{"id":7284,"date":"2024-03-22T08:57:33","date_gmt":"2024-03-22T07:57:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=7284"},"modified":"2024-03-22T08:57:33","modified_gmt":"2024-03-22T07:57:33","slug":"il-paziente-al-centro-le-sfide-della-sanita-di-oggi-nel-convegno-adnkronos-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=7284","title":{"rendered":"Il paziente al centro, le sfide della sanit\u00e0 di oggi nel convegno Adnkronos a Roma"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Prevenzione, nuove tecnologie, eccellenze e criticit\u00e0 del sistema salute italiano, tenendo sempre a mente che al centro deve esserci il paziente. Questi i temi, attuali e complessi, che sono stati approfonditi durante il convegno \u2018Salute e Sanit\u00e0, una sfida condivisa\u2019, organizzata da Adnkronos presso il Palazzo dell\u2019Informazione a Roma. Un incontro che si \u00e8 incentrato su due direttrici: la gestione delle risorse, quindi di problemi quali le liste d\u2019attesa e l\u2019accesso ai pronto soccorso, e l\u2019innovazione tecnologica, che richiede una costante formazione e un nuovo approccio al paziente. Sullo sfondo, una medicina che cambia.\u00a0Risorse e organizzazione, un binomio inscindibile\u00a0Si parte da un presupposto, messo subito in chiaro da Francesco Rocca, governatore della Regione Lazio: \u201cIl sistema sanitario italiano \u00e8 uno dei migliori del mondo\u201d. Fondamentale \u00e8 il suo universalismo, ha sottolineato Rocca: \u201cIo credo nel servizio sanitario universale, perch\u00e9 ho conosciuto gli altri sistemi sanitari avendo girato il mondo in un\u2019ottica di chi cerca di servire le persone pi\u00f9 vulnerabili. E quindi in questo senso il mio servizio sanitario me lo tengo stretto e lo proteggo e faccio di tutto per rafforzarlo\u201d\u00a0Cosa serve per mantenerlo a sua volta in salute e migliorarlo? Servono risorse ma, a monte, un\u2019organizzazione adeguata, altrimenti diventa impossibile spendere bene i fondi di cui si dispone.\u00a0D\u2019accordo il direttore generale del Policlinico romano Umberto I, Fabrizio D\u2019Alba, intervenuto su Pronto soccorso e liste d\u2019attesa e che ha sottolineato come il tema delle risorse non possa essere svincolato da quello dell\u2019organizzazione, perch\u00e9 il sistema sanitario \u00e8 a risorse \u2018scarse\u2019, ovvero definite, quindi da gestire al meglio: \u201cUna risorsa \u00e8 adeguata o meno anche in base a quello che si decide di offrire\u201d. Tutto passa attraverso la definizione dell\u2019offerta assistenziale perch\u00e9 o si adeguano e ottimizzano le risorse oppure si rimodula l\u2019offerta.\u00a0Ma, ha precisato D\u2019Alba, occorre anche lavorare sull\u2019appropriatezza che condiziona l\u2019accesso alle strutture e i percorsi assistenziali. Sulle liste d\u2019attesa, \u201cdobbiamo far capire ai cittadini che la risposta a un bisogno ambulatoriale deve darlo il sistema, non una struttura singola\u201d.\u00a0Il sistema sanitario come pilastro della democrazia\u00a0Un altro aspetto evidenziato nella mattinata \u00e8 stato il ruolo del sistema sanitario come pilastro della democrazia, secondo i principi fondanti di universalismo, equit\u00e0 e uguaglianza. \u201cSe non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, perch\u00e9 non ce li si pu\u00f2 pi\u00f9 permettere, occorre pensare a strade alternative governandole politicamente\u201d, ha spiegato Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe. \u201cCi illudiamo di poter avere la spesa sanitaria pro capite pi\u00f9 bassa d\u2019Europa e con un ampio paniere di servizi Lea. Risultato: met\u00e0 del Paese non ha avuto servizi e il personale sanitario \u00e8 stato mortificato, ora non li ricompri nemmeno coi soldi: la spesa per il personale andrebbe tolta dal deficit dei Paesi, che permetterebbe a tutti di investire adeguatamente nel personale\u201d, ha chiarito il presidente che auspica \u201cun patto sociale: ognuno deve rinunciare a un pezzo di privilegio, a regole immutate non se viene fuori\u201d.\u00a0Inoltre, ha continuato Cartabellotta, occorre ridefinire i Lea, perch\u00e9 se ad esempio la diagnostica di bassa complessit\u00e0 ormai la fanno i privati, quindi i cittadini la pagano di tasca propria o attraverso le assicurazioni, \u201cperch\u00e9 non levarla dai Lea\u201d? Sicuramente, ha riconosciuto il presidente Fondazione Gimbe, si tratterebbe di una misura impopolare, ma \u00e8 importante tenere a mente che \u201cil livello di salute e benessere della popolazione condiziona la crescita economica del Paese\u201d.\u00a0Anche Paolo Petralia, vice presidente vicario Fiaso, ha parlato di patti e accordi. Medici, pazienti, stakeholders, politica, aziende dovrebbero mettersi insieme e trovare una sintesi: \u201cE\u2019 tempo di una grande alleanza per fare una grande riforma, culturale prima che organizzativa\u201d, con alla base un pensiero sostenibile e condiviso \u201ccon il paziente, o meglio la persona, al centro, in una logica complessiva di tenuta\u201d.\u00a0La medicina territoriale: medici, farmacie, Case della Comunit\u00e0\u00a0Si \u00e8 poi parlato di medicina territoriale: \u201cE\u2019 fondamentale \u2013 ha detto Rocca -, \u00e8 uno dei temi che deve essere accompagnato con attenzione a riprendersi, perch\u00e9 comunque \u00e8 stato trascurato troppo a lungo. \u00c8 la presa in carico del paziente, l\u2019accompagnamento dei nostri cittadini nel momento di cui hanno necessit\u00e0 di un\u2019attenzione medica, quindi su questo c\u2019\u00e8 un grande investimento programmato sulle Case della salute, gli Ospedali di comunit\u00e0. E poi, ovviamente, una buona medicina del territoriale \u00e8 un ottimo filtro soprattutto per i nostri pronto soccorso cittadini\u201d.\u00a0<br \/>\nIl governatore della Regione Lazio ha fatto riferimento alle case di comunit\u00e0, le nuove strutture socio-sanitarie che entreranno a far parte del Servizio Sanitario Nazionale per potenziare e sviluppare l\u2019assistenza territoriale e che prevedono un modello di intervento multidisciplinare, riunendo specialisti di vari settori per garantire servizi correlati al bisogno di diagnosi e cure della popolazione.\u00a0Sul tema concorde Loreto Gesualdo, presidente Fism, per il quale anche le societ\u00e0 scientifiche possono fare molto per mettere al cento il paziente e per il quale le case di comunit\u00e0 \u201cdevono fare multidisciplinariet\u00e0 nello stesso posto, di concerto con RSA e ospedali\u201d, perch\u00e9 spesso \u201cil paziente \u00e8 multidimensionale\u201d, ha pi\u00f9 patologie. Un tipo di organizzazione che, ha evidenziato, avrebbe ricasco sul decongestionamento dei Pronto soccorso e degli ospedali stessi.\u00a0E nel contesto della territorialit\u00e0 anche le farmacie possono avere un ruolo significativo come punti di riferimento di prossimit\u00e0, quindi rimettendo al centro i bisogni del paziente. Ne ha parlato Marco Cossolo, presidente Federfarma, chiarendo che questo ruolo non \u00e8 in alternativa a quello del medico di famiglia, bens\u00ec in team: le farmacie possono essere vicine alle persone non solo fisicamente ma anche come orari e professionalit\u00e0. In particolare, gli ha fatto eco Sabrina De Camillis, head government affairs &amp; communications GSK Italia, i pazienti pi\u00f9 anziani che, tra le altre cose, potrebbero accedere alla prevenzione, quindi alle vaccinazioni, in un luogo conosciuto e di facile accesso.\u00a0Notevole anche il contributo che possono dare i medici di famiglia. Fiorenzo Corti, vice segretario nazionale Fimmg, oltre a sottolineare come non sempre sia garantito al cittadino il diritto di scegliere o cambiare il medico territoriale, ha spiegato anche il valore aggiunto di questa figura che potrebbe intervenire, tra le altre cose, nella gestione della patologia cronica e dell\u2019assistenza domiciliare. O anche procedere a una diagnostica per immagine negli studi. Corti per\u00f2 ha tirato anche un po\u2019 le orecchie ai pazienti, che devono cambiare il loro approccio e non vedere pi\u00f9 il medico di famiglia solo come quello che fa le ricette.\u00a0Medicina difensiva e prevenzione, il ministro Schillaci\u00a0Corti \u00e8 tornato poi su un tema caldo gi\u00e0 sfiorato, quello dell\u2019appropriatezza delle prestazioni: \u201cNon \u00e8 detto che aumentando l\u2019offerta il sistema migliori il servizio, molte volte si fanno esami non si sa perch\u00e9\u201d.\u00a0Ed \u00e8 stato il ministro Schillaci ad approfondire questo punto: in Italia si ricorre molto alla medicina difensiva che porta a \u201cover prestazioni per 8-9 miliardi l\u2019anno\u201d. Invece, ha evidenziato Schillaci, \u201cchi ha bisogno deve poter fare gli esami giusti nel momento giusto\u201d. Ecco perch\u00e9 il ministero ha messo in piedi lo scudo penale per i medici, calcolando anche che nel 98% dei contenziosi non si ravvisa un illecito di questo tipo nel loro comportamento. Stando questo dato, diventa invece importante garantire agli operatori sanitari la serenit\u00e0 per poter svolgere il proprio lavoro.\u00a0<br \/>\nSchillaci ha poi messo in luce la necessit\u00e0 di non abbandonare il paziente dopo la diagnosi o l\u2019intervento, ma di realizzare un adeguato follow up: \u201cNon lasciarlo solo\u201d.\u00a0Il ministro \u00e8 intervenuto anche sulla prevenzione, sottolineando come in questo campo \u201cnon si spende ma si investe\u201d. L\u2019obiettivo \u00e8 s\u00ec vivere di pi\u00f9, e l\u2019Italia ha una delle aspettative di vita pi\u00f9 alte del mondo, ma anche di invecchiare meglio e in salute, o oggi non \u00e8 sempre cos\u00ec. Un obiettivo che parte da lontano, \u201cdall\u2019educazione ai corretti stili di vita fin dalle elementari\u201d.\u00a0Un aspetto gi\u00e0 toccato da De Camillis, per la quale \u201cla prevenzione deve essere la star\u201d, a cominciare dalle vaccinazioni che possono contribuire a mantenere in salute l\u2019anziano e portare a un invecchiamento attivo. \u201cNon servono pi\u00f9 risorse ma una loro organizzazione pi\u00f9 efficiente, usando anche le farmacie, ha affermato\u201d. Anche perch\u00e9 maggiore salute significa anche meno esami e meno ricoveri quindi meno ingolfamento del sistema e liste di attesa pi\u00f9 snelle. A vantaggio dei pazienti.\u00a0Il ruolo delle nuove tecnologie: un nuovo approccio per tutti\u00a0Infine, le nuove tecnologie sono fondamentali per mettere il paziente al centro: innovazioni che, ha sottolineato Francesco Gabrielli, professore di eHealth all\u2019Universit\u00e0 San Raffaele, stiamo imparando man mano ad usare: oggi abbiamo una serie di dati dall\u2019interno del corpo umano che ci consente una visione molto diversa rispetto alla medicina \u2018800 e \u2018900esca. Servono per\u00f2 la sperimentazione clinica e un cambio di approccio, perch\u00e9 se continuiamo con i tempi di 50 o 100 anni fa abbiamo un sistema vecchio, non adatto alle esigenze attuali.\u00a0Anche per D\u2019Alba il ruolo della tecnologia \u00e8 fondamentale, perch\u00e9 \u201cconsente di regolare in modo alternativo la prestazione e rendere pi\u00f9 snelli e trasparenti i percorsi di prenotazione\u201d.\u00a0Paziente al centro anche attraverso la medicina predittiva, come ha rimarcato Gaetano Marrocco, Director of the Medical Engineering School<\/p>\n<p>all\u2019Universit\u00e0 di Roma Tor Vergata, pensando da una parte al fenomeno della dematerializzazione del dispositivo medico che \u201cdiventa non pi\u00f9 esterno ma spalmato sul corpo come una seconda pelle\u201d, che fa analisi sui parametri vitali e trasmette i dati, e dall\u2019altra alla digitalizzazione delle protesi, diffusissime (basi pensare alle capsule dentarie).\u00a0Innovazioni che portano a una migliore qualit\u00e0 della vita: la digitalizzazione del dispositivo medico \u201cpotrebbe rilevare la temperatura corretta e anche la pressione, pi\u00f9 precisa, senza l\u2019effetto camice bianco\u201d, che la fa innalzare quando \u00e8 il medico a misurarla. \u201cSi tratta di un cambiamento epocale \u2013 ha concluso\u00a0Marrocco\u00a0\u2013 perch\u00e9 d\u00e0 una visione completamente differente\u201d della salute del singolo, \u201cma anche permette di applicare le cure in maniera pi\u00f9 adeguata\u201d.\u00a0In sintesi, il fil rouge tra i tanti interventi che si sono susseguiti durante i lavori \u00e8 che per una sanit\u00e0 che metta al centro il paziente occorre la collaborazione di tutti: dalla politica alle aziende farmaceutiche, dalle societ\u00e0 scientifiche ai medici e agli infermieri, fino alle farmacie sul territorio. Ma anche c\u2019\u00e8 bisogno del paziente stesso, perch\u00e9, come ha sottolineato Pietro Giurdanella, consigliere Comitato centrale Fnopi (Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche), in un\u2019epoca digitale il cittadino non pu\u00f2 pi\u00f9 essere passivo ma deve svolgere un ruolo attivo.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Prevenzione, nuove tecnologie, eccellenze e criticit\u00e0 del sistema salute italiano, tenendo sempre a mente che al centro deve esserci il paziente. 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