo che mangiava da settimane, da mesi, da prima di finire internato. Non sapeva ancora di casa, quel pane, ma almeno non sapeva di cenere&quot;.\u00a0E&#039; in libreria con Rizzoli &#039;Cuori spettinati&#039; di Matteo Sinatti. Pu\u00f2 accadere a chiunque: all\u2019improvviso una persona entra nella nostra vita e ci scuote l\u2019anima, spazzando via tutto ci\u00f2 che pensavamo di sapere su noi stessi. \u00c8 un\u2019attrazione magnetica, travolgente, a volte distruttiva, che ci conduce oltre limiti che credevamo invalicabili. Pu\u00f2 spingerci ad andare contro i nostri principi e la nostra volont\u00e0, pur di non lasciarci sfuggire quella tempesta che ci ha \u201cspettinato\u201d il cuore. Ma cosa si cela dietro queste connessioni tanto potenti? Perch\u00e9 alcune persone riescono a risvegliare parti di noi che nemmeno sapevamo di avere? La risposta \u00e8 nei meccanismi invisibili della nostra psiche, nei bisogni pi\u00f9 profondi della nostra identit\u00e0. Gli amori catartici rivelano chi siamo davvero, riportano alla luce frammenti di noi che avevamo dimenticato, smarrito o rinnegato. E quando si attraversa un\u2019esperienza cos\u00ec intensa, una sola cosa \u00e8 certa: niente sar\u00e0 pi\u00f9 come prima. Possiamo scegliere di lasciarci trascinare e perderci, oppure trovare una nuova consapevolezza e rinascere pi\u00f9 autentici. Solo comprendendo e integrando le diverse parti che ci compongono, eviteremo di cercare ossessivamente negli altri ci\u00f2 che di noi ci sfugge: faremo di certe esperienze un trampolino di crescita per vivere la vita che meritiamo. Questo libro \u00e8 una bussola per ritrovare la propria autenticit\u00e0 troppo spesso smarrita.\u00a0Carlo Lucarelli torna in libreria con &#039;Almeno tu&#039;, pubblicato da Einaudi. Quella di Vittorio \u00e8 una vita come tante, che procede evitando squilli e cadute. Un giorno gli accade la pi\u00f9 terribile delle tragedie: l\u2019unica figlia, adolescente, muore mentre \u00e8 con un gruppo di amici. Un incidente, cos\u00ed sembra, poi qualcuno insinua un dubbio. A quel punto l\u2019esistenza di Vittorio, gi\u00e0 devastata, si sgretola del tutto. Finch\u00e9 non \u00e8 proprio la figlia morta a dirgli cosa deve fare. &quot;Questa notte &#8211; scrive Lucarelli &#8211; l&#039;ho sognata. Aveva due anni ed era cos\u00ed piccola, mi si arrampicava su una spalla come un topolino, rideva. Nel sogno avvicina la bocca al mio orecchio e il suo fiato caldo mi fa il solletico, ma quando sussurra ha una voce da grande. Dice: devi ammazzarli tutti&quot;.\u00a0&#039;Le voci di Via del Silenzio&#039; (Solferino) \u00e8 l&#039;ultimo romanzo di Elvira Serra. Quando Luca arriva sull\u2019isola di San Giulio ed entra nel monastero di clausura non cerca la pace, ma il suo contrario: una storia emozionante e insolita, da raccontare in un podcast.\u00a0Enfant prodige del giornalismo radiofonico, Luca vuole far conoscere al pubblico la donna che si cela dietro il velo della badessa, madre Maria Benedetta, al secolo Giulia Belgioioso: \u00e8 diventata monaca dopo una vita da inviata speciale del &#039;Corriere della Sera&#039;, a inseguire i casi mondiali pi\u00f9 eclatanti, dall\u2019attentato a Giovanni Paolo II alla strage di via D\u2019Amelio, al sexgate di Clinton. Gli interrogativi sono tanti: a cosa ha rinunciato, decidendo di prendere i voti? &#039;Solo&#039; al lavoro o anche a una famiglia? Il suo \u00e8 stato un atto di fede, di coraggio o di egoismo? Man mano che la loro conversazione procede, illuminando dettagli sul passato avventuroso della ex giornalista, in Luca cresce un malessere che non ha a che fare con la vicenda personale della monaca, ma con la sua. Il senso delle scelte di suor Maria Benedetta riverbera in modo profondo sulle domande che si sta ponendo su di s\u00e9: da dove viene e dove vuole andare?\u00a0Il nuovo romanzo di Elvira Serra, limpido e acuminato, mette in scena un dialogo di voci ed esistenze che si parlano a distanza di anni, cariche di dubbi, attese, speranze. Tutti noi siamo la somma delle strade che abbiamo deciso di percorrere e delle rinunce che abbiamo fatto: nella storia di Luca e in quella di Giulia ritroviamo il nostro bisogno di realizzarci, il desiderio di una vita diversa, la fatica di trovare noi stessi e la determinazione, carica di destino, dei momenti di svolta.\u00a0Sar\u00e0 in libreria con De Agostini dall&#039;8 aprile &#039;Racconti giusti. Storie inventate di vera legalit\u00e0, reale giustizia e profondo coraggio&#039; dell&#039;inviato di &#039;Domani&#039; di Nello Trocchia. Come pu\u00f2 una pulce che di mestiere fa la bibliotecaria avere la meglio su una tigre spaventosa, o un\u2019ape regina e poetessa liberarsi dal barattolo che l\u2019ha imprigionata? E una piccola stella illuminare le profondit\u00e0 del mare? Ce lo svelano i protagonisti fantastici e indimenticabili di queste pagine. Attraverso le loro incredibili peripezie, ispirate a persone eccezionali e realmente esistite, scoprirai che il coraggio pu\u00f2 vincere sulla paura, la verit\u00e0 sul silenzio, la giustizia contro l\u2019indifferenza, e imparare dal loro esempio e dalla loro determinazione.\u00a0Questo libro \u00e8 una raccolta di emozionanti racconti da leggere e rileggere, dedicati agli eroi e alle eroine della legalit\u00e0. Non \u00e8 sempre facile scendere in campo contro i prepotenti, ma loro hanno dimostrato che \u00e8 possibile, un giorno dopo l\u2019altro. Dalla penna di un giornalista in prima fila contro ogni ingiustizia, scopri chi erano, che cosa hanno fatto e ci insegnano ancora oggi: don Pino Puglisi, Anna Maria Ciccone, Alda Merini, Letizia Battaglia, Gino Strada, Emanuela Loi e Felicia Impastato.\u00a0In libreria dal 9 aprile per Edizioni Minerva &#039;L\u2019eroe e il traditore&#039;, il nuovo romanzo di Maurizio Garuti, autore tra i pi\u00f9 sensibili e rigorosi nel raccontare la memoria del Novecento italiano. Un&#039;opera che scava nei meandri della coscienza e della Storia, mettendo in scena la Resistenza come luogo non solo di eroismi, ma anche di contraddizioni, paure, ambiguit\u00e0. Un campo minato dove la scelta tra il bene e il male non \u00e8 mai netta, e dove ogni gesto si imprime nel tempo con il peso di una conseguenza.\u00a0Ambientato durante l\u2019occupazione nazifascista, il romanzo ha la struttura di un intenso confronto a due voci: quella di Alberto Li Gobbi, ufficiale dell\u2019esercito regio diventato figura di spicco della Resistenza, e quella di Siro, un altro militare, anch\u2019egli partigiano, la cui traiettoria si piega in un punto cruciale della storia. Siro \u00e8 il testimone e, forse, il traditore. Una voce narrante che si interroga, si difende, si accusa. Un uomo che ha assistito, vissuto, scelto \u2014 e che ora, a distanza di decenni, fa i conti con il passato. Maurizio Garuti parte da fatti realmente accaduti: la cattura, nel marzo del 1944, di un gruppo di partigiani a Genova, fra cui Alberto Li Gobbi, Edgardo Sogno e altri membri dell&#039;organizzazione \u201cOtto\u201d, incaricata di mantenere i collegamenti radio con gli Alleati. Una riunione clandestina, un\u2019imboscata, l\u2019irruzione delle SS e dei militi fascisti. Un tradimento, forse. Un\u2019evasione rocambolesca. E il prezzo altissimo pagato da chi resta.\u00a0Attraverso l\u2019invenzione narrativa, Garuti d\u00e0 voce al personaggio pi\u00f9 controverso: Siro, colui che viene guardato da tutti come il possibile infiltrato, il delatore. Ma il suo racconto non \u00e8 una confessione, n\u00e9 una giustificazione. \u00c8 un percorso tortuoso nella memoria e nella responsabilit\u00e0, in quello spazio opaco dove le scelte non sono mai limpide e definitive. Dove l\u2019eroe e il traditore possono abitare lo stesso corpo.\u00a0Sar\u00e0 in libreria dall&#039;8 aprile con Utet &#039;Una domenica d\u2019aprile&#039; dello storico Giovanni De Luna. Tutti i cittadini italiani sanno cosa \u00e8 accaduto a piazzale Loreto, a Milano, nell\u2019aprile del 1945: l\u2019esposizione del cadavere di Mussolini appeso a testa in gi\u00f9 resta come simbolo della fine di un regime e di una guerra, entrambi catastrofici per l\u2019Italia. Ma quel momento e quel luogo non sono solo un simbolo, o un episodio risaputo, e a ottant\u2019anni esatti di distanza Giovanni De Luna riesce a darcene dimostrazione, con una ricostruzione ravvicinata che \u00e8 insieme un\u2019interpretazione originale. Una ricostruzione ravvicinata, perch\u00e9 il fuoco si stringe sulla citt\u00e0 di Milano, il luogo dove era stato fondato il primo Fascio di combattimento nel 1919, dove erano stati fucilati e insepolti i quindici martiri partigiani dell\u2019agosto 1944, dove Mussolini fece il suo ultimo bagno di folla ancora nel dicembre di quell\u2019anno. E perch\u00e9 quella giornata, una domenica d\u2019aprile di festa e di orrore, viene raccontata ora per ora attraverso una miriade di testimonianze \u201cdal basso\u201d: diari, fotografie, lettere, ricordi di gente comune. E insieme un\u2019interpretazione originale, perch\u00e9 a piazzale Loreto accadono avvenimenti che esigono di essere compresi, se non giudicati. La folla che fa scempio del cadavere del Duce \u00e8 la stessa che lo applaudiva al Teatro alla Scala solo qualche mese prima? Come \u00e8 possibile che si festeggi la fine di un regime violento abbandonandosi alla violenza? Cosa lascia in eredit\u00e0 quel giorno alla rinata Italia? &quot;Pochi giorni dopo, della folla di piazzale Loreto non restavano tracce evidenti se non nella memoria di chi c\u2019era stato. Si respirava ormai un\u2019altra aria. Ancora qualche anno e, come in un gigantesco processo di rimozione collettiva, il ricordo di quella domenica di aprile sembrava gi\u00e0 come si fosse inabissato&quot;. Ma rimuovere il passato non \u00e8 mai senza conseguenze e guardare in faccia la folla di piazzale Loreto resta fondamentale anche nell\u2019Italia di oggi.\u00a0Giovanni De Luna ha insegnato Storia contemporanea all\u2019Universit\u00e0 di Torino. Firma della \u201cStampa\u201d e di \u201cTuttolibri\u201d, ha pubblicato tra gli altri: Il corpo del nemico ucciso (Einaudi, 2006), Le ragioni di un decennio. 1969-1979 (Feltrinelli, 2009), La Repubblica del dolore (Feltrinelli, 2011), La Resistenza perfetta (Feltrinelli, 2015), La Repubblica inquieta (Feltrinelli, 2017) e, con Linda Giuva, Un monumento di carta (Feltrinelli, 2024). Per Utet ha pubblicato Juventus. Storia di una passione italiana (con Aldo Agosti, 2019), Il Partito della Resistenza. Storia del Partito d\u2019Azione 1942-1947 (2021), Cinema Italia. I film che hanno fatto gli italiani (2021) e Che cosa resta del Novecento (2023).\u00a0E&#039; da qualche giorno in libreria con Iperborea &#039;Nonnamatta e la missione detective&#039; di Moni Nilsson. Da quando un nipotino le ha storpiato il nome, nonna Marta \u00e8 per tutti &#039;Nonnamatta&#039;, e non potrebbe avere nome pi\u00f9 azzeccato, con tutto quello che combina. Oggi \u00e8 luned\u00ec, il giorno che dedica a Tarzan. No, non il re della giungla, ma il nipote che si chiama come il suo eroe preferito. \u00a0E l\u2019impresa di Nonnamatta, oggi, \u00e8 di avverare il grande sogno di Tarzan di diventare detective. Nel baule lei ha gi\u00e0 tutto l\u2019occorrente: lente d\u2019ingrandimento, manette rosa con le piume, parrucche, cappelli, occhiali da sole&#8230; In avventure giocose e adrenaliniche a caccia di misteri da risolvere, da una casa di cura per vecchietti smemorati a uno studio dentistico, alla stazione dei pompieri, tra furti, rapimenti, smarrimenti e incendi, i due eroici detective in erba dimostreranno tutta la loro stoffa.\u00a0&#8212;culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ecco una selezione delle novit\u00e0 in libreria presentata questa settimana dall&#039;AdnKronos.\u00a0E&#039; in libreria da qualche giorno il nuovo libro di Fabio Genovesi, &#039;Mie magnifiche maestre&#039; pubblicato da Mondadori. 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