{"id":73137,"date":"2025-03-10T11:03:56","date_gmt":"2025-03-10T10:03:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=73137"},"modified":"2025-03-10T11:03:56","modified_gmt":"2025-03-10T10:03:56","slug":"treccani-togliere-minorato-dallarticolo-38-della-costituzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=73137","title":{"rendered":"Treccani: &#8220;Togliere &#8216;minorato&#8217; dall&#8217;articolo 38 della Costituzione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L&#039;Istituto Treccani invita a superare le espressioni lessicali discriminatorie come &quot;handicappato&quot; e\u00a0&quot;minorato&quot;, perch\u00e9 sono considerate non rispettose e offensive. Per quanto riguarda, in particolare &quot;minorato&quot;, il termine \u00e8 utilizzato nell&#039;articolo 38 della Costituzione, secondo il quale &quot;gli inabili ed i minorati hanno diritto all&#039;educazione e all&#039;avviamento professionale&quot;. \u00a0Nella voce &quot;Disabilit\u00e0&quot; della nuova Appendice XI dell&#039;Enciclopedia Italiana Treccani,, curata da Elena Vivaldi, professoressa di diritto costituzionale presso la Scuola Superiore Sant&#039;Anna di Pisa, dove insegna anche &#039;Diritti e politiche sociali nella storia repubblicana&#039;, viene ricostruita in maniera approfondita la storia della diversit\u00e0, considerata oggi come ricchezza che la societ\u00e0 deve saper leggere e tradurre, e si sottolinea la necessit\u00e0 di utilizzare un linguaggio che tuteli tutte le persone con disabilit\u00e0, essendo la disabilit\u00e0 una delle possibilit\u00e0 in cui la dimensione umana si esplica. Anche il linguaggio rappresenta, secondo la Treccani, uno degli strumenti per attuare l&#039;eguaglianza sostanziale ed eliminare le situazioni di svantaggio che non assicurano alle persone con disabilit\u00e0 pari opportunit\u00e0, a partire dal mondo del lavoro con la predisposizione di soluzioni ragionevoli per l&#039;accesso e la crescita professionale, anche attraverso un\u2019adeguata formazione.\u00a0Per la Treccani il linguaggio utilizzato nell&#039;art. 38 della Costituzione &#8211; secondo il quale &quot;i minorati hanno diritto all&#039;educazione e all&#039;avviamento professionale&quot; &#8211; &quot;va considerato coerente con la mentalit\u00e0 dell&#039;epoca in cui la Costituzione fu scritta, ma non pi\u00f9 conforme, oggi, allo spirito e alle finalit\u00e0 proprie della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilit\u00e0&quot;.\u00a0Per la ministra per le Disabilit\u00e0, Alessandra Locatelli, quella della Treccani \u00e8 &quot;un&#039;iniziativa importante che va nella direzione che abbiamo iniziato a percorrere nel decreto 62 del 2024 con l&#039;abolizione da tutte le leggi ordinarie del nostro Paese dei termini &#039;handicappato&#039;, &#039;portatore di handicap&#039;, &#039;diversamente abile&#039;, per sostituirli con &#039;persone con disabilit\u00e0&#039;. Credo che i tempi siano maturi anche per modificare l&#039;articolo 38 della nostra Costituzione, eliminando il termine &#039;minorato&#039;, che \u00e8 superato e non pi\u00f9 accettabile&quot;, dice all&#039;Adnkronos. \u00a0&quot;Dobbiamo riconoscere che siamo tutti persone e tutti con gli stessi diritti &#8211; aggiunge Locatelli &#8211; Il linguaggio e l&#039;utilizzo di parole giuste accompagnano il salto culturale e di civilt\u00e0 che dobbiamo promuovere con costanza e determinazione per vedere in ogni Persona le potenzialit\u00e0 e non i limiti&quot;. \u00a0Il rilievo dell&#039;Enciclopedia Treccani sul linguaggio utilizzato nell&#039;articolo 38 della Costituzione, allorch\u00e9 utilizza il termine &quot;minorato&quot;, &quot;\u00e8 indiscutibilmente vero e non si pu\u00f2 non sottoscriverlo. Ognuno usa le parole del suo tempo, per forza di cose, volente o nolente&quot;, dichiara il presidente onorario dell&#039;Accademia della Crusca, Claudio Marazzini, direttore della Classe di Scienze morali, storiche e filologiche dell&#039;Accademia delle Scienze di Torino e professore emerito di Storia della Lingua italiana nell&#039;Universit\u00e0 del Piemonte Orientale\u00a0&quot;Sta di fatto che i Padri costituenti (oggi anche &#039;padri e madri&#039;, secondo alcuni), con le parole del loro tempo hanno introdotto cambiamenti radicali nella vita civile &#8211; osserva Marazzini &#8211; Speriamo che i revisori di parole di oggi riescano a incidere sulla realt\u00e0 almeno con la stessa efficacia, visto che i cambiamenti linguistici da soli non bastano, anzi spesso sono un modo per far bella figura a buon mercato. E soprattutto speriamo che non si torni anche in questo caso alla proposta di ritoccare &#039;alla moderna&#039; le parole della Costituzione&quot;. \u00a0<br \/>\nGiuliano Amato, presidente emerito della Corte costituzionale e due volte presidente del Consiglio dei ministri, sottolinea che &quot;la nostra \u00e8 una Costituzione che si \u00e8 rivelata capace di reggere al passare degli anni, ma questo \u00e8 uno dei punti sui quali \u00e8 pi\u00f9 prigioniera della cultura del suo tempo. Altri ce ne sono, a volte superati in via interpretativa (per esempio la tutela dei figli nati fuori dal matrimonio &#039;compatibile&#039; con i diritti dei figli legittimi: art.30). Ma qui sarebbe davvero meglio togliere quel termine&quot;. \u00a0&quot;Le parole sono lo specchio del mondo in cui viviamo, non sono mai neutre. Si riempiono di vita e di valore a seconda di chi le usa; per questo l&#039;effetto che hanno cambia nel tempo. Una parola che cinquant&#039;anni fa era usata comunemente, oggi pu\u00f2 apparire oscena; cos\u00ec come una parola che appariva orribile e offensiva, oggi pu\u00f2 essere utilizzata come lessico comune. Le espressioni &#039;minorato&#039; o &#039;handicappato&#039; appartengono a questo tipo di parole. Oggi ci ripugna usare queste espressioni e quando questo accade, spesso, \u00e8 per offendere deliberatamente l&#039;interlocutore&quot;, sottolinea, in una dichiarazione all&#039;Adnkronos, il professor Andrea Simoncini, ordinario di Diritto Costituzionale all&#039;Universit\u00e0 degli Studi di Firenze. \u00a0&quot;Pu\u00f2 sorprendere, allora, la lettura dell&#039;articolo 38 della nostra Costituzione in cui \u00e8 scritto che &#039;gli inabili e i minorati hanno diritto all\u2019educazione e all\u2019avviamento professionale&#039;. Puntuale l&#039;Enciclopedia Italiana Treccani \u00e8 scesa in campo per affermare, nella voce &#039;Disabilit\u00e0&#039; curata dalla bravissima Elena Vivaldi, che questa espressione \u00e8 coerente con la mentalit\u00e0 dell&#039;epoca in cui la Costituzione fu scritta &#8211; osserva il costituzionalista Simoncini &#8211; ma oggi non \u00e8 pi\u00f9 conforme allo spirito ed alle finalit\u00e0 delle convenzioni internazionali. La questione ricorda il dibattito che non molto tempo fa si \u00e8 scatenato sull&#039;uso della parola &#039;razza&#039; nell&#039;articolo 3&quot;.\u00a0&quot;L&#039;assunto \u00e8 senza dubbio condivisibile: le parole sono indicatori dell&#039;uguaglianza &#8211; spiega il professor Simoncini &#8211; Possono stigmatizzare le differenze come patologie o ricordarci la ricchezza della nostra stessa umanit\u00e0 che si manifesta in tantissime forme, tutte ugualmente umane. Non vorrei per\u00f2 che questa pur giusta richiesta ottenesse un effetto paradossale &#8211; avverte l&#039;illustre giurista &#8211; Potrebbe accadere, infatti, che, concentrati sul fatto che la nostra Costituzione parla di &#039;minorati&#039; e non di &#039;disabilit\u00e0&#039;, si dimenticasse il dato straordinario: e cio\u00e8 che ne parla. Vorrei, dunque, cogliere questa occasione, per ricordare che l&#039;articolo 38 della nostra Costituzione nel 1948 ha rappresentato un unicum assoluto per le costituzioni del secondo dopoguerra. Non tanto perch\u00e9 prevede il diritto costituzionale al sistema previdenziale ed assistenziale &#8211; gi\u00e0 conosciuti da Bismarck in poi &#8211; ma proprio per questa concezione &#039;personalista&#039; su cui si fonda e che emerge come carattere distintivo proprio in quel comma. L\u00ec si dice, infatti, che la persona &#039;inabile o minorata&#039; &#8211; e oggi lo diremmo in maniera certamente diversa &#8211; ha diritto all&#039;educazione e ad imparare un lavoro! Non solo quindi ad una provvidenza economica assistenziale perch\u00e9 non potr\u00e0 mai svolgere un impiego, ma si riconosce che partecipa a pieno titolo a quelle formazioni sociali in cui esprime la sua personalit\u00e0, come afferma l&#039;articolo 2 per tutti, indipendentemente dalle capacit\u00e0. E&#039; un cittadino, non un assistito; e per questo ha il diritto di sviluppare tutte le sue potenzialit\u00e0 attraverso le due relazioni fondamentali che consentono lo sviluppo umano: la scuola e il lavoro&quot;. \u00a0Oltre alla legislazione generale sull&#039;assistenza e la previdenza, proprio da quel comma dell&#039;art. 38, ricorda il professor Andrea Simoncini &#8211; sono derivate in questi anni le politiche sull&#039;inserimento e il sostegno a scuola dei ragazzi e delle ragazze con disabilit\u00e0 &#8211; e &#039;rendendo effettivo questo diritto&#039;, pi\u00f9 volte ha ribadito la Corte costituzionale in questi anni; cos\u00ec come le politiche per l\u2019inserimento lavorativo obbligatorio di quelle che &#8211; con lo stesso stigma linguistico che oggi vogliamo combattere &#8211; sono state chiamate &#039;categorie protette&#039;; ma che mirava comunque ad un passo in avanti rivoluzionario rispetto alla logica assistenziale e &#039;pietistica&#039; con cui la disabilit\u00e0 \u00e8 stata affrontata fino all&#039;avvento della Repubblica&quot;. \u00a0&quot;Giusto, dunque, rilevare che la parola &#039;minorato&#039; usata dalla Costituzione oggi appaia fuorviante e debba essere cambiata &#8211; conclude il costituzionalista Simoncini &#8211; Ma attenzione a non alimentare, quand&#039;anche involontariamente, una percezione svalutativa nei confronti di una Costituzione che sul tema della persona e della sua dignit\u00e0 integrale, rappresenta ancora oggi un riferimento imprescindibile per una societ\u00e0 a misura d&#039;uomo e per dettare la strada ad un legislatore non sempre all&#039;altezza&quot;. (di Paolo Martini)\u00a0&#8212;culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L&#039;Istituto Treccani invita a superare le espressioni lessicali discriminatorie come &quot;handicappato&quot; e\u00a0&quot;minorato&quot;, perch\u00e9 sono considerate non rispettose e offensive. 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