{"id":77378,"date":"2025-03-29T09:15:22","date_gmt":"2025-03-29T08:15:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=77378"},"modified":"2025-03-29T09:15:22","modified_gmt":"2025-03-29T08:15:22","slug":"da-domenico-starnone-a-salvo-palazzolo-le-novita-in-libreria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=77378","title":{"rendered":"Da Domenico Starnone a Salvo Palazzolo, le novit\u00e0 in libreria"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ecco una selezione delle novit\u00e0 in libreria presentata questa settimana dall&#039;AdnKronos.\u00a0E&#039; in libreria con Mondadori &#039;Aspettami al Caff\u00e8 Napoli&#039; di Chiara Gily, scrittrice napoletana di nascita, triestina. Lidia ha lasciato Napoli per Trieste molti anni fa. Da allora fa ritorno di rado, senza mai riuscire a farsi accompagnare dall\u2019eterno fidanzato Pietro. Solo l\u2019invito al terzo matrimonio della cugina pu\u00f2 costringerla a un fine settimana nella sua citt\u00e0 d\u2019origine. Alice l\u2019ha scelta come damigella d\u2019onore e Lidia non ha scuse per evitare le nozze. Entrambe sono figlie uniche, da sempre chiamate \u2018e sore cugine, un modo di dire che a Napoli indica un rapporto di sangue molto vicino alla sorellanza.\u00a0Anche se lei e Alice negli anni si sono allontanate molto, complici i tanti chilometri che le separano. Lidia ha in programma di fermarsi a Napoli solo pochi giorni, ma il destino per lei ha in serbo altri piani. In una manciata di ore, si ritrova unica erede dell\u2019attivit\u00e0 di famiglia, l\u2019amatissima bottega di rigattiere del padre Felice, che ne aveva fatto un luogo di incontro per gli abitanti del rione anche grazie al suo eccezionale caff\u00e8. Il negozio si rivela presto un covo di segreti e problemi da risolvere. \u00a0Per fortuna, Lidia non \u00e8 sola, ad aiutarla ci sono la neosposa Alice e Mila, un\u2019appassionata fotografa. La bottega che tutti davano ormai per persa si trasforma cos\u00ec nel sogno di tre giovani donne, determinate a farla rinascere dalle macerie. Chiara Gily firma un romanzo che fa bene al cuore, pieno di umanit\u00e0, dolce come un caff\u00e8 ben zuccherato e frizzante come un calice di spritz. Una storia che insegna come le seconde opportunit\u00e0 arrivano un attimo prima di mollare tutto. Proprio come accade con la felicit\u00e0.\u00a0E&#039; arrivato in libreria con Iperborea &#039;La mia vita come la vostra&#039; di Jan Grue. Vincitore del premio della Critica norvegese, il libro &#8211; spiega l&#039;editore italiano &#8211; \u00e8 &quot;un memoir poetico e sagace su cosa significa vivere in un corpo vulnerabile e una meditazione illuminante sull&#039;essere umano&quot;. Jan Grue \u00e8 appena diventato padre quando ritira dalla casa dei suoi genitori un intero scaffale di cartelle cliniche. Contengono la sua infanzia narrata dall\u2019esterno, dai medici che gli hanno diagnosticato all\u2019et\u00e0 di tre anni una patologia neuromuscolare e che da allora lo descrivono come un corpo difettoso con un futuro cupo e limitato.\u00a0Un quadro molto diverso dalla percezione che Grue ha sempre avuto di se stesso e dalla vita che ha vissuto studiando ad Amsterdam e a San Pietroburgo, per poi specializzarsi nell\u2019inclusiva Berkeley e diventare accademico a Oslo, trovare l\u2019amore e avere un figlio. Questo libro \u00e8 la ricerca di una lingua nuova che possa raccontare la sua storia e cosa significhi vivere in un corpo vulnerabile cercando di &quot;imporre la propria volont\u00e0 al mondo&quot;. \u00c8 un confronto aperto, schietto e intimo con la propria fragilit\u00e0 e i propri desideri, contro gli stigmi sociali e le istituzioni che ai disabili sanno fornire solo sostegni strumentali, braccia o gambe surrogate per un surrogato di vita, un\u2019esistenza pallida in una realt\u00e0 rassegnata e senza sogni. \u00c8 un memoir dirompente nella sua stessa forma ibrida, che intreccia liberamente ricordi poetici e riflessioni fulminanti, attingendo all\u2019arte e al pensiero filosofico, alle intuizioni di Michel Foucault, Jorge Luis Borges, Joan Didion, alle visioni di Wim Wenders, ai versi di Mark O\u2019Brien. Raccontando se stesso, Jan Grue scrive una penetrante meditazione sull\u2019essere umano e ci porta a guardarci dentro, a riconsiderare i nostri limiti, le nostre insicurezze, e le risorse che ciascuno ha nel proprio &#039;viaggio verso l\u2019ignoto&#039;.\u00a0Rizzoli manda in libreria &#039;L\u2019amore in questa citt\u00e0&#039; del giornalista di Salvo Palazzolo. Palermo, 1935: il corpo di una studentessa, Cetti Zerilli, viene ritrovato nel palazzo dell\u2019Universit\u00e0 crivellato da tre colpi di pistola. Accanto a lei il cadavere di un milite fascista, in camicia nera e stivaloni. Un caso di omicidio-suicidio sentenzia la polizia del regime, che lo archivia con un\u2019urgenza sospetta, imponendo alla stampa il silenzio. Ma \u00e8 una verit\u00e0 viziata dalla censura, non ci sono dubbi per Felice, il padre della ragazza, che si rifiuta di accettare per quella figlia piena di vita e cos\u00ec amata la versione ufficiale della tragedia. E in una Palermo buia e anestetizzata dalla violenza fascista trova un complice della sua privata ricerca di giustizia in Nino Marino, coraggioso cronista del &#039;Giornale di Sicilia&#039; tormentato da un amore che non \u00e8 mai riuscito a dimenticare. La storia di Cetti tocca Nino nel profondo, ma non potendo raccontarla sulla pagina il giornalista dovr\u00e0 indagare in segreto sulla vicenda, con l\u2019appoggio delle sue fonti \u2013 oppositori del regime come lui \u2013 e delle tracce lasciate dietro di s\u00e9 da Cetti: una ragazza appassionata, innamorata dei libri e della sua libert\u00e0, e animata da una testardaggine controcorrente. \u00a0A novant\u2019anni dai fatti, Salvo Palazzolo ricostruisce in questo vibrante romanzo inchiesta un cold case che mette a nudo le storture di un regime liberticida, disposto a tutto pur di mantenere il potere. La storia vera di un femminicidio di Stato in queste pagine si fa memoria collettiva, e restituisce finalmente la voce a chi \u00e8 stata troppo a lungo negata.\u00a0La nostra specie \u00e8 solo l\u2019ultimo ramoscello di un albero intricato di forme che si sono succedute e hanno convissuto negli ultimi sei milioni di anni. E&#039; da qui che prendono le mosse Telmo Pievani e Giuseppe Remuzzi, autori del saggio &#039;Dove comincia l\u2019uomo&#039; pubblicato da Solferino. Ma quaranta millenni fa sulla Terra ancora coabitavano almeno cinque specie umane differenti, e con almeno due di queste Homo sapiens ha interagito e si \u00e8 ibridato. Ma perch\u00e9 tutte queste specie umane in circolazione? Ciascuna era la discendente di una delle tante migrazioni di forme del genere Homo fuori dall\u2019Africa.\u00a0E va ricordato che tra 900 e 800.000 anni fa abbiamo rischiato anche di estinguerci quando un drammatico cambiamento climatico ridusse le popolazioni umane di pi\u00f9 del 98%. Perch\u00e9 siamo rimasti, allora, l\u2019unica specie umana sul pianeta? Due tra i migliori scrittori di scienza italiani, un evoluzionista e un medico, fanno il punto sulle scoperte che negli ultimi anni hanno profondamente cambiato quello che pensavamo di conoscere su di noi e raccontano la storia accidentata e imprevedibile di una specie cosciente e invadente che, forse per prima, si \u00e8 interrogata sul senso del mondo. Capire l\u2019unicit\u00e0 di Homo (non la sua superiorit\u00e0) ci aiuta a leggere meglio anche le tendenze evolutive in atto, le sfide della salute e dell\u2019ambiente, gli scenari futuri.\u00a0&quot;Erano le undici e quarantacinque di una mattina che sapeva di cane bagnato. Quattro piani pi\u00f9 sotto, qualcuno schiacci\u00f2 il pulsante con il suo nome. Il campanello la svegli\u00f2 di colpo, rovesci\u00f2 il caff\u00e8 caldo sulla coscia. Imprec\u00f2. Il bastone appoggiato al tavolo scivol\u00f2 a terra. Imprec\u00f2 di nuovo&quot;. Nel corso di una lunga carriera da magistrata, Alida Savich, &#8211; protagonista di &#039;Dove si mangia la nebbia&#039;, il libro pubblicato da Piemme e scritto da Stefano De Bellis e Edgardo Fiorillo &#8211; \u00e8 riuscita nel difficile compito di inimicarsi tutti i colleghi della procura di Pavia. Le hanno affibbiato il nomignolo di Mostrino perch\u00e9 \u00e8 burbera, irritante, supponente, ma geniale. \u00a0\u00c8 instancabile e pretende dalla sua squadra il massimo. Lavorare con lei \u00e8 un incubo, ma risolvere un caso in sua assenza \u00e8 impossibile. Sono giorni che non si presenta al lavoro. Si dice che sia gravemente malata, che si regga in piedi solo appoggiandosi a un bastone, che passi le giornate a fumare sigarette a letto e ad ascoltare vecchi dischi di musica classica. Ma un caso la spinge a tornare in procura: un camper abitato da un clochard \u00e8 esploso nel pieno della notte sulle rive del Ticino, l\u00e0 dove la nebbia non si dirada mai. Sulla scena del crimine \u00e8 stato trovato un vecchio biglietto da visita della procuratrice Savich. Una traccia inspiegabile, la scintilla che innesca un&#039;indagine che guarda a un passato dimenticato, lontano. \u00a0Stefano De Bellis e Edgardo Fiorillo irrompono nel territorio del giallo contemporaneo. Lo fanno con un romanzo colto e ritmato, trainato da dialoghi indimenticabili, che segna la nascita di un personaggio inimitabile, ironico e pieno di vizi, tragico e umano.\u00a0E&#039; sugli scaffali con Einaudi &#039;Prima esecuzione&#039; di Domenico Starnone. Il mite docente in pensione Domenico Stasi viene a sapere che Nina, un\u2019ex studentessa, \u00e8 indagata per partecipazione a banda armata. Il suo primo pensiero \u00e8 quello di contattarla: solo l\u2019innocenza della ragazza pu\u00f2 allontanare il timore di aver contribuito alla creazione di un mostro. Ma invece delle proclamazioni di innocenza che Stasi sperava di sentire, Nina non lo rassicura affatto. Anzi, gli chiede un favore. Dovr\u00e0 recarsi in un appartamento, cercare un libro, trascrivere una frase sottolineata e farla avere a un &#039;contatto&#039;.\u00a0Un compito semplice, che presto si trasforma in una faccenda molto seria quando Stasi si vede recapitare a domicilio una pistola, con tanto di indicazioni su giorno e luogo in cui usarla, e contro chi. Le cose per\u00f2 non sono del tutto come sembrano. Primo piano e sfondo potrebbero cambiarsi di posto, e la fosca vicenda di terrorismo potrebbe dileguarsi nel nulla. Soprattutto quando nella storia entra Domenico Starnone \u2013 personaggio del suo stesso mondo immaginario \u2013 e Prima esecuzione diventa un viaggio semiserio in quel terreno labile dove finzione e vita reale si mescolano.\u00a0&quot;A Chiulo, vedrai, a Chiulo non c\u2019\u00e8 niente. Niente in che senso? Niente, ha detto. Ma fai attenzione perch\u00e9 potresti comunque trovare tutto. Tutto cosa? Ci\u00f2 che stai cercando. E cosa sto cercando? Se ancora non lo sai, be\u2019, lo scoprirai arrivato a Chiulo&quot;. Questa \u00e8 l&#039;atmosfera che si respira nel libro &#039;La casa dell&#039;attesa&#039;, edito da Laterza, il nuovo reportage narrativo di Fabio Geda, autore di &#039;Nel mare ci sono i coccodrilli&#039;. \u00a0Al centro di questo libro c\u2019\u00e8 una immagine: la casa dell\u2019attesa, quella accanto all\u2019ospedale rurale di Chiulo. Siamo in Angola, sugli altopiani al confine con la Namibia, luogo in cui le donne della provincia vanno a vivere in comunit\u00e0 prima del parto per proteggere s\u00e9 stesse e i loro figli dagli imprevisti dell\u2019ultimo mese di gravidanza. Fabio Geda racconta il lavoro di un gruppo di medici italiani e le storie di donne e uomini angolani il cui destino \u00e8 stato trasformato dall\u2019incontro con quei medici e con l\u2019organizzazione cui appartengono, Medici con l\u2019Africa Cuamm. Ma non c\u2019\u00e8 solo la casa dell\u2019attesa: ci sono le strade di Luanda, la capitale, abitata da oltre dieci milioni di persone, strade piene di giovani che attendono di vendere qualsiasi cosa. \u00a0C\u2019\u00e8 la bellezza di un ambiente naturale mozzafiato, abitato da popolazioni che lottano con la siccit\u00e0 e la malnutrizione. C\u2019\u00e8 il ricordo dei ventisette anni di guerra civile. Ci sono figure straordinarie, a partire da quella di Agostinho Neto, medico, poeta e padre della patria. Alla fine della lettura, ecco che l\u2019immagine dell\u2019attesa diventa universale. Perch\u00e9 questo nostro pianeta assomiglia a una gigantesca casa dell\u2019attesa \u2013 in portoghese: &#039;casa de espera&#039; \u2013 dove a dare alla luce il futuro, o anche solo la giornata, fatichiamo tutti. Ma tutti continuiamo a sperare.\u00a0E&#039; in libreria con Fazi &#039;I gentiluomini di fortuna&#039; della scrittrice somala Nadifa Mohamed. Cardiff, 1952. Mahmood Mattan, un giovane marinaio somalo, \u00e8 disoccupato e si \u00e8 sistemato in una stanza presso un affittacamere di infima categoria: la moglie Laura \u2013 gallese, bianca \u2013 non vuole pi\u00f9 averlo tra i piedi se non si decide a rigare dritto. Mahmood, per\u00f2, non intende rinunciare ai suoi figli, a cui \u00e8 molto legato, n\u00e9 alla sua donna e per provvedere a loro va avanti a piccoli furti e scommesse: ha un carattere orgoglioso, testardo, riottoso, ma \u00e8 fiero delle sue origini e della sua storia; \u00e8 analfabeta, ma \u00e8 un poliglotta e un uomo d\u2019esperienza. Tutto cambia, per lui, quando Violet Volacki, una negoziante ebrea della zona, viene brutalmente assassinata, e la famiglia offre una ricompensa di duecento sterline a chiunque fornisca elementi validi per trovare il colpevole. \u00a0All\u2019inizio Mahmood \u00e8 convinto di poter ignorare le voci che cominciano a circolare su di lui: sar\u00e0 pure un giocatore d\u2019azzardo e un ladruncolo, ma non \u00e8 un assassino. \u00c8 un padre, \u00e8 forte della sua innocenza e ha fiducia nella giustizia. Con l\u2019avvicinarsi del processo, per\u00f2, la sua prospettiva cambia, e il giovane uomo si trova a dover lottare strenuamente per la sua vita, con tutte le carte contro di lui: un\u2019indagine scadente, un sistema legale disumano e un razzismo pervasivo e radicato nella societ\u00e0. All\u2019ombra del cappio del boia, Mahmood inizier\u00e0 a rendersi conto che anche la verit\u00e0 potrebbe non essere sufficiente a salvarlo.\u00a0In questo romanzo potentissimo, meritatamente incluso nella rosa dei finalisti al Booker Prize, Nadifa Mohamed ricostruisce con grande cura la vera storia di Mahmood Mattan, l\u2019ultima persona a essere giustiziata per impiccagione a Cardiff e la prima a essere riabilitata dopo che, nel 1998, fu dichiarato vittima di un caso di malagiustizia.\u00a0Romanzo d&#039;esordio per il torinese Leonardo San Pietro. E&#039; &#039;Festa con casuario&#039; pubblicato da Sellerio. Torino, inizio d\u2019estate. Isa, ventenne studentessa universitaria di Lettere, organizza una festa nella villa con giardino dei genitori. Arrivano i compagni di corso, i vecchi amici, gli amici di amici, i conoscenti, gli imbucati. Alcol e cibo in abbondanza, la musica giusta, all\u2019occorrenza qualche droga per rilassare la testa e il corpo. L\u2019unico a non essere ancora arrivato \u00e8 Ezio, l\u2019invitato che Isa aspetta con pi\u00f9 ansia.\u00a0Un piccolo episodio accende gli eventi. Da un regalo anonimo salta fuori un biglietto minaccioso: se entro l\u2019una di notte nessun invitato avr\u00e0 il coraggio di toccare il casuario dei vicini, Ezio morir\u00e0. \u00c8 uno scherzo, si dicono gli amici. E poi, cos\u2019\u00e8 un casuario? E perch\u00e9 ce n\u2019\u00e8 uno proprio nel giardino accanto? Il casuario \u00e8 una sorta di struzzo, ma parecchio pi\u00f9 pericoloso: con il suo artiglio lungo e affilato come un coltello, \u00e8 in grado di uccidere una persona e non ama essere disturbato. Isa e i suoi amici, mentre la festa si dilata e si amplifica nelle parole e nei gesti, reagiscono ciascuno in modo diverso.\u00a0Tutto sembra convergere verso uno spazio, un orario, un istante preciso e fatale, accanto a una rete di metallo, a decidere per s\u00e9 e per gli altri. A domandarsi chi sar\u00e0 cos\u00ec pazzo da varcare il recinto per toccare il casuario. Leonardo San Pietro tratteggia sbandamenti e reticenze, ansie e inquietudini, creando una tensione e una suspense inaspettata. La misteriosa prova del casuario innesca un gioco di camuffamenti e disvelamenti in un momento speciale della vita, gli anni dell\u2019universit\u00e0, in cui si supera il confine che porta alla &#039;realt\u00e0&#039;. Nel suo romanzo c\u2019\u00e8 la felicit\u00e0 della festa, dell\u2019abbandono e del divertimento, una gioia luminosa che serra lo stomaco e lucida lo sguardo. Poi incontenibile irrompe lo sgomento del futuro, il buio di un precipizio, e si svela il volto nascosto della sfrenata voglia di vivere e di sfidare tutto e tutti, reclamando a gran voce un posto nel mondo.\u00a0E ancora &#039;Le cento vite di Antonio Sonoro&#039; (Neri Pozza) di Elizabeth Gonzalez James. Messico, 1895. Sesto anno di siccit\u00e0 sulla cittadina mineraria di Dorado. Antonio Sonoro \u00e8 l\u2019ultimo di una lunga stirpe di leggendari bandidos: nato con l\u2019oro negli occhi e la pistola in mano, \u00e8 perennemente senza un soldo n\u00e9 una prospettiva. Ma in lui non si placa mai il piacere del rischio, del momento eccitante in cui fa scorrere la porta del vagone merci e scopre cosa c\u2019\u00e8 dentro. Cos\u00ec, quando gli giunge all\u2019orecchio di un treno carico di tesori, salta in sella insieme al fratello Hugo, con destinazione Houston e la speranza di un ricco bottino. Ma l\u2019assalto finisce nel sangue: i due Sonoro si trovano a fronteggiare i famigerati Texas Rangers, in uno scontro da cui Antonio uscir\u00e0 gravemente ferito e che gli varr\u00e0 il soprannome con il quale sar\u00e0 ricordato: El Tragabalas, il Mangiapallottole. Da quel momento la sua vita osciller\u00e0 tra mire di vendetta e sogni di redenzione, la sua anima conoscer\u00e0 un amaro destino. Citt\u00e0 del Messico, 1964. L\u2019attore e cantante Jaime Sonoro \u00e8 una celebrit\u00e0 e ha tutto ci\u00f2 che un uomo possa desiderare. Finch\u00e9 due eventi inaspettati giungono a sconvolgere la sua esistenza quasi perfetta: l\u2019incontro con uno straniero, un tipo bizzarro che si fa chiamare Remedio, unico esemplare della sua schiera sulla Terra, e il ritrovamento di un libro antico che custodisce il passato della famiglia Sonoro. E quando quella sciagurata storia sgorga dalle pagine ingiallite, trascina Jaime gi\u00f9 con s\u00e9, sotto il peso di tutti i crimini atroci commessi dai suoi avi. Forse \u00e8 giunto il tempo che qualcuno risponda di una lunga linea di peccati, che paghi il caro prezzo della riparazione del mondo.\u00a0&#8212;culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ecco una selezione delle novit\u00e0 in libreria presentata questa settimana dall&#039;AdnKronos.\u00a0E&#039; in libreria con Mondadori &#039;Aspettami al Caff\u00e8 Napoli&#039; di Chiara Gily, scrittrice napoletana di nascita, triestina. 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