{"id":4787,"date":"2024-03-07T13:08:00","date_gmt":"2024-03-07T12:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=4787"},"modified":"2024-03-07T13:08:00","modified_gmt":"2024-03-07T12:08:00","slug":"liberi-di-sognare-in-mostra-a-vicenza-il-riscatto-della-pop-beat-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=4787","title":{"rendered":"Liberi di Sognare, in mostra a Vicenza il &#8216;riscatto&#8217; della Pop-Beat italiana"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Liberi di sognare. Parole che insieme aprono uno scenario infinito di visionaria immaginazione: il respiro della libert\u00e0 coniugato al sogno che \u00e8 insieme desiderio, leggerezza, impossibile che diventa possibile, futuro oltre il presente. POP\/BEAT &#8211; Italia 1960-1979. Liberi di Sognare \u00e8 la mostra ideata e curata dall&#039;artista Roberto Floreani per il Comune di Vicenza e Silvana Editoriale che sar\u00e0 possibile visitare fino al 30 giugno 2024 negli spazi della Basilica Palladiana di Vicenza.\u00a0Un progetto di pittura, scultura, video e letteratura, inedito per l&#039;Italia, con 100 opere di 35 artisti provenienti dai principali musei, gallerie e collezioni private nazionali, opere originali e autonome dalle suggestioni americane. Quasi un &#039;riscatto&#039; delle testimonianze Pop e Beat italiane rispetto a quelle d&#039;Oltreoceano, perch\u00e9 finora non altrettanto adeguatamente raccontate, a rivendicarne distanza, indipendenza e peculiarit\u00e0. Un viaggio magico, divertente e suggestivo per la fantasia delle forme e l&#039;allegria dei colori. \u00a0&quot;Una mostra viva, comprensibile, popolare&quot;, dice Floreani, artista, scrittore e performer, considerato oggi il pi\u00f9 maturo e convincente astrattista in Italia. Una mostra di grande impatto, grazie anche all&#039;esperienza ormai quarantennale di Floreani, maturata nell&#039;allestimento delle proprie mostre in spazi museali, che punta a combinare la semplicit\u00e0 di lettura e la spettacolarit\u00e0. E la prima frase di Carmelo Bene riportata nel tabellone d&#039;ingresso della mostra \u00e8 gi\u00e0 significativa, con tutta evidenza riferita alla sua ricerca in ambito astratto: &quot;Per parlare di un artista e di un poeta ci vuole un artista e ci vuole un poeta&quot;.\u00a0&quot;Credo sia importante ricordare &#8211; dice Floreani all&#039;Adnkronos &#8211; come il Novecento sia stato segnato dalle intuizioni di artisti-teorici che hanno indicato la via: Umberto Boccioni con i suoi Manifesti futuristi su pittura, scultura e architettura, Lucio Fontana sullo Spazialismo con altrettanti Manifesti e Piero Manzoni con i suoi due numeri della rivista Azimuth. Ricordando anche la componente teorica degli astrattisti italiani degli anni &#039;30 e &#039;50. La figura dell&#039;artista-teorico \u00e8 quindi seminale per una lettura corretta del contemporaneo&quot;.\u00a0&quot;Il periodo storico 1960-1979 considerato attraversa una stagione decisiva per l&#039;Italia &#8211; spiega l&#039;artista &#8211; Il 1960 \u00e8 l&#039;anno del film La dolce vita di Fellini, periodo del boom economico, dell&#039;uscita dall&#039;incubo della guerra, della fame, delle citt\u00e0 ridotte a cumuli di macerie. Leggerezza che si intuisce dalla centralit\u00e0 riservata all&#039;immagine nelle opere, dalla necessit\u00e0 di un racconto diretto, leggibile con immediatezza, vivo, colorato, suggestivo, di grande libert\u00e0 nell&#039;uso dei materiali pi\u00f9 diversi, dominati da una prorompente libert\u00e0 creativa. A tale proposito, il gallerista Plinio De Martiis, mentore di buona parte degli artisti pop presenti in mostra, dichiarer\u00e0: &#039;La Pop me la ricordo allegra&#039;&quot;.\u00a0&quot;C&#039;\u00e8 sicuramente una componente autobiografica nella scelta del periodo &#8211; risponde Floreani &#8211; per aver attraversato personalmente quegli anni e per aver condiviso quel &#039;sentire comune&#039; di ottimismo, voglia di fare, ricerca d&#039;indipendenza, di libert\u00e0; ma motivazione che deriva anche dalla necessit\u00e0 di esaminare quanto mi ha preceduto sul versante artistico. Il celebre artista David Hockney afferma che ogni artista, prima o poi, deve chiedersi che ruolo riveste nella storia dell&#039;arte e penso che conoscere bene il percorso storico-artistico sviluppatosi fino ad oggi possa essere decisivo per una corretta e piena consapevolezza da orientare sulla propria ricerca&quot;.\u00a0&quot;I 35 artisti sono stati tutti scelti &#8211; sottolinea &#8211; riportando virgolettato quanto loro stessi raccontavano del loro lavoro: non ho nessuna velleit\u00e0 critica, quanto documentaria sulla ricerca di colleghi che sono stati efficaci testimoni del loro tempo. Umberto Mariani, Fernando De Filippi e Sergio Sarri, presenti in mostra e all&#039;inaugurazione, hanno dichiarato che si tratta probabilmente della mostra sulla Beat italiana pi\u00f9 convincente fatta fino ad oggi nel nostro Paese. Ho selezionato le opere una ad una per la loro qualit\u00e0 e rappresentativit\u00e0, approfittando della presenza delle mie nelle collezioni di Intesa-Gallerie d&#039;Italia, del Mart di Rovereto, del Mambo di Bologna, che mi hanno messo nelle condizioni di avere un rapporto diretto con le loro collezioni. La produzione del progetto e la grande professionalit\u00e0 di Silvana, mio editore e autentico riferimento in Italia, hanno fatto il resto&quot;.\u00a0In mostra troveremo &quot;cento opere di 35 artisti: Schifano, Ceroli, Adami, Del Pezzo, Baj, Rotella, Pascali, Marotta, Gilardi e molti altri: cubi giganti, giraffe alte due metri, segnali stradali immaginari, tappeti-natura: una mostra immediata, popolare, adatta per tutte le et\u00e0 che stimola l&#039;immaginario in un clima rasserenante, accompagnati dalla musica di quegli anni, Caterina Caselli, i Rokes, i Corvi, Lucio Battisti, i Camaleonti, che andr\u00e0 in loop negli spazi indimenticabili della Basilica Palladiana, dichiarata dall&#039;Unesco bene dell&#039;umanit\u00e0&quot;. \u00a0Una mostra molto spettacolare quindi. Quali le novit\u00e0 esclusive? &quot;E&#039; una mostra del tutto inedita per il racconto del &#039;sentire comune&#039; della Pop in arte e la Beat in letteratura &#8211; spiega il curatore del progetto &#8211; riscoprendo autori misconosciuti come Gianni Milano e Aldo Piromalli o addirittura sconosciuti come Nat Scammacca (definito dal beat americano Lawrence Ferlinghetti come il migliore poeta beat italiano) e il suo Antigruppo siciliano, che conferisce finalmente identit\u00e0 nazionale alla Beat italiana. Viene inoltre ribadita l&#039;indipendenza degli artisti e poeti italiani dal modello americano, fino ad oggi considerato dominante, precisando che gli stessi americani gi\u00e0 nel 1963 ritenevano la ricerca italiana talmente indipendente da potersi chiamare Neo-Futurismo&quot;.\u00a0Una mostra che \u00e8 anche una grande festa collettiva, in cui Vicenza diventa un autentico laboratorio con eventi collaterali ad hoc proposti in alcuni dei principali luoghi monumentali della citt\u00e0. Ad essere coinvolte sono anche le scuole, a partire da una specifica sezione didattica allestita al piano terra della Basilica Palladiana. La mostra \u00e8 accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, a cura di Roberto Floreani, con testi di Roberto Floreani, Gaspare Luigi Marcone, Alessandro Manca.\u00a0&quot;Cerco di realizzare il sogno di poter dipingere, vivendolo come un privilegio salvifico: Ballare cantare, scrivere, recitare, fare il teatro, la poesia [\u2026] ma voglio farlo da pittore perch\u00e9 dipingere non \u00e8 un modo di fare, ma un modo di essere\u2026 che poi non \u00e8 una mia affermazione, ma di Renato Mambor, artista presente in mostra&quot;.\u00a0&quot;Non lo so se il sogno rappresenti la finalit\u00e0 dominante della mia vita: dipingendo vivo un sogno lungo un giorno, ogni giorno. Ma combatto anche contro la deriva materialista dell&#039;affermazione del prezzo sul valore con tutti i mezzi a mia disposizione, ribadendo la mia convinta adesione a quella Storia eroica dell&#039;Astrazione, cos\u00ec definita dal filosofo Jean Baudrillard, che pone la componente spirituale al suo centro come irrinunciabile. Mi adopero poi per rimettere qualche casella storica al suo posto iniziando dal Futurismo, come ricordava in precedenza, prima Avanguardia storica del Novecento. Non casualmente, anche la Pop italiana avrebbe potuto chiamarsi Neo-Futurismo, infatti, come suggerisce anche la frase di Lucio Fontana che ho deciso di applicare alle pareti, nell&#039;ultima sala in uscita dalla mostra: &#039;Nulla verr\u00e0 distrutto del passato, n\u00e9 mezzi n\u00e9 fini, siamo convinti che si continuer\u00e0 a dipingere e a scolpire anche attraverso le materie del passato [\u2026] ma saranno pervase da sensibilit\u00e0 pi\u00f9 affinata&#039;. Affiniamo la sensibilit\u00e0, quindi&quot;.\u00a0&#8212;culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Liberi di sognare. 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