{"id":59958,"date":"2024-12-29T15:03:56","date_gmt":"2024-12-29T14:03:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=59958"},"modified":"2024-12-29T15:03:56","modified_gmt":"2024-12-29T14:03:56","slug":"sinner-un-2024-da-star-dalla-pubblicita-ai-social-perche-jannik-e-un-fenomeno-generazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=59958","title":{"rendered":"Sinner, un 2024 da star: dalla pubblicit\u00e0 ai social, perch\u00e9 Jannik \u00e8 un fenomeno generazionale"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Da progetto di campione a star globale. In 12 mesi o poco pi\u00f9. Jannik Sinner ha illuminato il 2024 azzurro con una sfilza di successi, ma non solo. Il numero uno del tennis mondiale \u00e8 ormai anche un\u2019icona fuori dal campo e si avvicina a grandi passi a fuoriclasse, come Roberto Baggio o Valentino Rossi, capaci di segnare un\u2019epoca in Italia. Jannik oggi appare in svariate pubblicit\u00e0, presta il suo volto a tante iniziative ed \u00e8 spesso invitato come guest star a grandi eventi. \u201c\u00c8 l\u2019emblema di come il personaggio sportivo diventi sempre pi\u00f9 brand. Un fenomeno che mette insieme il processo di celebrification e un discorso pi\u00f9 ampio legato alle sponsorizzazioni\u201d spiega all\u2019Adnkronos il professor Giovanni Boccia Artieri, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all\u2019Universit\u00e0 Carlo Bo di Urbino.\u00a0\u00a0\u201cNel primo caso \u2013 spiega l\u2019esperto &#8211; parliamo del meccanismo che porta alcuni personaggi a diventare celebri in una dimensione legata alla comunicazione mediale, in particolare ai social. Dunque, in un rapporto quotidiano con il proprio pubblico. Accade grazie alla possibilit\u00e0 di essere in contatto costante attraverso i vari profili Instagram, TikTok e cos\u00ec via, a seconda dell\u2019et\u00e0 delle persone\u201d. Diverso il discorso relativo alle sponsorizzazioni: \u201cC\u2019\u00e8 poi un meccanismo per cui sempre di pi\u00f9 i singoli individui si collegano a singoli brand e il valore di uno sportivo si proietta qui oltre le prestazioni&quot;. Boccia Artieri tira in ballo il concetto di self branding: &quot;Viene fuori, per esempio, quando online ci si presenta come brand. Dando il via a un certo tipo di narrazione, magari con la pubblicazione di foto. Ci\u00f2 porta a valorizzarsi come brand, diventando veicoli per marchi che invece pagano per posizionare prodotti\u201d. L\u2019exploit di Sinner, sportivo italiano pi\u00f9 ricco del 2024, va letto anche considerando la pioggia di contratti di sponsorizzazione: \u201cChe aumentano perch\u00e9 c&#039;\u00e8 una connessione pi\u00f9 intima con il pubblico. Un rapporto quotidiano, forte, passionale ed emotivo, che permette all\u2019atleta di diventare mediatore per future connessioni&quot;.\u00a0Boccia Artieri analizza le peculiarit\u00e0 del caso Sinner in termini comunicativi: \u201cNell\u2019ultimo periodo si stanno costruendo esempi di self branding strutturati, diversi sportivi si raccontano in maniera sostanziale all&#039;interno dei social media, anche su YouTube. E magari intrattengono un rapporto quotidiano con il pubblico, attraverso reel e cos\u00ec via. Inoltre, tanti non usano pi\u00f9 i social media manager e preferiscono raccontarsi in prima persona, ma non mi pare il caso di Sinner. Jannik viene ancora raccontato ed esprime una forte sintonia con il pubblico. Non a caso, nel suo profilo Instagram ci sono tante foto scattate da professionisti&quot;. Mentre sono pochissimi i selfie. &quot;Vediamo una sorta di mix, perch\u00e9 il racconto \u00e8 in prima persona. In altri casi, con tanti calciatori, vediamo invece una posizione pi\u00f9 spinta&quot;. A fare scuola, il caso di CR7: &quot;Ronaldo, da poco sbarcato su YouTube, ha valorizzato ancor di pi\u00f9 la sua personalit\u00e0. Fino a fondare un proprio marchio e a vendere la propria merce. Un comportamento simile a quello di Chiara Ferragni\u201d.\u00a0Il concetto viene ribadito e ampliato da Mario Tirino, docente di Sociologia delle Culture Giovanili presso l&#039;Universit\u00e0 di Salerno: \u201cIl punto &#8211; spiega all\u2019Adnkronos &#8211; \u00e8 centrato. Soprattutto nell&#039;attuale configurazione dei rapporti tra sport e sponsor, i campioni traggono gran parte dei profitti dal lavoro di testimonial\u201d. Un processo che riporta indietro almeno fino agli anni Ottanta e a Michael Jordan: &quot;Adesso, pi\u00f9 che altro, \u00e8 cambiato il management degli sportivi e c&#039;\u00e8 un&#039;attenzione rigorosa a questi aspetti. Abbiamo professionisti che curano l&#039;immagine, i contratti, i social e la costruzione del campione passa attraverso una serie di canali mediati\u201d. Il fenomeno sociologico \u00e8 quello del triangolo S-M-S, tra sport, media e sponsor. \u201cUn elemento che impatta anche sulla natura dei tornei. Con una pressione cos\u00ec forte a capitalizzare la propria immagine attraverso gli sponsor, cambia il senso dell&#039;evento sportivo. Creare un\u2019immagine vincente diventa fondamentale e con Jannik, il nostro unico numero 1, si crea di riflesso un&#039;attenzione spasmodica in ogni competizione. Lo abbiamo visto in Italia con le Atp Finals di Torino, ma anche a Ryadh nel 6 Kings Slam, il torneo delle star. L\u00ec la componente agonistica e sportiva \u00e8 ridotta al minimo, quella commerciale \u00e8 spinta al massimo con borse milionarie\u201d. Gli sponsor incidono dunque in maniera pesante, ma il professor Tirino si sofferma su un aspetto: \u201cOggi Jannik \u00e8 uno dei pochi sportivi di spicco con un\u2019attenzione perfetta alla gestione della propria immagine. Lascia pochissimo spazio alla narrazione della vita privata e il suo percorso \u00e8 basato sul successo sportivo, sul sacrificio e sulla dedizione. Cifre cruciali del suo eroismo, adatte a essere poi pubblicizzate con la costruzione di una reputazione quasi intoccabile. Mi viene in mente il caso doping, gestito in maniera eccellente dall\u2019atleta e dallo staff in termini di comunicazione. Nonostante il momento difficile e le frecciatine arrivate da qualche collega\u201d.\u00a0Il discorso finale torna sul parallelo con Michael Jordan: \u201cSono personaggi simili perch\u00e9 paradigmi di una certa epoca e dei rapporti tra sport e media. Jordan ha accompagnato l\u2019esplosione del fenomeno Nba, ha fatto da traino a un&#039;immagine di spettacolo, intrattenimento e grande perfezione tecnica\u201d. Quella del basket americano negli anni Ottanta. \u201cSinner \u00e8 invece un prodotto della contemporaneit\u00e0, un periodo molto diverso. Oggi le federazioni e le organizzazioni hanno perso un po\u2019 di peso, mentre gli atleti acquisiscono in generale una forza maggiore&quot;. Anche l\u2019analisi del professor Tirino non dimentica i social: &quot;In passato ho studiato i casi di Ronaldo e Ibrahimovic, molto utili per un confronto visto che sono due campioni che danno grande spazio alla sfera privata e all\u2019ostentazione del loro stile di vita. Sinner no, punta tutto sullo sport e una delle componenti da non sottovalutare \u00e8 l\u2019esaltazione del fairplay&quot;. I suoi social, insomma, sono lo specchio della forza mentale mostrata sui campi di tutto il mondo. &quot;Un tema che viene fuori anche nelle sponsorizzazioni. L\u00ec Jannik diventa un fenomeno pop, ma mantiene la faccia da bravo ragazzo&quot;. Una delle carte con cui ha fatto innamorare l\u2019Italia. (di Michele Antonelli)\u00a0\u00a0&#8212;sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Da progetto di campione a star globale. In 12 mesi o poco pi\u00f9. Jannik Sinner ha illuminato il 2024 azzurro con una sfilza di successi, ma non solo. 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