{"id":78113,"date":"2025-04-01T15:44:00","date_gmt":"2025-04-01T13:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=78113"},"modified":"2025-04-01T15:44:00","modified_gmt":"2025-04-01T13:44:00","slug":"pazienti-a-bordo-vela-rosa-pazienti-in-navigazione-per-la-salute-psiconcologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=78113","title":{"rendered":"&#8216;Pazienti a bordo &#8211; Vela rosa&#8217;, pazienti in navigazione per la salute psiconcologica"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;<br \/>\nIl mare e la navigazione come metafore del percorso di malattia. E&#039; questa la visione dietro &#039;Pazienti a bordo &#8211; Vela rosa&#039;, il progetto ideato da We Will Care, associazione senza scopo di lucro dedicata alla salute psiconcologica. Stress e infiammazione sono fattori di rischio che contribuiscono allo sviluppo e alla progressione dei tumori, ridurli significa migliorare la salute sia fisica che psicologica. Per questo la onlus ha lanciato la call per reclutare 75 pazienti pronte a intraprendere un&#039;avventura di 7 giorni in cui prenderanno lezioni di vela e svolgeranno psicoterapia di gruppo, nella meravigliosa cornice incontaminata dell&#039;Isola di Caprera. L&#039;iniziativa &#8211; che si svolger\u00e0 in 5 diverse settimane, dal 17 maggio all&#039;11 ottobre &#8211; prevede una full immersion tra pazienti, psicoterapeuti e insegnanti di vela, con l&#039;obiettivo di allenare le risorse psicofisiche di ogni persona e di facilitare un ascolto profondo delle sue emozioni, agevolando lo sviluppo di una maggiore consapevolezza di s\u00e9.\u00a0&quot;L&#039;idea nasce dall&#039;associazione metaforica tra navigazione e malattia &#8211; spiega Gabriella Pravettoni, professoressa ordinaria di psicologia, Dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia, Universit\u00e0 degli Studi di Milano e direttore Divisione di Psiconcologia, Istituto europeo di oncologia (Ieo) Irccs di Milano &#8211; Da un punto di vista simbolico, infatti, la difficolt\u00e0 di manovrare, timonare e regolare le vele in condizioni di vento e mare sfavorevoli rispecchia quella di gestire la vita dopo una diagnosi di malattia oncologica, in cui il quotidiano cambia e anche vivere la routine pu\u00f2 diventare una sfida, proprio come aggirare gli scogli. Imparare a navigare in mare \u00e8 quindi simbolico per queste donne, che devono cercare la rotta adeguata per arrivare a destinazione, che sia la guarigione o la cronicizzazione della patologia. Da un punto di vista psicofisico &#8211; aggiunge &#8211; questa attivit\u00e0 richiede la messa in gioco di risorse fisiche e psicologiche che molto spesso le pazienti pensano di non possedere pi\u00f9, e che invece sono l\u00ec, in attesa di essere stimolate. Le partecipanti lavoreranno sia su aspetti psicologici individuali che di gruppo, perch\u00e9 dovranno collaborare tra loro come un equipaggio, e lavorare quindi sia nel s\u00e9 che nelle relazioni. Navigare, poi, impone un ascolto profondo di se stessi e permette di sviluppare un maggiore consapevolezza&quot;.\u00a0<br \/>\nL&#039;esperienza prevede lezioni teoriche di navigazione a vela ogni mattina, a seguire 2 ore di psicoterapia di gruppo e, nel pomeriggio, l&#039;uscita in barca. Il contatto con la natura sar\u00e0 preponderante: le sistemazioni per la notte saranno sull&#039;isola e quasi &#039;selvagge&#039;, con ridotti servizi e comodit\u00e0. Pranzo e cena si svolgeranno in una zona comune condivisa con altri allievi della scuola di vela. L&#039;invito \u00e8 rivolto a tutte le donne pazienti oncologiche &#8211; qualsiasi sia la diagnosi &#8211; maggiorenni, senza esperienza in barca, in grado di nuotare e che abbiano gi\u00e0 portato a termine (quando previste) le chemioterapie. Altre tipologie di trattamenti non sono un ostacolo alla partecipazione al viaggio. \u00a0L&#039;esperienza, quest&#039;anno, avr\u00e0 anche un importante risvolto scientifico. &quot;Un aspetto importante del progetto riguarda lo stress che le pazienti sperimentano &#8211; sottolinea Ketti Mazzocco, professoressa associata di psicologia, Dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia, Universit\u00e0 degli Studi di Milano e psiconcologa presso l&#039;Ieo &#8211; Inquinamento, alimentazione, vita frenetica, relazioni sociali, eventi stressanti attivano infatti una risposta di stress che alimenta l&#039;infiammazione e nel lungo periodo contribuisce allo sviluppo di malattie. Durante questa edizione valuteremo come l&#039;esperienza in barca, unitamente alla psicoterapia, influisce sull&#039;infiammazione cronica, attraverso un&#039;analisi del sangue, prima e dopo il viaggio. Il connubio tra psicoterapia e natura &#8211; chiarisce -si pone l&#039;obiettivo di ridurre la risposta di stress e l&#039;infiammazione di basso grado, diminuendo il rischio di sviluppare malattie oncologiche e la loro progressione. Lo scopo delle sistemazioni spartane e della vita &#039;isolana&#039; \u00e8 proprio quello di godere appieno dell&#039;esperienza autentica di un ambiente incontaminato, stimolando le risorse personali di ogni paziente, perch\u00e9 possano emergere nuove risorse e capacit\u00e0&quot;.\u00a0<br \/>\nPazienti a bordo &#8211; Vela rosa \u00e8 un progetto<br \/>\nnato in collaborazione con il Centro velico Caprera, che offre spazi e istruttori, e Fondazione Prosolidar, che contribuisce con un finanziamento volto a coprire parte dei costi dell&#039;iniziativa. Maggiori informazioni su wewillcare.it\/pazienti-a-bordo; per candidarsi \u00e8 possibile scrivere a info@wewillcare.it.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il mare e la navigazione come metafore del percorso di malattia. 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