{"id":73486,"date":"2025-03-11T18:41:00","date_gmt":"2025-03-11T17:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=73486"},"modified":"2025-03-11T18:41:00","modified_gmt":"2025-03-11T17:41:00","slug":"malattie-cardiovascolari-esperti-intervenire-sui-soggetti-a-rischio-molto-alto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=73486","title":{"rendered":"Malattie cardiovascolari, esperti: &#8220;Intervenire sui soggetti a rischio molto alto&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Sono oltre un milione i pazienti ad alto rischio di malattia cardiovascolare in Italia. In 8 casi su 10, non raggiungono gli obiettivi di sicurezza in base alle linee guida internazionali. In questo contesto, va superata &quot;la dicotomia tra prevenzione primaria e prevenzione secondaria: il termine prevenzione primaria implicita una falsa idea di basso rischio cardiovascolare e quindi in una certa tranquillizzazione dei soggetti, anche purtroppo di coloro che, pur non avendo ricevuto danni, hanno pi\u00f9 o meno lo stesso rischio di chi li ha gi\u00e0 ricevuti&quot;. Lo ha detto Pasquale Perrone Filardi, professore presso il dipartimento di Scienze biomediche avanzate, universit\u00e0 Federico II di Napoli, intervenendo a &#039;Voices for Silencing&#039;, incontro promosso da Novartis a Milano, il 7-8 marzo, dedicato ai cardiologi e focalizzato sul tema della gestione del paziente a rischio cardiovascolare. \u00a0&quot;In termini di prevenzione noi medici, siamo soprattutto focalizzati su soggetti che hanno gi\u00e0 subito un evento cardiovascolare ischemico acuto, possa essere stato un infarto miocardico o ictus ischemico. Viceversa &#8211; continua Filardi &#8211; esiste una larghissima e anche pi\u00f9 numerosa fetta di popolazione che \u00e8 a rischio molto alto e non ha mai subito fortunatamente un evento cardiovascolare acuto. La sfida per la prevenzione del domani e gi\u00e0 dell&#039;oggi, \u00e8 quella di intervenire su questo bacino di soggetti che conosciamo gi\u00e0, grazie alle linee guida europee sulla prevenzione. Sono soggetti ben identificati per gruppi di popolazione in relazione alla presenza, per esempio delle patologie ischemiche, sia coronariche sia carotidee sia dei vasi arteriosi periferici, ma che non hanno ancora generato eventi acuti. Questi pazienti oggi li dobbiamo e li possiamo, anche in regime di rimborsabilit\u00e0, trattare al meglio possibile per il contenimento del rischio lipidico e non solo. Questo \u00e8, per la nostra attivit\u00e0 di cardiologi, l&#039;argomento oggi centrale per la futura strategia di prevenzione cardiovascolare&quot;. \u00a0Diffondere la cultura della prevenzione delle patologie cardiovascolari, che ogni anno causano in Italia oltre 224 mila decessi, \u00e8 anche l\u2019idea di Fabrizio Oliva, presidente Anmco, Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri, direttore Cardiologia 1 &#8211; Emodinamica ospedale Niguarda di Milano. &quot;Dobbiamo parlare in generale di prevenzione, non primaria e secondaria, targettizzata su quello che \u00e8 il profilo di rischio del paziente &#8211; rimarca Oliva &#8211; Esistono diversi strumenti che possiamo utilizzare, dagli incontri in cui discutere di quelle che sono le indicazioni delle linee guida, agli audit, alla ricerca osservazionale che vede i singoli sperimentatori e le strutture direttamente protagonisti\u201d. Inoltre, ci sono \u201cle nuove tecnologie, per esempio le app, che possono dare degli alert sia ai cardiologi, sia ai medici sia ai pazienti, sul non raggiungimento dei target e sulle misure che possono essere prese per invece cercare di raggiungerli&quot;. \u00a0\u00a0Esiste per\u00f2 ancora un gap tra le raccomandazioni delle linee guida e la gestione reale dei pazienti: &quot;Abbiamo migliorato la situazione &#8211; osserva Oliva &#8211; C&#039;\u00e8 una percentuale maggiore di soggetti a target, \u00e8 aumentato l&#039;utilizzo dell&#039;associazione statine e ezetimibe, ma ancora pi\u00f9 del 40% di pazienti nel mondo reale non sono a target, necessitano delle cure di terzo livello ed \u00e8 importante applicarle&quot;.\u00a0A proposito di linee guida, Alberico Catapano, direttore di Sisa, Centro per lo studio, prevenzione e terapia della aterosclerosi, della Societ\u00e0 italiana di aterosclerosi e professore di Farmacologia all&#039;universit\u00e0 degli Studi di Milano, avverte: &quot;Va aggiornata la possibilit\u00e0 per i medici di raggiungere gli obiettivi dettati dalle linee guida, attraverso l\u2019educazione, che spesso manca sia nei medici di medicina generale sia in quelli di specialit\u00e0, e attraverso un continuo dialogo con le autorit\u00e0 per garantire accesso ai farmaci innovativi utili per raggiungere i goal terapeutici&quot;. Le linee guide sono &quot;punti di riferimento su come ottimizzare la pratica clinica e hanno uno sguardo al futuro &#8211; specifica Catapano &#8211; Quando vengono realizzate e pubblicate hanno dei suggerimenti non semplici da raggiungere. Suggeriscono sempre di guardare il rischio cardiovascolare e per quanto riguarda le dislipidemie, i soggetti ad altissimo rischio, hanno un goal di Ldl inferiore ai 55 mg\/decilitro e di 70 per i soggetti ad alto rischio. Siamo distanti. La comunit\u00e0 scientifica deve cominciare ad applicare e avere i mezzi per poter arrivare a questi obiettivi terapeutici che non sempre sono raggiungibili con i farmaci di vecchio stampo e correntemente in uso&quot;.\u00a0Nelle malattie cardiovascolari la prevenzione resta un punto di partenza essenziale. &quot;Oggi abbiamo a disposizione dei test diagnostici che possono sicuramente aiutare nel prevenire e riconoscere il rischio di una malattia cardiovascolare &#8211; sottolinea Maria Rosaria Di Somma, consigliere delegato relazioni esterne Aisc, Associazione italiana scompensati cardiaci &#8211; Come il test lp(a)&quot;, della lipoporteina &quot;che salva la vita perch\u00e9, potendo conoscere in anticipo&quot; il rischio di malattia cardiovascolare &quot;si possono mettere a disposizione tutti i mezzi che ha la medicina. Il paziente colpito da malattia cardiovascolare vive anche un disagio psicologico. Il dialogo tra medico e paziente \u00e8 essenziale &#8211; sottolinea Di Somma &#8211; \u00e8 un valore enorme nell\u2019aiutare il paziente a essere aderenti alla terapia, a seguire e riconoscere i sintomi, a riconoscere anche le fasi acute e quindi a capire quando doversi rivolgere al pronto soccorso. C&#039;\u00e8 per\u00f2 un cambiamento di cultura &#8211; conclude &#8211; Oggi le associazioni di pazienti partecipano ai processi decisionali sia del ministero della Salute sia dell\u2019Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Un passo importante perch\u00e9 si procede nella direzione di testare la soddisfazione del paziente che poi \u00e8 il centro del sistema sanitario e dell&#039;assistenza sanitaria&quot;.\u00a0\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Sono oltre un milione i pazienti ad alto rischio di malattia cardiovascolare in Italia. 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