{"id":41015,"date":"2024-09-19T16:40:25","date_gmt":"2024-09-19T14:40:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=41015"},"modified":"2024-09-19T16:40:25","modified_gmt":"2024-09-19T14:40:25","slug":"da-domani-fino-a-2-febbraio-apre-al-pubblico-mostra-picasso-lo-staniero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=41015","title":{"rendered":"Da domani fino a 2 febbraio apre al pubblico mostra &#8216;Picasso lo staniero&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Da domani e fino al 2 febbraio 2025, Palazzo Reale presenta la mostra \u201cPicasso lo straniero\u201d. A cinquant\u2019anni dalla scomparsa, l\u2019opera di Picasso \u00e8 indagata e raccontata attraverso la lente del suo stato di immigrato, rifiutato, censurato dalla nazione che lo ha visto crescere e raggiungere il successo, la Francia. Promossa dal Comune di Milano &#8211; Cultura, la mostra nasce dall\u2019idea originale di Annie Cohen-Solal, autrice della biografia \u201cPicasso lo straniero\u201d e curatrice scientifica del progetto espositivo, ed \u00e8 prodotta da Palazzo Reale con Marsilio Arte grazie alla collaborazione del Mus\u00e9e National Picasso-Paris (MNPP), principale prestatore, del Palais de la Porte Dor\u00e9e, del Mus\u00e9e National de l\u2019Histoire de l\u2019Immigration e della Collection Mus\u00e9e Magnelli Mus\u00e9e de la c\u00e9ramique di Vallauris. La mostra si avvale anche della curatela speciale di C\u00e9cile Debray, presidente del Mnpp. &quot;Picasso lo straniero&quot; presenta pi\u00f9 di 90 opere dell\u2019artista, oltre a documenti, fotografie, lettere e video, provenienti dal Mnpp, dal Mus\u00e9e National de l\u2019Histoire de l\u2019Immigration di Parigi e dalla Collection Mus\u00e9e Magnelli Mus\u00e9e de la c\u00e9ramique di Vallauris: un progetto che apre ad ampie e attualissime riflessioni sui temi dell\u2019accoglienza, dell\u2019immigrazione e della relazione con l\u2019altro. &quot;Questo progetto rappresenta un\u2019occasione straordinaria per riflettere non solo sull\u2019opera di uno dei pi\u00f9 grandi artisti del Novecento, ma anche sulle dinamiche storiche e sociali che hanno influenzato la sua vita e il suo percorso creativo &#8211; ha dichiarato l&#039;assessore alla Cultura Tommaso Sacchi -. Milano, con la sua tradizione di accoglienza e apertura culturale, si conferma ancora una volta un centro internazionale in cui l\u2019arte diventa strumento di dialogo e inclusione. L\u2019approccio innovativo di questa esposizione ci invita a riscoprire Picasso sotto una nuova luce, quella dell\u2019uomo, oltre che dell\u2019artista, segnato dall\u2019esperienza dell\u2019essere straniero&quot;.\u00a0Nato nel 1881 a Malaga in Spagna, Picasso giunge per la prima volta a Parigi da Barcellona nell\u2019ottobre 1900 in occasione dell\u2019Esposizione Universale, senza conoscere una sola parola in francese. Nel 1901 viene schedato per sbaglio con il numero 74.664 come anarchico sottoposto a sorveglianza speciale. Nel 1904 si stabilisce definitivamente a Parigi, dove si affermer\u00e0 come leader dell\u2019avanguardia cubista. Nonostante la Francia diventi la sua casa e la sua fama cresca oltre i confini nazionali, l\u2019artista non otterr\u00e0 mai la cittadinanza francese. Durante la guerra civile in Spagna, l\u2019artista realizza Guernica (1937), l\u2019immensa tela destinata a diventare il vessillo universale della resistenza antifascista, cos\u00ec il 3 aprile 1940, temendo di essere in pericolo in un Paese in cui l\u2019invasione nazista \u00e8 imminente e lui \u00e8 solo uno straniero non gradito, inoltra allo stato francese la domanda di naturalizzazione, che gli viene rifiutata. Risale al 1929 il gran rifiuto che il Louvre oppose alla donazione delle \u201cDemoiselles d\u2019Avignon\u201d e cos\u00ec, fino al 1947, nelle collezioni pubbliche francesi erano presenti solo due opere di Picasso, nonostante la sua fama fosse affermata in tutto il mondo. Il clima di sospetto e di esclusione di cui fu vittima non gli imped\u00ec di stabilirsi nel 1955 nel sud della Francia, preferendo la provincia alla capitale e ancorandosi cos\u00ec definitivamente allo spazio mediterraneo al quale ha sempre appartenuto. Come ha fatto Picasso, in un secolo caratterizzato da cos\u00ec grandi turbolenze politiche, in un mondo dilaniato da nazionalismi di ogni specie, in un paese in cui gli apparati di sicurezza, le istituzioni museali e gran parte dell\u2019ambiente artistico-culturale diffidavano di lui, a imporre le sue rivoluzioni estetiche? L\u2019esposizione di Milano risponde a queste domande, al di l\u00e0 dell\u2019aspetto puramente formalista dell\u2019opera dell\u2019artista: grazie a un approccio multidisciplinare e alla ricerca negli archivi della polizia francese, i curatori danno vita a un avvincente percorso nella vita e nell\u2019opera di Pablo Picasso, con documenti inediti e opere mai viste prima in Italia.\u00a0Il percorso espositivo si snoda in ordine cronologico, dal 1900 al 1973, e le opere selezionate sono testimonianza della travagliata condizione di esule e straniero di Picasso in Francia, esperienza che ha che influenzato radicalmente la sua pratica artistica. Nel dipinto \u201cLa lettura della lettera\u201d (1921), ad esempio, Picasso rappresenta s\u00e9 stesso accanto a un amico, che potrebbe essere il poeta Guillaume Apollinaire o il poeta Max Jacob, oppure Georges Braque: ma ci\u00f2 che emerge \u00e8 l&#039;importanza che l\u2019artista &#8211; proprio a causa della fragilit\u00e0 della sua condizione di straniero &#8211; attribuisce ai legami e alle amicizie che ha costruito nel corso degli anni. Tre le oltre quaranta opere per la prima volta esposte in Italia &#8211; tra dipinti, disegni, sculture -, una piccola gouache \u201cGruppo di donne\u201d del 1901: Picasso nei primi mesi a Parigi lavora moltissimo, eseguendo a tempo di record sessantaquattro opere che ci pongono di fronte a personaggi sconcertanti, ritratti con colori violenti, con ampi tocchi di rosso che spiccano come ferite. \u00c8 il popolino di Parigi osservato nei bassifondi della citt\u00e0, nei caff\u00e8 e nelle stradine di Montmartre, insieme al gruppo accogliente dei catalani del quale adesso anche Picasso fa parte. \u201cGuardato con sospetto come straniero, uomo di sinistra, artista d\u2019avanguardia, Picasso si destreggia con abilit\u00e0 e acume politico in un paese che poggia su due grandi istituzioni: la police des \u00e9trangers e l\u2019Acad\u00e9mie des beaux-arts, che tutelano ossessivamente la \u2018purezza della nazione\u2019 e il \u2018buon gusto francese\u2019 &#8211; racconta la curatrice -. Nella mia ricerca appare costantemente l&#039;immagine di un Picasso vulnerabile e precario, perch\u00e9 sapeva di poter essere espulso in qualsiasi momento. Tuttavia, seppe navigare da grande stratega contro la xenofobia diffusa\u201d. A Palazzo Te di Mantova \u00e8 gi\u00e0 aperta, fino al 6 gennaio 2025, la mostra \u201cPicasso a Palazzo Te. Poesia e salvezza\u201d, in dialogo con gli affreschi di Giulio Romano, che presenta circa 50 opere del Maestro simbolo del Novecento, tra disegni, documenti, sculture e dipinti, alcuni eccezionalmente esposti in Italia per la prima volta. Entrambi i progetti nascono dalla collaborazione con il MNNP e sono curati da Annie Cohen-Solal. Con il biglietto di ingresso della mostra a Milano i visitatori potranno accedere alla mostra di Mantova con il biglietto ridotto e viceversa.\u00a0&#8212;culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Da domani e fino al 2 febbraio 2025, Palazzo Reale presenta la mostra \u201cPicasso lo straniero\u201d. 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