{"id":6700,"date":"2024-03-19T06:51:00","date_gmt":"2024-03-19T05:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=6700"},"modified":"2024-03-19T06:51:00","modified_gmt":"2024-03-19T05:51:00","slug":"italiani-papa-piu-vecchi-deuropa-primo-figlio-a-36-anni-e-oltre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=6700","title":{"rendered":"Italiani pap\u00e0 pi\u00f9 vecchi d&#8217;Europa, primo figlio a 36 anni e oltre"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Diventare pap\u00e0 per la prima volta \u00e8 un&#039;esperienza che gli uomini italiani spostano sempre pi\u00f9 avanti nel tempo, pi\u00f9 di quanto si faccia negli altri Paesi europei. I pi\u00f9 recenti dati Istat indicano che in Italia si diventa pap\u00e0 mediamente a 35,8 anni, mentre in Francia a 33,9 anni, in Germania a 33,2, in Inghilterra e Galles a 33,7 anni. Un fenomeno sempre pi\u00f9 frequente rispetto al passato che riguarderebbe circa il 70% dei nuovi pap\u00e0 italiani: ci\u00f2 significa che un uomo su 3 \u00e8 ancora senza figli oltre i 36 anni d&#039;et\u00e0. A tracciare il quadro, alla vigila della Festa del pap\u00e0, sono gli esperti della Societ\u00e0 italiana di andrologia (Sia) che ricordano l&#039;importanza di anticipare la paternit\u00e0 e, dove non possibile, di preservare la fertilit\u00e0 fin da giovani, soprattutto attraverso un sano stile di vita.  \u00a0La tendenza a ritardare la paternit\u00e0, ricordano gli andrologi, non \u00e8 priva di conseguenze: numerose evidenze scientifiche dimostrano che le caratteristiche funzionali dello spermatozoo, cio\u00e8 motilit\u00e0, morfologia e anche i danni al Dna, peggiorano con l&#039;aumentare dell&#039;et\u00e0. A tutto questo si aggiunge al fatto che con l&#039;avanzare dell&#039;et\u00e0 aumenta il tempo di esposizione agli inquinanti ambientati esterni, come le microplastiche che negli ultimi anni hanno dimostrato essere un problema rilevante per la fertilit\u00e0 maschile. In pi\u00f9 i cambiamenti climatici con l&#039;aumento della temperatura globale hanno anch&#039;essi un impatto negativo sulla fertilit\u00e0 maschile, dimostrato dalla riduzione volumetrica dei testicoli nella popolazione generale.\u00a0&quot;In Italia &#8211; spiega Alessandro Palmieri, presidente Sia e docente di Urologia all&#039;Universit\u00e0 Federico II di Napoli &#8211; l&#039;et\u00e0 in cui si fa il primo figlio \u00e8 aumentata di 10 anni, passando dai 25 anni della fine degli anni &#039;90 ai circa 36 attuali, che pongono il nostro Paese in cima alla classifica dell&#039;et\u00e0 media del concepimento in Europa. Un fenomeno che riguarda quasi il 70% dei nuovi pap\u00e0 italiani. Ne consegue&quot; appunto &quot;che un uomo su 3, superata questa soglia, \u00e8 ancora senza figli. Questo significa che nel giro di pochi decenni si \u00e8 passati da una situazione nella quale solo una ridotta minoranza arrivava senza figli all&#039;et\u00e0 di 35 anni a una nella quale la maggioranza della popolazione maschile rinvia oltre questa soglia anagrafica la prima esperienza di paternit\u00e0&quot;. La nostra societ\u00e0 &quot;sta assegnando alla riproduzione un ruolo tardivo, dimenticando che la fertilit\u00e0, sia maschile che femminile, ha il suo picco massimo tra i 20 e i 30 anni e che la potenzialit\u00e0 fecondante del maschio \u00e8 in netto declino&quot;.\u00a0Con l&#039;avanzare dell&#039;et\u00e0, sottolinea Palmieri, &quot;la fertilit\u00e0 diminuisce perch\u00e9 anche gli spermatozoi &#039;invecchiano&#039; e bisogna insegnare alle giovani generazioni l&#039;importanza di una fertilit\u00e0 sana al momento giusto che va preservata fin da giovani&quot;. Per questo la Sia, in collaborazione con l&#039;Istituto di Farmacologia clinica dell&#039;Universit\u00e0 degli studi di Catanzaro, ha sviluppato un nuovo integratore con effetti positivi sulla salute maschile in generale, compresa la fertilit\u00e0.\u00a0&quot;Lo scopo della medicina moderna non \u00e8 solo quello di curare, ma soprattutto di prevenire e da questo concetto &#8211; illustra Tommaso Cai direttore dell&#039;Unit\u00e0 operativa di urologia dell&#039;ospedale di Trento e segretario della Sia &#8211; nasce il composto chiamato Drolessano, un mix di 7 sostanze naturali, due delle quali hanno specifici effetti sulla fertilit\u00e0 maschile. Si tratta dell&#039;escina estratta dai semi e dal guscio dell&#039;ippocastano, un potente antiossidante utile nel preservare la fertilit\u00e0, ma anche per prevenire i sintomi della prostatite cronica, patologia questa che anch&#039;essa implicata nella riduzione della fertilit\u00e0 maschile&quot;. L&#039;altra sostanza alleata della fertilit\u00e0 maschile &quot;\u00e8 il licopene, un nutriente presente nei pomodori, che secondo uno studio dell&#039;Universit\u00e0 di Sheffield, pubblicato sull&#039;&#039;European Journal of Nutrition&#039;, potrebbe aumentare la qualit\u00e0 dello sperma e contrastare l&#039;infertilit\u00e0 maschile, proteggendo dagli effetti dannosi dei radicali liberi&quot;, spiega Cai. \u00a0Ma non \u00e8 tutto. Gli uomini che ritardano la paternit\u00e0, soprattutto dopo i 45 anni, non solo devono affrontare problemi di fertilit\u00e0 ma possono mettere a rischio anche la salute dei figli, mettono in guardia gli esperti della Societ\u00e0 italiana di andrologia.\u00a0&quot;Mentre si sa che per le donne dopo i 35 anni possono esserci cambiamenti fisiologici che influiscono sul concepimento, gravidanza e salute del bambino &#8211; spiega ancora Cai &#8211; la maggior parte degli uomini invece non \u00e8 consapevole dell\u2019impatto dell\u2019et\u00e0 dovuto non solo al calo naturale del testosterone, ma anche alla perdita di \u2018forma fisica\u2019 degli spermatozoi che pu\u00f2 portare anche a cambiamenti nello sperma che vengono trasmessi da genitori a figli nel loro Dna. \u00c8 ben documentato che concepire in et\u00e0 avanzata comporta il rischio che il bambino nasca o sviluppi nel tempo problemi di salute&quot;. \u00a0Secondo uno studio pubblicato su Nature, ogni anno in pi\u00f9 del padre comporterebbe un incremento di 1,51 nuove mutazioni genetiche nei figli, il 25% in pi\u00f9 rispetto a quelle che dipendono dalla madre. Un altro studio, pubblicato sempre su Nature, suggerisce che i figli di padri anziani hanno un rischio pi\u00f9 alto di autismo e schizofrenia nei figli. &quot;In definitiva, cos\u00ec come la fertilit\u00e0 femminile &#8211; conclude Alessandro Palmieri, presidente Sia e docente di Urologia alla Universit\u00e0 Federico II di Napoli &#8211; anche quella maschile, \u00e8 tempo-dipendente. \u00c8 dunque fondamentale sfatare il mito dell\u2019uomo fertile a tutte le et\u00e0 e promuovere invece strategie di informazione, prevenzione e preservazione della fertilit\u00e0 maschile, cominciando dalla giovane et\u00e0, poich\u00e9 una volta instaurati i danni non sono reversibili&quot;. \u00a0\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Diventare pap\u00e0 per la prima volta \u00e8 un&#039;esperienza che gli uomini italiani spostano sempre pi\u00f9 avanti nel tempo, pi\u00f9 di quanto si faccia negli altri Paesi europei. 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