{"id":44978,"date":"2024-10-10T15:15:53","date_gmt":"2024-10-10T13:15:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=44978"},"modified":"2024-10-10T15:15:53","modified_gmt":"2024-10-10T13:15:53","slug":"latronico-siaarti-terapie-intensive-si-aprano-ai-familiari-dei-pazienti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=44978","title":{"rendered":"Latronico (Siaarti): &#8220;Terapie intensive si aprano ai familiari dei pazienti&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Da anni le terapie intensive stanno cambiando il loro volto, nel mondo come in Italia. I pazienti sono minimamente sedati oppure tenuti totalmente svegli. E questo perch\u00e9 abbiamo scoperto che farmaci potenti come i sedativi possono avere rilevanti effetti collaterali. Ma il paziente va anche tenuto attivo, dal punto di vista fisico e intellettivo. E in questo la famiglia pu\u00f2 avere un ruolo proattivo. Per tale motivo, \u00e8 necessario aprire le terapie intensive ai familiari per una migliore presa in carico del paziente che, non dimentichiamo, va incontro a delirium e debolezza muscolare profonda anche dopo pochi giorni di ricovero&quot;. Cos\u00ec all\u2019Adnkronos Salute Nicola Latronico, direttore Dipartimento Emergenza-Urgenza Spedali Civili di Brescia e professore di Anestesia e Terapia intensiva dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Brescia, in occasione del 78esimo congresso della Societ\u00e0 italiana di anestesia, rianimazione, terapia intensiva, terapia del dolore (Siaarti) in corso a Napoli.\u00a0&quot;Oltre a medici e infermieri &#8211; spiega Latronico, che \u00e8 anche coordinatore nazionale dell\u2019Area Terapia intensiva di Siaarti \u2013 le famiglie possono aiutare il paziente nel suo percorso di cura, a ricostruirne il vissuto, a ridurre alcune complicanze importanti, una delle quali \u00e8 il delirium. Una condizione terribile, che ha un&#039;incidenza che va dal 30 al 70% dei pazienti ventilati artificialmente. Il paziente vive in un mondo parallelo ed \u00e8 inattento a tutto ci\u00f2 che gli accade intorno. Fortunatamente, il delirium \u00e8 una fase transitoria, sebbene possa avere effetti collaterali a lungo termine, tra cui l\u2019aumentato rischio di demenza. Anche per questo motivo \u00e8 importante la presenza di un familiare al suo fianco&quot;. \u00a0Un altro problema che affligge il 25% dei pazienti in terapia intensiva &quot;\u00e8 la perdita di massa muscolare con conseguente debolezza profonda \u2013 sottolinea Latronico &#8211; A differenza del delirium, che \u00e8 collegato alla gravit\u00e0 della malattia, la debolezza muscolare \u00e8 invece legata anche alla immobilit\u00e0 del paziente. Da qui, la necessit\u00e0 di mobilizzare i pazienti il prima possibile ma per questo bisogna tenerli svegli, quindi non vanno sedati. Non solo. La mobilizzazione riduce anche l\u2019incidenza di delirium e migliora lo stato cognitivo delle persone anche a distanza di tempo. Quindi meno farmaci sedativi, pi\u00f9 fisioterapisti&quot; nelle terapie intensive &quot;gi\u00e0 aperte alle famiglie dei pazienti &#8211; conclude Latronico &#8211; Da alcuni anni \u00e8 in atto un cambiamento culturale in tutto il mondo, sebbene non diffuso e applicato in modo omogeneo. Nel nostro Paese il processo \u00e8 in corso ma non sempre soddisfacente\u201d. \u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Da anni le terapie intensive stanno cambiando il loro volto, nel mondo come in Italia. I pazienti sono minimamente sedati oppure tenuti totalmente svegli. 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