{"id":72123,"date":"2025-03-05T19:21:20","date_gmt":"2025-03-05T18:21:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=72123"},"modified":"2025-03-05T19:21:20","modified_gmt":"2025-03-05T18:21:20","slug":"gli-allenatori-e-lansia-da-esonero-dentro-la-mente-di-un-tecnico-di-calcio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=72123","title":{"rendered":"Gli allenatori e l&#8217;ansia da esonero: dentro la mente di un tecnico di calcio"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Di salute mentale, nel mondo del calcio, non si parla ancora abbastanza. Nonostante siano molti ormai i giocatori che si avvalgono di professionisti, psicologi dello sport chiamati in gergo &#039;mental coach&#039;, \u00e8 ancora difficile collegare l&#039;atleta alla persona. Eppure le prestazioni in campo sono direttamente legate a quello che avviene fuori, nella vita quotidiana di giovani costantemente sotto i riflettori, che spesso faticano a gestire soldi e fama. Non \u00e8 un caso quindi che ormai molte squadre, italiane e straniere, forniscano ai propri tesserati un aiuto psicologico, che possa permettergli di mettere in ordine la propria vita e migliorare, di conseguenza, le proprie prestazioni.\u00a0E proprio come avviene per i calciatori, anche gli allenatori si ritrovano costantemente a gestire problemi in campo e fuori. I graffi sulla testa di Pep Guardiola, sfoggiati dopo il pari di Champions contro il Feyenoord, partita in cui il suo Manchester City \u00e8 riuscito a farsi rimontare da 3-0 a 3-3, hanno lanciato un allarme e acceso i riflettori su una vita, quella dei tecnici di calcio, fatta di ansie, stress e pressioni che spesso si somatizzano in veri e propri disturbi psicologici.\u00a0&quot;Tutti gli allenatori vivono momenti psicologicamente difficili. Ognuno di loro soffre di un diverso tipo di ansia. Non riescono a dormire prima delle partite, o se dormono dormono male. Sono costantemente sotto stress&quot;, ha rivelato l&#039;ex ds, tra le altre, di Roma e Inter Walter Sabatini all&#039;Adnkronos, &quot;quello dell\u2019allenatore \u00e8 un mestiere difficile e spesso ingrato, che ti invecchia. Se guardi le foto di alcuni tecnici quando firmano per una squadra hanno un viso, dopo un periodo che sono in panchina sembrano invecchiati di 40 anni. Mi \u00e8 capitato spesso di dover affrontare e gestire situazioni in cui un allenatore fosse in un momento psicologicamente difficile, ma non racconter\u00f2 mai un episodio del genere, nemmeno sotto tortura&quot;.\u00a0Nel corso degli anni sono tanti gli allenatori di Serie A che hanno sofferto di disturbi psicologici.  Arrigo Sacchi, dopo una carriera gloriosa tra Milan e Nazionale, lasci\u00f2 la panchina del Parma, cui era tornato nel 2001 dopo aver annunciato il ritiro, dopo appena 22 giorni. Durante una partita contro il Verona, Sacchi ebbe un attacco d&#039;ansia, rimase vittima dello stress, e disse basta. La &#039;balorda nostalgia&#039;, per citare Olly, degli ultimi tempi di tornare ad allenare, non ha fatto i conti insomma con un lavoro logorante che, senza una vita regolata e le giuste accortezze, pu\u00f2 portare a problemi ben pi\u00f9 gravi di un esonero.\u00a0<br \/>\nAldo Agroppi, a causa del troppo stress, si dimise da tecnico del Padova appena tre mesi dopo il suo ingaggio. Francesco Guidolin, per gli stessi motivi, qualche anno fa smise di allenare: &quot;Sono nel momento migliore della mia carriera&quot;, disse l&#039;ex tecnico dell&#039;Udinese, &quot;ma sto soffrendo troppo lo stress, non so quanto resister\u00f2&quot;. Nel divorzio tra Antonio Conte e la Juventus, nell&#039;estate del 2014, oltre a forti divergenze di mercato, c&#039;erano anche motivi psicologici: &quot;Vi rimetto il mio contratto. Sono stanco, non riesco pi\u00f9 a dormire&quot;, furono le parole dell&#039;attuale allenatore del Napoli.\u00a0<br \/>\nCesare Prandelli si dimise due volte. La prima, nel 2004,  quando era da poco diventato allenatore della Roma, in seguito alla malattia della moglie, perch\u00e9 &quot;mi sto facendo divorare dalla pressione, ho bisogno di tempo per me&quot;. E la seconda, nel 2021, quando disse addio alla Fiorentina e al calcio: &quot;In questo momento della mia vita mi trovo in un assurdo disagio che non mi permette di essere ci\u00f2 che sono&quot;, scrisse in una lettera a cuore aperto, &quot;in questi mesi \u00e8 cresciuta dentro di me un\u2019ombra che ha cambiato il mio modo di vedere le cose. Sicuramente sar\u00f2 cambiato io e il mondo va pi\u00f9 veloce di quanto pensassi. Per questo credo che adesso sia arrivato il momento di non farmi pi\u00f9 trascinare da questa velocit\u00e0 e di fermarmi per ritrovare chi sono veramente&quot;. In molti, anche in questo caso, parlarono di stress. Pi\u00f9 avanti l&#039;ex ct della Nazionale rivel\u00f2 di aver sofferto di una forma di depressione, che dalla testa era arrivata fino in campo.\u00a0I graffi sulla testa di Pep Guardiola, lo scorso dicembre, hanno lanciato l&#039;allarme. Qualcuno ha parlato di autolesionismo, il tecnico catalano ha spiegato di soffrire da un paio d&#039;anni di un problema alla pelle. Quell&#039;immagine, in ogni caso, \u00e8 entrata nella mitologia di uno degli allenatori pi\u00f9 vincenti e rivoluzionari di sempre, considerato da molti un genio ossessivo, per le sue innovazioni tattiche e la cura maniacale in ogni aspetto della propria squadra. Ma Guardiola ha anche raccontato la solitudine dell&#039;allenatore di calcio, di recente ha scoperto che &quot;non c&#039;\u00e8 nessuna consolazione dalla sconfitta, quando torni a casa e spegni la luce&quot;.\u00a0Nella stagione nera del Manchester City, il tecnico catalano ha accumulato una serie di disturbi psico-somatici, tra cui problemi con il sonno e con l&#039;alimentazione. &quot;Non digerisco pi\u00f9 il cibo correttamente&quot;, ha raccontato, &quot;\u00e8 come se fosse cambiato il mio metabolismo. E a volte perdo la testa&quot;.  Ange Postecoglu, allenatore del Tottenham, ha indicato il suo lavoro come il pi\u00f9 difficile del mondo: &quot;Si potrebbe dire che il politico sia il mestiere pi\u00f9 duro, ma il nostro \u00e8 peggio, per durata e longevit\u00e0. Quante volte ci sono le elezioni? Noi ne abbiamo una ogni fine settimana. Ogni partita pu\u00f2 voler dire conferma o esonero&quot;.\u00a0Una visione condivisa dall&#039;allenatore del Real Madrid Carlo Ancelotti che, commentando l&#039;esonero di Paulo Fonseca dal Milan, disse: &quot;Io rimango dell&#039;idea che l&#039;esonero \u00e8 parte del lavoro. Sono stato esonerato mille volte, quando ci sono problemi nella squadra la responsabilit\u00e0 cade sempre sull&#039;uomo solo, cio\u00e8 l&#039;allenatore. Non \u00e8 giusto, ma purtroppo \u00e8 cos\u00ec, un tecnico nel suo lavoro \u00e8 piuttosto solo, soprattutto nei momenti di difficolt\u00e0&quot;.\u00a0Gli allenatori sono le prime vittime di una societ\u00e0 prestazionale, che non sempre concede il diritto di sbagliare. Ma proprio per la caducit\u00e0 e l&#039;instabilit\u00e0 del ruolo, e per le enormi responsabilit\u00e0 e pressioni che si portano sulle spalle, non possono prescindere da una vita sana fuori dal campo e una salute mentale forte: &quot;L&#039;allenatore \u00e8 il capo e ricopre un ruolo di responsabilit\u00e0, ma si trova all\u2019interno di un reticolo formato da societ\u00e0, dirigenti, staff tecnico, giocatori, giornalisti, tifosi. Serve in primis rispetto di ruoli e confini&quot;, dice all&#039;Adnkronos Stefano Torroni, psicoterapeuta e psicologo dello sport, membro della Federazione italiana psicologi dello sport e docente del settore tecnico Figc. &quot;Quando un tecnico pensa che debba fare da preparatore, addetto stampa, motivatore, psicologo arrivano i problemi. Attrarre un&#039;infinit\u00e0 di ruoli predispone a perdere stabilit\u00e0 mentale. \u00c8 fondamentale delegare responsabilit\u00e0, altrimenti si va in burnout&quot;.\u00a0E l&#039;esaurimento nervoso \u00e8 soltanto uno dei rischi: &quot;Il burnout \u00e8 l\u2019inizio, poi quando si esauriscono le energie psicofisiche, la predisposizione alla malattia pu\u00f2 essere alta. Dipende dai livelli di stress. L&#039;ansia \u00e8 un eccesso di futuro, pensare troppo a quello che sar\u00e0, a un risultato da ottenere, a quello che potrebbero pensare stampa e tifosi. Spesso non si riesce a gestire il presente e quindi si sfocia in stress da lavoro correlato, si esauriscono le energie. Si rischia, insomma, che l&#039;ombra del fallimento sovrasti ogni cosa&quot;.\u00a0Il risultato rimane la condizione fondamentale per ogni allenatore, cos\u00ec come per ciascun club, ma non pu\u00f2 essere tutto quello che conta: &quot;I risultati incidono molto, ovviamente, ma dipende sempre come un allenatore vive il proprio ruolo&quot;, spiega Torroni, &quot;le pressioni variano in base alla categoria, ma molto dipende da ogni singola persona. Alcuni allenatori ad esempio hanno difficolt\u00e0 a comunicare le proprie intenzioni, cos\u00ec vanno in ansia e lo stress inficia la comunicazione. Questo costruisce un sistema autocratico, una modalit\u00e0 dove un allenatore non chiede pareri e di conseguenza aumenta il proprio livello di stress. L&#039;ansia da esonero e del risultato sono la conseguenza finale, ma prima bisogna capire il modo in cui si vive il ruolo. La linea guida per analizzare queste situazioni \u00e8 sempre la persona. Quindi anche nel caso degli allenatori bisogna indagare com&#039;\u00e8 la vita fuori dal campo, i suoi limiti caratteriali e umani, che inevitabilmente incidono&quot;. (di Simone Cesarei)\u00a0&#8212;sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Di salute mentale, nel mondo del calcio, non si parla ancora abbastanza. 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