{"id":65797,"date":"2025-02-06T10:27:38","date_gmt":"2025-02-06T09:27:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=65797"},"modified":"2025-02-06T10:27:38","modified_gmt":"2025-02-06T09:27:38","slug":"guzzetta-lai-puo-essere-un-diritto-non-solo-una-minaccia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=65797","title":{"rendered":"Guzzetta: &#8220;L\u2019AI pu\u00f2 essere un diritto, non solo una minaccia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; I diritti non sono solo tutela dall\u2019ingerenza dello Stato o di un privato: nell\u2019evoluzione costituzionale delle nostre democrazie sono diventati anche qualcosa da promuovere. Basti pensare all\u2019accesso alla sanit\u00e0, all\u2019istruzione, ai principi incardinati nell\u2019articolo 3 della nostra Carta: la Repubblica deve rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Ecco, quando si parla di tecnologia e intelligenza artificiale, si parla molto del diritto a essere \u2018protetti\u2019 (dal potere delle grandi aziende tecnologiche, dagli abusi sui nostri dati sensibili, dal furto di propriet\u00e0 intellettuale, ecc.), ma poco di quello a essere aiutati nello sviluppo delle grandi opportunit\u00e0 offerte dalla rivoluzione digitale.\u00a0Questo, in una sintesi estrema, \u00e8 il nocciolo del rapporto che Giovanni Guzzetta, ordinario di diritto costituzionale a Tor Vergata, ha presentato oggi alla Fondazione Luigi Einaudi, insieme al sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, al sottosegretario con delega all\u2019innovazione tecnologica Alessio Butti, la professoressa Giusella Finocchiaro e Andrea Cangini, segretario generale della fondazione. I lavori sono stati introdotti dal videomessaggio del ministro Nordio.\u00a0<br \/>\nProfessor Guzzetta, il rapporto evidenzia una criticit\u00e0 nel modo in cui oggi si affronta il tema dei diritti fondamentali in relazione all\u2019AI. Di cosa si tratta?<br \/>\n\u00a0La tendenza prevalente nel dibattito normativo e pubblico \u00e8 quella di considerare l\u2019AI come un fattore di rischio per i diritti fondamentali, piuttosto che un\u2019opportunit\u00e0 per la loro espansione. L\u2019approccio normativo europeo si \u00e8 finora focalizzato sulla protezione da possibili ingerenze e discriminazioni, senza riconoscere adeguatamente il potenziale dell\u2019IA nel migliorare l\u2019accesso a diritti come la salute, l\u2019istruzione, la sicurezza e la partecipazione democratica. Questo squilibrio rischia di soffocare l\u2019innovazione e di impedire ai cittadini di sfruttare appieno le opportunit\u00e0 offerte dalla tecnologia.\u00a0<br \/>\nNel rapporto si parla di un necessario bilanciamento tra diritti da proteggere e diritti da promuovere. Come si pu\u00f2 raggiungere questo equilibrio?<br \/>\n\u00a0Il costituzionalismo ha sempre affrontato la questione del bilanciamento tra diversi valori. Oggi, la sfida \u00e8 applicare questo metodo all\u2019IA, evitando l\u2019overregulation e garantendo un quadro normativo flessibile che favorisca sia la protezione sia la promozione dei diritti digitali. Un esempio concreto \u00e8 la gestione dei bias nei dati: vogliamo eliminare le discriminazioni legate al genere, all\u2019etnia, agli orientamenti politici. Ma nello stesso tempo i dati che servirebbero per addestrare i modelli in modo pi\u00f9 \u201cinclusivo\u201d sono proprio quelli sensibili, che (giustamente) godono di un\u2019alta protezione da parte dei nostri ordinamenti. \u00c8 necessario un cambio di paradigma normativo.\u00a0<br \/>\nIn queste ore la Commissione europea ha pubblicato le linee guida per interpretare l\u2019articolo 5 dell\u2019AI Act, sono 135 pagine per un singolo articolo. Quali sono le conseguenze di questa tendenza regolatoria?<br \/>\n\u00a0L\u2019AI \u00e8 un fenomeno in rapidissima evoluzione. Se adottiamo regole troppo rigide, rischiamo di frenare l\u2019innovazione e di lasciare il campo ad altri attori globali, come Stati Uniti e Cina, che hanno un approccio pi\u00f9 dinamico. L\u2019Europa deve difendere i propri valori, ma senza adottare un atteggiamento iperprotettivo che ci marginalizzi nella competizione tecnologica globale. \u00c8 necessario un \u2018fine tuning\u2019 delle normative, per garantire flessibilit\u00e0 ed efficacia.\u00a0L\u2019AI Act \u00e8 un passo avanti importante, perch\u00e9 introduce un quadro regolatorio omogeneo. Tuttavia, manca ancora una visione d\u2019insieme che unifichi le decine di atti normativi gi\u00e0 esistenti, creando incertezza giuridica e aumentando i costi amministrativi per le aziende. Servirebbe un testo unico delle politiche digitali europee, in modo da semplificare le procedure e incentivare l\u2019innovazione senza sacrificare la protezione dei diritti.\u00a0<br \/>\nAnche il Consiglio d&#039;Europa, organizzazione internazionale dedicata alla tutela dei diritti umani, ha pubblicato una convenzione quadro sull&#039;AI<br \/>\n\u00a0E anche quel testo segue lo schema di cui stiamo parlando: nel preambolo parla di diritti da tutelare e da promuovere. Poi negli articoli sparisce la promozione e resta solo la tutela. Noto in generale un approccio eccessivamente &quot;illuministico&quot; (e io non sono certo un oscurantista): pensiamo di poter prevedere (ed elencare) tutti i possibili rischi in anticipo, ma i nostri ordinamenti consentono anche un intervento ex post, quindi anche su questo fronte serve un bilanciamento.\u00a0<br \/>\nNel rapporto si sottolinea il pregiudizio nei confronti delle imprese private nello sviluppo dell\u2019AI<br \/>\n\u00a0Esiste una tendenza a vedere con sospetto il ruolo delle aziende nel campo dell\u2019IA, anche nello stesso regolamento europeo, mentre si attribuisce maggiore fiducia (e campo libero in termini normativi) a progetti open source e accademici. Ma le imprese private hanno storicamente giocato un ruolo cruciale nello sviluppo tecnologico, e regolamentarle non significa demonizzarle. Dobbiamo garantire un mercato equo e concorrenziale, con regole chiare e strumenti di controllo efficaci, ma senza ostacolare lo sviluppo.\u00a0<br \/>\nQuali cambiamenti suggerisce in termini di governance per migliorare il bilanciamento tra protezione e innovazione?<br \/>\n\u00a0Dobbiamo rivedere il ruolo delle autorit\u00e0 di regolazione. Attualmente, le autorit\u00e0 come il Garante della Privacy sono focalizzate sulla protezione, ma dovrebbero avere anche un mandato di promozione dell\u2019innovazione. Inoltre, \u00e8 essenziale snellire le procedure: oggi, per far approvare un modello di AI in Europa, servono mesi o anni, mentre la tecnologia evolve in settimane. Occorre garantire certezza nei tempi e un confronto costante tra imprese, istituzioni e cittadini.\u00a0<br \/>\nIn sintesi, quale messaggio vuole trasmettere con il suo rapporto?<br \/>\n\u00a0L\u2019IA \u00e8 uno strumento che pu\u00f2 migliorare enormemente la nostra societ\u00e0, ma il modo in cui la regolamentiamo deve essere equilibrato. Se continuiamo a considerarla solo come una minaccia, perderemo l\u2019occasione di sfruttarne i benefici. Dobbiamo sviluppare un diritto dell\u2019innovazione che bilanci protezione e promozione dei diritti, adottando un approccio pragmatico e dinamico. L\u2019Europa non pu\u00f2 permettersi di rimanere indietro.&quot;\u00a0Il dibattito \u00e8 aperto e le implicazioni sono enormi. L&#039;auspicio \u00e8 che la riflessione proposta nel rapporto possa contribuire a costruire una regolamentazione pi\u00f9 efficace, in grado di garantire una crescita tecnologica che sia al servizio delle persone, senza paura ma con consapevolezza. (di Giorgio Rutelli)\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; I diritti non sono solo tutela dall\u2019ingerenza dello Stato o di un privato: nell\u2019evoluzione costituzionale delle nostre democrazie sono diventati anche qualcosa da promuovere. Basti pensare all\u2019accesso alla sanit\u00e0, all\u2019istruzione, ai principi&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":65798,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-65797","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65797","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=65797"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65797\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/65798"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=65797"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=65797"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=65797"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}