{"id":68210,"date":"2025-02-17T12:13:00","date_gmt":"2025-02-17T11:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=68210"},"modified":"2025-02-17T12:13:00","modified_gmt":"2025-02-17T11:13:00","slug":"tumori-prima-rete-ue-su-risorse-mediche-hi-tech-cnao-guida-radioterapie-innovative","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=68210","title":{"rendered":"Tumori, prima rete Ue su risorse mediche hi tech: Cnao guida radioterapie innovative"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Rimuovere gli ostacoli nell&#039;accesso all&#039;innovazione in oncologia in Europa, eliminare le discrepanze territoriali e garantire l&#039;equit\u00e0 nell&#039;accesso alle cure contro i tumori. Sono gli obiettivi con cui nasce la prima &#039;Rete europea di competenza sulle risorse mediche ad alta tecnologia&#039; (European Network of Expertise on Hi-tech medical resources) contro il cancro. La rete si colloca all&#039;interno della Joint Action (Ja) dell&#039;Unione europea sugli European Networks of Expertise (Reti europee di competenza &#8211; NoEs). Sono 7 i settori su cui si focalizza il nuovo network europeo: medicina nucleare, radiomica, radioterapie innovative, tecniche chirurgiche innovative, metodi fisici di ablazione, terapie cellulari avanzate, sperimentazione ex vivo di farmaci. Il Cnao (Centro nazionale di adroterapia oncologica) di Pavia \u00e8 stato scelto, insieme al Centre L\u00e9on B\u00e9rard di Lione, per guidare l&#039;area relativa alle radioterapie innovative. \u00a0&quot;Il Network europeo sulle risorse mediche hi-tech &#8211; spiega Gianluca Vago, professore e presidente Cnao, direttore del Dipartimento di Oncologia e Onco-ematologia dell&#039;universit\u00e0 degli Studi di Milano &#8211; \u00e8 un&#039;opportunit\u00e0 unica per evidenziare e rimuovere le discrepanze e gli ostacoli nell&#039;accesso all&#039;innovazione tra gli Stati membri, proponendo soluzioni concrete. La rete \u00e8 guidata da Unicancer, che riunisce i Comprehensive Cancer Center francesi, e co-diretta dalla regione Zealand, isola che comprende il distretto sanitario della capitale della Danimarca. Finora, 22 Stati membri si sono impegnati a contribuire alla rete, che include 67 organizzazioni in tutta Europa e quasi 200 esperti. Siamo orgogliosi che Cnao ricopra il ruolo di leader dell&#039;area delle radioterapie innovative&quot;.\u00a0I cittadini italiani che vivono dopo diagnosi di tumore sono passati dai 2,5 milioni del 2010 ai circa 3,6 milioni nel 2020: il 37% in pi\u00f9 di quanto osservato solo 10 anni prima. In Europa, sono 23,7 milioni le persone a cui \u00e8 stato diagnosticato un cancro, con un incremento del 41% tra il 2010 e il 2020 (da 16,8 a 23,7 milioni). Questo &#8211; si legge in una nota &#8211; dipende dall&#039;aumento assoluto del numero di casi di tumore, in relazione all&#039;aumento dell&#039;aspettativa di vita, ma anche agli importanti passi avanti realizzati grazie alle nuove terapie. &quot;La radioterapia rappresenta un pilastro fondamentale nella cura dei tumori, al fianco della chirurgia e delle terapie sistemiche &#8211; afferma spiega Lisa Licitra, professoressa e direttore scientifico Cnao e responsabile dell&#039;Oncologia medica 3 &#8211; Tumori della testa e del collo della Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori (Int) di Milano &#8211; In Italia, circa il 60% dei pazienti oncologici necessita della radioterapia durante il percorso di cura. E&#039; necessario affrontare le criticit\u00e0 per garantire un accesso equo ai trattamenti. Un impegno concreto da parte delle istituzioni, in termini di investimenti e valorizzazione delle competenze professionali, \u00e8 fondamentale per il futuro della radioterapia in Italia e in Europa. Strumenti innovativi e altamente specializzati, come l&#039;adroterapia, consentono importanti progressi&quot;. \u00a0Aggiunge Ester Orlandi, responsabile del Dipartimento clinico di Cnao e ricercatore presso il Dipartimento di Scienze clinico-chirurgiche, diagnostiche e pediatriche dell&#039;universit\u00e0 di Pavia: &quot;L&#039;adroterapia \u00e8 una forma di radioterapia per la cura di tumori spesso inoperabili o resistenti ai tradizionali trattamenti radioterapici. A differenza della radioterapia tradizionale, che si basa sull&#039;utilizzo di raggi X o elettroni &#8211; chiarisce la professoressa &#8211; l&#039;adroterapia prevede l&#039;uso di protoni e ioni carbonio. Queste particelle hanno il vantaggio di essere pi\u00f9 pesanti e dotate di maggior energia rispetto agli elettroni e, di conseguenza, di essere ancora pi\u00f9 efficaci nel colpire le cellule tumorali. Grazie all&#039;altissima personalizzazione del trattamento in ogni sua fase e alla grande capacit\u00e0 distruttiva dei tessuti tumorali, l&#039;adroterapia ha iniziato la sua esperienza nei tumori della base del cranio, per poi essere utilizzata anche in altre neoplasie. In tutto il mondo solo 6 strutture sono in grado di erogare l&#039;adroterapia con protoni e ioni carbonio e una di queste \u00e8 proprio il Cnao di Pavia. L&#039;adroterapia rappresenta una metodica di un panorama in continua evoluzione. La crescita e l&#039;innovazione tecnologica nel campo della radioterapia si stanno espandendo rapidamente, coinvolgendo ogni fase del trattamento, dalla simulazione all\u2019erogazione. I benefici clinici per i pazienti si intrecciano con questioni etiche, di sostenibilit\u00e0 economica e di equit\u00e0, rendendo fondamentale un approccio integrato e responsabile nell&#039;applicazione di queste tecnologie&quot;.\u00a0Essere riconosciuti leader nelle radioterapie innovative &quot;\u00e8 un traguardo significativo per Cnao che in ambito europeo si afferma come modello integrato di ricerca e clinica &#8211; prosegue Orlandi &#8211; In questo contesto, Cnao ha attratto partner di rilievo come Estro, Cern, Cergas (universit\u00e0 Bocconi), Medaustron e Mit, con i quali collaboriamo per ampliare una visione condivisa e promuovere l&#039;accesso a cure tecnologicamente avanzate e efficaci per tutti i pazienti, coinvolgendo tutti i 22 Stati membri europei impegnati a costruire la rete di esperti in radioterapia innovativa&quot;.\u00a0La Rete europea di competenza sulle risorse mediche ad alta tecnologia si colloca all&#039;interno della Ja dell&#039;Ue sulle NoEs, coordinata dal team di Paolo Casali dell&#039;Int di Milano. Il progetto Jane-2, che durer\u00e0 4 anni, ha l&#039;obiettivo di far nascere 7 nuove reti europee in oncologia su altrettante aree di interesse, una costituita proprio dalle risorse mediche ad alta tecnologia, inclusa la radioterapia. Le altre sono: tumori complessi e a prognosi sfavorevole; cure palliative; &#039;survivorship&#039;, cio\u00e8 le problematiche del paziente oncologico guarito; prevenzione primaria e secondaria personalizzate; tecnologie omiche; adolescenti e giovani adulti colpiti dal cancro. \u00a0Alla fine dello scorso gennaio &#8211; ricorda la nota &#8211; si \u00e8 svolto a Milano il meeting di apertura del progetto, che ha visto centinaia di partecipanti in presenza e da remoto. In particolare, per l&#039;area Radioterapica, oltre agli Stati membri gi\u00e0 coinvolti, era presente una nutrita schiera di eccellenti professionisti italiani. &quot;Per la prima volta vengono istituite reti di questo tipo, che affrontano le problematiche e le opportunit\u00e0 legate all&#039;intera filiera di prevenzione, diagnosi e cura dei tumori &#8211; rimarca Vago &#8211; dalla produzione di linee guida e raccomandazioni generali per gli operatori sanitari, i pazienti e la popolazione, alla sensibilizzazione dei cittadini e realizzazione di azioni di advocacy, allo sviluppo di modelli organizzativi sanitari e di strumenti educativi per gli addetti ai lavori e i pazienti, fino alla promozione della ricerca clinica. Dal punto di vista concettuale, quindi, le reti di competenza forniranno supporto alla comunit\u00e0 oncologica, in primo luogo agli operatori sanitari che curano i pazienti. Si tratta di una differenza di principio rispetto ad altre reti europee, come gli European Reference Networks (ERNs) sui tumori rari, che riuniscono gli operatori sanitari specializzati sui tumori rari, e la nuova Rete dei Comprehensive Cancer Centers (EUNetCCC), costituita dai centri di riferimento europei per la cura del cancro&quot;. \u00a0Le NoEs dovranno incorporare non solo le istituzioni oncologiche, ma anche, ad esempio, societ\u00e0 scientifiche, associazioni di pazienti, istituti di ricerca dedicati a temi quali la biologia molecolare, la salute pubblica, l&#039;economia sanitaria. L&#039;obiettivo finale della Joint Action \u00e8 garantire che, al termine del progetto, le NoEs siano completamente attive e indipendenti e allo stesso tempo in grado di collaborare fra di loro, con altre reti europee e con l&#039;intera comunit\u00e0 oncologica europea.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Rimuovere gli ostacoli nell&#039;accesso all&#039;innovazione in oncologia in Europa, eliminare le discrepanze territoriali e garantire l&#039;equit\u00e0 nell&#039;accesso alle cure contro i tumori. 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