{"id":550,"date":"2024-02-05T07:19:48","date_gmt":"2024-02-05T06:19:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=550"},"modified":"2024-02-05T07:19:48","modified_gmt":"2024-02-05T06:19:48","slug":"social-in-ufficio-le-10-regole-doro-per-i-dipendenti-e-i-rischi-che-corrono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=550","title":{"rendered":"Social in ufficio, le 10 regole d&#8217;oro per i dipendenti e i rischi (che corrono)"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L&#039;uso sempre pi\u00f9 disinvolto e diffuso dei social ha un impatto anche sul mondo del lavoro. Sono infatti sempre pi\u00f9 frequenti i casi di pronunce giudiziali connesse al loro inappropriato utilizzo, suscitando riflessioni cruciali sulle dinamiche aziendali. A questo tema il gruppo intersettoriale direttori del personale &#8211; Human resources directors association (Gidp &#8211; hrda) ha dedicato un incontro dal titolo &#039;Gestire l\u2019uso dei social network dentro e fuori l\u2019azienda: problematiche e limiti&#039; che ha visto la partecipazione di Marina Verderajme, presidente nazionale Gidp\/Hrda e di Alessandro Daverio e Pasquale Zumbo, avvocati dello studio legale Daverio&amp;Florio.\u00a0In mancanza di una normativa legale specifica, si stanno sviluppando ipotesi di lavoro tese a ricercare, per il tramite di regolamenti aziendali, un difficile equilibrio tra privacy dei dipendenti, loro diritto ad esprimere liberamente il pensiero e la legittima tutela degli interessi aziendali. \u00a0Questo approccio mira a disciplinare i diversi ambiti come, ad esempio il divieto, di difficile attuazione, di usare i social durante le ore lavorative o di generare commistioni tra l\u2019immagine dell\u2019azienda e le opinioni personali dei dipendenti, cercando di demarcare la linea di confine tra libera espressione del pensiero dei singoli lavoratori e diritto all\u2019immagine dell\u2019azienda. Oppure a delineare le modalit\u00e0 di controllo sugli strumenti di lavoro come tablet e cellulari o a impedire l&#039;installazione di social network su dispositivi aziendali.\u00a0&quot;Il mancato rispetto &#8211; ha dichiarato Alessandro Daverio, avvocato dello Studio Daverio&amp;Florio &#8211; di una o pi\u00f9 di queste regole, che ciascuna azienda pu\u00f2 introdurre, pu\u00f2 avere conseguenze diverse a seconda della gravit\u00e0 dell&#039;inadempienza.  Senza dubbio, l\u2019interesse maggiormente tutelato risulta essere quello all\u2019immagine ed al prestigio aziendale&quot;. \u00a0&quot;Le sanzioni pi\u00f9 severe nel rapporto di lavoro, compreso il licenziamento, si applicano quando l\u2019azienda percepisca o si trovi a constatare che il proprio nome \u00e8 associato a comportamenti o affermazioni non in linea con valori condivisi dalla comunit\u00e0 e ancora di pi\u00f9 quando vi sia un effettivo danno alla propria reputazione&quot;, prosegue Pasquale Zumbo, avvocato dello studio Daverio&amp;Florio.\u00a0Anche alla luce dei precedenti giurisprudenziali, nel corso del dibattito \u00e8 emerso che le ipotesi pi\u00f9 frequenti che possono dar luogo a provvedimenti disciplinari (compreso il licenziamento) possono essere la diffamazione ai danni dell\u2019azienda o di suoi esponenti a mezzo social network, comportamenti extra-lavorativi che incidono sul rapporto di lavoro (ad. es. il caso di un dipendente che sui propri social network inneggia all\u2019odio razziale) o condotte gravemente negligenti come, ad esempio, dedicare la maggior parte del tempo lavoro all\u2019utilizzo e alla frequentazione dei social network.\u00a0&quot;Viviamo &#8211; osserva Marina Verderajme &#8211; in un\u2019era di iperconnessione in cui i social rappresentano per molti un luogo privilegiato di relazioni e comunicazione. E&#039; fondamentale accompagnare le persone in azienda nella consapevolezza dei rischi e delle opportunit\u00e0 di tali canali attraverso percorsi di formazione e codici comportamentali condivisi. Gidp \u00e8 attiva in tal senso a supporto dei propri soci con l&#039;organizzazione di seminari informativi e incontri. Con il supporto dello studio Daverio e Florio, \u00e8 stato elaborato il &#039;Decalogo per un corretto uso dei social in azienda&#039; che rappresenta una sintesi operativa di esperienza, giurisprudenza e buone pratiche, sia per le aziende che per i dipendenti\u201d.\u00a01) Documentarsi su eventuali indicazioni o codici etici che regolamentino l\u2019uso dei social network a livello aziendale.\u00a02.) Restare neutrali nelle comunicazioni che possono avere un impatto anche indiretto sull\u2019immagine dell\u2019azienda.\u00a03) Evitare la divulgazione di informazioni (documenti, foto, contatti) che potrebbero essere sottoposti a vincoli di riservatezza e confidenzialit\u00e0.\u00a04) Distinguere chiaramente account personali da quelli professionali.\u00a05) Usare i social network durante le ore di lavoro solo se strettamente necessario e per un tempo che sia limitato e coerente con le specifiche mansioni svolte.\u00a06) Rappresentare fatti in modo obiettivo e rispettoso, evitando espressioni offensive. 7) Avere cura di evitare tutte le commistioni che possano far confondere il pensiero della persona che lo esprime con l\u2019immagine dell\u2019azienda.\u00a08) Utilizzare i filtri per limitare l\u2019accesso al post ad una cerchia ridotta di soggetti, tutelandone la riservatezza.\u00a09) Utilizzare i social con la stessa attenzione che si dovrebbero adottare nelle relazioni della vita reale senza farsi prendere la mano dall\u2019immediatezza dello strumento. \u00a010) Sviluppare una consapevolezza critica nell&#039;uso dei social, attraverso formazione e pratiche consapevoli.\u00a0&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L&#039;uso sempre pi\u00f9 disinvolto e diffuso dei social ha un impatto anche sul mondo del lavoro. Sono infatti sempre pi\u00f9 frequenti i casi di pronunce giudiziali connesse al loro inappropriato utilizzo, suscitando&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":551,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-550","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/550","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=550"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/550\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/551"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=550"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=550"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=550"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}