{"id":62098,"date":"2025-01-13T07:13:00","date_gmt":"2025-01-13T06:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=62098"},"modified":"2025-01-13T07:13:00","modified_gmt":"2025-01-13T06:13:00","slug":"oliviero-toscani-la-prima-foto-a-14-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=62098","title":{"rendered":"Oliviero Toscani, la prima foto a 14 anni"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Oliviero Toscani, morto oggi all&#039;et\u00e0 di 82 anni, ha dedicato la sua vita alla fotografia. Nato a Milano il 28 febbraio 1942, figlio di Dolores Cantoni e Fedele Toscani, uno dei fotoreporter storici del &#039;Corriere della Sera&#039;, dopo gli studi al liceo Vittorio Veneto di Milano, nel 1965 Toscani si diploma in fotografia all&#039;Universit\u00e0 delle Arti di Zurigo, dove \u00e8 allievo di Serge Stauffer, specialista di Marcel Duchamp e dell&#039;artista Karl Schmid. \u00a0Nel frattempo aveva gi\u00e0 pubblicato la sua prima foto: a solo 14 anni accompagnando suo padre a Predappio per la tumulazione di Benito Mussolini, mentre Fedele Toscani fotografa interamente la cerimonia, il giovane Oliviero si sofferma sul volto dolente di Rachele Mussolini e il ritratto finisce sul &#039;Corriere&#039;. \u00a0Uno dei suoi primi servizi fotografici risale a quando aveva 21 anni: Oliviero Toscani &#8211; morto oggi a 82 anni &#8211; sale a Barbiana, nell&#039;Alto Mugello fiorentino, con il giornalista Giorgio Pecorini, suo cognato e amico di don Lorenzo Milani. Era il 1963 ed era stato chiamato lass\u00f9 per insegnare ai ragazzi del priore ad usare la macchina fotografica. In quell&#039;occasione Toscani scatta a raffica foto anche a don Milani, che lo mostrano nella quotidianit\u00e0. \u00a0Toscani inizia quasi subito a lavorare negli anni Sessanta nel mondo della pubblicit\u00e0 e la sua prima campagna \u00e8 per il cornetto Algida. Si \u00e8 poi dedicato alla fotografia di moda, per orientare infine la sua ricerca verso la comunicazione pubblicitaria. Nel 1972 partecipa nelle vesti di testimonial ai caroselli pubblicitari dell&#039;azienda di abiti da uomo Facis e con lui appaiono il cognato Aldo Ballo, fotografo che aveva sposato la sorella Marirosa Toscani, anche lei fotografa, Sergio Libis ed Alfa Castaldi. Lavora, quindi, per riviste come &quot;Elle&quot;, &quot;Vogue&quot;, &quot;GQ&quot;, &quot;Harper&#039;s Bazaar&quot;, &quot;Esquire&quot;, &quot;Stern&quot;, &quot;Uomo Vogue&quot; e &quot;Donna&quot; e realizza foto per le campagne di alcuni marchi di moda come Valentino, Chanel, Fiorucci, Esprit e Pr\u00e9natal. \u00a0La grande novit\u00e0 del suo approccio alla fotografia pubblicitaria \u00e8 quella di attingere a piene mani alle problematiche sociali del momento e inserirle nelle pagine patinate delle riviste. Questo suo nuovo approccio trova il coronamento nel rapporto con l&#039;azienda Benetton a partire dai primi anni Ottanta. Toscani cura lo scatto ed il concept delle campagne pubblicitarie: temi come l&#039;uguaglianza razziale, la mafia, la lotta all&#039;omofobia, la lotta all&#039;Aids, la ricerca della pace, l&#039;abolizione della pena di morte vengono per la prima volta proposti sui cartelloni stradali e sulle pagine pubblicitarie.\u00a0E&#039;&#039; con slogan &quot;Tutti i colori del mondo&quot; che parte la prima campagna firmata dal fotografo per Beneton, all&#039;insegna dell&#039;integrazione, vincendo numerosi premi e suscitando polemiche. E quello slogan si trasforma nel nuovo nome del marchio: United Colors of Benetton.\u00a0Nel 1991, sotto l&#039;egida di Benetton, Toscani lancia la rivista &#039;Colors&#039;, e nel 1994 Fabrica, centro internazionale per le arti e la ricerca della comunicazione moderna, la cui sede \u00e8 stata progettata dall&#039;architetto giapponese Tadao And\u014d. Fabrica ha prodotto progetti editoriali, libri, mostre ed esposizioni. In questo periodo realizza una serie di cataloghi monografici ispirati da un indubbio impegno civile: &#039;Corleone&#039; (1997), ritratti di giovani in uno dei centri storici della mafia in Sicilia; &#039;I girasoli&#039; (1998), dedicato all&#039;universo dei bambini disabili; &#039;We, on death row&#039; (2000), contro la pena di morte. Nelle sue operazioni culturali Toscani ha cercato di fornire con la fotografia industriale, o pi\u00f9 precisamente con la fotografia contaminata dall&#039;industria, non una semplice rappresentazione dell&#039;oggetto o dell&#039;azienda ma immagini ricche di implicazioni sociali.\u00a0Dal 1999 al 2000 Toscani \u00e8 direttore creativo del mensile &#039;Talk Miramax&#039; a New York diretto da Tina Brown. Nel 2000 interrompe la collaborazione con il gruppo Benetton in seguito ad una controversa campagna che utilizza foto reali di condannati a morte negli Stati Uniti e che provoc\u00f2 azioni di ritorsione verso la casa di moda. Negli anni 2000 si occupa delle campagne del marchio RaRe, che hanno avuto come concept il tema dell&#039;omofobia, e dell&#039;azienda Nolita Pocket, spesso andando incontro a conflitti con l&#039;Istituto dell&#039;autodisciplina pubblicitaria.\u00a0Nella produzione successiva, che si \u00e8 distinta per la creazione e per l&#039;uso e manipolazione di immagini proprie o altrui, Toscani continua, con maggiore incisivit\u00e0, a coniugare la ricerca sul linguaggio pubblicitario con un discorso fortemente ideologizzato e spesso dichiaratamente provocatorio. Tra i progetti: la collaborazione con la Croce Rossa Italiana, con l&#039;Istituto Superiore della Sanit\u00e0, con l&#039;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e alcune campagne di interesse e impegno sociale dedicate alla sicurezza stradale, all&#039;anoressia, e alla violenza contro le donne. Dopo decenni di innovazione editoriale, pubblicit\u00e0, film e televisione, si interessa di creativit\u00e0 della comunicazione applicata ai vari media, producendo, progetti editoriali, libri, programmi televisivi, mostre, esposizioni e workshop.\u00a0Nel 2004 Toscani crea il centro di ricerca della comunicazione moderna La Sterpaia, situato all&#039;interno della riserva naturale del Parco di San Rossore (Pisa), un laboratorio dove, seguendo la metodologia del workshop, gli allievi vengono orientati dai tutor esperti della materia. Sempre nel 2004 coordina la pubblicazione di &#039;30 ans de Lib\u00e9ration&#039;, volume che ripercorre gli ultimi trent&#039;anni di storia sulla base degli articoli del quotidiano francese &#039;Lib\u00e9ration&#039; e cura la campagna sulla sicurezza stradale &#039;Non uccidere&#039; in collaborazione con la Polizia di Stato e Genertel. Nel 2006 assume la direzione artistica di Music Box, canale interattivo della piattaforma Sky: i videoclip musicali (scelti dal pubblico da casa tramite e-mail o sms) venivano &#039;disturbati&#039; da &#039;pillole virali&#039; create dal gruppo di creativi de La Sterpaia con la supervisione di Toscani. Sulla stessa emittente Toscani conduce il talk show Camera Oscura.\u00a0Nel 2007 Toscani realizza per il marchio Nolita una campagna choc contro l&#039;anoressia fotografando la modella e attrice francese Isabelle Caro, che pesava 31 chili per 1,64 metri di altezza. A causa della crudezza delle immagini la campagna divide il pubblico ed i critici, fra chi la ritiene formativa per i giovani e chi un episodio di sciacallaggio pubblicitario. Sempre nel 2007 l&#039;agenzia Saatchi &amp; Saatchi premia Oliviero Toscani come Creative Hero, durante la serata dei Clio Awards a Miami. Il 2007 \u00e8 anche l&#039;anno in cui Toscani inaugura il progetto &#039;Razza Umana&#039;, una ricognizione fotografica sulle diverse morfologie e condizioni umane, per censire tutte le espressioni e le caratteristiche somatiche, sociali e culturali del genere umano, iniziando da pi\u00f9 di 100 comuni italiani, lo Stato di Israele, la Palestina ed il Guatemala.\u00a0Dal 2018 al 2020 Toscani lavora nuovamente per Benetton, curando le campagne fotografiche dell&#039;azienda e tornando a ricoprire il ruolo di direttore artistico di Fabrica, lanciando in questo contesto il progetto Fabrica Circus, che prevede la creazione di una fucina di artisti rinascimentali dove la creazione non ha limiti o etichette. In questa stagione, Toscani rilancia con Benetton alcuni dei temi cari al suo operato, come quello dell&#039;integrazione, attraverso una campagna fotografata all&#039;interno di una scuola del quartiere Giambellino di Milano, raffigurante 28 bambini di tredici nazionalit\u00e0 diverse. Toscani terminer\u00e0 il suo rapporto con l&#039;azienda nel luglio del 2020, licenziato in seguito alle sue dichiarazioni sul crollo del Ponte Morandi di Genova.\u00a0Numerosi i riconoscimenti ricevuti da Oliviero Toscani: il Grand Prix de la publicit\u00e9 (1990), The Management Medal dell&#039;Art Directors Club di New York (1994), il Leone d&#039;oro all&#039;International Advertising Festival di Cannes (1996), la nominato ad accademico di onore dell&#039;Accademia di Belle Arti di Firenze (2010), la laurea ah honorem dell&#039;Accademia di Belle Arti di Brescia (2017) il premio alla carriera dell&#039;Art director&#039;s club tedesco (2019). (di Paolo Martini)\u00a0&#8212;culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Oliviero Toscani, morto oggi all&#039;et\u00e0 di 82 anni, ha dedicato la sua vita alla fotografia. 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