{"id":712,"date":"2024-02-06T14:11:53","date_gmt":"2024-02-06T13:11:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=712"},"modified":"2024-02-06T14:11:53","modified_gmt":"2024-02-06T13:11:53","slug":"lavoro-2024-anno-di-cambiamenti-73-alla-ricerca-di-una-nuova-posizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=712","title":{"rendered":"Lavoro, 2024 anno di cambiamenti: 73% alla ricerca di una nuova posizione"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il 2024 si apre all\u2019insegna del cambiamento, con professioniste e professionisti in tutto il mondo che stanno valutando nuove opportunit\u00e0 lavorative. Se all\u2019inizio dello scorso anno tre su cinque (60%) lavoratori intervistati a livello globale erano alla ricerca di una nuova posizione, a gennaio 2024 la percentuale media \u00e8 salita al 73%. A far da capofila in questa tendenza internazionale troviamo India (88%), Singapore (86%) e Stati Uniti (85%), mentre nel vecchio continente il dato medio scende al 67%. Circa 6 italiani su 10 (61%) tra gli intervistati stanno valutando nuove sfide professionali nell\u2019anno in corso, decisamente pi\u00f9 attivi rispetto ai vicini francesi (50%), mentre a rivelarsi ancor pi\u00f9 dinamici sono i lavoratori in Uk (75%), Irlanda (73%) e Germania (71%). A mostrare questo spaccato sui principali trend per il 2024 \u00e8 una nuova indagine condotta su scala internazionale da Linkedin, il network professionale pi\u00f9 ampio al mondo. \u00a0Per quanto riguarda l\u2019Italia, emergono sorprendenti differenze nell\u2019approccio al cambiamento in ambito professionale, sia a livello generazionale che di genere.\u00a0Tra chi sta valutando nuove opportunit\u00e0 professionali, la principale motivazione alla base della spinta al cambiamento \u00e8 sicuramente la possibilit\u00e0 di un aumento di retribuzione, come dichiarato dal 34% degli intervistati in Italia: una percentuale che sale al 37% per le donne, mentre solo il 31% degli uomini intervistati ha dichiarato lo stesso. Segue la ricerca di una migliore work-life balance, importante per il 23% dei professionisti nel nostro Paese. In Italia, sono le donne a farsi da protagoniste della tendenza a esplorare nuove opportunit\u00e0 professionali, con il 66% delle intervistate che ha dichiarato di stare valutando un cambio o di stare cercando attivamente una nuova posizione, contro il 56% degli uomini. \u00a0In questo scenario di crescente dinamismo, la competizione tra professionisti si fa sempre pi\u00f9 alta e la capacit\u00e0 di valutare correttamente e ampliare le proprie skill diventa fondamentale. In Italia, pi\u00f9 della met\u00e0 (51%) dei professionisti intervistati ha dichiarato di trovare frustrante l\u2019attivit\u00e0 di ricerca di un nuovo lavoro, dato in linea con la media globale (52%). Tra le donne, il senso di disagio \u00e8 pi\u00f9 alto, con il 56% delle italiane intervistate che si sente frustrata, contro il 46% degli uomini: a livello internazionale, la differenza si appiattisce su soli 4 punti percentuali (54% delle donne contro il 50% degli uomini). Non solo, il 36% degli intervistati su scala globale e il 35% in Italia ha dichiarato di non sapere come allineare le proprie competenze con quelle richieste per accedere a nuove opportunit\u00e0 professionali. \u00a0Perch\u00e9 la ricerca di una nuova occasione professionale possa rivelarsi fruttuosa \u00e8 importantissimo aver ben presente le proprie skill, valutandole in modo congruo rispetto alle dinamiche del mercato del lavoro. In Italia, quasi la met\u00e0 dei professionisti intervistati (47%) dichiara di sentirsi sicura nelle proprie capacit\u00e0 di ricercare nuove opportunit\u00e0 lavorative. In generale, lavoratori e lavoratrici in Italia sembrano essere in larga maggioranza consapevoli dell\u2019importanza delle competenze nell\u2019approcciarsi a nuove opportunit\u00e0 lavorative. Il 74% degli italiani intervistati infatti, considera il re-skilling necessario, percentuale che sale all\u201980% tra i Millennials che si confermano la generazione capofila di questa tendenza al cambiamento. Per quanto riguarda le skill che gli italiani ritengono pi\u00f9 importanti quando si esplorano nuove sfide professionali, troviamo in cima alla classifica la capacit\u00e0 di problem solving (31%), l\u2019abilit\u00e0 nel comunicare (30%) e la conoscenza di una o pi\u00f9 lingue straniere ad alto livello (23%).\u00a0Al di l\u00e0 del diverso senso di sicurezza tra generazioni, resta comunque il fatto che professioniste e professionisti in Italia sembrano voler riprendere in mano le redini della propria carriera, dopo un lungo periodo di incertezza: il 55% degli intervistati ha dichiarato di volersi nuovamente concentrare sul proprio percorso di crescita professionale. Un dato che sale al 58% tra i Millennials, al 56% tra GenZ e GenX per poi abbassarsi al 48% tra i Baby-Boomers.\u00a0Non solo, l\u2019attenzione in Italia \u00e8 alta anche per quanto riguarda i metodi di ricerca di nuove opportunit\u00e0 professionali: il 43% degli italiani intervistati (e il 48% dei Millennials) ha dichiarato di aver cambiato strategia per stare al passo con i cambiamenti nel mondo del lavoro. Resta basso, tuttavia, il numero di application che riceve risposta da parte delle aziende di destinazione, con il 43% dei professionisti italiani intervistati che afferma di ottenere raramente un feedback. \u00a0Tra gli italiani, poi, sembra essere diffuso un certo spirito di imprenditorialit\u00e0: ben il 56% degli intervistati, infatti, ha dichiarato di stare valutando la possibilit\u00e0 di mettersi in proprio nell\u2019anno in corso, sia rimanendo nel proprio settore (19%) sia cambiando campo (15%), oppure trasformando la propria passione in un lavoro vero e proprio (22%). Tra chi sta considerando di aprire una propria attivit\u00e0, la spinta principale in questa direzione sembra essere l\u2019opportunit\u00e0 di guadagnare di pi\u00f9 (38%) seguita dalla possibilit\u00e0 di una migliore work-life balance (35%).\u00a0&quot;Dopo un lungo periodo di incertezza, professioniste e professionisti in Italia vogliono riprendere in mano le redini della propria carriera, dimostrando grande dinamismo nella ricerca di nuove opportunit\u00e0 lavorative. Una sfida che, come rivelano i dati dell\u2019indagine da noi condotta, vede in prima linea le donne\u201d commenta Marcello Albergoni, country manager di LinkedIn Italia. \u201cIl numero di persone che stanno valutando di cambiare lavoro \u00e8 in netto aumento rispetto al 2023: questo significa, per lavoratrici e lavoratori, una maggior competizione nell\u2019assicurarsi la posizione desiderata. In questo contesto, la capacit\u00e0 di valutare le proprie skills in modo adeguato diventa ancor pi\u00f9 importante, cos\u00ec come l\u2019agilit\u00e0 e la proattivit\u00e0 nel cercare di ampliare le proprie competenze e il proprio network professionale per raggiungere l\u2019obiettivo desiderato. In questo senso, \u00e8 interessante notare come la generazione dei Millennials, spesso ritenuta la meno \u2018confident\u2019, sia a oggi la pi\u00f9 fiduciosa nelle proprie competenze e skills quando si tratta di affrontare nuove sfide professionali\u201d.\u00a0In un contesto in cui il mercato del lavoro sta subendo un &#039;raffreddamento&#039; a livello globale, gli hiring manager temono di perdere talenti a causa di metodologie di selezione datate, non focalizzate sull&#039;analisi delle competenze. Poich\u00e9 la concorrenza per le opportunit\u00e0 lavorative \u00e8 aumentata in un mercato del lavoro che sta perdendo vigore, le aziende dovranno concentrarsi sulle skill per trovare e trattenere i migliori talenti e tenere il passo con il ritmo del cambiamento. Guardando al nostro Paese, se nel 2022 si registravano 5 candidati per 1 job opening, a met\u00e0 2023 salgono a 8 le candidature per 1 posto di lavoro aperto. In questo scenario, il 62% degli hiring manager intervistati ritiene che, nel prossimo anno, i datori di lavoro avranno maggiore capacit\u00e0 di negoziare con i candidati. Tuttavia, questo panorama del mercato del lavoro \u00e8 ulteriormente caratterizzato dal fatto che il 39% dei responsabili delle assunzioni in Italia prevede un aumento del tasso di turnover dei dipendenti nell&#039;anno in corso e il 55% sottolinea la difficolt\u00e0 di trovare candidati qualificati spesso a causa della mancanza di qualifiche tradizionali.\u00a0Al fine di individuare e trattenere i talenti pi\u00f9 qualificati, le imprese saranno chiamate a prioritizzare le skill mantenendo il passo con la velocit\u00e0 con cui il panorama lavorativo sta mutando. Evoluzione che, secondo il 67% dei responsabili delle assunzioni italiani intervistati, porter\u00e0 nei prossimi 5 anni ad un aumento del divario di competenze. Questa statistica \u00e8 confermata dai dati di LinkedIn, che mostrano come gli skill set richiesti siano cambiati del 25% dal 2015 e si prevede che cambieranno di un ulteriore 65% entro il 2030 a livello globale. \u00a0In questo scenario, i leader aziendali che desiderano mantenersi all&#039;avanguardia devono supportare i propri dipendenti nell&#039;affrontare le trasformazioni in atto, investendo in iniziative di formazione e aggiornamento. Il 31% degli intervistati in Italia ritiene, infatti, che fornire programmi interni di apprendimento e sviluppo (L&amp;D) incentrati, ad esempio, sull\u2019IA generativa sia fondamentale per trattenere i talenti pi\u00f9 qualificati. Pi\u00f9 nel dettaglio, secondo il 71% degli intervistati, i dipendenti che fanno parte della GenZ hanno bisogno di ulteriore supporto per sviluppare le soft skills (come la comunicazione, la collaborazione, la negoziazione), pur essendo \u2013 per il 76%8 degli hiring manager \u2013 i pi\u00f9 aperti all\u2019adozione di nuove tecnologie, come l\u2019IA.\u00a0&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il 2024 si apre all\u2019insegna del cambiamento, con professioniste e professionisti in tutto il mondo che stanno valutando nuove opportunit\u00e0 lavorative. 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