{"id":5569,"date":"2024-03-12T12:47:36","date_gmt":"2024-03-12T11:47:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=5569"},"modified":"2024-03-12T12:47:36","modified_gmt":"2024-03-12T11:47:36","slug":"indagine-altroconsumo-1-famiglia-su-10-in-gravi-difficolta-peggiora-prospettiva-per-il-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=5569","title":{"rendered":"Indagine Altroconsumo, 1 famiglia su 10 in gravi difficolt\u00e0, peggiora prospettiva per il 2024"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;<br \/>\nLa capacit\u00e0 di spesa delle famiglie italiane continua ad essere debole: sebbene il peggioramento costante registrato a partire dal 2021 sembri essersi fermato, nel 2023 ancora non si registra alcuna ripresa e la situazione si conferma allarmante. Questo il quadro emerso dall\u2019indagine annuale Termometro Altroconsumo 2023. L\u2019Organizzazione di consumatori &#8211; insieme alle omologhe di Spagna, Belgio e Portogallo che fanno parte di Euroconsumers &#8211; ha svolto anche lo scorso anno la periodica indagine che stima, tramite un indice ad hoc, il livello di difficolt\u00e0 dei consumatori nell\u2019affrontare le spese durante l\u2019anno precedente, le differenze fra le aree geografiche e fra le tipologie di famiglia, e al contempo le aspettative per l\u2019anno a venire. Nel 2023 il Termometro Altroconsumo registra una stabilizzazione \u2013 ma a livelli ancora negativi \u2013 della capacit\u00e0 di sostenere le spese correnti nei 6 ambiti analizzati: abitazione, mobilit\u00e0, salute, alimentazione, istruzione, cultura e tempo libero. L\u2019indice di quest\u2019anno \u00e8 pari infatti a 45,1 (-0,1 rispetto al 2022), una lievissima flessione che fa tuttavia segnare un nuovo record negativo da quando l\u2019indagine viene svolta, ovvero dal 2018. \u00a0L\u2019analisi evidenzia come una famiglia su dieci (10%) risulti in gravi difficolt\u00e0 economiche, ovvero abbia avuto difficolt\u00e0 nel corso del 2023 a sostenere le prinicipali spese quotidiane in tutti gli ambiti presi in esame: un dato sostanzialmente stabile rispetto al 9% del 2022, ma che ancora una volta \u00e8 il peggiore da quando viene effettuata l\u2019indagine. Solo una famiglia su quattro (27%), invece, ha dichiarato di non aver avuto nessuna difficolt\u00e0.  Contestualmente aumentano le famiglie che faticano a risparmiare: tre su quattro (74%) hanno avuto difficolt\u00e0 a mettere da parte risparmi (+4 punti percentuali sul 2022) e nello specifico, quelle che hanno avuto grosse difficolt\u00e0 sono passate dal 35% al 40%.\u00a0In generale, la stabilizzazione della situazione rispetto al 2022 mostra il permanere di una percezione fortemente negativa degli italiani in molti ambiti quotidiani di spesa, nonostante un contesto nazionale di crescita economica e di miglioramento dell\u2019occupazione, a cui si \u00e8 accompagnato nel corso dell\u2019anno un rallentamento dell\u2019inflazione. Sembra dunque che le politiche messe in campo a sostegno ai redditi, dalla proroga del taglio del cuneo fiscale, alle iniziative per il contenimento dell\u2019inflazione e ai diversi bonus attivati o prorogati, dalla prima tranche di fondi sbloccati per la sanit\u00e0 alla messa a terra del Pnrr, non stiano avendo le ricadute positive che ci si attendeva. \u00a0Nel 2023 gli ambiti che creano difficolt\u00e0 al maggior numero di famiglie sono le spese per l\u2019abitazione (51% ha avuto difficolt\u00e0 a sostenerle) e per la salute (47%), seguite da altri due aspetti rilevanti come la mobilit\u00e0 (42%) e, soprattutto, l\u2019alimentazione (41%). Il peggioramente pi\u00f9 evidente rispetto al 2022 lo registrano salute e alimentazione, con un aumento delle famiglie in difficolt\u00e0 di 5 e 4 punti percentuali rispettivamente. Guardando nel dettaglio si scopre che le voci pi\u00f9 problematiche sono visite mediche (52%, in aumento di 4 punti percentuali rispetto al 2022) e cure dentistiche (51%), per quanto riguarda la salute; carne e pesce (47%) e frutta e verdura (44%) per quanto riguarda l\u2019alimentazione, con aumenti sostenuti, pari a 7 punti percentuali per entrambe le voci. In crescita anche il numero di quanti fanno fatica a concedersi qualche sfizio come andare al bar o al ristorante (44%, 8 punti percentuali in pi\u00f9 rispetto al 2022).\u00a0<br \/>\nSalute e alimentazione sono ambiti che influenzano fortemente la qualit\u00e0 di vita delle persone e la difficolt\u00e0 a far fronte alle spese per provvedervi mette a rischio la tenuta sociale e minaccia i diritti fondamentali dei cittadini. Dai dati emersi appare evidente l\u2019inefficacia delle iniziative intraprese dalla politica, sia sul fronte della lotta all\u2019inflazione del carrello della spesa (Carrello Tricolore), sia per quanto riguarda il contrasto all\u2019allungarsi delle liste di attesa, un fenomeno che spinge gli italiani a fare sempre pi\u00f9 ricorso al privato, con un esborso significativamente maggiore e alla portata di pochi fortunati. Secondo gli ultimi dati disponibili la spesa sanitaria privata nel 2022 ha raggiunto i 40,1 miliardi di euro e nel 2023 il 7% di chi aveva bisogno di cure ha rinunciato per problemi economici o legati alle difficolt\u00e0 di accesso al servizio.\u00a0Per quanto riguarda la comparazione fra le diverse zone della Penisola, si conferma anche nel 2023 il divario fra Nord e Centro-Sud. Le difficolt\u00e0 a sostenere le spese sono maggiori al Centro (indice pari a 43,5) e al Sud e isole (43,6); migliore invece la situazione al Nordest (45,3) e soprattutto al Nordovest (47,5). Rispetto all\u2019anno precedente si nota un una divaricazione tra le due aree settentrionali, con il valore del Termometro che diminuisce di 1,4 punti per il Nordest e invece aumenta di 1 punto per il Nordovest. Pi\u00f9 stabile l\u2019andamento del Centro (-0,6) e del Sud e isole (+0,2).\u00a0Per Altroconsumo &quot;non sorprende quindi che le Regioni in cui si riesce ad affrontare meglio le spese restino principalmente nel Nordovest&quot;. Il valore dell\u2019indice \u00e8 significativamente superiore alla media per Liguria (49,3), Lombardia (48,3) e Piemonte (47,1), ma anche Trentino-Alto Adige, Sicilia e Veneto superano, anche se non di molto, il dato medio. Le regioni invece in cui la capacit\u00e0 di sostenere le spese \u00e8 inferiore alla media sono: Umbria, Campania, Calabria e Abruzzo. \u00a0Passando al confronto per tipologia di famiglia, il titolo di studio si conferma ancora una volta come un fattore importante nell\u2019influenzare la capacit\u00e0 di spesa: i nuclei familiari in cui entrambi i partner hanno un titolo universitario mostrano una migliore capacit\u00e0 di affrontare le spese (50,0) rispetto a quelle in cui nessuno dei due partner \u00e8 laureato (39,8). La situazione appare poi pi\u00f9 agevole per chi vive da solo (49,3), mentre le difficolt\u00e0 aumentano di pari passo con il numero dei componenti della famiglia, cos\u00eccch\u00e8 alla fine i nuclei numerosi risultano i pi\u00f9 penalizzati, con un indice a 40,5 per quelli composti da 5 o pi\u00f9 persone.\u00a0Emerge dunque con chiarezza come il titolo di studio rifletta diseguaglianze di reddito. \u00c8 fondamentale pertanto tornare ad investire nell\u2019istruzione per riattivare la scala sociale e aumentare il numero di giovani in possesso di una laurea o di un titolo di studio terziario, che nel nostro Paese \u00e8 sensibilimente al di sotto della media europea (29,2% vs il 42% nella fascia 25-34 anni)[3]. Inoltre, le difficolt\u00e0 maggiori in cui versano le famiglie &#8211; e non solo quelle numerose &#8211; rispetto ai single, &quot;denuncia &#8211; osserva Altroconsumo &#8211; un sistema in cui le spese di ogni componente si sommano a quelle degli altri senza che intervengano meccanismi di attenutazione: ci\u00f2 porta a riflettere sulla necessit\u00e0 di politiche pubbliche a sostegno dei nuclei con figli pi\u00f9 incisive rispetto quelle ad oggi messe in campo, quali l\u2019assegno unico universale, i diversi bonus (assegno di natualit\u00e0, bonus mamma.. ), l\u2019estensione dei congedi parentali&quot;.\u00a0L\u2019indagine rileva, inoltre, le previsioni per il 2024: ancora una volta si conferma la tendenza di consumatori e famiglie italiane a guardare al futuro con timore e pessimismo. Le attese sono infatti di un ulteriore peggioramento della situazione: l\u2019indice che riflette le aspettative per l\u2019anno in corso \u00e8 inferiore di 1 punto rispetto a quello registrato per l\u2019anno trascorso. Un terzo degli intervistati (32%) ritiene che la sua famiglia avr\u00e0 pi\u00f9 difficolt\u00e0 a sostenere le spese nel 2024 rispetto a quanto avvenuto nel 2023. La met\u00e0 (50%) stima che la situazione rester\u00e0 invariata, mentre solo il 19% prevede che sar\u00e0 pi\u00f9 facile. \u00a0<br \/>\nAspettative al ribasso anche per la capacit\u00e0 di risparmio: il 76% ritiene che sar\u00e0 difficile per la propria famiglia mettere soldi da parte nel corso del 2024 e ben il 44% immagina che sar\u00e0 molto difficile, se non impossibile, farlo (rispetto al 40% del 2023).\u00a0Nel confronto con gli altri Paesi europei che hanno partecipato all\u2019indagine emerge come, anche nel 2023, l\u2019Italia si colloca ad un livello simile alla Spagna (valore dell\u2019indice 46,0), mentre in testa restano le famiglie belghe (53,5) e in coda quelle portoghesi (43,4). Meno positivo il fatto che l\u2019Italia, come la Spagna, mostri una sostanziale stabilit\u00e0 dell\u2019indice rispetto al valore dello scorso anno: +0,2 per la Spagna, -0,1 per l\u2019Italia, mentre Belgio (+1,4) e Portogallo (+1,3) fanno segnare un miglioramento. Sono le spese sanitarie a segnare il passo rispetto agli altri Paesi: la percentuale di famiglie italiane in difficolt\u00e0 da questo punto di vista (47%) \u00e8 particolarmente elevata rispetto a quanto avviene in Spagna (38%), in Portogallo (36%) e in Belgio (28%).\u00a0\u201cLa stabilizzazione del quadro in cui versavano le famiglie italiane gi\u00e0 nel 2022 rappresenta un dato solo apparentemente positivo, perch\u00e9, sebbene indichi un\u2019interruzione di un trend di progressivo peggioramento in atto dal 2021, in realt\u00e0 denota come ci si sia arenati in una situazione negativa e non si trovino soluzioni efficaci per invertire la rotta.\u201d dichiara Federico Cavallo, Responsabile Relazioni Esterne Altroconsumo.\u00a0\u201c\u00c8 evidente che anche gli elementi di contesto che avrebbero potuto avere un impatto positivo, come la crescita del Pil e l\u2019aumento dell\u2019occupazione, non sono riusciti ad incidere nel senso di un miglioramento nella percezione che hanno gli italiani della loro capacit\u00e0 di spesa in molti ambiti quotidiani. La mancata accelerazione della dinamica salariale e l\u2019inflazione ancora alta per gran parte dell\u2019anno hanno eroso ogni margine di miglioramento proiettando un\u2019ombra di timore e pessimismo anche sul 2024. Di fronte al permanere di una situazione nazionale negativa, a cui si aggiunge l\u2019aumento di incertezza dello scenario geopolitico mondiale, gli italiani nutrono una sfiducia sempre pi\u00f9 radicata nella politica da cui ci si aspetta poco, ma si ottiene ancora meno. Una delusione e un calo di aspettative che rischiano di proiettarsi nel voto europeo di giugno, quando la disillusione potrebbe alimentare l\u2019astensionismo o confluire verso un populismo nazionalista che imputa all\u2019UE la responsabilit\u00e0 di problemi che sono invece tutti italiani&quot;.\u00a0&quot;In questo scenario &#8211; conclude Cavallo &#8211; il ruolo delle Istituzioni \u00e8 dunque centrale nel fornire soluzioni concrete che tutti noi auspichiamo possano restituire fiducia nel futuro ai cittadini provati dalle difficolt\u00e0 di un momento storico segnato da molte incertezze\u201d. \u00a0&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La capacit\u00e0 di spesa delle famiglie italiane continua ad essere debole: sebbene il peggioramento costante registrato a partire dal 2021 sembri essersi fermato, nel 2023 ancora non si registra alcuna ripresa e&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5570,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-5569","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5569","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5569"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5569\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5570"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5569"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5569"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5569"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}