{"id":43784,"date":"2024-10-04T09:12:21","date_gmt":"2024-10-04T07:12:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=43784"},"modified":"2024-10-04T09:12:21","modified_gmt":"2024-10-04T07:12:21","slug":"tumori-una-firma-molecolare-per-prevederne-levoluzione-studio-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=43784","title":{"rendered":"Tumori: una firma molecolare per prevederne l&#8217;evoluzione, studio italiano"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Un gruppo di ricercatori dell&#039;Istituto italiano di tecnologia (Iit) a Milano ha identificato una firma molecolare che contrassegna le cellule tumorali pi\u00f9 aggressive. Grazie a un sistema di codici a barre genetici e a un nuovo metodo di sequenziamento su singola cellula, il team ha dimostrato che \u00e8 possibile individuare le cellule che danno inizio al cancro e alle metastasi, in particolare nella mammella. Con le stesse tecniche, gli scienziati hanno anche scoperto quali tra queste cellule sono in grado di resistere alle chemioterapie prima ancora che questa &#039;invulnerabilit\u00e0&#039; si manifesti. Lo studio, sostenuto da Fondazione Airc, \u00e8 pubblicato su &#039;Nature Communications&#039;.\u00a0In genere &#8211; spiegano dall&#039;Iit &#8211; i codici a barre vengono utilizzati per identificare i prodotti in commercio e per tenerne traccia durante scambi e movimentazioni. L&#039;\u00e9quipe del Centro di scienze genomiche dell&#039;Iit nel capoluogo lombardo, coordinato da Francesco Nicassio, li hanno impiegati invece per etichettare le cellule tumorali e seguirle nella loro evoluzione. Lo studio era focalizzato sul tumore al seno triplo negativo, una forma che rappresenta circa il 20% dei tumori della mammella. Poich\u00e9 \u00e8 ancora poco curabile, \u00e8 anche un&#039;importante sfida terapeutica e di ricerca. Le etichette sono state assegnate a singole cellule in coltura di tumore del seno triplo negativo, cos\u00ec che fosse possibile seguirne il percorso evolutivo durante lo sviluppo e la crescita del tumore. L&#039;approccio ha permesso di comporre un identikit specifico e riconoscibile delle cellule presenti nel cancro che si \u00e8 formato.\u00a0&quot;Identificare tali cellule non \u00e8 semplice, ma grazie a una stretta collaborazione multidisciplinare e all&#039;uso di tecnologie multi-omiche all&#039;avanguardia, in particolare il sequenziamento a singola cellula, siamo riusciti a ottenere questo risultato &#8211; afferma Nicassio che ha diretto il lavoro di ricerca &#8211; In base alle caratteristiche molecolari individuate \u00e8 stato possibile selezionare tra le cellule tumorali quelle che possono formare le metastasi e quelle in grado di sviluppare resistenze ai farmaci&quot;. Il passo successivo \u00e8 stato studiare gli aspetti genetici delle cellule tracciate. \u00a0Gli scienziati hanno messo a punto un metodo multi-omico, un modo innovativo per studiare contemporaneamente le caratteristiche genetiche, epigenetiche e trascrizionali delle cellule. E i risultati hanno mostrato che proprio le caratteristiche epigenetiche &#8211; ovvero le modificazioni che, pur non cambiando la sequenza di Dna e Rna, sono in grado di influire sull&#039;espressione dei geni &#8211; sono alla base sia dello sviluppo iniziale del tumore sia della formazione di metastasi. &quot;Quello che abbiamo ottenuto \u00e8 l&#039;identificazione di un &#039;epigenoma pro-metastatico&#039;, una sorta di firma molecolare gi\u00e0 presente nel tumore primario che identifica le cellule pi\u00f9 aggressive&quot;, chiarisce Matteo Marzi del Centro di scienze genomiche di Iit a Milano, fra gli autori del lavoro. Sulla base di queste firme molecolari, i ricercatori hanno quindi potuto catalogare le cellule come pi\u00f9 o meno aggressive, e distinguerle da un&#039;altra popolazione che determina invece la resistenza ai farmaci a causa di mutazioni genetiche.\u00a0&quot;Il nostro \u00e8 stato principalmente un lavoro di caratterizzazione fine dei profili molecolari delle singole cellule, applicando tecnologie innovative per osservare e capire ci\u00f2 che prima potevamo soltanto ipotizzare &#8211; commenta la coautrice Francesca Nadalin, ricercatrice sia dell&#039;Iit a Milano sia allo European Bioinformatics Institute di Cambridge, nel Regno Unito &#8211; I risultati suggeriscono che certe regioni specifiche del genoma possano essere implicate nello sviluppo di specifiche propriet\u00e0 del cancro, come la proliferazione tumorale o la resistenza alla chemioterapia&quot;.\u00a0Il team punta ora ad approfondire ulteriormente i suoi studi, per potere un giorno introdurre i risultati ottenuti nella pratica clinica. Potrebbero essere infatti la base per nuovi metodi di diagnosi precoce e trattamenti terapeutici innovativi, riporta una nota. I prossimi passi prevedono la validazione dei risultati ottenuti su una maggiore variet\u00e0 di cellule in coltura, e una migliore comprensione del legame tra l&#039;identikit molecolare e le cause alla base delle metastasi e della resistenza alla terapia farmacologica.\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Un gruppo di ricercatori dell&#039;Istituto italiano di tecnologia (Iit) a Milano ha identificato una firma molecolare che contrassegna le cellule tumorali pi\u00f9 aggressive. 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