{"id":76419,"date":"2025-03-25T06:52:43","date_gmt":"2025-03-25T05:52:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=76419"},"modified":"2025-03-25T06:52:43","modified_gmt":"2025-03-25T05:52:43","slug":"strage-erba-oggi-ludienza-in-cassazione-dopo-18-anni-la-parola-fine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=76419","title":{"rendered":"Strage Erba, oggi l&#8217;udienza in Cassazione: dopo 18 anni la parola fine?"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L&#039;ultimo atto. Forse. Oggi, marted\u00ec 25 marzo, a pi\u00f9 di 18 anni dalla strage di Erba davanti ai giudici della quinta sezione della Suprema Corte si discuter\u00e0 il ricorso della difesa contro la decisione della Corte d&#039;Appello di Brescia di dichiarare &quot;inammissibile&quot; la revisione del processo di Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati in via definitiva all&#039;ergastolo per la strage dell&#039;11 dicembre 2006.\u00a0Sotto i colpi di spranga e coltelli, vengono uccisi Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk di soli due anni e la nonna materna del piccolo Paola Galli. E&#039; la mancina Rosa ad affondare la lama nella gola del bambino. Le fiamme appiccate cancellano le tracce, ma quando gli aggressori si chiudono alle spalle la porta dell&#039;appartamento di via Diaz si trovano di fronte, increduli, i vicini di casa: si salva per una malformazione alla carotide Mario Frigerio, assalito da Olindo, viene colpita sulle scale e poi uccisa nella mansarda la moglie Valeria Cherubini, raccontano le sentenze, tutte univoche. \u00a0&quot;Olindo e Rosa ci sperano nella Cassazione, come lo facciamo anche noi&quot; spiega all&#039;Adnkronos Fabio Schembri, l&#039;avvocato che da sempre affianca i coniugi. &quot;Sarebbe giusto che tutti gli elementi di prova nuovi allegati alla nostra istanza venissero assunti in dibattimento come prevede la Costituzione&quot;. La Cassazione &quot;non \u00e8 detto che sia l&#039;ultima possibilit\u00e0, un passo alla volta. Certamente confidiamo nell&#039;applicazione rigorosa del diritto da parte della Suprema Corte e nella giurisprudenza costante che ha reiteratamente stigmatizzato le violazioni di legge e i vizi di motivazione in casi sovrapponibili a questo. Se ottenessimo che tutti i nuovi elementi di prova venissero assunti in dibattimento allora potremmo davvero discuterli e valutarli&quot; aggiunge il difensore che insieme al resto del pool &#8211; gli avvocati Nico D&#039;Ascola, Patrizia Morello e Luisa Bordeaux &#8211; ha firmato il lungo ricorso (111 pagine) con cui si chiede l&#039;annullamento della sentenza pronunciata a Brescia lo scorso 10 luglio. \u00a0\u00a0Di diverso avviso i familiari delle vittime. &quot;Siamo convinti che oggi la Cassazione confermer\u00e0 le decisioni dei giudici di Brescia. Ma siamo altrettanto convinti che questo non porter\u00e0 la parola fine, il circo mediatico torner\u00e0 periodicamente, con i soliti pagliacci e domatori di fiere, ci sono troppi interessi in ballo che poco hanno a che fare con la folle presunzione di innocenza del quadrupede a due teste&quot; dice all&#039;Adnkronos Giuseppe &#039;Beppe&#039; Castagna che &#8211; insieme al fratello Pietro &#8211; \u00e8 da sempre convinto della colpevolezza dei due condannati. \u00a0Toccher\u00e0 alla Cassazione &#8211; con una sentenza attesa oggi in serata &#8211; provare a mettere la parola fine a uno dei casi pi\u00f9 mediatici degli ultimi anni. Sentenza che i due condannati attenderanno dietro le sbarre: lui nel carcere di Opera, lei a Bollate. Per la difesa di Olindo e Romano e Rosa Bazzi, la motivazione che boccia la riapertura del caso &quot;\u00e8 del tutto scollata dal contenuto dell&#039;istanza difensiva&quot;, per altre si connota &quot;per l&#039;illogicit\u00e0 manifesta e in altri ancora per la contraddittoriet\u00e0 di spessore tale da risultare percepibili e di macroscopica evidenza&quot;. Si parla, per alcuni aspetti, di &quot;cortocircuito logico&quot; e della &quot;negazione&quot;, operata dalla Corte bresciana rispetto alle &quot;novit\u00e0 degli elementi addotti dalla difesa&quot; che prova a scardinare i tre pilastri della condanna: la testimonianza di Frigerio, la traccia di sangue (di una delle vittime) sul battitacco dell&#039;auto di Olindo e le confessioni dei due condannati. \u00a0Nel ricorso in Cassazione vengono messe in fila le &quot;plurime acquisizioni scientifiche nuove&quot; e i &quot;dirompenti dati clinici nuovi &#8211; da leggere a loro volta alla luce di nuove scoperte scientifiche&quot; che, per la difesa, mettono in dubbio la credibilit\u00e0 dell&#039;unico testimone oculare. Nelle pagine si evidenzia l&#039;aver portato all&#039;attenzione dei giudici fatti &quot;diversi&quot; e si sottolinea lo &quot;strabismo motivazione&quot; nel descrivere le fasi della morte di Valeria Cherubini. Un lavoro certosino che si scontra con le tre sentenze, uniformi, di ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi. \u00a0Per i giudici, invece, &quot;la solidit\u00e0 dell&#039;impianto probatorio&quot; e &quot;soprattutto l&#039;assenza del carattere di novit\u00e0 della maggior parte delle prove&quot; non lasciano dubbi sulla responsabilit\u00e0 della coppia. Scartate ricostruzioni fantasiose e fughe dai tetti, contro i coniugi c&#039;\u00e8 la prova scientifica, la testimonianza di Frigerio &quot;lucido e precisissimo&quot; nel descrivere l&#039;aggressione &quot;in modo coerente&quot;. Viene fornita risposta ai dubbi su quanto avviene nella mansarda e per i giudici &quot;le discrasie su alcuni dettagli non inficiano la genuinit\u00e0 delle confessioni&quot; rese &quot;dopo che Romano aveva chiesto di parlare con i pubblici ministeri, in presenza del difensore, (&#8230;) ribadite nell&#039;interrogatorio avanti al gip, non contestate per mesi e mesi, contenenti una pluralit\u00e0 di dettagli riscontrati dal complesso delle indagini&quot; e che &quot;potevano essere patrimonio conoscitivo solo degli autori della strage e ribadite negli appunti sulla Bibbia&quot;.  \u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L&#039;ultimo atto. Forse. 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