{"id":43904,"date":"2024-10-04T13:25:43","date_gmt":"2024-10-04T11:25:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=43904"},"modified":"2024-10-04T13:25:43","modified_gmt":"2024-10-04T11:25:43","slug":"calciomercato-regole-fifa-violano-leggi-su-diritto-comunitario-la-sentenza-della-corte-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=43904","title":{"rendered":"Calciomercato, regole Fifa violano leggi su diritto comunitario: la sentenza della Corte Ue"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il calciomercato verso una nuova rivoluzione per il caso Diarra? Alcune delle norme della Fifa in materia di trasferimenti internazionali di calciatori professionisti sono contrarie al diritto dell&#039;Ue, ha stabilito la Corte di Giustizia dell&#039;Ue, sottolineando che le norme &quot;ostacolano la libert\u00e0 di circolazione dei giocatori e restringono la concorrenza tra i club&quot;. La sentenza rischia di rivoluzionare il mercato, perch\u00e9 potrebbe incidere anche sullo status di calciatori vincolati da contratti in essere. \u00a0\u00a0La vicenda nasce infatti dal caso di Lassana Diarra, che rischia di diventare il &#039;nuovo Marc Bosman&#039;, il calciatore belga che nel 1995 ha ottenuto la sentenza che ha cancellato l&#039;indennizzo da versare ai club per giocatori in scadenza di contratto.\u00a0Il precedente di Diarra, ora, rischia di avere un impatto dirompente nelle trattative per calciatori sotto contratto. L&#039;ex centrocampista nel 2015 ha rescisso unilateralmente il contratto con la Lokomotiv Mosca a cui era legato da un accordo triennale. Il club russo ha chiesto 20 milioni di euro al giocatore e al suo futuro club a titolo di indennizzo.\u00a0Diarra ha fatto ricorso in Belgio contro alcune delle norme dettate dalla F\u00e9d\u00e9ration Internationale de Football Association (Fifa), responsabile dell&#039;organizzazione e del controllo del calcio a livello mondiale. Lo sportivo ha sostenuto che queste norme Fifa hanno ostacolato il suo ingaggio da parte di un club di calcio belga. La sentenza della Corte di Giustizia dell&#039;Ue, alla fine dell&#039;iter, gli ha dato ragione.\u00a0\u00a0Le norme contestate sono parte del Regolamento sullo status e i trasferimenti dei calciatori (Rsti) della Fifa e sono destinate a essere attuate sia dalla Fifa sia dalle federazioni calcistiche nazionali che ne fanno parte, come la Federazione calcistica del Belgio (Urbsfa). Si applicano, tra l&#039;altro, nel caso in cui un club ritenga che uno dei suoi giocatori abbia risolto il suo contratto di lavoro senza giusta causa, prima della scadenza naturale.\u00a0In casi come questo, il calciatore e qualsiasi club che intenda ingaggiarlo sono responsabili in solido: devono pagare un&#039;indennit\u00e0 al club di provenienza. Inoltre, il nuovo club \u00e8 passibile, in alcune situazioni, di una sanzione sportiva, il divieto di ingaggiare nuovi giocatori per un periodo.\u00a0Infine, la federazione nazionale da cui dipende il club di provenienza del giocatore deve negare il rilascio di un certificato internazionale di trasferimento alla federazione alla quale \u00e8 iscritto il nuovo club, finch\u00e9 tra il club di provenienza e il giocatore \u00e8 pendente una controversia in merito alla risoluzione del contratto. La Corte d&#039;Appello di Mons, in Belgio, ha chiesto alla Corte di Giustizia se queste norme siano in linea con la libert\u00e0 di circolazione dei lavoratori e al diritto della concorrenza. La Corte, nella sentenza, dichiara che l&#039;insieme di queste norme \u00e8 contrario al diritto dell&#039;Unione Europea. \u00a0\u00a0Per i giudici di Lussemburgo, queste norme sono in grado di ostacolare la libera circolazione dei calciatori professionisti che vogliano lavorare per un nuovo club, stabilito nel territorio di un altro Stato membro dell&#039;Unione. Infatti, le norme fanno gravare sui giocatori, e sui club che intendano ingaggiarli, rischi giuridici &quot;rilevanti&quot;, rischi finanziari &quot;imprevedibili&quot; e potenzialmente &quot;molto elevati&quot; nonch\u00e9 &quot;significativi&quot; rischi sportivi, che, considerati nel complesso, sono tali da ostacolare il trasferimento internazionale di questi giocatori.\u00a0Anche se \u00e8 vero, concedono i magistrati, che restrizioni alla libera circolazione dei giocatori professionisti possono essere giustificate dall&#039;obiettivo di garantire la regolarit\u00e0 delle competizioni di calcio tra club, mantenendo un certo grado di stabilit\u00e0 nell&#039;organico, tuttavia le norme, fatta salva la verifica da parte della Cour d&#039;Appel di Mons, sembrano spingersi, sotto molti aspetti, &quot;oltre quanto necessario&quot; per il perseguimento dell&#039;obiettivo.\u00a0Per quanto riguarda il diritto della concorrenza, la Corte conclude che le norme controverse mirano a restringere, se non addirittura a impedire, la concorrenza transfrontaliera che potrebbero farsi tutti i club di calcio professionistici stabiliti nell&#039;Ue, ingaggiando unilateralmente giocatori contrattualmente legati a un altro club, o giocatori il cui contratto sia stato risolto senza giusta causa.\u00a0I giudici ricordano che la possibilit\u00e0 di farsi concorrenza, reclutando giocatori gi\u00e0 formati svolge un ruolo &quot;essenziale&quot; nel calcio professionistico e che le norme che restringono in modo generalizzato questa forma di concorrenza, cristallizzando la ripartizione dei lavoratori tra i datori di lavoro e compartimentando i mercati, sono assimilabili a un accordo di non sollecitazione. Peraltro, la Corte conclude che, fatta salva la verifica da parte della Cour d&#039;Appel di Mons, queste norme non sembrano essere &quot;indispensabili o necessarie&quot;. \u00a0\u00a0\u00a0&#8212;sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il calciomercato verso una nuova rivoluzione per il caso Diarra? 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