{"id":64102,"date":"2025-01-23T15:08:00","date_gmt":"2025-01-23T14:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=64102"},"modified":"2025-01-23T15:08:00","modified_gmt":"2025-01-23T14:08:00","slug":"inps-e-fond-migrantes-da-2006-a-oggi-crescita-presenza-italiana-allestero-raddoppiata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=64102","title":{"rendered":"Inps e Fond.Migrantes, da 2006 a oggi crescita presenza italiana all\u2019estero raddoppiata"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Dal 2006 ad oggi la crescita della presenza italiana all\u2019estero \u00e8 raddoppiata. Ogni anno circa centomila partenze per la sola motivazione espatrio, il 45% delle quali vede protagonisti giovani tra i 18 e i 34 anni e il 23% giovani adulti dai 35 ai 49 anni. I pensionati italiani che decidono di trasferirsi all\u2019estero registrano, invece, un trend negativo del 24% rispetto al 2019, andamento che riguarda sia quelli che si dirigono verso i paesi che offrono vantaggi economici fiscali, sia coloro che, invece, sono spinti dal desiderio di raggiungere i figli nel frattempo stabilitisi all\u2019estero.\u00a0Sono alcuni dei dati che emergono dal convegno &#039;@Migrazione da fenomeno sociale a fattore identitario&#039; che si \u00e8 svolto oggi, 23 gennaio, a Roma presso Palazzo Wedekind. L\u2019incontro promosso da Inps e Fondazione Migrantes, moderato dal vice direttore di Adnkronos, Fabio Insenga, ha offerto l\u2019occasione per un confronto sul tema della mobilit\u00e0 verso i Paesi stranieri e dei pensionati italiani all\u2019estero.\u00a0Ad aprire i lavori il presidente dell\u2019Inps, Gabriele Fava, che ha sottolineato come il tema dell\u2019emigrazione \u201cnon possa e non debba essere analizzato solo mediante statistiche e dati numerici, perch\u00e9 dietro ci sono scelte personali. L\u2019obiettivo prioritario, per l\u2019Inps, \u00e8 di consentire al lavoratore migrante di affrontare con serenit\u00e0 il trasferimento e l\u2019inizio di una nuova attivit\u00e0 lavorativa, tutela fondamentale per rendere effettivo il diritto alla libera circolazione dei lavoratori\u201d. Sull\u2019immigrazione, invece, il presidente Fava ha aggiunto che \u201c\u00e8 possibile ed auspicabile un&#039;integrazione qualificata. Quindi, laddove oggi registriamo una richiesta o un fabbisogno del tessuto produttivo, in tal senso, se manca manodopera qualificata, la andiamo a intercettare e a integrare nel tessuto produttivo, in modo chiaro e regolare&#039;.\u00a0Introduzione del tema affidata a Paolo Pagliaro. Successivamente \u00e8 intervenuta Delfina Licata, della Fondazione Migrantes che ha aperto il suo inter-vento evidenziando che l\u2019unica Italia giovane, dinamica e in crescita, \u00e8 quella che mette radici fuori dei confini nazionali. L\u2019Italia, paese delle mobilit\u00e0, \u00e8 strutturalmente legata alla mobilit\u00e0 in entrata e in uscita. Partenze, ritorni e ripartenze che negli ultimi anni caratterizzano sempre di pi\u00f9 giovani e giovani adulti. Dal 2006 ad oggi la crescita della presenza italiana all\u2019estero \u00e8 raddoppiata. \u00a0Ogni anno circa cento mila partenze per la sola motivazione espatrio, il 45% delle quali vede protagonisti giovani tra i 18 e i 34 anni e il 23% giovani adulti dai 35 ai 49 anni. Dopo la brusca frenata dovuta alla pandemia, nell\u2019ultimo anno anche le famiglie hanno ricominciato a spostarsi (il 14,7% sono minori) come gli anziani (il 5,5% ha pi\u00f9 di 65 anni). Partiti da ogni provincia italiana verso 186 destinazioni del mondo per il 72% europee, le partenze verso l\u2019estero dei cittadini e delle cittadine di oggi interessano soprattutto il Nord Italia (Lombardia e Veneto in primis). Se da 2006 la presenza italiana fuori dei confini nazionali \u00e8 cresciuta di oltre il 97%, quella delle donne italiane in particolare, \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiata (+106%). Articolati i profili, plurime le motivazioni, complesse le storie: la mobilit\u00e0 italiana si caratterizza per essere composita ed eterogenea bisognosa di analisi costanti, multidisciplinari e interculturali.\u00a0Lo storico delle migrazioni, Toni Ricciardi, si \u00e8 soffermato su una forma di mobilit\u00e0 dei pensionati, il pi\u00f9 delle volte trascurata. Questo tipo di mobilit\u00e0, che possiamo definire come una sorta di &#039;rimborso postumo&#039;, riguarda coloro che, dopo una vita passata all\u2019estero per motivi professionali, scelgono di tornare nel paese d\u2019origine.\u00a0Dopo una generale descrizione dei movimenti migratori di ieri, il focus si \u00e8 soffermato sul rientro dei pensionati, ponendo l\u2019accento nello specifico sul suo significativo impatto, sia dal punto economico che da quello demografico. Nella maggioranza dei casi, si tratta di territori del margine.\u00a0Infine, l\u2019approfondimento sul paese dal quale sono partiti i rientri ha riguardato la Svizzera, che rappresenta il paese maggiormente rappresentativo per gli importi versati, a titolo di pensioni, ai residenti in Italia. La Svizzera, infatti, paga in Italia circa due miliardi di euro all\u2019anno mentre la Germania, che \u00e8 seconda per importo dei pagamenti effettuati, supera di poco il miliardo di euro. La Svizzera paga in Italia circa 300.000 pensioni, un numero quasi uguale a quelle pagate dall\u2019Italia nei 160 paesi in cui l\u2019Inps effettua pagamenti a titolo di pensioni.\u00a0A titolo esemplificativo, si riporta l\u2019esempio della provincia di Avellino: sui 38 milioni di euro di pensioni erogate, 22 provengono dalla Svizzera. L\u2019importo pagato dalla Svizzera corrisponde, tra l\u2019altro, a quasi 18 volte l\u2019importo versato dall\u2019Inps in territorio elvetico e al doppio di quanto l\u2019Inps versa per pagamenti di pensioni all\u2019estero. A seguire, nella provincia di Bergamo sui 134 milioni, ben 72, pari al 54%, sono assegni che provengono dalla Confederazione, cos\u00ec come i 14 milioni sui 26 totali della provincia di Catania, i 22 milioni sui 37 in quella di Catanzaro, fino ai 76 su 127 di quella di Como o agli 85 su 144 milioni della provincia di Lecce. Anche in questo caso, le pensioni pagate nei diversi territori rispecchiano, in maniera postuma ed inversa, le direttrici migratorie dei decenni passati.\u00a0\u201cSiamo di fronte a due tipologie di pensionati migranti differenti: i pensionati italiani e i pensionati stranieri. I pensionati italiani che decidono di trasferirsi all\u2019estero registrano un trend negativo, rispetto al 2019, del 24%, andamento che riguarda sia quelli che si dirigono verso i paesi che offrono vantaggi economici fiscali, sia coloro che, invece, sono spinti dal desiderio di raggiungere i figli nel frattempo stabilitisi all\u2019estero\u201d, ha sottolineato Susanna Thomas, della direzione centrale Pensioni Inps. \u00a0\u201cIn particolare, sono diminuite -ha continuato- le partenze verso il Portogallo, passando dalle oltre 700 del 2019, alle 114 del 2023, scendono le partenze verso la Spagna, che nel 2023 si sono ridotte di circa l\u20198% rispetto al 2019. Scendono anche i trasferimenti verso i Paesi dell\u2019Est: Romania, Polonia, Bulgaria, Moldavia. Uniche due eccezioni riguardano la Tunisia, che registra un +46% nel quinquennio e l\u2019Albania, che dai 10 arrivi del 2019 si \u00e8 passati ai 100 del 2023. Diminuiscono, infine le partenze verso gli USA, verso il Canada, verso l\u2019Australia, ma anche verso la Germania, la Svizzera, la Francia, l\u2019Olanda e il Regno Uni-to, tutte destinazioni scelte dai pensionati mossi dall\u2019obiettivo del ricongiungimento familiare&quot;. \u00a0&quot;Complice di questo decremento \u00e8 l\u2019introduzione della comunicazione digitale, che consente di mantenere rapporti quotidiani anche a distanza, e dello smart working, che permette rientri pi\u00f9 lunghi rispetto a quelli stabiliti dalle ferie. Discorso totalmente diverso riguarda i pensionati stranieri che fanno rientro nel proprio paese a conclusione della loro esperienza lavorativa in Italia, trend che lascia presumere che continuer\u00e0 ad aumentare anche negli anni a venire. Dal 2019 al 2023 l\u2019incremento dei ritorni di questi ultimi \u00e8 stato del 25%, principalmente diretti verso quei paesi che maggiormente hanno registrato un flusso di emigrazione verso l\u2019Italia\u201d, ha spiegato ancora. \u00a0\u201cNel 2023 -ha evidenziato Massimo Colitti, dirigente della direzione centra-le pensioni Inps- sono state oltre 310.000, per un importo complessivo di circa 1.6 miliardi di euro. Il pagamento delle pensioni all\u2019estero interessa circa 160 Paesi, la maggior parte localizzati nel continente europeo, in America settentrionale, Oceania e America meridionale. Nell\u2019ultimo quinquennio si \u00e8 registrata una diminuzione pari al 6,7% del numero delle pensioni pagate all\u2019estero, dovuta al decremento delle pensioni erogate nei Paesi di pi\u00f9 antica emigrazione. Rilevante l\u2019incremento del numero dei pagamenti in Europa, Asia, Africa e America centrale (rispettivamente +4,5%, +39,7%, +34,0% e +22,1%), determinato soprattutto dal rientro di coloro che, dopo aver lavorato e conseguito la pensione in Italia, hanno deciso di tornare nel Paese d\u2019origine\u201d.  \u00a0\u201cAl contrario, \u00e8 stato sottolineato -ha continuato- il forte decremento del numero dei pagamenti in America settentrionale, America meridionale e Oceania, che ospitano i pensionati pi\u00f9 anziani. Nell\u2019ultimo quinquennio si \u00e8 registrato anche un aumento del totale degli importi delle pensioni pari al 25,9%, dovuto all&#039;incremento delle pensioni dirette nelle Aree continentali di nuova emigrazione (Est Europa, Africa, Asia e America centrale). Invece, nelle Aree continentali di antica emigrazione (Ocea-nia, America settentrionale e meridionale), si \u00e8 registrata una riduzione degli importi, dovuta alla preva-lenza delle pensioni ai superstiti rispetto a quelle di vecchiaia. Solo il 26,3% delle pensioni all\u2019estero \u00e8 pagato agli stranieri, dato destinato ad aumentare\u201d.\u00a0L\u2019intervento \u00e8 stato l\u2019occasione anche per fare chiarezza sulla tipologia di pensioni pagate all\u2019estero, che comprendono sia le pensioni in regime nazionale, liquidate sulla base dei soli periodi assicurativi italia-ni, sia le pensioni in regime internazionale, liquidate totalizzando i periodi assicurativi italiani ed esteri, in applicazione dei Regolamenti Ue o degli Accordi\/Convenzioni bilaterali di sicurezza sociale stipulati dall\u2019Italia con Paesi extra UE. Le pensioni in regime internazionale sono state nel 2023 circa 682.000, di cui circa 245.000 (pari al 36%) pagate all\u2019estero per un importo di poco pi\u00f9 di 562 milioni di euro.\u00a0Le conclusioni sono state affidate al Monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, che ha sottolineato come l\u2019Inps e la Fondazione Migrantes abbiano voluto, con questa terza edizione del convegno, concentrarsi su elementi nuovi, forse sfuggenti ai pi\u00f9, elementi che rappresentano storia e attualit\u00e0 del nostro paese e della societ\u00e0 italiana. Le migrazioni non sono perdita ma guadagno, a vari livelli. Quello di oggi rappresenta il terzo incontro di un appuntamento che si consolida nel tempo, di un percorso di collaborazione tra strutture al servizio della societ\u00e0, che operano e accompagnano le persone e che hanno la necessit\u00e0 di studiare i fenomeni sociali per meglio accompagnare e operare in loro favore.\u00a0&#8212;lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Dal 2006 ad oggi la crescita della presenza italiana all\u2019estero \u00e8 raddoppiata. 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