{"id":42693,"date":"2024-09-27T18:13:00","date_gmt":"2024-09-27T16:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=42693"},"modified":"2024-09-27T18:13:00","modified_gmt":"2024-09-27T16:13:00","slug":"tumore-seno-loncologo-con-terapie-innovative-anche-ritorno-al-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=42693","title":{"rendered":"Tumore seno, l\u2019oncologo: &#8220;Con terapie innovative anche ritorno al lavoro&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; \u201cTornare al lavoro, per le donne con tumore al seno metastatico, \u00e8 possibile e notevolmente auspicato. L&#039;obiettivo delle cure infatti \u00e8 migliorare la sopravvivenza e la qualit\u00e0 di vita delle pazienti rendendola il pi\u00f9 possibile normale anche dal punto di vista relazionale. Il rientro al lavoro, ha un impatto psicologico estremamente forte e importante, e oggi \u00e8 possibile grazie a terapie innovative, spesso orali, da assumere a casa, e che permettono di cronicizzare la malattia tumorale con un prolungamento significativo della sopravvivenza e quindi, con evidenti effetti positivi anche sulla qualit\u00e0 di vita e sul benessere della paziente\u201d. Cos\u00ec Carmelo Bengala, direttore Uoc Oncologia medica 1, Azienda ospedaliera universitaria Pisana, descrive la prospettiva di un ritorno completo alla normalit\u00e0, per una malattia che \u00e8 diventata curabile con meno effetti collaterali e tempi di efficacia pi\u00f9 rapidi e prolungati. \u00a0\u201cLa storia naturale della malattia \u00e8 cambiata in questi anni &#8211; continua Bengala &#8211; Dai dati della letteratura sappiamo che, in Italia, il 66% delle donne con tumore mammario pu\u00f2 guarire: sono quasi 2 donne su 3. Il carcinoma mammario metastatico \u00e8 una patologia complessa, con caratteristiche biologiche differenti in termini di aggressivit\u00e0 e di curabilit\u00e0. Ci sono inoltre delle forme con un interessamento diffuso degli organi e forme, invece, molto pi\u00f9 frequenti, che si limitano a livello di singoli organi e tessuti. L&#039;innovazione diagnostica e successivamente terapeutica, ha portato allo sviluppo di farmaci specifici per i tumori ormonosensibili, per quelli cosiddetti triplo negativi e per i tumori che iperesprimono una proteina, la Her2, inclusi i tumori a bassa espressione di Her2\u201d.\u00a0Questi trattamenti innovativi \u201cpermettono una terapia a bersaglio molecolare &#8211; precisa l\u2019oncologo &#8211; con farmaci che si legano a molecole e recettori specifici delle cellule del tumore mammario, incrementando notevolmente l&#039;indice terapeutico, quindi incrementando l\u2019efficacia e riducendo la tossicit\u00e0 e con riduzione del rischio di progressione di malattia\u201d. A tale proposito, \u201cun altro aspetto di particolare impatto \u00e8 la capacit\u00e0 dei nuovi trattamenti di ridurre il rischio di recidiva anche nelle donne a cui \u00e8 stata diagnosticata la malattia in una fase iniziale\u201d. All\u2019ultimo congresso della Societ\u00e0 americana di oncologia (Asco), \u201csono stati presentati i risultati di farmaci veicolati attraverso anticorpi monoclonali che riconoscono il recettore della cellula tumorale, si legano al recettore cellulare e rilasciano il farmaco. Questo meccanismo d\u2019azione &#8211; chiarisce &#8211; ha aumentato notevolmente l&#039;efficacia riducendone appunto la tossicit\u00e0, cambiando di fatto la storia della malattia. Tutti questo \u00e8 a vantaggio della qualit\u00e0 di vita delle pazienti: poter cronicizzare la malattia, con il mantenimento prolungato di una risposta al trattamento, per anni, le donne, spesso giovani, quindi molto attive, possono mantenere una vita il pi\u00f9 possibile normale\u201d, compreso il ritorno al lavoro.\u00a0Le nuove terapie pongono una nuova sfida per l\u2019oncologo: \u201criuscire a trasmettere alla paziente questa consapevolezza perch\u00e9 diventi anche sua\u201d. Serve un cambio di mentalit\u00e0. A a volte si fa fatica a prospettare il \u201critorno al lavoro\u201d, ma \u201canche il ritorno a un&#039;alimentazione normale, senza particolari restrizioni\u201d anche grazie agli \u201ceffetti collaterali ridotti dei farmaci. Si tratta di cercare di far sentire la paziente meno ammalata di quanto lei sostanzialmente percepisca &#8211; sottolinea l\u2019esperto &#8211; e questo passa attraverso la comunicazione. Al di l\u00e0 delle nozioni scientifiche sull&#039;efficacia dei farmaci, \u00e8 importante parlare alle pazienti anche di questo aspetto relativo al benessere, al ritorno alla vita, alla normalit\u00e0 relazionale, affettiva e lavorativa. Tutto questo deve entrare nella nostra pratica clinica\u201d.\u00a0La stessa recidiva di un carcinoma della mammario metastatico, \u201cche pu\u00f2 presentarsi dopo alcuni anni dall&#039;intervento chirurgico in una singola sede, molto limitata, o in pi\u00f9 sedi &#8211; spiega Bengala &#8211; con le nuove terapie pu\u00f2 essere affrontata, in entrambe i casi, con risposte rapide, e quindi una regressione della malattia. Nel caso di interessamento dello scheletro potrebbe essere necessaria una terapia del dolore di supporto, ma sin dai primi mesi di trattamento, la donna pu\u00f2 riprendere una vita normale, anche lavorativa. Certo non si evitano possibili evoluzioni successive della malattia, ma la sopravvivenza in assenza di progressione della malattia \u00e8 estremamente prolungata, con tempi pi\u00f9 che raddoppiati con i nuovi trattamenti, rispetto ai vecchi. Questo tempo di vita in pi\u00f9 \u00e8 particolarmente prezioso perch\u00e9, grazie alla velocit\u00e0 della ricerca, apre alla prospettiva dell\u2019arrivo di nuove opportunit\u00e0 terapeutiche\u201d. \u00a0La ricerca, inoltre, \u201c\u00e8 importante perch\u00e9 d\u00e0 la possibilit\u00e0 alle pazienti, in caso di tumore resistente alle terapie, di entrare negli studi clinici e accedere cos\u00ec gi\u00e0 a terapie che sono in sperimentazione &#8211; evidenzia l\u2019esperto &#8211; Chiaramente questa opportunit\u00e0 si ha solo nei centri di alto livello specialistico, nelle Breast unit dove c\u2019\u00e8 una presa in carico del percorso terapeutico multidisciplinare, sia per gli aspetti prettamente oncologici che psicologici &#8211; sembra un paradosso, ma le donne a volte hanno paura di rientrare al lavoro &#8211; che nell\u2019essere coinvolte in studi clinici e anticipare l\u2019accesso a nuovi trattamenti. Non vogliamo dare false speranze, ci sono comunque degli effetti collaterali, degli esami a cui sottoporsi &#8211; conclude Bengala &#8211; ma \u00e8 possibile il recupero di una certa normalit\u00e0, specie se le pazienti sono motivate. In questo, un ruolo importante \u00e8 riservato all\u2019oncologo, lo psiconcologo, ma anche ai familiari: sostenere la donna nella motivazione a curarsi \u00e8 fondamentale\u201d. Approfondimenti sul tema sono disponibili nel sito \u2018E\u2019 tempo di Vita\u2019, etempodivita.it \u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; \u201cTornare al lavoro, per le donne con tumore al seno metastatico, \u00e8 possibile e notevolmente auspicato. 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