{"id":76722,"date":"2025-03-26T12:32:23","date_gmt":"2025-03-26T11:32:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=76722"},"modified":"2025-03-26T12:32:23","modified_gmt":"2025-03-26T11:32:23","slug":"disabili-uniamo-nuovo-emendamento-non-garantisce-pieno-diritto-alla-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=76722","title":{"rendered":"Disabili, Uniamo: &#8220;Nuovo emendamento non garantisce pieno diritto alla salute&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; In Italia le persone con disabilit\u00e0, tra cui rientrano anche quelle con malattie rare, sono pi\u00f9 di 3 milioni: per molti i servizi socio-assistenziali sono inscindibili dall\u2019aspetto sanitario. Per questa ragione l\u2019approvazione dell\u2019emendamento 13.0.400 al disegno di legge 1241 recante Misure di garanzia per l&#039;erogazione delle prestazioni sanitarie e altre disposizioni in materia sanitaria, che limita la copertura finanziaria da parte del Ssn alle attivit\u00e0 puramente sanitarie, ha creato grande preoccupazione tra le organizzazioni del terzo settore. \u00a0&quot;Questo emendamento ha l\u2019obiettivo di delimitare il finanziamento da parte del Ssn unicamente alle prestazioni che riguardano l\u2019ambito strettamente sanitario, escludendo le attivit\u00e0 socio-assistenziali i cui costi ricadrebbero, dunque, sugli enti locali e su cittadini e famiglie \u2013 spiega Annalisa Scopinaro, presidente di Uniamo Federazione italiana malattie rare \u2013. Gli effetti sarebbero particolarmente deleteri per tutte le persone con disabilit\u00e0, tra cui anche persone con malattie rare, per le quali l\u2019aspetto socio-assistenziale \u00e8 inscindibile da quello sanitario, minando seriamente il diritto alla Salute sancito dalla Costituzione. L\u2019emendamento 13.0.400 tradisce una mancanza di visione complessiva di ci\u00f2 che si vuole intendere con il concetto di salute&quot;.\u00a0Sebbene, infatti, sia previsto un innalzamento al 70% della quota ascrivibile al finanziamento del Ssn nei casi di alta complessit\u00e0 assistenziale, il provvedimento non affronta il problema alla radice \u2013 a pi\u00f9 riprese sollevato dalla Federazione Uniamo \u2013 che riguarda la totale carenza delle strutture assistenziali sul territorio italiano. A questa mancanza, si associa anche quella di personale qualificato, che possa occuparsi professionalmente delle persone non autosufficienti.  \u201cMolte famiglie si trovano spaesate di fronte a queste mancanze \u2013 continua Scopinaro \u2013 trovandosi costrette ad affidare i propri cari a persone non qualificate, con conseguenze negative per quanto riguarda non solo la qualit\u00e0 dell\u2019assistenza, ma anche l\u2019aderenza alle terapie, l\u2019adeguatezza dei percorsi riabilitativi e il benessere mentale. Innalzare il tetto di copertura delle spese al 70% da parte del Ssn appare inutile senza una programmazione di ampio respiro che affronti seriamente il grande tema della non autosufficienza attraverso un approccio olistico, che risulta fondamentale soprattutto per le persone con malattia rara&quot;.\u00a0L\u2019emendamento approvato &quot;risulta anche estremamente dannoso &#8211; evidenzia Scopinaro &#8211; in quanto rischia di gravare ulteriormente dal punto di vista economico su famiglie che, in molti casi, si trovano gi\u00e0 in una situazione di svantaggio causata da un difficile accesso al lavoro, da un\u2019elevata spesa out of pocket e dalla necessit\u00e0 di dedicare gran parte del proprio tempo al ruolo di caregiver. Dunque, la misura si inserirebbe in un quadro gi\u00e0 decisamente frammentato, all\u2019interno del quale \u00e8 complicato orientarsi sia per quanto riguarda l\u2019accesso ai servizi e gli enti ai quali rivolgersi, sia per le diverse spese da sostenere. Non \u00e8 chiaro, inoltre, quale sarebbe l\u2019impatto finanziario che questa misura avrebbe sui conti degli enti locali che, come \u00e8 noto, non vivono un periodo di particolare prosperit\u00e0 economica, per usare un eufemismo&quot;. \u00a0Una critica che \u00e8 stata sollevata anche da altre associazioni del terzo settore, tutte concordi nel richiedere la revisione o l\u2019eliminazione del testo. &quot;Si tratta di un emendamento obsoleto, che risponde a una visione della salute ormai abbondantemente superata, che intende la sanit\u00e0 divisa per settori, servizi e prestazioni \u2013 rimarca Scopinaro \u2013. L\u2019idea di salute come un insieme complesso di fattori che concorrono al benessere fisico e mentale dell\u2019individuo e della comunit\u00e0, per la quale Uniamo si batte da anni, viene annullata da questo provvedimento &#039;spot&#039; inserito all\u2019interno del ddl 1241. Come si pu\u00f2 tracciare un confine tra ci\u00f2 che \u00e8 meramente sanitario e ci\u00f2 che riguarda invece l\u2019assistenza quando parliamo della salute di persone non autosufficienti? Come rispondiamo alle esigenze e ai bisogni delle persone con malattia rara, per le quali spesso una risposta medica non esiste o non \u00e8 sufficiente?&quot;\u00a0&quot;L\u2019integrazione socio-sanitaria \u00e8 ci\u00f2 a cui dobbiamo tendere se vogliamo realmente tutelare la salute della nostra comunit\u00e0. Un\u2019ulteriore frammentazione rappresenterebbe, invece, il colpo di grazia per tante famiglie che si prendono cura ogni giorno dei propri cari, in parte gi\u00e0 sopperendo alle mancanze del Ssn. Come Uniamo chiediamo che l\u2019emendamento venga rivisto o eliminato, e che, invece, vengano finalmente applicate tutte le azioni previste dalla Legge 33\/2023 (Deleghe al Governo in materia di politiche in favore delle persone anziane)&quot; conclude\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; In Italia le persone con disabilit\u00e0, tra cui rientrano anche quelle con malattie rare, sono pi\u00f9 di 3 milioni: per molti i servizi socio-assistenziali sono inscindibili dall\u2019aspetto sanitario. 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