{"id":5351,"date":"2024-03-11T13:04:35","date_gmt":"2024-03-11T12:04:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=5351"},"modified":"2024-03-11T13:04:35","modified_gmt":"2024-03-11T12:04:35","slug":"oscar-luca-tommassini-io-ex-clandestino-dispiaciuto-per-la-sconfitta-di-io-capitano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=5351","title":{"rendered":"Oscar, Luca Tommassini: &#8220;Io ex clandestino dispiaciuto per la sconfitta di &#8216;Io capitano'&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Mi dispiace che il bellissimo film di Matteo Garrone, con i bravissimi Seydou Sarr e Moustapha Fall, non abbia ottenuto l&#039;Oscar. La loro bravura e la loro vicenda mi colpisce particolarmente e mi ha ricordato il mio primo approdo alla Notte degli Oscar, affrontata da clandestino&quot;. Luca Tommassini, coreografo e direttore artistico di fama mondiale, commenta cos\u00ec con l&#039;Adnkronos la delusione italiana nella Notte degli Oscar per il mancato Oscar a &#039;Io capitano&#039; di Matteo Garrone, che era nominato nella categoria Miglior Film Internazionale, dove la statuetta \u00e8 andata a &#039;La zona d\u2019interesse&#039; di Jonathan Glazer lasciando il film italiano a mani vuote. \u00a0Proprio ieri, Tommassini aveva ricordato sui social i suoi primi Oscar, dove arriv\u00f2 nel 2000, da ballerino in cerca di scrittura, squattrinato e clandestino, che si trasformarono nella consacrazione della sua carriera internazionale grazie all&#039;intuizione e alla generosit\u00e0 della coreografa statunitense Paula Julia Abdul. &quot;Stavo cercando le performance dei miei primi Oscar. Avevo 19 anni e fino a quel giorno ero un clandestino negli Stati Uniti d\u2019America e ho trovato alcuni video mai visti prima delle prove di uno dei tanti balletti di quella notte indimenticabile agli Academy Awards del 2000. Non mi era concesso partecipare ai casting in quanto ero illegalmente l\u00ec ad Hollywood. Il mio visto da turista era scaduto ed avevo solo 100 dollari in tasca. Dormivo per terra nel salotto di due miei amici, anche loro ballerini e la mattina delle audizioni per gli Oscar chiesi a loro di portare agli studios anche me\u2026 Era il lavoro pi\u00f9 importante al mondo e ci sarebbero andati tutti\u2026 Loro prima si rifiutarono e provarono a convincermi che non avrei passato i controlli ai cancelli degli studios, poi trovammo un accordo e gli chiesi di lasciarmi per strada, che me la sarei vista da solo. C\u2019erano migliaia di ballerini in coda come nei film che avevo visto da piccolo\u2026 Depresso iniziai a camminare, girai l\u2019angolo per allontanarmi dal mio sogno\u2026 Poi, tutto ad un tratto, mi resi conto che stavo costeggiando i grandi muri degli studios\u2026 Non so che mi prese ma corsi forte verso il recinto e riuscii a scavalcare il muro. Mi buttai in mezzo a tutte quelle migliaia di persone e riuscii a imparare la prima coreografia. Passai il primo turno, poi il secondo, il terzo, quarto\u2026 arrivai nel gruppo finale. I miei amici non superarono i tagli e se ne andarono molto scocciati con me. Mi lasciarono l\u00ec&quot;, racconta Tommassini. \u00a0Ma la storia ha un finale da fiaba: &quot;La coreografa Paula Abdul si congratul\u00f2 con i quasi 100 ballerini rimasti e disse che ne servivano solo una decina, per me essere arrivato fino a l\u00ec era gi\u00e0 una vittoria. Ci congedarono dicendo &#039;contatteremo i vostri agenti&#039;. Io non avevo un agente. Mentre cercavo di capire come far asciugare tutto il sudore di una lunghissima e faticosissima audizione Paula si avvicin\u00f2 a me e mi disse &#039;tu sarai un solista della notte degli Oscar&#039;. Io mi misi a piangere e cercai di chiederle scusa perch\u00e9 ero un clandestino e non potevo stare l\u00ec e le dicevo grazie, grazie, questo \u00e8 gi\u00e0 un sogno per me! Mi port\u00f2 nella sua macchina e con il telefono chiam\u00f2 il suo avvocato e mi disse &#039;domani alle 10 vai qui&#039;\u2026&quot;, rievoca l&#039;artista.   \u00a0Che prosegue nel commovente racconto: &quot;Tornai a casa a piedi, non conoscevo nessuno di quei ballerini gi\u00e0 &#039;star&#039; di Hollywood\u2026 ci misi ore ad arrivare alla &#039;valley&#039; oltre le colline\u2026 quando arrivai a casa dei miei amici, mi cacciarono di casa, lei mi url\u00f2: &#039;chi sei tu per rubare il lavoro a noi americani? Devi vergognarti e tornartene al tuo Paese&#039;. Mi tirarono i miei pochi averi gi\u00f9 per le scale. Dormii sotto la loro macchina parcheggiata all\u2019aperto e spesi quei cento dollari per arrivare da quell\u2019avvocato puntuale alle 10. La mia vita cambi\u00f2 e Paula mi rese legale e mi face un contratto per 3 anni. Dormii per strada e chiesi da mangiare (non l\u2019ho mai detto e mai scritto ma feci l\u2019elemosina) finch\u00e9 non arrivarono i primi guadagni. Non avevo accesso ad un telefono e quindi non riuscii nemmeno a chiamare mamma per dirle almeno che ero riuscito ad ottenere un lavoro legale. Ho raccontato tutto questo perch\u00e9 vedermi ballare in sala prove e poi sul palcoscenico degli oscar con tutta quella grinta e in prima fila al centro mi spezza il cuore. Io non mostravo mai il mio dolore o il mio disagio, anzi, mamma mi aveva insegnato a non abbassare mai lo sguardo e a sorridere sempre alla vita&quot;, conclude quello che di l\u00ec a pochi anni sarebbe diventato uno dei coreografi italiani pi\u00f9 apprezzati nel mondo.\u00a0&#8212;spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Mi dispiace che il bellissimo film di Matteo Garrone, con i bravissimi Seydou Sarr e Moustapha Fall, non abbia ottenuto l&#039;Oscar. 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