{"id":62912,"date":"2025-01-17T11:54:11","date_gmt":"2025-01-17T10:54:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=62912"},"modified":"2025-01-17T11:54:11","modified_gmt":"2025-01-17T10:54:11","slug":"morosini-politica-vuole-addomesticare-azione-giudiziaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=62912","title":{"rendered":"Morosini: &#8220;Politica vuole addomesticare azione giudiziaria&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;In nome della &#039;separazione delle carriere&#039;, si impone un ampio riassetto dei rapporti tra politica e giurisdizione; radicalmente distante dal modello concepito dai padri costituenti. D\u2019altronde, gli stessi toni del dibattito parlamentare che ha preparato il voto di oggi tradiscono intenti non riducibili all\u2019obiettivo di rendere pi\u00f9 bilanciato ed efficace il sistema giudiziario e processuale. Paiono pi\u00f9 adatti ad un progetto che coltiva l\u2019esigenza della politica di addomesticare l\u2019azione giudiziaria. Il tutto in una atmosfera di palpabile esprit de ressentiment che parte da lontano&quot;. Con queste parole il Presidente del Tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini, commenta l&#039;approvazione della Camera, con 174 voti a favore, 92 voti contrari e 5 astenuti, della norma che prevede la separazione delle carriere nella magistratura. E&#039; il primo dei passaggi parlamentari necessari per l&#039;ok al disegno di legge costituzionale. Il testo passa ora al Senato per il secondo voto della prima lettura a cui poi, trascorsi almeno tre mesi, dovr\u00e0 seguire il secondo e definitivo voto di Montecitorio e Palazzo Madama.\u00a0&quot;Pi\u00f9 che separare le carriere tra giudici e pubblici ministeri, la riforma votata oggi modifica l\u2019equilibrio tra magistratura e politica in favore di quest\u2019ultima, mettendo in discussione quell\u2019autonomia che consente di esercitare la giurisdizione in modo sereno- aggiunge Mororini &#8211; Come? Soprattutto squalificando il peso e il protagonismo istituzionale del Csm, ossia l\u2019organo pensato dai costituenti del 1948 per proteggere l\u2019indipendenza dei magistrati, da condizionamenti interni ed esterni, decidendo di assegnazioni, trasferimenti, valutazioni di professionalit\u00e0, promozioni e sanzioni disciplinari. Con la scusa della lotta al correntismo, si viene a sminuire l\u2019importanza della componente togata del Csm a favore della componente laica. Infatti, mentre per i laici il sorteggio avviene su una base di candidati (professori e avvocati) scelti dalla maggioranza parlamentare, la componente togata \u00e8 affidata completamente al caso. Insomma, si vuole plasticamente sancire l\u2019incapacit\u00e0 dei magistrati di autodeterminarsi e di scegliersi i propri rappresentati. E tutto questo, peraltro, pu\u00f2 suonare come una sorta di delegittimazione di una intera categoria, composta nella stragrande maggioranza da professionisti lontani anni luce dagli scandali emersi negli ultimi anni&quot;.\u00a0Secondo Piergiorgio Morosini, &quot;per contrastare le degenerazioni del correntismo, potevano adottarsi altre soluzioni&quot;. Ad esempio? &quot;Prevedere una composizione togata, fondata sul pluralismo professionale. Avere una specifica rappresentanza dei giudici del lavoro, del minorile, dell\u2019immigrazione e dell\u2019impresa significa adottare decisioni pi\u00f9 consapevoli ed efficaci in tema di valutazioni di professionalit\u00e0, organizzazione degli uffici, scelte della dirigenza. E tutto questo \u00e8 a garanzia per il cittadino&quot;. \u00a0Inoltre, per il Presidente del Tribunale, &quot;sicuramente questa riforma non accelera i processi e non \u00e8 in sintonia con documenti europei che auspicano l\u2019intercambiabilit\u00e0 delle funzioni tra pubblici ministeri e giudici. (v.Carta di Roma del 17.12.2014 destinata al Comitato dei Ministri del Consiglio d\u2019Europa)- spiega &#8211; D\u2019altronde, le riforme degli ultimi vent\u2019anni hanno gi\u00e0 prodotto una netta divaricazione dei percorsi professionali e dei contesti organizzativi in cui esercitano le funzioni giudici e pubblici ministeri. E ora, la separazione \u201canche istituzionale\u201d dei pubblici ministeri dai magistrati giudicanti, anche per via della previsione di un \u201cCsm dedicato\u201d, dar\u00e0 vita ad un corpo separato di funzionari pubblici numericamente ridotto (non oltre le 2.500 unit\u00e0), altamente specializzato, con ampie garanzie di status, addetto all\u2019esercizio della azione penale e alla direzione della polizia giudiziaria. Un corpo che, nella sostanza, non fa pi\u00f9 parte della giurisdizione e risponde solo a se stesso&quot;. \u00a0&quot;Un simile assetto, pi\u00f9 che costituire un argine agli \u201ceccessi di controllo penale\u201d, sembra piuttosto alimentare certe tendenze. Si tratterebbe del potere dello Stato pi\u00f9 forte che si sia mai avuto in un ordinamento costituzionale dell\u2019epoca contemporanea. E la politica non credo proprio sia disposta ad accettare tutto questo per tanto tempo&quot;, dice Morosini. Che aggiunge: &quot;Anche l\u2019Alta Corte, per come congegnata, \u00e8 una opzione non condivisibile. Negli anni passati si era immaginata come un organismo costituzionale chiamato ad occuparsi della responsabilit\u00e0 disciplinare di tutte le magistrature: ordinaria, amministrativa e contabile. Ora \u00e8 prevista solo per i magistrati ordinari, peraltro con una composizione togata che coinvolge solo magistrati della Cassazione, ancora una volta per sorteggio. Per certi versi, un ritorno al passato precostituzionale, con una magistratura gerarchizzata e non con magistrati che si distinguono solo per le funzioni che svolgono&quot;. (di Elvira Terranova) \u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;In nome della &#039;separazione delle carriere&#039;, si impone un ampio riassetto dei rapporti tra politica e giurisdizione; radicalmente distante dal modello concepito dai padri costituenti. 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