{"id":42134,"date":"2024-09-25T06:48:08","date_gmt":"2024-09-25T04:48:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=42134"},"modified":"2024-09-25T06:48:08","modified_gmt":"2024-09-25T04:48:08","slug":"dalla-luce-delle-lucciole-una-speranza-per-lepilessia-resistente-ai-farmaci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=42134","title":{"rendered":"Dalla luce delle lucciole una speranza per l&#8217;epilessia resistente ai farmaci"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La luce delle lucciole non accender\u00e0 pi\u00f9 solo le notti d&#039;estate, ma potrebbe anche illuminare il futuro delle persone con epilessia resistente, forme refrattarie ai farmaci oggi disponibili, che affliggono un paziente su 3. La speranza arriva da uno studio italiano pubblicato su &#039;Nature Communications&#039;, condotto da un team dell&#039;Istituto italiano di tecnologia (Iit) coordinato da Fabio Benfenati, in collaborazione con l&#039;Irccs ospedale Policlinico San Martino e l&#039;universit\u00e0 di Genova. Il lavoro, finanziato da Iit, San Martino, ateneo genovese e dal programma Prin (Progetti di rilevante interesse nazionale) del ministero dell&#039;Universit\u00e0 e della Ricerca, descrive &quot;un approccio innovativo per il trattamento dell&#039;epilessia, che sfrutta la bioluminescenza delle lucciole per prevenire l&#039;iperattivit\u00e0 neuronale tipica delle crisi epilettiche&quot;. I primi dati preclinici sono promettenti. \u00a0Con 550mila casi in Italia e oltre 50 milioni a livello globale &#8211; ricordano dall&#039;Iit &#8211; l&#039;epilessia \u00e8 una delle patologie neurologiche pi\u00f9 diffuse, tanto che dal 2020 \u00e8 stata riconosciuta dall&#039;Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 come malattia sociale. E&#039; caratterizzata da un&#039;eccessiva attivazione di alcuni neuroni, che altera la normale funzionalit\u00e0 del cervello. Sebbene la maggior parte dei pazienti tragga beneficio dalle terapie disponibili, circa un terzo non risponde ancora alle cure. Un&#039;alternativa \u00e8 offerta dall&#039;optogenetica, tecnica che modifica geneticamente i neuroni affinch\u00e9 esprimano opsine, proteine capaci di influenzare l&#039;attivit\u00e0 delle cellule nervose quando esposte alla luce. L&#039;optogenetica permette di bloccare l&#039;attivazione patologica del tessuto neurale patologico, riportando l&#039;attivit\u00e0 dei neuroni a livelli fisiologici e disinnescando sul nascere le crisi epilettiche. Questa strategia richiede per\u00f2 l&#039;inserimento di fibre ottiche nel cervello per generare la luce necessaria al funzionamento delle opsine. Per bypassare questo passaggio invasivo, il Center for Synaptic Neuroscience and Technology dell&#039;Iit ha sviluppato un sistema in grado di attivarsi autonomamente e in maniera mirata direttamente all&#039;interno dei neuroni epilettici, riportandoli al loro stato naturale.\u00a0&quot;Il nostro approccio si basa su 3 elementi che vengono prodotti direttamente in tutte le cellule nervose grazie alla modifica genetica &#8211; spiega Caterina Michetti, prima autrice dello studio, ricercatrice dell&#039;universit\u00e0 di Genova e dell&#039;Iit &#8211; Si tratta di un&#039;opsina collegata a un sensore e a una molecola bioluminescente, una luciferasi, la stessa proteina che permette alle lucciole di emettere luce. La somministrazione del substrato, sostanzialmente un farmaco che la luciferasi consuma per produrre il segnale luminoso, consente di promuovere l&#039;attivazione dell&#039;opsina senza bisogno di inserire fibre ottiche&quot;.\u00a0L&#039;idea della luciferasi non \u00e8 l&#039;unica novit\u00e0 della strategia &#039;made in Genova&#039;: &quot;Il sensore risolve il problema della tempistica e della localizzazione, determinando quando e in quali neuroni attivare il circuito per prevenire le crisi epilettiche in arrivo&quot;, sottolineano i ricercatori. &quot;Il nostro sistema &#8211; illustra Elisabetta Colombo, co-coordinatrice dello studio e ricercatrice del Center for Synaptic Neuroscience and Technology dell&#039;Iit &#8211; \u00e8 dotato di un sensore che percepisce l&#039;acidificazione del neurone, caratteristica esclusiva dei neuroni epilettici, creando pertanto un circuito chiuso. Grazie alla somministrazione del farmaco che attiva la luciferasi, il nostro sensore controlla che il neurone sia sano o epilettico, e solo in quest&#039;ultimo caso viene attivata l&#039;opsina che riporta l&#039;attivit\u00e0 neuronale a livelli fisiologici&quot;.\u00a0La sperimentazione di una terapia basata su questo approccio \u00e8 ancora a livello preclinico, ma i risultati mostrano &quot;una diminuzione superiore a 3 volte nel numero di crisi epilettiche e una riduzione del 32%&quot;, praticamente di un terzo, &quot;nella durata degli attacchi rispetto al gruppo non trattato&quot;, riporta l&#039;Iit.\u00a0&quot;Il modello sviluppato &#8211; commenta Benfenati, direttore del Center for Synaptic Neuroscience and Technology dell&#039;Iit &#8211; rappresenta un approccio potenzialmente promettente per il trattamento dell&#039;epilessia cronica refrattaria ai farmaci, indipendentemente dalla causa specifica, genetica o non genetica, in particolare per i casi in cui l&#039;intervento chirurgico non \u00e8 possibile. Il prossimo passo consiste nell&#039;ottimizzare la modalit\u00e0 di somministrazione del farmaco, in modo che il sistema possa restare attivo a lungo nel cervello e intervenire prontamente quando \u00e8 necessario&quot;.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La luce delle lucciole non accender\u00e0 pi\u00f9 solo le notti d&#039;estate, ma potrebbe anche illuminare il futuro delle persone con epilessia resistente, forme refrattarie ai farmaci oggi disponibili, che affliggono un paziente&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":42135,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-42134","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42134","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=42134"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42134\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/42135"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=42134"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=42134"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=42134"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}