{"id":7472,"date":"2024-03-23T16:48:53","date_gmt":"2024-03-23T15:48:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=7472"},"modified":"2024-03-23T16:48:53","modified_gmt":"2024-03-23T15:48:53","slug":"kate-e-gli-altri-genitori-dopo-una-diagnosi-di-tumore-come-dirlo-ai-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=7472","title":{"rendered":"Kate e gli altri genitori dopo una diagnosi di tumore: come dirlo ai bambini"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Ho un tumore&quot;. Dopo lo scioccante annuncio di Kate Middleton, che ha reso pubblica la sua malattia in un videomessaggio, il pensiero di molti \u00e8 andato ai tre figli. La prima preoccupazione anche per la principessa. Per un genitore parlare della propria malattia ai bambini non \u00e8 mai facile, specie se si tratta di una malattia grave come quella oncologica. Del delicato tema si sono occupati gli esperti del sito anti-fake news della Federazione degli Ordini dei medici, &#039;Dottore ma \u00e8 vero che?, spiegando cosa \u00e8 \u00e8 meglio fare per affrontare l&#039;argomento.\u00a0Il primo pensiero \u00e8 quello di non riuscire a trovare le parole giuste o peggio ancora di commuoversi e lasciarsi andare. Il timore \u00e8 che i figli non capirebbero, soffrirebbero troppo o potrebbero impressionarsi. La capacit\u00e0 dei bambini di affrontare la verit\u00e0 &#8211; sottolineano gli esperti &#8211; \u00e8 spesso sottostimata dagli adulti. I bimbi tollerano meglio la verit\u00e0, anche se grave, piuttosto che l\u2019incertezza del non sapere. La bugia li disorienta e mette in crisi il rapporto di fiducia con gli adulti di riferimento. La tesi oggi pi\u00f9 accettata \u00e8 che bisogna parlare il prima possibile &#8211; gi\u00e0 alla diagnosi e prima di iniziare i trattamenti &#8211; ai figli della propria malattia, naturalmente usando un linguaggio diverso a seconda della loro et\u00e0. Il non informarli, anche se lo scopo \u00e8 proteggerli, pu\u00f2 creare spesso in bambini e ragazzi una sofferenza mentale elevata &#8211; avvertono &#8211; che se non adeguatamente supportata comporta un disagio emozionale che pu\u00f2 manifestarsi in diverso modo: somatizzazioni, difficolt\u00e0 di apprendimento, modificazioni del comportamento. Inoltre, nell\u2019immaginario dei figli il silenzio del genitore pu\u00f2 essere molto controproducente e far nascere sensi di colpa o di paura.\u00a0\u00c8 molto importante essere pronti a rispondere alle loro domande, \u00e8 il consiglio degli esperti. Le risposte varieranno in base all\u2019et\u00e0 del bambino: il piccolo potr\u00e0 preoccuparsi pi\u00f9 di se stesso chiedendo cosa gli succeder\u00e0 durante il ricovero del genitore e con chi dovr\u00e0 stare, mentre un adolescente potrebbe fare domande sulla malattia stessa. In alcuni casi i figli non fanno domande e addirittura rifiutano di stare con il genitore malato: non bisogna forzarli, ma rispettare le loro scelte e parlare con loro delle motivazioni, sapendo che il loro rifiuto potr\u00e0 trasformarsi pi\u00f9 avanti in un grave senso di colpa. Importante \u00e8 non dare mai la certezza di come andranno le cose o promettere la propria guarigione, ma assicurare al bambino che verr\u00e0 sempre informato di tutto. \u00a0Le malattie in genere, e il cancro in particolare &#8211; ricordano gli esperti sul sito &#039;Dottore, ma \u00e8 vero che&#039; &#8211; determinano dei cambiamenti nell\u2019aspetto esteriore della persona malata. Ci possono essere caduta dei capelli, mancanza di un organo, alterazioni della cute e a volte della fisionomia (per perdita di peso, lineamenti che indicano sofferenza). Il figlio potr\u00e0 inizialmente anche vergognarsi del genitore malato, per\u00f2 quasi sicuramente nel tempo imparer\u00e0 ad accettare i cambiamenti e a convivere con essi. \u00a0Essenziale \u00e8 cercare il momento giusto per parlare, preferibilmente in presenza dell\u2019altro genitore. Pu\u00f2 succedere che il genitore malato non se la senta di parlare con i figli della sua situazione, in questi casi pu\u00f2 chiedere aiuto al partner, ai nonni, al medico di famiglia. In ogni caso, se possibile, sarebbe meglio fosse presente al momento del colloquio. Anche il luogo conta. Si pu\u00f2 scegliere il posto dove ci si sente pi\u00f9 a proprio agio, come casa, o mentre si fa una passeggiata. \u00a0La comunicazione \u00e8 molto importante &#8211; si ribadisce &#8211; perch\u00e9 il bambino si sente coinvolto e accetta molto meglio i malesseri, i malumori, le problematiche del genitore malato, e anche gli effetti collaterali dei trattamenti. Naturalmente non occorre comunicare tutto e subito, ma bisogna graduare l\u2019informazione e adeguare il livello di comunicazione alle necessit\u00e0 espresse dal bambino o ragazzo, utilizzando un linguaggio molto semplice e neutro. L\u2019essenziale \u00e8 dire la verit\u00e0 in modo chiaro, scegliendo le parole adatte. Per i figli essere informati \u00e8 un aiuto ad alleviare l\u2019ansia e il disagio che si sono venuti a creare nell\u2019ambiente familiare, per gli adulti malati dare le informazioni ai figli \u00e8 un aiuto per alleviare l\u2019angoscia e affrontare meglio la malattia stessa. \u00a0Nel caso che il genitore sia ricoverato in ospedale \u00e8 estremamente importante che il figlio possa andare a trovarlo e soprattutto conoscere le persone che lo curano. Deve anche essere informato, almeno in linea di massima, degli esami e della terapia in corso. Non meno importante \u00e8 che il figlio possa telefonare al genitore malato, mandargli messaggi e anche, se piccolo, i suoi disegni.\u00a0<br \/>\nNel caso di un genitore in fase terminale l\u2019errore che spesso viene fatto &#8211; spiegano gli esperti &#8211; \u00e8 quello di allontanare il figlio da casa affidandolo a un parente, questo nell\u2019intento di proteggerlo da quanto accadr\u00e0. Il bambino, quando torner\u00e0 a casa, non trover\u00e0 pi\u00f9 il genitore malato e ci\u00f2 potr\u00e0 indurre enorme disagio.\u00a0\u00c8 sbagliato pensare che i bambini non pensino alla morte e non sappiano cosa \u00e8. I piccoli in et\u00e0 scolare hanno un\u2019idea chiara della morte e sono consapevoli che la perdita subita \u00e8 ineluttabile, mentre quelli con meno di 5 anni pensano che il pap\u00e0 o la mamma siano andati altrove ma ritorneranno. Il non parlare della morte con il bambino \u00e8 un grave errore, perch\u00e9 tacendola la sua angoscia aumenter\u00e0 e con essa la paura di perdere l\u2019altro genitore o le persone care. In ogni caso se non ci sente adeguati a comunicare con i figli o a gestire la situazione si consiglia l\u2019appoggio di uno specialista, preferibilmente uno psicologo, che con la sua competenza riuscir\u00e0 a dare aiuto sia al malato che alla sua famiglia.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Ho un tumore&quot;. Dopo lo scioccante annuncio di Kate Middleton, che ha reso pubblica la sua malattia in un videomessaggio, il pensiero di molti \u00e8 andato ai tre figli. 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