{"id":64821,"date":"2025-01-28T00:02:30","date_gmt":"2025-01-27T23:02:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=64821"},"modified":"2025-01-28T00:02:30","modified_gmt":"2025-01-27T23:02:30","slug":"mps-la-battaglia-per-piazzetta-cuccia-tra-strategie-e-dubbi-di-mercato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=64821","title":{"rendered":"Mps, la battaglia per Piazzetta Cuccia tra strategie e dubbi di mercato"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il fortino di Piazzetta Cuccia \u00e8 pronto alla battaglia. Oggi, 28 gennaio, il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca si riunir\u00e0 per esaminare l\u2019offerta pubblica di scambio (Ops) da 13,3 miliardi di euro lanciata lo scorso 24 gennaio da Banca Monte dei Paschi di Siena. \u00a0A quanto si apprende da ambienti finanziari, l\u2019offerta sar\u00e0 con ogni probabilit\u00e0 considerata ostile. Sempre stando a indiscrezioni, Mps pare abbia gi\u00e0 scelto gli advisor (Jpm e Ubs) mentre Mediobanca li sceglier\u00e0 pi\u00f9 avanti. Classificare l&#039;Ops come &quot;ostile&quot;, suggeriscono gli esperti, comporta rilevanti conseguenze sul piano operativo. La prassi della Banca Centrale Europea e della Consob \u00e8 chiara: l\u2019approvazione di operazioni ostili richiede che, al termine dello scambio, i nuovi azionisti detengano almeno il 51%. Solo cos\u00ec sarebbe possibile convocare un\u2019assemblea per modificare il consiglio di amministrazione. Diversamente, questo il ragionamento, la situazione rischia di diventare ingovernabile, con un management che gi\u00e0 considera l\u2019operazione ostile.\u00a0Secondo quanto si apprende da fonti ben informate, Mps potrebbe contare attualmente sul sostegno di circa il 34% delle quote: un dato sostenuto dal 19,7% di Delfin, dal 7,5% di Caltagirone e da una serie di altri azionisti con quote pi\u00f9 piccole. Il restante capitale, salvo il blocco compatto a favore dell&#039;indipendenza della Banca, \u00e8 una sfida da conquistare. La composizione dell\u2019azionariato di Mediobanca, sottolineano gli analisti, vede gli investitori istituzionali detenere circa il 35%: BlackRock ha una quota superiore al 4%. Un altro 20% \u00e8 influenzato dall\u2019accordo di consultazione, che da solo pesa circa l\u201911%. &quot;E&#039; alquanto probabile &#8211; spiega l&#039;esperto Giorgio Vintani all&#039;Adnkronos &#8211; che dal Cda di domani emerga una mozione a difesa della banca, che cercher\u00e0 di smontare le sinergie proposte dal Monte. Nagel cercher\u00e0 di far leva sugli investitori istituzionali e smontare l\u2019alleanza Delfin-Caltagirone, che insieme comunque detiene il 27,57% del capitale della banca&quot;.\u00a0L&#039;impresa di persuasione di Mps non sar\u00e0 facile, suggeriscono gli analisti. Mediobanca, sostengono in ambienti finanziari, adotta da sempre una governance allineata alle dinamiche di mercato, un modello molto apprezzato dagli investitori istituzionali. Questi, abituati a diversificare i propri investimenti, vedono una governance trasparente e orientata al mercato come garanzia di solidit\u00e0 e buona gestione. \u00c8 una fiducia costruita negli anni grazie a performance solide e coerenti, che hanno rafforzato il legame tra Mediobanca e i suoi azionisti. I dubbi sull\u2019Ops non mancano. Alcuni analisti, come Equita, mettono in luce il rischio di \u201cdis-sinergie\u201d che potrebbero minare l\u2019identit\u00e0 distintiva di Mediobanca. Si teme che l\u2019integrazione tra due realt\u00e0 con modelli di business e culture aziendali differenti non generi valore, ma al contrario, diluisca i punti di forza di entrambe. Il premio offerto appare modesto: si parla di uno sconto del 9% rispetto ai recenti movimenti di mercato. Senza una componente cash nell\u2019offerta, il ridotto appeal speculativo delle azioni Mps rende l\u2019operazione poco convincente.\u00a0Per conquistare il fortino di Piazzetta Cuccia, questo il rumor ricorrente, Mps dovr\u00e0 dimostrare che l\u2019unione delle due banche genera valore per gli azionisti di entrambe. Pi\u00f9 di uno a conoscenza del dossier mormora che una parte rilevante degli utili di Mediobanca deriva dalla partecipazione in Generali, considerata una risorsa finanziaria assimilabile alla liquidit\u00e0, indipendentemente da chi la detenga: quindi, assicurano, nessun problema in caso di conquista da parte di Piazza Salimbeni. Non mancano poi voci autorevoli che sostengono l\u2019operazione. L\u2019economista della Bocconi Michele Calcaterra, ad esempio, la definisce all&#039;adnkronos \u201cpoliticamente, industrialmente e finanziariamente sensata\u201d. Secondo Calcaterra, la fusione potrebbe creare un polo bancario italiano forte. Sul piano industriale, Mps colmerebbe le proprie lacune nel corporate investment banking e nel risparmio gestito grazie alle competenze di Mediobanca. La strada \u00e8 tutt\u2019altro che semplice, sottolineano gli analisti. Il mercato, si mormora, chiede un rilancio del 7%, pari a circa 920 milioni di euro, per rendere l\u2019offerta pi\u00f9 appetibile. \u00a0Qualcuno ipotizza che si possa tirare fuori dal cilindro un del cavaliere bianco (White Knight), la classica difesa che in finanza si usa per impedire la scalata di una societ\u00e0 (detta target) da parte di un&#039;altra (acquirente). I nomi si susseguono a ritmo di galoppo: Intesa Sanpaolo? &quot;E&#039; difficile da individuare in Italia (visto la reticenza di Intesa a fare operazioni simili)&quot;, sottolinea Vintani. Qualcuno sussurra il nome di Unicredit ma fonti finanziarie ben informate invitano a guardare altrove: Unicredit \u00e8 gi\u00e0 fortemente focalizzata sulle sue attivit\u00e0 principali, con strategie ben definite e ampiamente comunicate al mercato.\u00a0&#8212;finanzawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il fortino di Piazzetta Cuccia \u00e8 pronto alla battaglia. 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