{"id":41378,"date":"2024-09-21T12:33:00","date_gmt":"2024-09-21T10:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=41378"},"modified":"2024-09-21T12:33:00","modified_gmt":"2024-09-21T10:33:00","slug":"quinta-malattia-aumentano-casi-in-europa-boom-negli-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=41378","title":{"rendered":"Quinta malattia: aumentano casi in Europa, boom negli Usa"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Mamme e pap\u00e0 si accorgono della sua presenza quando le guance dei loro bambini diventano all&#039;improvviso rossastre. E&#039; questa eruzione cutanea uno dei sintomi pi\u00f9 caratteristici del parvovirus B19, meglio noto come quinta malattia, infezione che nei bambini e negli adulti sani \u00e8 relativamente lieve o anche asintomatica, ma in alcuni gruppi di persone, come immunodepressi o affetti da patologie ematologiche tipo anemia falciforme, e nelle donne in gravidanza, pu\u00f2 essere pi\u00f9 grave. Dopo un crollo ai tempi della pandemia, gli esperti segnalano un&#039;impennata: i casi sono in aumento in Europa, e negli Usa si rileva un vero boom. A fare il punto un focus dedicato alla malattia infettiva sulla rivista scientifica &#039;Jama&#039; online. \u00a0I numeri raccolti dai Cdc (Centri americani per il controllo e la prevenzione delle malattie) rendono l&#039;idea, vengono definiti &quot;impressionanti&quot;: considerando tutte le fasce d&#039;et\u00e0, la quota di persone con anticorpi IgM contro il parvovirus B19, segno di infezione recente, \u00e8 aumentata da meno del 3% nel 2022-2024 al 10% nel giugno 2024. Tra i bimbi di 5-9 anni, la percentuale \u00e8 addirittura balzata dal 15% nel 2022-2024 al 40% nel giugno 2024. E tra i campioni di plasma raccolti, la quota con un&#039;elevata concentrazione di Dna del parvovirus \u00e8 aumentata dall&#039;1,5% di dicembre 2023 al 19,9% di giugno 2024. \u00a0L&#039;infezione si trasmette principalmente tramite goccioline emesse con tosse o starnuti da una persona infetta. La crescita dei casi registrata negli Usa ha spinto i Cdc a emettere di recente un avviso sanitario al riguardo, anche perch\u00e9 non esiste un vaccino o una terapia antivirale per l&#039;infezione. \u00a0Dato l&#039;aumento di quest&#039;anno, &quot;gli operatori sanitari devono davvero stare in guardia&quot; sull&#039;infezione da parvovirus B19 tra i pazienti ad alto rischio, \u00e8 il monito lanciato su &#039;Jama Medical News&#039; da Alfonso Hernandez-Romieu, funzionario medico del Centro nazionale per l&#039;immunizzazione e le malattie respiratorie dei Cdc. Probabilmente, \u00e8 l&#039;analisi degli esperti, non \u00e8 una coincidenza che le infezioni da parvovirus B19 siano sembrate diminuire durante i primi anni della pandemia di Covid, quando Dad e distanziamento introdotti per fermare Sars-CoV-2 hanno ridotto al minimo i contatti tra i bambini. Nel 2018-2019, i livelli pi\u00f9 alti di test positivi, che erano quelli rilevati tra i bambini dai 3 ai 5 anni, erano dal 2% al 5%, osserva Hernandez-Romieu. Nel 2021-2022, in pandemia, i tassi di quella fascia d&#039;et\u00e0 sono scesi a meno dell&#039;1%. Ma ora sembra che il parvovirus B19 stia recuperando il tempo perduto &quot;seguendo lo stesso schema di tanti altri patogeni&quot; come il virus respiratorio sinciziale (Rsv), evidenzia Alasdair Munro, National Institute for Health and Care Research del Regno Unito.\u00a0La ridotta esposizione durante la pandemia ha portato a una ridotta immunit\u00e0 della popolazione, consentendo &quot;una notevole ripresa&quot;, ha spiegato Munro. Nonostante un notevole aumento delle infezioni da parvovirus B19 a livello locale, precisa per\u00f2 l&#039;esperto, &quot;non abbiamo notato alcun aumento della gravit\u00e0 delle infezioni o un cambiamento nella natura delle complicazioni&quot;, ha affermato Munro. Per la maggior parte delle persone, \u00e8 solo qualcosa che fa starnutire. Secondo i Cdc, non tutti i contagiati sviluppano sintomi. Tra le persone sane, chi si ammala invece in genere sviluppa sintomi in 2 fasi: la prima inizia circa una settimana dopo l&#039;infezione e dura circa 5 giorni, con febbre, malessere, dolori muscolari. Ed \u00e8 in questo lasso di tempo che il parvovirus B19 \u00e8 pi\u00f9 contagioso (complici cariche virali pi\u00f9 alte e tosse e starnuti). \u00a0Una settimana o dieci giorni dopo questa fase, inizia la seconda, quando i bambini spesso sviluppano l&#039;eruzione cutanea rosso vivo sul viso, da cui deriva il soprannome &#039;malattia della guancia schiaffeggiata&#039;. A quel punto, per\u00f2, quando \u00e8 ormai chiaro che si \u00e8 trattato di quinta malattia, i pazienti non sono pi\u00f9 contagiosi. Il rossore sulle guance potrebbe essere seguito da 1 a 4 giorni dopo da un&#039;eruzione cutanea in altre parti del corpo o dolore alle articolazioni. La maggior parte delle persone necessita solo di trattamenti per alleviare i sintomi. Nelle persone a rischio, l&#039;infezione pu\u00f2 portare a complicazioni pi\u00f9 gravi, anche se in una piccola percentuale di casi, perch\u00e9 il parvovirus B19 infetta i precursori dei globuli rossi nel midollo osseo, il che pu\u00f2 causare anemia, soprattutto nelle persone immunodepresse o con disturbi emolitici cronici, osserva Hernandez-Romieu. \u00a0Se le donne incinte trasmettono l&#039;infezione al feto, la maggior parte dei casi si risolve senza problemi, ma possono verificarsi complicazioni (anemia fetale o altro) circa nel 5-10%, secondo i Cdc. Il parvovirus B19 in gravidanza non \u00e8 stato associato come le infezioni da Zika e Oropouche a malformazioni congenite, informa Laura Riley, direttrice del Dipartimento di ostetricia e ginecologia alla Weill Cornell Medicine. \u00c8 tra l&#039;altro probabile che la maggior parte delle donne incinte che scoprono di essere state esposte al parvovirus B19 non contraggano l&#039;infezione. Questo perch\u00e9, secondo i Cdc, c&#039;\u00e8 una certa immunit\u00e0 nella popolazione: all&#039;et\u00e0 di 40 anni oltre il 70% degli adulti presenta anticorpi rilevabili. &quot;La buona notizia \u00e8 che molti ne hanno sofferto da bambini&quot; e non l&#039;avranno pi\u00f9, dice Riley suggerendo alle donne incinte che scoprono di essere state esposte al parvovirus B19 o presentano sintomi di informare il medico, tenendo presente che anche se hanno l&#039;infezione e trasmettono il virus al feto &quot;non significa che andr\u00e0 tutto male&quot;, ma solo che saranno monitorate.\u00a0In conclusione, suggerisce Hernandez-Romieu, sebbene questa infezione causi solo sintomi lievi, se non nulli, nei bambini e negli adulti sani, i medici dovrebbero avvertire i pazienti ad alto rischio del recente aumento dei casi e discutere misure per ridurre al minimo il rischio seguendo le linee guida previste per la prevenzione delle infezioni virali respiratorie.\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Mamme e pap\u00e0 si accorgono della sua presenza quando le guance dei loro bambini diventano all&#039;improvviso rossastre. 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