{"id":59408,"date":"2024-12-25T13:52:46","date_gmt":"2024-12-25T12:52:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=59408"},"modified":"2024-12-25T13:52:46","modified_gmt":"2024-12-25T12:52:46","slug":"dal-medico-di-base-al-pronto-soccorso-la-sanita-pubblica-che-resiste-e-quella-che-si-e-arresa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=59408","title":{"rendered":"Dal medico di base al pronto soccorso, la sanit\u00e0 pubblica che resiste (e quella che si \u00e8 arresa)"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Attese troppo lunghe, ritardi insostenibili, risorse e strumenti che mancano, piccoli e grandi episodi di malasanit\u00e0. Gli ospedali, a partire dai pronto soccorso, e tutta la filiera della sanit\u00e0 pubblica che parte dal medico di base sono dentro una crisi strutturale che i tanti fatti di cronaca documentano puntualmente. C&#039;\u00e8 per\u00f2 anche una strenua resistenza, fatta di medici, infermieri e operatori, che continua ad assicurare un servizio essenziale, nonostante il contesto e nonostante gli errori e le scelte sbagliate che si sono stratificate nel tempo.  \u00a0Avere necessit\u00e0 di cure a ridosso di Natale, e quindi frequentare l&#039;ospedale e lo studio del medico di base per cercare l&#039;assistenza che serve, favorisce un punto di osservazione privilegiato che consente un&#039;inchiesta empirica, ma efficace, sullo stato di salute della nostra sanit\u00e0. Siamo a Roma, in una zona centrale, e questo diventa un dato da considerare, perch\u00e9 la situazione cambia non solo da Regione a Regione e tra una citt\u00e0 e l&#039;altra, ma anche tra una struttura pi\u00f9 grande e una pi\u00f9 piccola, tra un quartiere e l&#039;altro. \u00a0\u00a0All&#039;interno di un pronto soccorso si sentono solo nomi e cognomi, persone, e i relativi problemi da risolvere. Senza sosta, senza tregua. Infarto in corso, principio di ischemia, trauma, dolori incomprensibili, altri traumi. Mal di testa, pruriti vari, distorsioni immaginarie. Umanit\u00e0 ferita, senza altro appiglio, e umanit\u00e0 pi\u00f9 agiata che cerca comunque conforto. Richieste di aiuto e risposte da dare a tutti, sempre. Medici e infermieri, operatori, camminatori, addetti alle pulizie. \u00a0<br \/>\nIl pronto soccorso \u00e8 una frontiera dove tutto \u00e8 ammesso e dove quasi tutto \u00e8 affrontato, nonostante il tempo che scorre, nonostante le risorse che mancano, nonostante la perfida sproporzione tra i mezzi a disposizione e quelli che servirebbero. Nonostante l\u2019arroganza di qualcuno e la supponenza di qualcun altro. Nonostante la disperata presenza, che diventa occupazione indebita, di chi non sa dove altro andare. \u00a0Arriva di tutto dietro al vetro dell\u2019accettazione. Li\u2019 si alternano donne e uomini che si muovono con apparente indolenza ma sono capaci di improvvise prove di efficienza quando la situazione lo richiede. E succede pi\u00f9 spesso di quanto si possa immaginare. Il passaggio dal cazzeggio lento e strascicato all\u2019adrenalina dell\u2019emergenza \u00e8 immediato, come un interruttore che scatta. Si accende la luce e si cerca di fare tutto quello che \u00e8 possibile fare. Il Pronto soccorso di un ospedale \u00e8 l\u2019ultima frontiera aperta. Entrano tutti, anche quando sono troppi, entrano tutti uguali di fronte all\u2019emergenza, anche se sono gi\u00e0 diversi. Poi, in uscita, le distanze inevitabilmente si allargano ancora, rispetto al passo successivo, che presuppone quasi sempre scelte in cui le relazioni, a anche il denaro, tornano subito ad avere il loro peso. \u00a0\u00a0Dallo studio del medico di base passa tutto quello che precede o che segue all&#039;ospedale. Ma anche tutto quello che \u00e8 quotidiano, ordinario, dentro la vita di tutti i giorni. Visite, diagnosi, prescrizioni, ricette, consigli e rassicurazioni. In ordine sparso, in presenza, via telefono, via mail o via whatsapp, tutte le richieste, i dubbi, le aspettative e le frustrazioni, si riversano sulla stessa persona, che ha centinaia di pazienti. Di qualsiasi et\u00e0 e con qualsiasi patologia, dal raffreddore alla malattia terminale. Domande continue, pi\u00f9 o meno cortesi, e risposte, pi\u00f9 o meno accurate. Evidente, anche in questo, quanto possa fare la differenza l&#039;approccio del singolo medico, che pu\u00f2 essere un alleato fondamentale, imprescindibile, se fa bene il suo lavoro, o anche il peggiore nemico, se al contrario rompe il rapporto di fiducia e disattende le aspettative. \u00a0\u00a0Una prima sintesi mette insieme la premessa e la conclusione di questo &#039;viaggio&#039; a tappe forzate e obbligate: quello che funziona lo si deve alla quota di professionalit\u00e0, di attenzione e di dedizione che mettono in pi\u00f9 alcune persone; quello che non funziona, al netto delle carenze strutturali e delle disfunzioni croniche del sistema, viene amplificato dalla quota di superficialit\u00e0, approssimazione, e sciatteria che altre persone fanno pesare. \u00a0Altro aspetto generale che si percepisce chiaramente \u00e8 che le condizioni attuali impongono scelte continue. Di fronte alla sproporzione tra quello che servirebbe e quello che si riesce a fare, le emergenze vengono trattate e le urgenze differibili, che sono sempre di pi\u00f9 perch\u00e9 la soglia sensibile diventa pi\u00f9 alta, vengono tralasciate o archiviate il pi\u00f9 velocemente possibile. Il risultato \u00e8 che se si sta molto male, in linea di massima, si trovano risposte ma se ci sono problemi o disturbi di media intensit\u00e0 il rischio di rimanere senza l&#039;assistenza necessaria sale.\u00a0C&#039;\u00e8 poi il dato pi\u00f9 sensibile e pi\u00f9 &#039;politico&#039;, quello dell&#039;equit\u00e0. Restando rigorosamente nel servizio pubblico, la qualit\u00e0 e purtroppo anche l&#039;accesso ai servizi, in alcuni casi, dipendono dalle condizioni economiche. Le prestazioni gratuite sono sempre di meno, i tempi per accedere alle prestazioni gratuite sono sempre pi\u00f9 lunghi, le opzioni a pagamento, si parli di visite specialistiche, di farmaci o di dispositivi medici, possono fare la differenza. (Di Fabio Insenga)   \u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Attese troppo lunghe, ritardi insostenibili, risorse e strumenti che mancano, piccoli e grandi episodi di malasanit\u00e0. Gli ospedali, a partire dai pronto soccorso, e tutta la filiera della sanit\u00e0 pubblica che parte&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":59409,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-59408","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59408","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59408"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59408\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/59409"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59408"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59408"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59408"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}